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recensioni
L'ALBA DEL NARRARE
IL REPORT DELLA QUARTA EDIZIONE A CURA DI EUGENIA PRALORAN

La IV Edizione de 'L'Alba del Narrare '. Prodigi di Angeli e Demoni, di Sicilia e di ogni tempo
Dal 20 aprile al 1° maggio 2012 ha avuto luogo la IV Edizione de 'L'Alba del Narrare ', ideata da Alfonso Cipolla e Giovanni Moretti secondo gli ideali di Gian Renzo Morteo, non Festival né Rassegna teatrale, ma occasione di evocazione di forme sopravviventi del teatro delle Origini e celebrazione del rituale della parola che si fa immagine, e dell'immagine che si fa parola, rituale in cui il gesto scenico accompagna e completa il potere fondante della voce umana e del testo, come espressione di una comunità, di un'epoca e di una cultura.
Minacciata di soppressione a causa dei tagli dei fondi, salvata in extremis da una programmazione accorta e giocata per così dire 'in casa ', la IV Edizione de 'L'Alba del Narrare ' ha come sempre riservato al suo pubblico un tuffo nel caleidoscopio delle forme teatrali consacrate alla memoria storica del Teatro Popolare, e alla celebrazione dell'immaginazione, declinata secondo i canoni della narrazione teatrale.
Principale evento della IV Edizione de L'Alba del Narrare è stata la Mostra 'Angeli e Demoni di Sicilia. I cartelli dell'Opera dei Pupi della Compagnia Pennisi-Macrì ', a cura di Vincenzo Abbate.
In occasione della apertura del nuovo teatro ad Acireale la storica Compagnia catanese Pennisi-Macrì,ha attinto al ricco patrimonio di Pupi, cartelloni, materiale scenico e canovacci originali per la mostra antologica che l'Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare di Grugliasco ha ospitato presso la sala dello Chalet Allemand una splendida antologia di cartelli dell'Opera dei Pupi, eseguiti agli inizi del ventesimo secolo da Francesco Vasta, pittore autodidatta di autentica vocazione teatrale e immensa fantasia.
Francesco Vasta, antesignano e caposcuola dei cartellonisti siciliani, fu operaio scaricatore portuale. Appassionato dell'Opera dei Pupi, non disponendo di mezzi sufficienti per acquistare ogni sera il biglietto d'ingresso al teatro, offrì alla Compagnia la realizzazione del cartellone di presentazione dello spettacolo del giorno, in cambio del diritto di ingresso permanente e dei materiali.
Giorno dopo giorno, a partire dal 1908, Francesco Vasta realizzò per decenni grandi cartelloni, unendo due fogli di carta da imballaggio su cui dipingeva a tempera l'episodio visivamente più suggestivo dell'Opera che sarebbe andata in scena alla sera.
Dotato di segno pittorico incisivo, Francesco Vasta creò un universo di scene madri archetipiche e fortemente evocative, ambientate in un Evo fantastico, popolate di nobili guerrieri, affascinanti principesse, maghi crudeli, empi felloni, pii monaci, fantastiche belve e mirabili palafreni, angeli guerrieri e diavoli ghignanti, dove il mito incontra la grande letteratura e le epopee omeriche e virgiliane si intrecciano con le gesta dei crociati della Gerusalemme Liberata e dei paladini di Orlando e Carlomagno. Eroi ed eroine hanno i lineamenti, e talora anche i nomi, di certa fierissima gioventù siciliana, e mostri, diavoli e fattucchiere han talora l'aria d'esser stati dipinti ritraendo in forma caricaturale tale o talaltro soggetto sgradito al popolo o all'autore. I cartelloni di Francesco Vasta sono perfetta espressione visiva della ricchissima tradizione teatrale e letteraria popolare siciliana.
Francesco Vasta dipinge ricche e fantasiose armature, elmi dai lunghi pennacchi, eroi dalle labbra vermiglie secondo la miglior tradizione dell'Opera dei Pupi, mentre molti dettagli delle scene (scarpe, stoviglie, accessori, acconciature femminili) provengono chiaramente dalla vita di tutti i giorni degli inizi del secolo ventesimo, in una curiosa fusione di presente concreto e passato fiabesco e mitologico. Ogni gran dama è sempre bella, e così pure sirene, guerriere e fattucchiere tentatrici, con profusione di ornamenti 'esotici ' e, ove consentito dal ruolo e dalla situazione del personaggio, esibizione (secondo i castigati canoni dell'epoca) di procaci grazie muliebri.

