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Eolo
recensioni
A TORINO INCANTI
LE RECENSIONI DI EUGENIA PRALORAN

DICIOTTESIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL INCANTI 2011: TEATRO DI FIGURA E STORIA NEL CENTOCINQUANTESIMO DELL'UNITA' D'ITALIA

Per la Diciottesima Edizione del Festival Incanti, terzo capitolo della rassegna dedicata a Teatro di Figura e Storia nel centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, numerosi appuntamenti con il Risorgimento italiano all'interno di un progetto che ha visto protagonisti Gaspare Nasuto, Gianluca Di Matteo, Vladimiro Strinati e Marco Grilli, sia individualmente presso la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani che in uno spettacolo per quattro baracche presso la Piazzetta del Palazzo Reale di Torino.

Gaspare Nasuto, eccezionale guarattellaro, ha presentato un avvincente studio incentrato su un Garibaldi eterno e dolentissimo ribelle, esule su un'isola misteriosa il cui anfitrione, smascherandosi, rivelerà infine la reale natura del suo esilio. Raffinata come sempre la manipolazione di Gaspare Nasuto, splendidi per poesia e coerenza storica testo e drammaturgia, gran coup de théâtre nel finale: speriamo di vedere presto lo sviluppo di questo notevole percorso di creazione in uno spettacolo completo. Particolarmente bello per efficacia scenica e dinamicità della narrazione, lo spettacolo di Vladimiro Strinati, burattinaio, manipolatore, affabulatore di gran classe, eccellente per ritmo e tempi comici, qui intento ad evocare poeticamente la tragica sorte di Anita Garibaldi attraverso un episodio dell'epopea dell'Eroe dei Due Mondi. Godibilissimo il personaggio del soldato austriaco Paletta, dura assai più che longa manus del regime austriaco, insuperabile Vladimiro Strinati per verve di narratore e qualità drammaturgica del testo. Gaspare Nasuto e Vladimiro Strinati ci hanno provato che è possibile realizzare creazioni d'eccellenza sul Risorgimento italiano senza retorica e senza luoghi comuni, facendo gran Teatro a partire dalla Storia d'Italia: a loro siamo particolarmente grati. Molto bella la struttura scenica creata da Gianluca Di Matteo, giovane virtuoso del Teatro di Figura, non solo guarattellaro e burattinaio, ma anche raffinato ideatore e costruttore. Un'inquietante scrivania del gabinetto lombrosiano funge da teatrino per due crani, due maschere, due sorelle siamesi, due Italie, due amanti, due rivali, due mondi a confronto e scontro all'alba dell'Unità d'Italia. Da questo studio ancora in nuce si sprigionano molti spiragli di luce per una creazione estremamente promettente, fra comicità e poesia.

