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Eolo
recensioni
TRAGITTI CRITICI/APRILE
RUBRICA A CURA DI VALERIA OTTOLENGHI

A Parma, in occasione di una tappa del Premio Scenario, ho incontrato amici cari del Teatro Ragazzi, rinnovandosi così i sensi di colpa (pur indulgente e bonario il gentile Mario Bianchi, assai piacevoli i reciproci punzecchiamenti) per Eolo, verso cui cercherò d’essere più puntuale, sempre fitti intanto i miei “tragitti critici” di cui amo raccontare.
Purtroppo sono riuscita a vedere solo pochi assaggi dei mini eventi di Scenario (tutti comunque di buon livello!) – che pure era ospite nella mia città! Ma mi sono resa conto da tempo che si seguono meglio iniziative ed eventi “lunghi” staccandosi dalla propria quotidianità: a ricordarlo di recente le belle giornate cagliaritane, una vetrina di teatro ragazzi con convegno di grande interesse, la Provincia e Cada Die, il mondo della scuola curioso, partecipe, consapevole.

E non dite che queste occasioni d’incontro non sono utili! Io le ritengo fondamentali per molteplici ragioni, conoscere realtà distanti (spazi, organizzazione, progetti, programmi, rapporti con gli enti pubblici…), dialogare in situazione “a parte” (senza gli affanni d’ogni giorno) con chi sta lavorando in territori differenti dai propri, ma anche con chi partecipa al dibattito, sia nei momenti più formali che chiacchierando in distese passeggiate e divertite cene (con annesso un po’ gossip!).
E’ vero, i tempi sono molto, molto difficili: per infiniti motivi, che non voglio ricordare qui. Ma poiché mi sembra che la “gente” sia più sensibile e attenta di quanto la media “intellettuale” creda (la televisione, ma anche i giornali), dimostrando in più sedi il gusto di scegliere, anche per il teatro (v. il pubblico “rizomesco” dei teatri della provincia della provincia, i rivoli sparsi del tenace “popolo del teatro”), penso sia importante spostarsi, confrontarsi oltre i veloci, sia pur festosi, incontri, più o meno organizzati, agli spettacoli.

Vivace ancora la curiosità intorno, certo da coltivare con amorevole tenacia: assai piacevole da questo punto di vista anche l’incontro di Como, un ciclo di appuntamenti di studio per insegnanti che valorizza la funzione critica. E qui riprenderei le mie abituali riflessioni sulla crescente perdita di terreno da parte della critica… ma mi trattengo! Rafforzando in ogni caso l’invito a tenere duro ovunque sia possibile: perché si avverte anche in questo caso la voglia di mutare direzione, sempre più nauseabonda la TV, crescente la voglia di uscire di casa, incontrarsi, parlare, saperne di più, magari anche confrontarsi con la critica, con chi si assume la responsabilità del giudizio.


Ma basta parlare delle proprie questioni! - che però, io credo, siano di tutto il mondo del teatro. Ed eccomi dunque al mio girovagare!
Chiedendo scusa a chi già riceve l’e.valery, riprendo qui velocemente alcune citazioni di spettacoli particolarmente cari, una missiva mandata agli amici soprattutto per ricordare l’appuntamento con I pescecani punzo-volterriani a Casalmaggiore, che nel frattempo hanno ottenuto il caloroso, meritato trionfo, il pubblico coinvolto, emozionantissimo.
Magnifico, indimenticabile, il Professor Bernhardi di Schnitzler/ Ronconi/ Piccolo di Milano, di una perfezione assoluta sotto ogni aspetto, la regia, la recitazione, il ritmo, il valore civile, il coinvolgimento psicologico, e ancora e ancora. Spero possa essere riproposto perché altro pubblico possa godere di tale livello di qualità, di rigore artistico, di intelligenza creativa (e io possa anche scriverne adeguatamente: visto gli ultimi giorni mi è 'sfuggita ' per motivi contingenti una recensione che avevo gonfia nel cuore e nella mente).
Subito qualche ricordo d'incontro al femminile, la magnifica Giulia Lazzarini in Giorni Felici, straordinaria anche Michela Cescon in Giulietta, molto brave Giovanna Bozzolo in Psychosis, Arianna Scommegna/ Molly, Andreina Garella nella sua creazione, Un posto dove stare.
Da inseguire e raggiungere assolutamente Frammenti di/ con il magico Danio Manfredini. Notevole l'Edoardo II latelliano. E mi piacerebbe un buon confronto sull'Opera segreta di Martone. Bene Cirillo, Moni Ovadia, e forse altri dimenticati (dimenticabili?).