Ingenuità di tratto nel senso della naiveté pittorica francese, ma anche ingenuity - creatività, abilità e padronanza del mestiere - in senso anglosassone, nell'opera di Francesco Vasta, che divenne famoso e celebrato in tutta la Sicilia. Molti cartelloni negli anni sono entrati a far parte del patrimonio di musei e collezioni private.
Dovendo operare una scelta per indirizzare in senso antologico la mostra, Alfonso Cipolla si è orientato verso i soggetti di angeli, demoni, mostri, maghi e belve, meno noti al grande pubblico, ma che appaiono numerosi nell'Opera dei Pupi, introducendo l'elemento del fantastico e del prodigioso a fianco delle gesta d'armi e d'amore.
La Mostra, che ha avuto buon successo di pubblico, ha anche presentato una scelta di oggetti scenici e dettagli di costruzione dei Pupi, oltre a parti di un assai raro e pregevole carretto siciliano d'epoca, originariamente destinato a pubblicizzare gli spettacoli, di raffinata esecuzione, decorato e dipinto a tempera con scene e didascalie dell'Opera dei Pupi da un artista di Termini Imerese.
A complemento e illustrazione della Mostra, un bellissimo Quaderno contenente un ricco repertorio di cartelloni di Francesco Vasta, con ottime riproduzioni di alta qualità grafica.
A coronamento della Mostra, Incontro/Concerto con il generoso contributo degli artisti del Progetto Architorti, Efix Puleo (violino), Marco Gentile (violino), Elena Saccomandi (viola), Paola Grappeggia (contrabbasso) diretti dal violoncellista Marco Robino, in un'ideale evocazione delle atmosfere sonore dell'epopea degli 'Angeli e Demoni di Sicilia '.
Presso l'antica Villa Boriglione è stata proposta La Tragica Storia del Dottor Faust, creazione storica di Alfonso Cipolla e Giovanni Moretti per la regia di Luca Valentini.
Alfonso Cipolla, appassionato collezionista di preziosi cimeli teatrali, e Giovanni Moretti, narratore di lungo corso, hanno ricreato le atmosfere del mito di Faust secondo la versione a loro cara, che riporta a galla il volto del Doktor senza infliggere l'abituale citazione 'Fermati, sei bello..! ' Testo rigoroso, inconsueto e coinvolgente, dalla penna e dal cuore di Giovanni Moretti, seguito dal declinarsi per gesti e cenni della parabola faustiana, da parte di Alfonso Cipolla che agisce sulla materia nobile di antichi oggetti e marionette, in un tempo sospeso e scandito dall'alternarsi di silenzio, suono, mutevoli atmosfere di secolari tecniche ottiche in uno spazio minimo, assediato dall'oscurità, che allude all'infinito. Dal teatro della parola nel crepuscolo del parco, al teatro di gesto e immagine in sala, un gioco virtuoso che ha per cardine la dicotomia fra parola/voce e silenzio/gesto in una felice unità di narrazione. Un viaggio nella memoria di oggetti teatrali felicemente riportati alla scena e sottratti per un tempo all'immobilità della collezione.
A conclusione della IV Edizione de L'Alba del Narrare, 'Bestiame Etimologico ', testo di Marco Gobetti, narrato da Giovanni Moretti e Marco Gobetti, sinergia di interpreti dove il talento e la generosa esperienza di Giovanni Moretti incontrano giovani energie.
EUGENIA PRALORAN

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