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Eolo
recensioni
INCANTI 2010
IL REPORT DI EOLO CON LE RECENSIONI DI EUGENIA PRALORAN

Dal 12 al 17 ottobre 2010, con la direzione artistica ed organizzativa di Controluce Teatro d'Ombre e con il sostegno di Regione Piemonte, Città di Torino, Sistema Teatro Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Comune di Grugliasco in collaborazione diFondazione Teatro Stabile Torino, Fondazione TRG onlus, Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare, Piemonte dal Vivo, si è tenuta la dicisettesima edizione di 'Incanti ', la rassegna internazionale di Teatro di figura che Eolo segue ormai da parecchi anni data l'importanza che il festival ha ormai acquisito nel panorama non solo nazionale.
Il tema di quest'anno è stato ancora il rapporto con la Storia in un progetto triennale che culminerà nel 2011 con i festeggiamenti per l’Unità d’Italia.
Novità bellissima di quest'anno è stato l’ingresso di Incanti nel cartellone di Prospettiva 2, il festival d'Autunno del Teatro Stabile che in questo modo ha giustamente inserito il teatro di figura tra le forme espressive più alte della contemporaneità.
Il Progetto di formazione e di produzione, Incanti Produce, nato nel 2008 che segue parallelamente l'evolversi del Festival, è proseguito quest'anno coinvolgendo Frank Soehnle del Figuren Theater Tübingen (Germania), uno dei più noti marionettisti europei. Il workshop di Teatro d’Ombre al Castello di Rivoli, che è arrivato alla decima edizione, è stato invece affidato all’artista coreana Kim Eun Young che ha proposto il tema raffinatissimo della calligrafia combinato con il teatro d’ombre.
Le sedi della Rassegna sono state la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, il Teatro Vittoria e la Manica Corta della Cavallerizza. La sezione dedicata al Teatro di Figura per bambini e il PIP si svolgeranno a Grugliasco presso il Chalet Allemand del Parco Le Serre e la Villa Boriglione.
Edizione molto varia e curiosa quella di Incanti di quest'anno con gruppi e personalità provenienti da tutto il mondo che ha spaziato dai divertissement dei padroni di casa di Controluce “Ho un non so che nel cor (che invece di dolor gioia mi chiede)” attorno all’Agrippina di G.F. Haendel e “Chat noir a nove code” malizioso microspettacolo per piccolo gruppo di spettatori con le ombre che hanno accarezzato l’eros con ironia, sino al Bunraku della giapponese Masaya Kiritake passando al duo anglo coreano Thingumajig con la sua divertente e particolarissima versione della Genesi.
Gli italiani non hanno minimamente sfigurato, se ci si permette il gioco di parole, da Gigio Brunello con lo stupendo “Vite senza fine” a Is Mascareddas sino alla giovane Marta Cuscunà , vincitrice del Premio Scenario per Ustica di cui abbiamo già tessuto le lodi. Ci è anche piaciuta la danza di Paola Bianchi che nel secondo movimento di “Duplica” gioca con la sua ombra in un duetto di raffinata e esemplificatrice resa teatrale.
E poi ancora lo spagnolo Joan Baixas con il suo teatro materico, presentazioni di libri, conversazioni e dulcis in fundo per le scuole “Il Principe Mezzanotte” di Teatro Persona, spettacolo di cui abbiamo già apprezzato ampiamente l'originale messa in scena e la coinvolgente resa stilistica.
M.B.


GLI SPETTACOLI


La direzione artistica di Incanti, assicurata dalla Compagnia Controluce, ha offerto anche quest'anno al suo pubblico un notevole panorama nazionale e internazionale, oltre naturalmente a due creazioni della Compagnia: 'Chat Noir A Nove Code ' di e con Cora de Maria, Rosa Mogliasso, con la partecipazione di Massimo Arbarello, microspettacolo per trenta spettatori sotto forma di esplicito panorama di fantasie erotiche retrò per teatro d'ombre, e 'Ho un non so che nel cor (che invece di dolor gioia mi chiede ', divertissement attorno all'Agrippina di Georg Friedrich Haendel, per teatro d'ombre e attrice, protagonista un'Agrippina che sull'onda del testo di Rosa Mogliasso e le arie dell'omonima eroina di Haendel, posa la tazza da té, elabora al volo il lutto per la presunta morte del marito, e senza perder tempo inizia a intrigare in maniera politicamente assai scorretta per porre il figliolo, Nerone, sul trono, su sfondo di Teatro d'ombre.