Davvero consigliatissimo (la responsabilità del critico!), per le scuole e le domenicali con genitori, fratelli e nonni, Marconi, il mago che incanta le onde, regia di Bruno Stori, produzione Elsinor, bravissimi i due interpreti. Bene - altre interpretazioni al maschile, due assoli - anche l'Asino albino con Andrea Cosentino e Gente come uno con Manuel Ferreira. Ilari, coinvolgenti, sempre più teatrali, i clowneschi interpreti del Teatro Necessario di gran godimento ad ogni età. E dispiace moltissimo che non giri come davvero merita Senza Cuore di/ con Davide Doro, su un tema arduo ma affrontato con speciale sensibilità: bene per adulti e bambini.
Dopo Fabbrica dell'Ascanius Maximus e Braccianti di Armamaxa prosegue felicemente la ricerca teatrale sul lavoro. Bene anche il Teatro dell'Orsa - che tra l'altro è ospite della rassegna 'Lavoro/lavori, la memoria dei mestieri ' che si svolgerà fino alla metà di maggio a Firenze (info: stortoni@fts.toscana.it - ufficiostampa@fts.toscana.it ): diversi gli spettacoli che non ho visto e che penso non riuscirò a vedere: magari altri racconteranno sulle pagine di Eolo!

Dal 14 al 16 aprile si svolgerà a Parma il Meeting Giovani, giunto alla sua undicesima edizione: mi piacerebbe molto parlarne in una qualche rassegna di Teatro Ragazzi, perché è un modello assolutamente imitabile dove ben si coniuga il lavoro dell’esperto (anche registi di grande valore) con la partecipazione attiva degli studenti delle scuole superiori, un bel confronto ad alta visibilità, diversi i contributi (primo promotore l’Azienda Sanitaria, asl o usl che dir si voglia, affiancata da enti vari e banche & C). Bene bene Imparolopera con Bruno Stori qui a Parma, con il Teatro Regio, una grande fascinazione di musica e divertimento, un eccellente modo per avvicinare bambini e ragazzi al teatro “grande” (ma ricordo anche un assai piacevole percorso di Città Murata, due modelli assai diversi ma con lo stesso scopo, divertenti, intelligenti, in qualche modo davvero complementari).
Di Teatro Ragazzi ho visto anche Ex proff, regia di Stefano Vercelli con Magda Siti, produzione ERT, e Ariel di/con Dario Moretti e Cristina Cazzola (Teatro all’Improvviso), spettacoli di cui purtroppo non sono riuscita a scrivere: anch’io ho un mio fronte di combattimento! Poco lo spazio sulle pagine della Gazzetta, le prime rinunce il teatro ragazzi e gli esiti laboratoriali. Terribile! Ma: non mi arrendo! C’è una situazione nuova agli spettacoli – ma soprattutto sarebbe importante avere una pagina in più… Vedremo! Un giudizio positivo nel complesso sia per Ex Proff che per Ariel, anche se nel primo avrei preferito una maggiore conservazione del ruolo da parte dell’attrice in scena e nel secondo un nodo drammaturgico più energico… E per fortuna ho potuto scrivere degli esiti di Lenz: davvero eccellenti, arditi, preziosi, di grande pensiero e alta visionarietà.

Ma mi interrompo! D’altro vi racconterò prossimamente: in questa settimana vedrò, tra tanto altro, anche l’ormai mitico Pinocchio nero e Come un cane senza padrone dei Motus: vi dirò! Ultima nota: so che hanno suscitato diverse reazioni gli interventi di Renato Palazzi sulla questione della narrazione in scena: ottimo! Riprendiamo a discutere!: se il critico, come io credo da sempre, è in qualche modo l’unica persona ad avere conoscenza reale (complessa, articolata, fondata insieme sull’esperienza e la teoria) del teatro contemporaneo (vede tanto e di più e rielabora visioni e pensieri a più livelli) è anche vero che il suo sapere risulta comunque parziale: che ben vengano questi confronti con artisti, direttori artistici, spettatori e quant’altro. Anche così cresce e si diffonde la cultura teatrale!
valeria ottolenghi

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