.
Eolo
recensioni
Tra Parma , Mantova e Lugano
TEATRO DI FIGURA INTERNAZIONALE D'ECCEZIONE

All'interno di Zona Franca il Teatro delle Briciole è ritornato a dedicare una giornata intera al teatro di figura regalandoci spettacoli ed installazioni internazionali di ottima fattura.
Di grandissima rilevanza scenica abbiamo trovato per esempio “Troubles” di Agnès Limbos, Gregory Houben e Sabine Durand, coprodotto dei belgi de la Compagnie Gare Centrale con il Theatre de la Balsamine, modernissimo “delirio a due” dove la lotta dei sessi è narrata con finissima e corrosiva ironia con un uso degli oggetti davvero eccezionale. Il disastroso viaggio di nozze tragicomico di una coppia,i bravissimi Agnès Limbos e Gregory Houben, si trasforma in un inferno giocato sempre sul filo del paradosso per mezzo di un microcosmo dove giocattoli e miniaturizzazioni di ambienti fanno da sfondo ad un disastroso idillio apparentemente felice, rappresentato anche attraverso le movenze davero esilaranti di una coppia di attori perfetta. Una gioia per gli occhi e per l'intelligenza dello spettatore ogni momento stimolato da piccoli segni che si trasformano sempre in grande teatro. Si ride amaro è vero ma si ride di gusto per più di un 'ora.
Il Tof Theatre che abbiamo già apprezzato in altre occasioni, sempre suo era il bellissimo Bistouri, eccezionale viaggio nella pancia di un lupo, ci ha ancora deliziato con “Sur la dune” incubo tragicomico di un padre alle prese con il primo figlio. In una cornice che si restringe ed allarga alla bisogna una marionetta resa nuda dalla paura della paternità si scontra con il suo inconscio rappresentato da una paperetta che gli prospetta freudianamente un futuro non troppo roseo. Divertente e reso con eccellente maestria manipolativa ,a Parma è stato presentato nelle due versioni quella per adulti e ragazzi.
Altra grande sorpesa della giornata è stato il percorso di installazioni “ Heureuses Luers, allusioni ottiche” prodotto da Flop Lefebvre.. Percorso immaginifico nel vero senso della parola dove la luce regna sovrana creando un mondo di stupori e piccoli incanti.Attraverso marchingegni estremamente elaborati, ma realizzati con piccoli ingranaggi creati artigianalmente con materiali poverissini, gli spettatori entrano in un mondo dove svaniscono tutte le certezze dell'occhio, il rovescio diventa dritto, le ombre e la realtà si mescolano vicendevolmente , l'ordinario diventa straordinario .
Fil di ferro, molle, specchi, legni, ritagli di vecchie illustrazioni creano un poetico mondo di illusione ottica popolato da campi di papaveri, cascate, processioni di elefanti, bambine che fluttuano nell'aria, giraffe che bussano alla porta mentre un orso specchiandosi crede di essere una fanciulla portatrice di bellezza. Insomma assistiamo al trionfo della poesia della meccanica costruito con assoluta perizia ma soprattutto con grazia commovente.

A Mantova invece abbiamo visto un curiosissimo spettacolo d'ombre tutto agito in uno specialissimo bus e realizzato con l'aiuto determinante degli spettatori. “Acchiappalo!” prodotto dai belgi “Les Chaussettes en pâte à modeler” Su un vecchio bibliobus ridominato “Le Trébule”,Marcelle Maillet narra su un piccolo schermo un inseguimento del tutto particolare. Ma lei muove solo le piccole ombre, tutto il resto, dalla luce al sipario, agli effetti speciali, è manovrato dagli spettatori eccezionali ed inventivi macchinisti

A Lugano all'interno del Festival internazionale curato dal teatro Pan invece abbiamo visto “La vieille et la bête” straordinario spettacolo dell'attrice tedesca Ilka Schönbein, un omaggio ai Grimm per spettatori adulti “ a metà strada tra il giapponismo del butoh e l’espressionismo del migliore teatro tedesco” come si dice in modo impeccabile nella presentazione. In contrappunto con Alexandra Lupidi che accompagna musicalmente e vocalmente in modo divertente e divertito Ilka Schönbein si trasforma in una giovane ballerina poi in vecchia agonizzante per diventare poi un asinello innamorato, muovendo nello stesso tempo sagome e figure.E' un teatro di figura davvero molto particolare che mescola trasformismo e animazione attraverso un ritmo che affonda in molti momenti nel misticismo del rito.
MARIO BIANCHI

Stampa pagina  Link alla pagina

Segnala questo articolo ad un amico:

Tuo nome

Tua mail

Nome amico

Mail amico




Torna alla lista