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Eolo
recensioni
FESTIVAL DI VIMERCATE
IL REPORT CRITICO DI EOLO CON DUE RECENSIONI DI CIRA SANTORO

Ricca, variegata e piena di stimoli, con tutti gli alti e bassi del caso, dal 4 al 6 Giugno si è svolta la diciannovesima edizione di “Una città per gioco “ il tradizionale festival organizzato dalla Cooperativa Tangram a Vimercate.
Il 2010 è stato un anno importante per il festival perché la manifestazione ha esteso la sua identità sul territorio della nuova provincia di Monza e Brianza diventando “Le città dei ragazzi” .
E' nato così un nuovo concetto di “Festival” che non è stata solo una semplice vetrina di eventi, ma che si è legata con un tema comune “La città come spazio di vita”alle altre manifestazioni già presenti sul territorio.
La prima edizione del Festival provinciale “Le città dei ragazzi” con il suo centro vitale a Vimercate ha così visto spalmarsi sul territorio 70 iniziative tra spettacoli e laboratori creativi. La nuova Provincia di Monza Brianza ha aderito con entusiasmo al Festival, ideato dalla cooperativa Tangram, coinvolgendo altri nove comuni : Agrate, Concorezzo, Biassono, Limbiate, Bovisio Masciago, Burago Molgora, Seregno, Meda, Usmate Velate.

Edizione di anniversari quella di quest'anno del Festival che ha celebrato i trent'anni di una storica compagnia del teatroragazzi, il Dottor Bostik/Uno Teatro di Torino, con una mostra ”Il viaggio del Burattinaio , un cammino attraverso trent’anni di attività nel Teatro di Figura.” Il delicato e composito percorso spettacolare ideato da Dino Arru, proposto interattivamente in momenti diversi, con burattini, pupazzi marionette e oggetti, ci ha fatto riemergere con nostalgia e un pizzico di commozione dalla memoria gli spettacoli più significativi della benemerita compagnia torinese, dallo storico Buonaventura, ad “ Acqua “ a “Comune multiplo” sino alle ultime creazioni dedicate alla musica e all'arte. E venti anni compiva anche “ Strip” il delizioso “ cult “ di Silvano Antonelli di “Stilema”che ha concluso degnamente” Una città per gioco” .entrando direttamente come fa di solito il suo autore nel cuore palpitante dell'infanzia.
Ma ricorrevano anche i trent'anni dei padroni di casa della Cooperativa Tangram che per l'occasione ha riunito le diverse anime maschili del gruppo, Fabrizio Palma, Fulvio Sala, Luigi Zanin, sotto la direzione e la drammaturgia di Giorgio Scaramuzzino per il curioso e intrigante spettacolo 'Fratelli Porcelli '.
Davanti alla bara del lupo che incombe sul palcoscenico, tre fratelli(i tre porcellini) in omaggio al caro estinto,(ma il lupo può forse morire? E poi chi mangerà la nonna?) narrano della loro infanzia e dei conflitti che inevitabilmente nascevano tra loro. Narrano delle invidie e delle complicità che si instaurano tra fratelli ma anche delle paure e delle speranze maturate per il futuro che verrà,quelle del diventare grandi. Contemporaneamente, tra una confessione e l'altra , su uno schermo bianco, i bambini con cui è stato creato lo spettacolo dicono la loro con commovente franchezza sul lupo, sui tre porcellini ma soprattutto sui fratelli e sul rapporto che si instaura tra loro. Così teatro e vita si intersecano e lo spettatore bambino entra in sintonia con lo spettacolo. 'Fratelli Sporcelli ' a nostro avviso si nutre ancora di troppi cuori narrativi ed il rapporto tra gli attori è ancora giustamente da oliare ma la prova è sostanzialmente vinta e la Tangram di oggi può partire da questo spettacolo per una via progettuale nuova, condivisa e ambiziosa.