Per l'edizione 2011 il Progetto Incanti Produce (PIP) ha condotto alla creazione di 'Barricate ', frutto del percorso di creazione diretto da Giulio Molnàr, protagonisti Beatrice Baruffini, Daniela Carucci, Marta Cuscunà, Irene Vecchia, sotto lo sguardo complice di Paolo Colombo, giovane talento del Teatro di Figura che ha già dato buona prova di sé come interprete e autore, qui coinvolto in veste di assistente alla regia. 'Barricate ' è stato presentato presso la Manica Corta della Cavallerizza Reale di Torino, ospite del Teatro Stabile di Torino.
Per illuminata volontà dei suoi ideatori, in ragione di considerazioni di estrema attualità sulla necessità di coltivare ed innalzare lo stato dell'arte, il percorso di creazione PIP ha anzitutto finalità didattiche e formative tese ad arricchire le competenze degli artisti del teatro di figura che vi prendono parte. Il Progetto si svolge sotto la guida di un maestro di volta in volta scelto fra le prominenti personalità del panorama europeo e mondiale.
Quest'anno il ruolo guida è stato accettato da Giulio Molnàr, il maestro italo ungherese del Teatro d'Oggetti noto per l'eccezionale profondità poetica delle sue creazioni, per coerenza stilistica e qualità della presenza degli interpreti le cui qualità individuali non vengono mai messe in ombra o asservite agli scopi degli spettacoli, bensì sapientemente valorizzate attraverso un gioco di contrasti cromatici fra differenti mestieri e personalità. Giulio Molnàr infatti, così come la sua formidabile complice e sodale Francesca Bettini, fa parte di quei creatori e registi che plasmano le linee guida di ogni nuova creazione in base alla linfa vitale del materiale letterario, scenico ed umano, e non ritiene utile né per il percorso personale dell'interprete, né ai fini della creazione, forgiare attraverso schemi rigidamente preordinati o fornire partiture già cristallizzate.
Non a caso quindi, per la prima volta dalla nascita del Progetto Incanti Produce, il percorso del progetto 2011 ha avuto come obiettivo fondamentale un processo di pura creazione e composizione teatrale, a partire dall'acquisizione da parte dei partecipanti di strumenti specifici atti a coltivare le condizioni fisiche e mentali necessarie per la produzione in improvvisazione di materiale originale, successivamente vagliato, affinato e portato in scena.
Il percorso non è stato quindi focalizzato direttamente sul Teatro d'Oggetti, bensì sul lavoro teatrale preliminare per la creazione teatrale, lavoro che nel panorama del Teatro di Figura italiano viene purtroppo spesso trascurato, se non ignorato, sia in termini di formazione didattica che di ricerca scenica. Considerati i tempi a disposizione, la giovane età e la diversità di formazione delle artiste partecipanti, data l'assoluta volontà di portare alla luce e sviluppare linguaggi personali ed immagini inedite, e i tempi tecnici indispensabili per un autentico processo di creazione a partire dal lavoro di improvvisazione, il risultato raggiunto da Giulio Molnàr e dal suo drappello di agguerrite fanciulle sulle 'Barricate ' è decisamente notevole.
L'esperienza scenica di 'Barricate ' offre numerose testimonianze di una coraggiosa battaglia all'insegna dell' 'Odio gli indifferenti ' gramsciano. Notevoli i dialoghi, decisivi i conflitti, numerose le immagini degne di nota per qualità e profondità della suggestione scenica. Particolarmente interessante l'emergere delle qualità individuali delle singole interpreti attraverso l'interazione scenica. Il lavoro alterna situazioni di notevole tensione e drammaticità a momenti lirici, buffi e commoventi, percorrendo la tavolozza delle protagoniste con delicatezza e sensibilità, e declinando finemente il chiaroscuro dei contrasti con humour, senza mai lasciare che l'oscurità dilaghi oltremisura, secondo la cifra distintiva della poetica di Giulio Molnàr.
Un'ulteriore, utilissima seconda rappresentazione dello spettacolo ha permesso al pubblico e alle protagoniste di (r)accogliere ulteriori sviluppi del percorso di creazione, attraverso sottili e misteriose risonanze del testo e dei gesti, grazie a una luminosa Irene Vecchia, un'appassionante Beatrice Baruffini, una forte Daniela Carucci e una bruna Marta Cuscunà dalle chiome abitate da misteriosi visitatori. Vista la grande qualità raggiunta e l'importanza del vissuto performativo fronte al pubblico a completamento del percorso di creazione, auspichiamo di tutto cuore che la possibilità di una seconda rappresentazione possa essere offerta a tutti i prossimi partecipanti al progetto PIP nel corso delle future edizioni di Incanti.
A pochi giorni dai gravissimi avvenimenti romani, il lavoro delle quattro interpreti di 'Barricate ' appare quanto mai necessario, e fondamentale la volontà di Giulio Molnàr di insegnare a pescare e a cucinare il proprio pesciolino anziché accontentarsi di tirar fuori qualcosa dalla cambusa del capitano di lungo corso. Come (ri)leggiamo ancora una volta, mai sazi, dal suo minuscolo e bellissimo manuale di Teatro d'Oggetti. Prima il Teatro, poi gli Oggetti... e a monte di ogni cosa, l'individuo con le sue urgenze, le sue passioni, la sua fisicità, senza le quali non può esserci ispirazione né Teatro. Il tutto saldamente ancorato nelle fiamme del suo Tempo.

