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recensioni
L'ALBA DEL NARRARE A GRUGLIASCO
EUGENIA PRALORAN ERA LA' PER NOI A GRUGLIASCO E NON SOLO



L'Edizione 2013 de L'Alba del Narrare, giunta al suo quinto appuntamento annuale con il pubblico, ha mantenuto ancora una volta le sue promesse: offrire testimonianze vive di un Teatro memore del suo dovere civile, dotato di una matrice saldamente ancorata  nel mestiere e nella tradizione, da frequentare senza citazioni pedisseque, un Teatro che (r)innova le sue forme e il suo messaggio, riportando alla luce interpreti e testimonianze, ricercando lo scaturire della parola dall'immagine e dell'immagine dalla parola attraverso ritmo di pensiero, di voce e di presenza scenica, senza trascurare il connubio con musica e gesto. Teatro di narrazione, ma anche musicale e di figura, in un confluire di linguaggi e di discipline secondo la tradizione che fu del teatro delle origini, e quindi del teatro popolare.


Da marzo a fine giugno 2013 L'Edizione 2013 de L'Alba del Narrare si è articolata in cinque appuntamenti con una notevole varietà di proposte.


Presso il Teatro Matteotti di Moncalieri, "Macbeth ovvero l'assassinio di Duncano Re di Scozia": su progetto dell'Istituto per i Beni marionettistici e il Teatro Popolare insieme al Teatro di Dioniso, è stato riproposto un copione scritto da Ariodante Monticelli intorno alla seconda metà del diciannovesimo secolo nella scia del capolavoro verdiano. Tradizionalmente ripreso da varie compagnie di marionettisti, "Macbeth ovvero l'assassinio di Duncano Re di Scozia" è stato qui sviluppato "con Gianduja maggiordomo e spaventato dagli spiriti nella caverna d'Erinni", a cura di Elena Serra e Valter Malosti, con il coordinamento drammaturgico di Alfonso Cipolla e la partecipazione di Giovanni Moretti accanto agli allievi della Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino, in una versione in cui la tragedia classica si trasforma in celebrazione del connubio fra opera lirica e teatro di marionette, sottolineando la fusione della struttura del melodramma verdiano con elementi di comicità popolare.


Presso il Teatro Le Serre di Grugliasco, "Don Giovanni" di Wolfgang Amadeus Mozart, esperimento musicale e ludico in agile forma semiscenica della durata di novanta minuti, per trasposizione e rielaborazione per quintetto d'archi di Marco Robino, su guida all'opera e concezione di Alfonso Cipolla, con il prestigioso ensemble degli Architorti e un cast di interpreti di consolidata esperienza: Davide Pelissero, Giorgia Bertagni, Oliviero Giorgiutti, Laura Giorcelli, Oliviero Pari, Antonella Biondo.


Con Alessio Di Modica, giovane talento dell'arte del Cunto siciliano, di solida disciplina e chiara identità, l'Alba del Narrare ha celebrato un Teatro vivo che pratica una delle forme più alte di impegno civile. Un Teatro indiscutibilmente radicato per ritmo, materia e respiro nel tessuto della grande tradizione, ma anche irradiantesi in una ricerca personale che trae da salde radici culturali e dalla forza del mestiere linfa per sostenere un percorso di innovazione che rinnova la vitalità delle forme e guida l'elaborazione e la scrittura di contenuti di scottante attualità. 

Alessio di Modica è interprete ed autore intelligente e sensibile che nel tempo porterà molto pubblico a riflettere e percepire in profondità, oltre le convenzioni comunemente acquisite, sia tramite il fascino di antiche fiabe e vicende intrecciate a invenzioni ed elaborazioni personali, sia attraverso la riflessione ferocemente necessaria e felicemente ironica, fedele al miglior duende siciliano, in una prospettiva storica trasversale che attraversa generi e secoli, ben oltre i confini dell'isola di Trinacria. Alessio Di Modica ha interpretato la sua creazione "Etna. Storie popolari alle pendici del vulcano".


Marco Gobetti, noto interprete torinese fondatore e direttore dell'omonima Compagnia, ha interpretato il suo "1863 - 1992 Di Giovanni in oltre. Storia d'italia e di persone da Giovanni Corrao a Giovanni Falcone" di H. Halubras, sul tema amarissimo della violenza di stato che fu sistematicamente esercitata nel corso dell'unificazione italiana, qui analizzata come ancor più amaro seme della sotterranea deriva criminosa che percorre la storia politica del Paese fino ai giorni nostri, giungendo ad utilizzare la manipolazione del diritto come strumento di abuso di potere e di asservimento della popolazione.


Nella notte del 30 giugno nei giardini del Parco Culturale Le Serre di Grugliasco, e nello scenario esterno della settecentesca Villa Boriglione, sede dell' Istituto per i Beni marionettistici e il Teatro Popolare, in collaborazione con il Festival Arrivanodalmare!, ha avuto luogo la Notte dei Racconti, nel corso della quale gli spettatori si sono spostati da interprete a inteprete, di racconto in racconto, di canzone in canzone, attraverso il Parco, raccogliendosi infine presso il portico di Villa Boriglione, in un viaggio attraverso l'arte del teatro di narrazione in tutte le sue forme. 

Hanno generosamente traghettato il loro pubblico da una sponda all'altra del cuore della notte: Cristian Barbato, musicalissimo Pulcinella di radice partenopea e nascita torinese, Alessio Di Modica, forte di contenuti e di luminosa presenza, Sergio Diotti, storico e irresistibile fulèsta, Stefano Giunchi in veste arguta di burattinaio, Marco Gobetti, narratore torinese per vocazione, Nicola Stante, sorprendente nell'alternare e fondere comicità e poesia, Claudio Zanotto Contino, accompagnato dall'amabile asina Geraldina la Sommaire, carica della soma impalpabile del ricordo di altri tempi e altre genti, Betta Zurigo, narratrice carismatica e potente, con l'amichevole partecipazione di Beppe Rizzo, ottimo attore e musicista. 

Alla luce viva di alcune torce, e nell'alone bianco di pochi riflettori strategicamente piazzati, senza alcuna forma di amplificazione salvo quelle fornite dal buon mestiere vocale degli artisti, il pubblico ha potuto cogliere testo e musica alla maniera antica e naturale, condividendo enthùsiasmos poetico e spirito della festa popolare, complici anche uno spuntino rustico e un sorso di vino rosso.


A chiusura dell'Edizione 2013, "Garibaldi fu ferito, con Sganapino aspirante patriota", dramma per fulèsta, burattini e organo di Barberìa, di e con Sergio Diotti e Stefano Giunchi, della Compagnia Arrivanodalmare!, con il bell'organo di Barberìa appositamente progettato e realizzato dall'Associazione Musica Meccanica Italiana, e riduzione musicale in cartoni forati del Maestro Marco Gianotto.



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