Diversificati e stimolanti le proposte scelte per gli appuntamenti al parco soprattutto per merito dei due spettacoli del Venerdi' con due compagnie che frequentano raramente il teatroragazzi : O’Thiasos TeatroNatura e Laura Kibel.
O'Thiasos il gruppo diretto da Sista Bramini, fine e grande narratrice di storie “silvestri”, ha proposto “Il carro del Sole” con Silvia Giorgi, Camilla Dell’Agnola e Veronica Pavani che in veste di pioppi narrano agli spettatori il dramma del giovane Fetonte, il quale, nonostante il richiamo del padre, porta a distruzione il carro del Sole. La resa del racconto troppo statica nella prima parte si apre con convincenti squarci lirici nella seconda, ammiccando al teatro orientale e proponendo un messaggio ecologico quanto mai attuale.
Laura Kibel invece con il suo “Va dove ti porta il piede” ha deliziato il pubblico con il suo teatro di figura senza parole dove i piedi della performer si trasformano magicamente in personaggi vivi, che amano soffrono e divertono. Creazione originale di assoluto divertimento, lo spettacolo, unico nel suo genere, si muove a volte troppo su moduli televisivi ma la tecnica sopraffina di Laura Kibel è portatrice di meraviglie visive veramente coinvolgenti ed esilaranti.
Al parco sono stati presentati anche Franceschina e la magica pozione dell'Orco del Teatro Prova la cui nuova direzione aspettiamo al varco con una più impegnativa creazione ed il didattico Cascasse il mondo della comasca Cooperativa Attivamente .

Il focus che il Festival ha proposto sull'Abruzzo ha portato a Vimercate due spettacoli dei Centri di questa regione martoriata dal terremoto. : “ Florian Proposta “ di Pescara e “ L'uovo” dell'Aquila attraverso la compagnia “A bocca aperta”.
“Io sono tu sei “, del Florian , regia Mario Fracassi , racconta la storia di due bambine, Beatrice e Liranda. Le bambine si incontrano a casa di Beatrice per scrivere ognuna la biografia dell’altra, Beatrice ha dodici anni e frequenta la prima media, Liranda, di origine albanese, ha tredici anni, è arrivata in Italia solo da poco, ed è stata inserita in quarta elementare in attesa di imparare bene la lingua. Beatrice all'inizio nutre diffidenza per la compagna , poi conoscendo la sua storia e la sua diversità incomincia a capirne le ragioni e le caratteristiche. Alla fine Beatrice e Liranda si accorgeranno che hanno le stesse esigenze e nutrono le medesime aspettative.
Lo spettacolo ha un efficace nucleo narrativo che le due attrici conducono con garbo e perizia ma si inerpica su troppe strade che spesso non consentono al piccolo spettatore di capire il nucleo centrale che fa dello spettacolo un ottimo esempio di teatro sociale ed interculturale.
Riteniamo comunque che con qualche aggiustamento ( la figura del padre, la nascita, il terremoto) “Io sono tu sei “, tratto dal libro di Giusi Quarenghi, possa diventare uno spettacolo divertente ed utile per tutti i ragazzi italiani che vogliono capire le ragioni degli altri in un mondo che sta cambiando.
“Tutti matti per Matilde” di Daniele Milani scritto per l'Uovo con Sara Corso, Vincenza Pastore racconta con il teatro le famose avventure di Matilde, rese celebri dal Roald Dahl e già trasposte per il cinema.
Il giovane e promettente regista Daniele Milani propone intelligentemente la via dell'iperrealismo per ricreare i personaggi resi famosi dal libro, la maestra Dolcemiele, la Terribile Spezzaindue, i genitori di. Matilde, consegnando con chiarezza ai ragazzi il messaggio di Dahl cioè che l'intelligenza e la cultura sono le uniche armi che possono essere usate contro l'ottusità e la prepotenza . Purtroppo nuociono allo spettacolo gli eccessivi cambi di scena e l'impostazione recitativa soprattutto della protagonista assolutamente fastidiosa.

Di grande livello quest'anno le due creazioni dedicate agli adulti che il Festival propone ogni volta alla fine delle giornate di Venerdì e Sabato allo “Sbaraglio”, sede del corsi della Cooperativa Tangram.
In “Vita Nuova”, appunti sulla paternità, Enzo Valeri Peruta, aiutato nella scrittura da Silvia Briozzo e dalla musica in scena di Pierangelo Frugnoli , si inerpica con successo, da par suo, nei meandri scivolosi della paternità per regalarci un racconto comico e poetico di vita vissuta, il percorso umanissimo del travaglio interiore di un padre in attesa di un figlio. “Vita Nuova” si configura come una narrazione leggera ed autoironica che sottointende, e non è poco , una grande complicità con l'essere femminile, vera protagonista poi dell'accadimento narrato. Un racconto quello di Enzo Valeri Peruta popolato di personaggi e di situazioni che l'attore rende reali e autenticamente credibili. E alla fine vi è una forte partecipazione emotiva di tutto il pubblico con il protagonista e così le sue speranze e le sue responsabilità ma anche le paure e le fughe solo accennate, davanti alla consapevole certezza di volere un figlio per vedere su quel volto stampata la propria eternità, diventano anche le nostre.
Non cessa mai di stupirci Valentino Dragano, in coppia con un' altrettanto brava ed efficace Raffaella Chille, diretti da Paolo Nani, in “The Shocking Puppet Show “, spettacolo ironico, visuale che gioca letteralmente con lo sguardo dello spettatore e che mescola sapientemente pupazzi di molte dimensioni, con attori in carne ed ossa e musica dal vivo, creando un universo pieno di magia basato su prospettive sghembe e continui scambi di senso .
Una creazione “The Shocking Puppet Show “ di stile dadaista, godibilissima e di finissima fattura, dove l'incontro di due esseri umani in una stazione ci dona momenti di tenerezza e di ilarità veramente appaganti. Tra “Breve incontro” di Lean e “ Il cane andaluso” di Dalì/ Bunuel, lo spettacolo, tutto giocato in una baracca a forma di cubo, è un piccolo gioiello di teatro da camera, prezioso e intelligente.