Antonio Panzuto ha presentato ad Incanti 2011 presso la Manica Corta della Cavallerizza Reale di Torino la sua più recente creazione 'll frigorifero lirico ', idealmente ispirata al 'Vascello Fantasma ' di Richard Wagner. All'interno di una scenografia abilmente elaborata campeggia un frigorifero che si trasforma in teatro d'opera: costruzione efficace, estremamente suggestiva anche grazie ai sapienti giochi di luce di Gianugo Fabris, ma lo spettacolo è purtroppo penalizzato dalla sostituzione quasi totale degli elementi del teatro di figura con sagome in videoproiezione, e da una drammaturgia non coerente anche rispetto ai temi musicali scelti in abbinamento alla componente visiva. Si tratta di un soggetto indubbiamente brillante che può crescere e sprigionare vera magia riappropriandosi della vera natura del Teatro di Figura. Quel magico frigorifero lo merita.

Con Clair de Lune Théâtre, Compagnia belga di Paulo Ferreira, sensibile e sofisticato maestro di Teatro d'Ombre, e Jean Jadin, musicista e improvvisatore di grande talento, Incanti 2011 ha proposto 'Omelette ', uno spettacolo assolutamente classico del genere, particolarmente gradito ai cultori e al pubblico familiare, soprattutto ai giovanissimi.
Le vispe atmosfere sonore e il ritmo accattivante di Jean Jadin accompagnano le splendide silhouettes di Paulo Ferreira, costruttore abilissimo e raffinato manipolatore. 'Omelette ' racconta le semplici e comiche avventure di una gallina e di una bambina (entrambe munite di scarpette ben allacciate), lungamente perseguitate da adulti poco propensi ad accettare l'amicizia fra umani e pennuti, infine trionfanti come in ogni lieto fine che si rispetti.
Particolarmente belle le sagome create da Paulo Ferreira, per estetica dei profili, ricchezza dei dettagli, cesellatura dei personaggi. Notevole il ritmo intrinseco di movimento delle Ombre, frutto di specifiche e virtuose modalità di progettazione, costruzione e rifinitura. Bella la costruzione del teatrino d'ombre, con gioco di molteplici schermi illuminati in alternanza o sincronicità ad amplificare e modulare respiro, ritmo ed orizzonte visivo dello spettacolo. Particolarmente interessante la proposta dello spettacolo in una delle sale del Museo di Storia Naturale di Torino, per così dire sotto lo sguardo degli animali delle antiche collezioni.
Paulo Ferreira e Jean Jadin hanno inoltre diretto l'edizione 2011 del Workshop di Teatro d'Ombre del Festival Incanti. Il Workshop si è svolto come ogni anno in forma intensiva per due giorni presso i laboratori del Castello di Rivoli, con grande soddisfazione di quindici fortunati partecipanti. Paulo Ferreira e Jean Jadin hanno incentrato il corso sulle tecniche di creazione e caratterizzazione fisica ed emotiva dei personaggi nel linguaggio del Teatro d'Ombre sia in forma visiva che sonora, attingendo al bagaglio specifico che caratterizza per eleganza ed efficacia lo stile e la ricerca della Compagnia Clair de Lune.