Esito eccellente per il progetto 2010 'PIP-INCANTI produce ' sotto la guida del bravissimo Frank Soehnle , marionettista, regista e autore di indimenticabili creazioni in cui la sua cifra nera, degna di Goya, incontra la musica in atmosfere oniriche di grande suggestione. L'edizione 2010 del progetto 'PIP-INCANTI produce ' è stata dedicata a uno studio sul testo fondamentale per il teatro di figura europeo di Heinrich Von Kleist 'Uber das Marionettentheater ' nel bicentenario della pubblicazione (1810-1910).
Il risultato finale del workshop, cui hanno preso parte giovani professionisti del Teatro di Figura, è consistito in una creazione presentata al pubblico nel corso della serata di apertura del festival Incanti 2010.
Particolarmente notevole l'interpretazione dei partecipanti, cui è stato richiesto anche notevole lavoro d'attore e presenza scenica, a latere dell'impegno come marionettisti e manipolatori. Il rigore di Soehnle, presente sia in scena come interprete che come direttore e regista nel corso del workshop, ha accompagnato i partecipanti al progetto senza imporre la cifra stilistica del maestro, ma piuttosto esplorando e sviluppando le doti di ciascun interprete, in un impeccabile processo di creazione da cui sono scaturite immagini di grande nitore, momenti di profonda poesia, ottimo ritmo e significativa qualità della manipolazione di oggetti e marionette. All'eccellenza del risultato ha contribuito la partecipazione al progetto di artisti di talento sia italiani (particolarmente bravo Alberto Colombo) che stranieri (Andrew Kim e Kathy Bradley del Thingumajig Theatre, Monika Strobl) che non hanno esitato a rimettersi in gioco come allievi. Molto testo, molta bellezza, vero teatro: una creazione compiuta e originale che avrebbe meritato più repliche. Con Alice Thérèse Boehm, Kathy Bradley, Paolo Colombo, Alberto Genovese, Torsten Gesser, Antonin Lebrum, Andrew Kim, Agostina Pautasso, Giorgio Siccardi, Monika Strobl.

La compagnia anglocoreana Thingumajig Theatre di Andrew Kim (burattinaio/marionettista/manipolatore) e Kathy Bradley (attrice e musicista) ha offerto la visione del bellissimo 'The vertigo of sheep ', letteralmente 'La vertigine delle pecore ', presentato dagli autori e interpreti come 'epica minore di proporzioni bibliche con clowns, marionette e oggetti vari pescati nel disordine di casa '. Teatro visuale, di figura ma anche di ottima presenza scenica, teatro fisico, per una creazione premiata nel 2006 da UNIMA-USA con l'ambita Citazione d'eccellenza.
Un clown stralunato (Kim) e una musicista lunare e felliniana (Bradley), complici in musica e nel gesto, ci conducono in un viaggio nel meraviglioso e terribile Libro della Genesi, esplorando il punto di vista di Abramo, Isacco, Giacobbe, degli Angeli (vari ed assortiti), e naturalmente delle pecore e dell'Agnello.
Intenso, eppure lieve, struggente, ironico, e come tutte le creazioni di questa eccellente compagnia scaturito da una profonda riflessione preliminare e da un accuratissima progettazione e costruzione, 'La vertigine delle pecore ' è caratterizzata dalla perfezione dei tempi comici (arte del clown!) e dal ritmo poetico della manipolazione e dell'interazione fra musica dal vivo e gioco scenico (arte e musicalità del Teatro di Figura!).
Splendido in ogni minimo dettaglio, frutto di una drammaturgia sorprendente come ogni creazione magistrale, anche in grazia di un raffinato margine per l'improvvisazione d'autore sia musicale che gestuale/testuale. Gesù ha qualcosa da dire e forse vuole il vostro cappello. 'Un universo dove gli oggetti profani diventano sacri, e il sacro diviene comico ' senza perdere il suo più significato più profondo. Biblico! Vi auguriamo di vederlo presto.
Con 'E' bello vivere liberi! Progetto di teatro civile per un'attrice, cinque burattini e un pupazzo ', già vincitrice del premio scenario per Ustica , la giovane artista italiana Marta Cuscunà porta in scena la storia esemplare di Ondina Peteani, staffetta partigiana d'Italia a soli diciassette anni, deportata ad Auschwitz numero 81672 a soli diciannove, sopravvissuta perché il destino così ha voluto e così ha potuto la sua forte fibra di appartenente a una generazione che ha saputo opporsi all'inaccettabile oppressione della dittatura per amore della libertà.
Con 'E' bello vivere liberi ' Marta Cuscunà compie dovere di memoria nei confronti di episodi significativi del tragico conflitto da cui è scaturita la nostra Repubblica e fa onesto teatro di narrazione con sincera passione civile e buon mestiere d'attrice. Sarebbe interessante veder sviluppare ulteriormente le sue doti di Teatro di Figura.

