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Eolo
recensioni
Figure di notte da Longiano a Torino
IL REPORT DI EUGENIA PRALORAN

FIGURE DI NOTTE 2010: DA LONGIANO A TORINO

La Quinta Edizione di Figure di Notte, Notte Bianca del Teatro di Figura 2010 presso la Casa Teatro Ragazzi e Giovani di Torino, ha offerto al suo pubblico per la sua edizione 2010 vari cavalli di battaglia e qualche esperimento in progress, sotto il segno particolare della collaborazione e dell'ospitalità alla Compagnia 'Arrivano dal mare! ', da Cervia e dalle colline del bellissimo Teatro di Longiano, presente con due dei lavori più importanti.
La Quinta Edizione di Figure di Notte ha avuto luogo grazie a 'Cooperativa Unoteatro ' e all'Associazione 'Le Teste di Legno ', con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Piemonte, il patrocinio della Città di Torino, la collaborazione di 'Arrivano dal mare! ', 'Festival di Teatro Urbano Mirabilia di Fossano ', 'Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani ', 'Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare ', 'Associazione Braghin '.
Inizio di serata in allegria con 'Senza denti ', la nuova performance itinerante in progress della Compagnia torinese 'Le Dueunquarto ' di Silvia Laniado e Martina Soragna, in anteprima nazionale. Molto gradevole, a tratti esilarante, 'Senza Denti ' è il primo approdo scenico di un soggetto originale presentato in nuce nel 2009 nel corso della XV Edizione del Festival Internazionale del Teatro di Figura di Pinerolo 'Immagini dell'Interno ', nell'ambito della programmazione specificamente ideata per favorire la crescita dei giovani talenti, sviluppato e coprodotto con il sostegno del Festival di Teatro Urbano 'Mirabilia ' di Fossano, in collaborazione con il torinese Teatro della Caduta, con la consulenza artistica di Philip Radice. In rodaggio per tempi e ritmi teatrali e soprattutto a caccia di una drammaturgia definitiva in vista di sviluppi futuri, 'Senza Denti ' è per ora un'ottima serie di sketches sulla prima infanzia, nella cifra dell'ironia, della leggerezza e dell'inesauribile ribalda energia del miglior Teatro di Strada. Comicità, tenerezza, sensibilità e spirito di osservazione a monte di questo piccolo studio di gengive edentule e boccucce ciuccianti, con varie incursioni nel labirinto del lato grottesco e crudele dell'infanzia.
Nei pagliaccetti di due lattanti incontenibili incastonate all'interno delle creazioni scenografiche semoventi di Bruno Geda, Silvia Laniado e Martina Soragna si scatenano in tutte le direzioni sulle note delle musiche di Alberto Mompellio, con gran delizia del pubblico di tutte le età. Da rivedere presto. Attenti a quei due passeggini!

Con 'Pulcinella a quattro mani ', moderna variazione burattinesco-teatrale sul tema della Guarrattella nel rispetto della grande tradizione napoletana, rodato capolavoro di grande ritmo ed arguzia, Gaspare Nasuto e Luca Ronga di 'Arrivano dal mare! '/ 'Pulcinella di mare ' hanno offerto al pubblico momenti di pura gioia nel corso di un'interpretazione particolarmente brillante. E' sempre un grande piacere rivedere questo travolgente duetto/duello di burattinai, virtuosi d'eccezione, con gran finale autoironico. Quando il corpo/voce del burattino diventa musica e danza, il pubblico vola sulle ali della narrazione, e neppure i teatrini riescono a rimanere immobili.

La Compagnia fiorentina 'Zachés Teatro ' di e con Luana Gramegna, Chiara Innocenti e Enrica Zampetti ha presentato 'Il fascino dell'idiozia ', creazione liberamente ispirata alle celeberrime Pitture Nere di Goya, il settecentesco visionario maestro dei grigi, dei rosa e degli argenti, che in un periodo particolarmente tragico della sua vita e della storia del suo Paese, in preda al Duende della tragedia personale e nazionale, si diede a dipingere con pugni e ginocchia l'omonima serie di terribili capolavori, 'pitture di bitume ', come ebbe a dirne Federico Garcìa Lorca. Molto di tendenza, molto nero e poca pittura d'immagini all'interno di un contenitore sonoro elettronico opprimente, preceduto da un insistente tappeto sonoro a sala buia. Frammenti di uno, due, tre corpi, poi tre corpi intrecciantisi, ombre, alcuni violenti guizzi di luce e ancora molto buio, ribollire e ripetersi di (ac)cenni e accenti.

Negli Entractes, nel Foyer della Casa Teatro Ragazzi e Giovani, con 'Gianduja-Variazioni sul tema ' Marco Grilli ha intrattenuto il pubblico con estratti da farse burattinesche del suo repertorio: impresa non facile avendo a disposizione una collocazione difficile e poche manciate di minuti per far da ponte nel cuore della notte fra spettacoli molto diversi fra di loro, e di cifra stilistica particolarmente forte nel caso dell'impareggiabile 'Pulcinella a quattro mani '. Marco Grilli: missione impossibile, eppure missione compiuta!
'Dr Bostik-Uno Teatro ' ha riproposto al pubblico uno dei suoi più amati spettacoli storici: 'Acqua ', creato nel 1993, popolato dai personaggi (le marionette del Dott. Bostik) del mondo crepuscolare, grottesco e surreale caro a Dino Arru, uno dopo l'altro alle prese con l'elemento primordiale per eccellenza. Pioggia, diluvio (da un secchio), doccia e spruzzi. Un omino anziano apre il rubinetto da cui scaturisce l'inizio dell'avventura. L'omino blu non incontrerà la donna più bella del mondo, in compenso ci farà conoscere la pioggia. Fra i momenti migliori, fra tenerezza e humour nero, una formidabile e tonante battaglia navale fra barchette di carta, e l'umanissimo rapporto fra burattino e burattinaio nel duetto/dialogo muto di Dino Arru con il piccolo idraulico timoroso e con l'omino blu che deve assolutamente decidersi a far la doccia. Alla colonna sonora, datata, avremmo preferito maggior risalto alla bellezza dei suoni naturali dell'acqua, protagonista in scena nel corso delle peripezie dei vari personaggi.

In chiusura di serata, nell'atmosfera conviviale della Caffetteria della Casa Teatro Ragazzi e Giovani, Sergio Diotti, storico Fulesta, e Luca Ronga, brillante burattinaio della Compagnia 'Arrivano dal mare! ' hanno presentato 'Ehi tu!-La volta che il Fulesta incontrò Pulcinella in Persia ', creazione in cui si intrecciano suggestioni e personaggi di tradizioni diverse: il Fulesta, mattatore/narratore/cantastorie, e il Mubarak iraniano, popolano servo astuto. Quando le lampade dei geni, anzi dei Djinn, giocano scherzi agli eroi nostrani, ne vediamo di cotte e di crude, soprattutto se entra in azione un pargolo della stirpe mediterranea di Pulcinella, con tanto di apparizione di minuscola incontenibile criatura nira nira, ridanciana e chiacchierona...
Un'avventura da mille e una notte fra musica e mille sberleffi per apprezzare il soffio vitale del teatro, declinato attraverso il saphìr (zefiro, respiro, anima...) di Mubarak, stretto parente della pivetta di Pulcinella, la voce del Fulesta, da una sponda all'altra del mare.
EUGENIA PRALORAN

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