LIBRI DI FIGURA AD INCANTI 2011
Ancora una volta la Rassegna Incanti ha voluto sottolineare l'importanza della formazione e dell'informazione nel Teatro di Figura anche per quanto riguarda la letteratura del settore, attraverso l'evento 'Libri di Figura ' presso la libreria Legolibri.
In occasione della Diciottesima edizione di Incanti è stata ripresentata la 'Storia delle marionette e dei burattini in Italia ', di Alfonso Cipolla e Giovanni Moretti, con introduzione di John Mc Cormick, per le Edizioni Titivillus, piccolo manuale agile e dotato di ricca iconografia (splendida per qualità grafica e rarità del materiale, frutto di lunghissime e accurate ricerche presso collezioni e raccolte museali non note al pubblico e di difficile consultazione anche per gli operatori).
Fresco di stampa, e' stato presentato 'Eppur si muove - piccola guida pratica all'animazione del burattino ' di Walter Broggini, artista burattinaio di grande intelligenza e provate capacità didattiche, che ha fatto esperienza delle grandi realtà europee a monte della propria attività teatrale, e conosce bene il valore che all'estero viene attribuito a una corretta formazione teatrale di base prima della specializzazione nel Teatro di Figura. Walter Broggini desidera condividere con i suoi lettori il valore didattico dello studio del movimento di base dei burattini, in Italia spesso acquisito dagli esordienti per tentativi (pochi) ed errori (molti) in assenza di una formazione specifica, altrove (ad esempio in Russia e nella Repubblica Ceca, patrie storiche di grandi artisti e compagnie) oggetto di specifiche lezioni di base che semplificano molto la vita educando la mano e lo sguardo del futuro burattinaio. In Italia purtroppo persiste una sorta di malinteso formale che non riconosce apertamente la necessità di costruire sistematicamente solide basi per il mestiere del teatro di Figura...
'Eppur si muove - piccola guida pratica all'animazione del burattino ' costituisce un utilissimo piccolo abbecedario del movimento e dell'animazione scenica, ed è interessante non solo per i burattinai. Si tratta di un manuale di base contenente alcune chiavi fondamentali per leggere e praticare le dinamiche del movimento, e per iniziare a capire come determinate convenzioni sortiscano effetti ben precisi non solo in teatro ma anche in contesti quotidiani apparentemente non correlati alla scena.
Goebbels, grandissimo specialista della propaganda e dei mass-media, che di convenzioni teatrali si intendeva assai bene, scrisse in una direttiva ufficiale per il montaggio cinematografico che 'il soldato tedesco, nei nostri cinegiornali, deve sempre apparire in marcia da sinistra verso destra e mai al contrario '.
Quei cinegiornali erano terribilmente efficaci. Molti marionettisti, burattinai, disegnatori di cartoni animati eccetera eccetera, purtroppo non sono affatto efficaci, nemmeno dopo anni di cosiddetto mestiere, o quantomeno faticano ad acquisire la padronanza del linguaggio di base e soprattutto consapevolezza dell'importanza di tale conoscenza. 'Eppur si muove - piccola guida pratica all'animazione del burattino ' di Walter Broggini, estremamente lineare, corredato di belle immagini didattiche di immediata comprensione grazie alla collaborazione di Roggero Rizzi, grafico competente ed esperto artista di teatro di figura, è ideale per (ri)cominciare a (ri)pensare e a leggere la figura in movimento. Non teorie, ma un quaderno di regole di base, ricco di semplici ed efficaci esercizi di agevole applicazione pratica, da parte di due bravi professionisti.
Finora mancava in Italia un manuale di base sull'argomento paragonabile a questo, oltretutto in edizione davvero supereconomica, soprattutto se si considera la qualità e la quantità della documentazione fotografica inserita nel testo in posizione strategica. Chiunque ami o pratichi il Teatro di Figura può permettersi di aggiungere questi libri alla propria biblioteca, ne sarà contento.