Bruno Pilz, artista tedesco, ha esordito come mago e giocoliere circense e di Teatro di Strada prima di dedicarsi al Teatro di Figura, diplomandosi presso la Scuola Ernest Busch di Berlino. Conosce le tecnologie multimediali e le domina con intelligenza e cognizione di causa.
Conosce gli specchi e non pochi segreti dell'arte dell'illusione ottica e dei misteri della prospettiva. La sua drammaturgia è inossidabile e la sua estetica è al servizio di nitidi contenuti poetici.
'Lacrimosa ' di e con Brun Pilz è uno spettacolo brevissimo, arguto, sorprendente, sottilmente inquietante, e realizzato con mezzi tecnici assai ben calibrati, dove il cosiddetto multimedia è ingrediente sottile e poetico di un minuscolo viaggio nel tempo, nelle stagioni, nel destino umano.
Parente delle Cajas Lambe-lambe di origine brasiliana, questo spettacolo offre a due spettatori per volta un'esperienza molto più profonda e preziosa di quanto potrebbero far supporre i brevissimi minuti della sua durata. Con pupazzi di Lillian Matzke e scena di Marjetka Kurner. Per due soli fortunati spettatori per volta.
Intorno al 1920, in Giappone, sull'onda di fenomeni sociali e culturali che vedevano la donna finalmente protagonista in contesti tradizionalmente riservati a clan di artisti di sesso maschile, di generazione in generazione, dalla tradizione secolare di manipolazione delle marionette Bunraku (una marionetta, tre operatori, numero variabile di servi di scena) scaturì una corrente che prese il nome di Otome Bunraku (Bunraku cosiddetto della Donna, o della Fanciulla, in cui una sola manipolatrice/marionettista gestisce, tramite un supporto meccanico applicato a diverse parti del proprio corpo, uno speciale modello di marionetta Bunraku).
Genere estremamente esigente, riservato a virtuose di grande presenza ed estremo virtuosismo tecnico, l'Otome Bunraku è impressionante per bellezza del gesto, profondità espressiva, dominio della manipolazione e fisicità della presenza.
A Incanti 2010 il pubblico ha avuto il piacere di scoprire l'Otome Bunraku attraverso la maestra Manami Kimura, in arte Masaya Kiritake II ( in quanto erede del nome della maestra Masaya Kiritake I), in due esemplari assoli di danza tratti rispettivamente dall'epilogo del dramma tradizionale 'Sagimusume ', La Fanciulla Airone, e dall'episodio della fuga della madre-volpe tratta dalla fiaba della Volpe Bianca 'Kuzunoha '. Masaya Kiritake II è manipolatrice e costruttrice di marionette Otome Bunraku dal 1996, e il suo gioco si caratterizza per qualità del movimento ed intensità emotiva.