Due gli spettacoli di narrazione presenti al festival e tutti e due interessanti
A Vimercate abbiamo visto “L'Albero “di Claudio Milani, spettacolo che conferma il valore di questo giovane narratore che ha creato un modo di raccontare tutto suo che vive di semplice e accattivante naturalezza sposandosi naturalmente con il costante rapporto con il pubblico infantile.
Al centro della storia che si svolge in un arco temporale che va dalla primavera all'inverno vi è Carlo,un povero servo che per dichiarare il suo amore ad una Principessa, dovrà affrontare diverse avventure sino alla più temibile la battaglia contro il Principe nero.
Durante questo percorso verrà addirittura aiutato dalla morte stessa e ad un certo punto dovrà necessariamente operare una scelta dolorosa. Vicino a lui, un albero, è lui , il grande Albero che, maestoso e frondoso, al centro del palco, accompagnerà i bambini nella comprensione del tema che sovrasta tutta la storia, il passare del tempo ed il lento avvicinarsi ad una fine, necessario preludio però di una rinascita. Claudio Milani, aiutato dalla scrittura dalla fida Francesca Marchegiano, ed in scena da Elena Gaffuri, perfetta ed inaspettata strega mortifera che muove anche i fili di un albero magico, macchina portentosa che si muove in sintonia perfetta con le stagioni, affronta con 'l'Albero ' la sua prova più matura e difficile, confermando pienamente la pienezza dei mezzi espressivi raggiunti.
Tenera e coinvolgente l'ultima produzione del Teatro Pan “C'era due volte una nonna “ che vede in scena Cinzia Morandi con la regia e il testo di Pablo Ariel Bursztyn. Raramente il teatroragazzi ha visitato la figura della nonna e lo spettacolo la propone in modo nostalgico ed affettuoso. La nonna protagonista della storia è Emilia e sulla scena la riviviamo benissimo nelle parole della nipote Sofia , ormai adulta. E'una nonna come tutti vorremmo e forse abbiamo avuto, una donna ancora piena di vita e di attenzione per i suoi familiari.Una donna forte e sensibile che la morte del marito sembra per un attimo far traballare che però avrà nella forza dei ricordi del tempo passato la capacità di aprirsi ancora alla vita.
Ed infine della vita non ci resteranno che i ricordi impressi sia nella memoria di Emilia, sia in quella di Sofia che ricorderà per sempre la nonna. Cinzia Morandi supera con grande coraggio la sua prima prova di narratrice, aiutata da un testo, che nel mescolare sapientemente momenti ironici e commoventi, intende parlarci della vecchiaia come momento ineluttabile ma anche fervido della nostra vita.

Il Festival di Vimercate nella sua varietà di accenti, di stili e di proposte è una ghiotta occasione per vedere da vicino, gli infiniti rigagnoli su cui si spande il teatroragazzi italiano. Spettacoli piccoli piccoli come “Di sasso in sasso, omaggio a Bruno Munari ' di Erewon, compagnia coraggiosa che propone ai più piccoli con i suoi spettacoli , l'arte visiva, qui utilizzando sassi di varie dimensioni, forma e natura per narrare storie provenienti da diverse culture, spettacoli più complessi come Alla locanda del baleniere dove per il Teatro Litta , Alberto Astorri e Paola Tintinelli( forse un po troppo bamboleggiante) tralasciando il loro percorso di ricerca, narrano ai ragazzi nella famosa locanda di Peter Coffin ( ma i materiali e i modi sono perfettamente in stile con il loro percorso) la storia del capitano Achab oppure spettacoli narrati con il video come nell' ancora acerbo, Pianeta Blu del Teatro delle Ali . E poi c'è “ Al gran teatro di Mangiafuoco “ ( Ma che ci azzecca questo titolo) del Teatro Due Mondi i cui attori accolgono i bambini a suon di musica per narrare la storia di Wu Ching-hua e della sua lotta con il perfido Governatore. Con lo stile che gli è proprio del terzo teatro il gruppo faentino imbastisce una storia dai forti connotati sociali in perfetto modulo brechtiano meravigliando i ragazzi con costumi,maschere e marchingegni dal sapore orientale.