MAN OF FLESH AND CARDBOARD, IDEALE CHIUSURA DEL FESTIVAL INCANTI 2011
Peter Schumann, anima e fondatore del Bread & Puppet Theatre, da oltre trent'anni fa Teatro di Figura e pane secondo una ricetta molto antica e sempre attuale. Non lavora per compiacere i critici, né per intrattenere il pubblico, ma opera per un'urgenza di verità e bellezza saldamente ancorate nella volontà di essere protagonisti in quanto testimoni consapevoli dell'epoca storica che attraversiamo. Il suo è un Teatro militante perché incentrato su temi di assoluta attualità, per vocazione e per scelta di mezzi e materiali semplici, ricco di mestiere, contenuti e ispirazione.
Fra gli artisti americani della sua generazione, Peter Schumann è fra i migliori, se non il migliore in assoluto, nell'utilizzo del grammelot, e nella creazione di una forma di moderna Commedia dell'Arte in cui di volta in volta anziché Colombina o Capitan Matamoros appaiono maschere, grottesche o poetiche, di inquietante attualità; nel caso di 'Man of Flesh and Cardboard ', 'Uomo di Carne e Cartone ', una Giustizia (forse miope, certo non bendata) e un Generale con una sdilinquita Televisione come Concubina...
Da sempre le creazioni di Peter Schumann sono inconfondibili grazie a un linguaggio risolutamente personale caratterizzato da nitore tecnico e grande istinto per la messa in scena, utilizzo di mezzi e materiali 'poveri ' (carta, cartone, stoffe e materiali di recupero), che nelle sue mani e nella sua visione diventano esemplarmente efficaci: piccole e grandi maschere, pupazzi, marottes, fondali in perenne trasformazione, movimento di piccole e grandi masse (per numero e dimensione) di materiali scenici e di interpreti, all'aperto, in luoghi non convenzionalemente associati a rappresentazioni di tipo teatrale, più raramente in teatro, in un costante flusso di azioni sceniche in cui il segno grafico e pittorico di Schulmann evoca archetipi e sostiene visivamente la componente vocale e sonora.
Nelle creazioni di Peter Schumann tre obiettivi sono sempre palesi, dichiarati e raggiunti: la realizzazione di immagini teatrali profondamente poetiche; la creazione di testi originali, esemplari per efficacia, concisione e ironia, attorno ad argomenti di ben precisa e scottante attualità; il coinvolgimento nella creazione e nella messa in scena di persone incontrate sul luogo della rappresentazione, spesso giovanissimi o alle prime armi, cui Peter Schumann e i suoi complici storici fanno di volta in volta dono dell'insostituibile esperienza della creazione poetica in atto, e della comunione laica di valori etici che costituiscono il segno distintivo di un Teatro fatto di consapevole partecipazione e non di gerarchie precostituite in base alle convenzioni accademiche.
Peter Schumann è uomo di teatro e poeta in viaggio da decenni: volendo potrebbe facilmente operare a colpo sicuro utilizzando unicamente interpreti e convenzioni inossidabili, ma nella sua generosità non fa distinzione fra professionisti esperti ed esordienti alle prime armi, se non per offrire a questi ultimi la possibilità di mettersi in gioco negli spazi e nei tempi teatrali da lui creati.
Non fa eccezione l'ultima creazione del Bread & Puppet Theatre 'Man of Flesh and Cardboard ', programmato da Incanti come unica serata italiana a grande chiusura del Festival 2011, nella cornice prestigiosa del Teatro Carignano, complice ed ospite il Teatro Stabile di Torino.
Si è trattato di uno spettacolo di denuncia, frutto di una specifica presa di posizione storica, e, in quanto tale, 'Man of Flesh and Cardboard ' ha costituito un'ulteriore lezione magistrale (in scena e in sala), a perfetta dimostrazione pratica delle tematiche affrontate nel corso del giorno precedente da parte di Peter Schumann e Giovanni Moretti, nel corso dell'incontro pubblico attorno a 'La Storia e il Teatro di Figura come veicolo di diffusione e di analisi ' presso la Sala delle Colonne del Teatro Carignano.
Nella teoria il vero Teatro vuole e dovrebbe essere sempre testimone del proprio tempo, inducendo alla riflessione; nella pratica la Compagnia Bread&Puppet Theatre è, e fa, vero Teatro, e prende su di sè le conseguenze del caso (la creazione compiuta) e della necessità (rimontare il lavoro con le persone e i mezzi a disposizione, avendo come scopo non tanto un risultato di ordine formale ed estetico, ma soprattutto un'azione scenica subordinata ai contenuti come veicolo di informazioni e invito alla presa di coscienza.