La danzatrice contemporanea Paola Bianchi (Associazione Agar), su drammaturgia in collaborazione con Rosa Mogliasso, ha creato e interpretato 'Duplica- secondo movimento ', come esito di una ricerca sul 'tema del rapporto fra luce e ombra, spazio dell'ombra e spazio della carne '. Alcune interessanti intuizioni sono balenate nelle rapsodiche interazioni fra ombra e corpo in contrasto/conflitto, al confine fra densità ed evanescenza, generando diverse immagini profondamente suggestive che purtroppo a nostro modo di vedere sono rimaste in limine, sulla soglia di una rivelazione possibile.
Joan Baixas è uomo di teatro di forte presenza che conosce e domina il potere del colore e del segno pittorico in scena. Questo maestro del teatro di figura catalano, attivo dal 1964, si distingue per energia, coerenza di contenuto, segno, gesto, intenzione.
Le sue creazioni sono una master class in materia di intelligenza della res scenica. Il suo Teatro indubbiamente colpisce nel segno, e non esita ad assumere la forma inequivocabile che può scaturire solo da un'identità umana e artistica profondamente radicata, da una precisa visione storica e sociale, e da una robusta dose di umorismo e autoironia.
Joan Baixas ha viaggiato molto e conosce bene molti paesaggi della terra e dell'anima, in pace e in guerra. In Tierra prenhada ', 'Terra pregna ', insieme alla giovane Francisca Rodrigo, musicista, Joan Baixas narra e scolpisce personaggi, paesaggi e storie di aria, acqua, terra e fango, perché 'la terra è sempre gravida e sempre pronta a dare la vita ', che si tratti della rossa polvere del deserto australiano, della nera terra russa, della polvere dei milioni di pagine ridotte in cenere nella grande biblioteca di Sarajevo arsa dalla guerra, o di giornali vecchi sparsi nelle strade del Brasile.
Guidata da un duende ironico, la sua narrazione si fa segno indelebile nella memoria e dona al pubblico l'esperienza di un universo poetico in cui gli archetipi cavalcano il cielo e scavano le viscere della terra e dell'uomo.
Lo spettacolo si caratterizza per il torrente di forti immagini materiche su una scena fatta telaio per l'interprete/pittore/scultore, e per l'uso parco ed esemplare del multimedia.
Jordi Bertran, virtuoso storico del teatro di figura catalano e fondatore nel 1977 della compagnia omonima, ha interpretato sette episodi tratti dal suo spettacolo classico 'Antologia ', varietà di episodi musicali e teatrali comici, surreali, poetici, di cui sono protagonisti di volta in volta personaggi della scena artistica catalana (Salvador Dalì nel suo universo daliniano, il grande violoncellista Pau Casals in una commovente interpretazione della melodia tradizionale 'El cant dels ocells '), ma anche clown stralunati che elargiscono gaiamente melodie di origine intestinale, Luis Armstrong e chi più ne ha più ne immagini. Viva la Catalogna!
I finlandesi Ville Walo e Kalle Hakkarainen, con onnipresente supporto multimediale e contenitore sonoro di tendenza, hanno proposto 'Keskustelluja ' ( 'Disussioni '), 'performance sulla comunicazione e la sua mancanza '.

Produccion Essencials, giovane compagnia catalana fondata da Sergio Pons allo scopo di promuovere ed esplorare collaborazioni artistiche interdisciplinari, ha proposto in prima italiana per Incanti 'Cuttlass, anatomia di un pistolero ', adattamento per teatro nero e di figura dell'omonimo fumetto comico/surreale sull'universo western creato da Calpurnio, con accompagnamento di proiezioni, e musica dal vivo di e con Josep Maria Baldomà. Di e con Pep Boada, Miren Larrea, Nuria Olivé, Sergio Pons e Marìa Santallusia, per la regia di Luis Graells.
La compagnia sarda Is Mascareddas ha riproposto 'Le Mosche ', creazione liberamente ispirata al terribile capolavoro di William Golding 'Il signore delle mosche ' a partire da una riflessione su temi di assoluta attualità attorno a un'idea di Donatella Pau e Cristiano Bandini.
Laddove cessano le convenzioni della società civile (e dove vengono meno le regole della vera democrazia) di chi è la colpa se gli indifesi soccombono e il crimine trionfa? Di chi commette il gesto o di chi ha consentito che questo avvenisse, per viltà, pigrizia, ignoranza, cecità?
In un atto unico a ritmi serrati, nel duello fra il cattivo e il buono che inizia a interrogarsi sulle proprie responsabilità, si apprezzano la suggestiva messa in scena e un'ottima prova d'attore per Claudio Bisi, in duello con Tonino Murru, notevole sfida per il burattinaio. Allo spettacolo, decisamente interessante, gioverebbe maggior spazio per il gioco di manipolazione del maestro burattinaio di Is Mascareddas.