Ed infine vorremmo ricordare il piccolo omaggio che Ombretta Zaglio ha voluto regalare al Festival, Storia di Pia, una piccola performance narrativa per pochi spettatori, dove la narratrice alessandrina narra di Pia, povera contadina che all’età di 5 anni in mezzo alla folla per festeggiare Napoleone riceve un bacio dall'Imperatore. Anni dopo, in circostanze particolari, Pia verrà incoronata imperatrice ma l’incoronazione porterà tragiche conseguenze. Questo spettacolo continua una ricerca sulle ‘storie” ‘di personaggi femminili ambientate al tempo della battaglia di Marengo e dell’epopea napoleonica che Ombretta Zaglio conduce da tempo.

Il festival ha anche dedicato un momento di incontro dove in questo momento difficile per il teatro italiano si sono confrontati sul tema “Il teatro ragazzi tra infanzia, poetiche e ragioni del mercato” Silvano Antonelli (Stilema/Unoteatro), Guido Castiglia (NonSolo Teatro), Mario Ferrari (Pandemonium Teatro), Giorgio Scaramuzzino (Teatro dell’Archivolto), Fabrizio Palma (Tangram Teatro) .Ne è venuta fuori una discussione serrata e proficua anche col pubblico degli operatori che meriterà senz'altro altri opportuni approfondimenti che il Festival di Vimercate intende proporre nella prossima edizione.


MARIO BIANCHI


L’AGGIUSTAORSETTI/LA PICCIONAIA
L’aggiustaorsetti di Ketty Grunchi de La Piccionaia è uno spettacolo sull’innocenza. E’ vero, all’inizio c’è un papà trasportato dal vento e un orsetto senza un braccio nella tasca della giacca di papà, ma l’innocenza dell’omino sornione che forse provoca quel vento o forse cerca quell’orsetto, è la vera protagonista dello spettacolo.
Con un viso che ricorda Macario e una comicità malinconica, quest’omino si rivelerà essere l’aggiusta orsetti, una specie di mago buono che pur di aggiustare l’orsetto sarà disposto a somministrare mele soporifere, manco fosse la strega di Biancaneve. Perché? Non lo scopriremo, così come non sapremo perché quel papà, invece di andare a lavorare, sia uscito di casa con l’orsetto infilato nella giacca.
Ma a questa sorta di svagatezza della storia che potrebbe essere intesa anche come fragilità drammaturgica, viene in soccorso la poeticità innocente di quell’omino, interpretato dal bravissimo clown – musicista Igi Maggiorin. Quell’innocenza giustifica tutto, un papà che dorme per metà spettacolo e un conflitto tra due adulti per un orso di pezza, un’ appropriazione indebita e una restituzione improvvisa, ma fa sognare, commuove ed emoziona e questo per uno spettacolo di teatro ragazzi, oggi, non è poco.

CHIAMATEMI CYRANO /TEATRO CITTA'MURATA
Cyrano de Bergerac, prototipo del perdente intellettuale e bruttino (ma che poi si scopre piaccia alle donne) è comparso ben due volte, quest’anno, nelle vetrine di Teatro Ragazzi. Dopo il lavoro in solitaria di Paola Crecchi del Teatro delle Briciole, che di Cyrano ha sottolineato l’aspetto eroico di chi decide di vivere un’intera vita “dietro le quinte” combattendo per una causa altrui, sia questa amorosa o politica, il Teatro Città Murata con Stefano Andreoli, ne ha evidenziato gli aspetti più immediatamente pedagogici, legati da una parte al bullismo contro chi ha un corpo diverso e dall’altra alla valorizzazione di qualità non immediatamente riconoscibili, come quella di scrivere versi poetici capaci da soli di far innamorare. E’ apprezzabile da parte di questa compagnia lo sforzo compiuto fin’ora (aggravato dal recente furto del furgone carico del materiale tecnico) per far crescere una nuova generazione di attori, ed è ciò che emerge di più in questo lavoro dove Marco Continanza, pur misurandosi con una scenografia penalizzante, ha interpretato Tommaso – Cyrano con grande convinzione e talento passando credibilmente dal ruolo di adolescente a quello di giornalista adulto, capace di affrontare con l’arma della parola, le battaglie amorose e professionali.
CIRA SANTORO

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