'Man of Flesh and Cardboard ' è uno spettacolo bello, necessario ed importante, ma a Torino fatalmente destinato a essere frainteso, sia perché appesantito delle alterazioni di ritmo dovute al deliberato coinvolgimento in tutte le fasi dello spettacolo di un folto gruppo di giovanissimi allievi della Scuola del Teatro Stabile di Torino, avendo a disposizione l'unica giornata di montaggio italiana; sia a a causa della scelta di montaggio orale bilingue, con traduzione parziale da parte di alcuni attori italiani, penalizzata dall'impossibilità di offrire una resa perfetta, in termini di sonorità, testo e ritmo italiano, della splendida partitura in lingua inglese americana e grammelot.
Purtroppo il pubblico italiano non è ancora in grado di godere delle finezze della lingua inglese e americana come succede in gran parte del resto del mondo, e quando in Italia mancano sopratitoli o libretto, il testo straniero da ala diventa inesorabilmente zavorra dello spettacolo...
Abbiamo visto svilupparsi in scena il segno forte della creazione di Schumann, maschere, sagome, scenografie e partiture danzate. Nella prima parte di 'Man of Flesh and Cardboard ', 'Modern Sky ' abbiamo ascoltato con emozione la trasposizione teatrale a capella della terribile trascrizione, parola per parola, delle comunicazioni via radio di alcuni attacchi su Baghdad a prezzo di innocenti vittime civili, materiale trasmesso a Wikileaks dal soldato Bradley Manning 'per mettere un piccolo bianco fagiolo del verità nel grigio stufato di menzogne manipolate ', atto che gli è valso il carcere militare duro, oltre al rischio di una condanna a morte per alto tradimento. Nella seconda parte di 'Man of Flesh and Cardboard ', 'Manning ', in una sorta di drammatica operetta musicale, sono andati in scena il tormento e la solitudine del soldato e del cittadino statunitense Manning: rivelare un frammento di verità a costo di perdere la libertà e forse la vita, e per amore della verità ribellarsi all'ingiustizia e sprofondare nelle viscere di un sistema carcerario abnorme che sbrana prima la dignità e poi la vita stessa dei prigionieri. Siamo stati testimoni dell'emozione dei giovanissimi allievi della Scuola del Teatro Stabile di Torino, coinvolti nell'ebbrezza di una maratona di ri-creazione e montaggio durata solo poche ore, e per questo tanto più rischiosa e fertile per il loro futuro.
Abbiamo visto Schumann e i suoi complici storici Maura Gahan, Gregory Corbino, Susan Perkins, Katherine Nook, Damiano Giambelli e Généviève Yeuillaz affiancare e sostenere i ragazzi del Teatro Stabile di Torino da pari a pari attraverso una performance a tratti particolarmente faticosa dove esitazioni e cenni di non finito erano altrettanti indici di un metodo a levare che scolpisce i sensi di chi si lascia coinvolgere, sia in scena che in sala.

Siamo grati a Peter Schumann di non aver accettato compromessi di comodo per uno spettacolo più facile da digerire, di aver fatto uno spettacolo di Carne e Cartone quando altri avrebbero magari, secondo tendenza, realizzato un ibrido multimediale, in cui la proiezione di materiale video preregistrato avrebbe sostituito la presenza in scena di interpreti in carne e maschera e mantenuto un ritmo già rodato e imbalsamato.
Attendiamo il suo ritorno per un giorno non lontano in cui saremo un po' più anglofoni, o muniti di buoni sopratitoli, comunque più pronti ad accettare un Teatro fatto anche di imperfezioni, come una xilografia, se le imperfezioni veicolano pienamente verità e contenuti del processo di creazione e di montaggio, alla luce di un ideale che vede l'uomo e la sua dignità saldamente al centro di ogni sforzo, in una comunione di intenti e di impegno sociale e civile di cui il pane lievitato dalla pasta madre di Schumann, distribuito come sempre a fine spettacolo, è simbolo prezioso per la memoria dei sensi e dello spirito nei difficili tempi in cui viviamo. Ci ricorderemo del soldato Bradley Manning, che ha avuto il coraggio di sottrarsi al ruolo di ingranaggio passivo per fare appello alle vere forze della democrazia e della giustizia, e del Fondo che sostiene le spese processuali cui altrimenti, con i mezzi di cui dispone come semplice cittadino, non potrebbe fare fronte, Fondo cui la Compagnia Bread&Puppet contribuisce direttamente.

'Man of Flesh and Cardboard ' non è stato creato per intrattenerci, ma per coinvolgerci, ricordandoci che la volontà di giustizia e la presa di coscienza individuali producono risultati in grado di affrontare anche l'arroganza dell'ingiustizia e dell'abuso di potere. Nei giorni in cui negli U.S.A. si festeggia Lady Liberty, mentre le lobby legate all'industria bellica mirano a condizionare l'opinione pubblica e a ottenere una condanna a morte per alto tradimento per il soldato Bradley Manning, questo spettacolo, creato da un artista statunitense attorno a uno dei maggiori scandali che abbiano mai sconvolto il suo Paese, ha particolare valore anche in Europa, cui non mancano argomenti di riflessione domestica. La Diciottesima Edizione del Festival Incanti, terzo capitolo della rassegna dedicata a Teatro di Figura e Storia nel centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, insieme al Teatro Stabile di Torino, ci ha fatto in chiusura il grande regalo di un'autentica e coerente testimonianza di vita dedicata al Teatro e alla Storia.
EUGENIA PRALORAN

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