TeatroPersona, giovane e dinamica compagnia romana, ha già stupito il suo pubblico con il bellissimo Trattato dei manichini, folgorante viaggio nell'universo poetico di Bruno Schulz dove nelle tenebre di una notte sconfinata balenano evocazioni oniriche in cui il corpo d'attore, adulto o infantile, diviene marionetta del mistero divino e del destino umano. Per Incanti 2010 TeatroPersona ha ripresentato lo spettacolo già finalista del Premio Scenario Infanzia scritto per un pubblico giovane e giovanissimo, tratto da un testo scritto dai membri della compagnia e recentemente pubblicato sotto forma di fiaba come agile libro per l'infanzia. 'Il Principe Mezzanotte ' è uno spettacolo affascinante e coinvolgente, nutrito di suggestioni lunari e rivisitazioni degli universi notturni cari ai romantici e agli espressionisti. Il Principe Mezzanotte è forse un lontano parente del Nosferato di Murnau, ma il suo pallore si rivolge alla vita e all'amore.
Un'intrepida fanciulla, spada in pugno, saprà salvarlo dalla maledizione dell'immancabile strega. Con elementi di teatro d'ombre, ottima regia e messa in scena, grande efficacia, brillante drammaturgia, e numerosi momenti di interazione con il pubblico più giovane, il Principe Mezzanotte è una creazione di teatro per l'infanzia assolutamente esemplare, in grado di coinvolgere e affascinare anche il pubblico adulto.
Il maestro veneto Gigio Brunello ha ripresentato 'Vite senza fine - storie operaie del Novecento ', spettacolo già da noi molto apprezzato, creazione originale per la regia di Gyula Molnàr, con sculture e musiche originali di Gigio Brunello, suoni e rumori di Lorenzo Brutti, opere in ferro di Elis Fraccaro.
In questo spettacolo perfetto in cui il Teatro di Narrazione incontra il Teatro di Figura con ritmo e poesia ineguagliabili, si svolge la narrazione delle vicende degli abitanti di un quartiere operaio in un tempo perduto, ma non remoto, in cui l'ingranaggio non era ancora stato sostituito dal microchip, né l'uomo dal robot alla catena di montaggio. La narrazione scorre come l'acqua che darà nuova vita a un'antica ruota di mulino mentre il vento fruscia tra i pioppi e si rincorrono le vicende umane di tanti piccoli personaggi, in un paesaggio di presepe laico dove convivono il sacro e il profano, fra tenerezza struggente del ricordo, ironia del destino, comicità degli aneddoti, dolcezza dei giorni perduti, nostalgia di una società non alienante e non alienata.
Dal sodalizio storico fra Brunello e Molnàr, un altro grande viaggio nel tempo del cuore umano.


ATTORNO A INCANTI: LIBRI DI FIGURA


Nel corso del Festival sono state presentate numerose nuove pubblicazioni che giungono ad arricchire la biblioteca specialistica del Teatro di Figura, anche grazie all'impegno incessante di Giovanni Moretti e Alfonso Cipolla dell'Istituto per i Beni Marionettistici e il teatro Popolare di Grugliasco.
Il professor John Mc Cormick ha presentato 'The Italian Puppet Theatre - A History ', agile manuale in lingua inglese (ma redatto in forma estremamente accessibile anche a lettori non particolarmente esperti di lingua inglese), che percorre in brevi capitoli di facile lettura il profilo storico del Teatro di Figura Italiano.
Da uno dei maggiori esperti mondiali del Teatro di Figura, il frutto di molti anni di appassionata e approfondita ricerca compiuta anche direttamente sul territorio italiano, alla ricerca delle fonti originali. Corredato di pregevole documentazione fotografica relativa a materiali difficilmente reperibili, finalmente un manuale che disegna una mappa del variegato e frammentato universo artistico italiano, ricordando molti maestri ingiustamente trascurati, citando nuovi talenti: un testo magistrale che permette al lettore il massimo apprendimento con il minimo sforzo. Se volete sapere chi sono e chi sono stati i protagonisti del Teatro di Figura italiano, procuratevi questo manuale, in libreria o via Internet. Oltre al libro di John Mc Cormick è stato anche presentato il volumetto sul teatro di George Sand :”I burattini di Nohant” A cura di Giovanni Moretti


IL WORKSHOP


Una felice esperienza anche quest'anno per i venti partecipanti al workshop 'La calligrafia incontra le ombre ' organizzato in occasione del Festival con un'insegnante d'eccezione: Kim Eun Young, di origine coreana, da molti anni attiva in Europa, diplomata della Scuola di Teatro di Figura e dell'Istituto Superiore della Marionetta di Charleville-Mézières.
Kim Eun Young, artista del Teatro d'ombra e di figura di fama internazionale, è la creatrice di una forma di teatro squisitamente personale, profondamente radicata nella tradizione orientale, fondata su un uso poetico e coinvolgente della calligrafia e del disegno dal vivo in scena, complici una presenza scenica forte basata sull'uso della voce e del gesto.
L'artista, interprete sensibile, già ospite di varie edizioni di Incanti con diversi spettacoli (ha esordito a Torino nel 2000 in occasione dell'edizione dedicata all'inaugurazione del Museo del Cinema), ha offerto ai partecipanti al workshop la visione di una appassionante serie di estratti delle sue creazioni, guidandoli all'analisi del ritmo e della struttura, e conducendo successivamente gli allievi con grande generosità in un intenso percorso di ricerca, discussione e creazione basata sull'esperienza pratica, culminato nella messa in scena di piccole creazioni individuali e di gruppo.
EUGENIA PRALORAN

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