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Eolo
recensioni
PALLA AL CENTRO 2013 IL REPORT
Gli spettacoli dell'edizione 2013 visti da Mario Bianchi con le fotografie di Massimo Bertoni

Ulisse: un fantastico viaggio (01) Ulisse: un fantastico viaggio (02) Ulisse: un fantastico viaggio (03) La Bella e la Bestia (01) La Bella e la Bestia (02) La Bella e la Bestia (03) L'uccello di fuoco (01) L'uccello di fuoco (02) L'uccello di fuoco (03) Storie con le gambe per orecchie in partenza (01) Storie con le gambe per orecchie in partenza (02) Storie con le gambe per orecchie in partenza (02) Arrivi e partenze: ovvero storie in valigia (01) Arrivi e partenze: ovvero storie in valigia (02) Arrivi e partenze: ovvero storie in valigia (03) Il gruffalò (01) Il gruffalò (02) Il gruffalò (03) B...auu miao squit (01) B...auu miao squit (02) B...auu miao squit (03) La favola dell'asino d'oro (01) La favola dell'asino d'oro (02) La favola dell'asino d'oro (03) Biancaneve e Nerainvidia (01) Biancaneve e Nerainvidia (02) Biancaneve e Nerainvidia (03) Lo scavo meraviglioso (01) Lo scavo meraviglioso (02) Lo scavo meraviglioso (03) Quando c'era Pippo (01) Quando c'era Pippo (02) Quando c'era Pippo (03) La tarantella di Pulcinella (01) La tarantella di Pulcinella (02) La tarantella di Pulcinella (03) Diapason (01) Diapason (02) Diapason (03) I vestiti nuovi dell'imperatore (01) I vestiti nuovi dell'imperatore (02) I vestiti nuovi dell'imperatore (03) Maga Regina (01) Maga Regina (02) Maga Regina (03)

Perugia e Fontemaggiore, il meraviglioso capoluogo umbro e lo storico Centro di Teatro ragazzi della città, hanno ospitato per la prima volta “Palla al centro” la vetrina delle compagnie del teatro per l'Infanzia del Centro Italia, giunta alla sua nona edizione. Dopo sette edizioni ospitate a Porto Sant'Elpidio nell'ambito de “I Teatri del Mondo” il Festival internazionale organizzato dai Teatri Comunicanti, e una a Pescara promossa da Florian, dunque, la carovana di luglio del Teatro Ragazzi si è spostata nella splendida cornice di Perugia dove gli operatori hanno potuto vedere 16 spettacoli che si sono alternati per mostrare il meglio delle compagnie di Umbria Marche e Abruzzo.

Sfida importante non del tutto vinta se solo tre delle produzioni, nuove, viste ci sono sembrate veramente degne di nota ma questa è la condizione delle vetrine che per statuto, diciamo così, devono ospitare tutte le produzioni che vengono proposte. Ciò però ci ha permesso di osservare da vicino gli stili, le tematiche, i pregi e i difetti di un gruppo di compagnie che operano nel delicato settore del teatro, appositamente scritto e rappresentato per l'infanzia.

Abbiamo innanzitutto evidenziato in molti degli spettacoli visti l'esigenza precipua di voler narrare una storia e di dichiararlo esplicitamente.

Vi è poi la reiterata mania di voler usare a tutti i costi il teatro di figura non avendo la capacità minima di saperlo utilizzare come accade per esempio in “Ulisse: un viaggio fantastico” della compagnia “Le onde” o peggio ancora ne “I vestiti dell'imperatore” del Teatro dell'Uovo.

Altra caratteristica la presenza di attori di ottimo livello alle prese o con un miscuglio troppo eterogeneo di storie improbabili (e qui torniamo al nodo della drammaturgia) come accade in “La favola dell'Asino d'oro” del Florian in cui i bravi Francesco Sportelli e Alessia Tabacco reggono sulle proprie spalle l'intero svolgersi degli avvenimenti o in insensate (pur nella credibilità del progetto di ricercare in tutti noi sia la bestialità che la bellezza) riduzioni di celebri fiabe come avviene nell'ultima creazione di Fontemaggiore “La bella e la bestia” dove Enrico De Meo, Fausto Marchini e Claudio Massimo Paternò sono pur bravissimi a reggere le varie parti anche al femminile senza mai strabordare.

Tre come si è detto le creazioni di pregio viste nei tre giorni di Perugia. Su tutte “L'uccello di fuoco della compagnia “Art Niveau“ regia Giulia Zeetti di e con Cecilia Ventriglia e Giulia Zetti scenografie Gianni Ferri e Ayumi Makita, spettacolo raffinato ed innovativo nella sua composita struttura tra danza, musicalità e narrazione, ispirato all'omonima leggenda russa musicata da Igor Stravinskij in cui un principe, Ivan, con l'aiuto dell'uccello di fuoco, libera dalle grinfie del cattivo Kascej la principessa Vassilissa.In scena mossa dalle indicazioni di una cantatrice narratrice che all'occorrenza diventa personaggio (Giulia Zeeti) Cecilia Ventriglia si muove con perfetta cadenza da eroe, accompagnata dalla musica di Stravinskij, coniugata in diversi modi, in uno spazio completamente bianco, dove la carta regna sovrana donando allo spettatore immagini di grande suggestione.

In “Quando c'era Pippo” di Occhisulmondo, finalista del premio Scenario Infanzia, con Greta Oldoni e Samuel Salamone e con Daniele Aureli che ne cura la drammaturgia e la regia con Matteo Svolacchia, attraverso i ricordi della staffetta partigiana Giulia Re (che con la sua vera voce di antica sofferenza soffusa però sempre di grande speranza, accompagna tutto lo spettacolo) lo spettatore viene direttamente proiettato in uno scantinato nei primi anni quaranta del secolo scorso dove due giovani si sono rifugiati. Solo una radio e una piccola finestra li proietta nel mondo esterno dove la guerra civile incombe e un regime autoritario ha interrotto i loro sogni di libertà. Giulia ed Emilio narrano e vivono momenti di gioiosa condivisione tra la paura di un presente pieno di incognite e un futuro intriso di speranze per un mondo migliore. Spettacolo commovente ben recitato dove tutto funziona a meraviglia per restituirci un mondo dove la speranza muoveva le azioni di chi voleva bene al nostro povero paese.

In tutt'altro ambito e stile Luciano Menotta e Diego Carletti della compagnia i Circondati sono i due bravi e poliedrici protagonisti di “Diapason“, attori, clowns, musicisti, dotati di una mezza maschera in cuoio e di un clarinetto e una fisarmonica, con i quali creano un assurdo e abilissimo gioco teatrale dove ogni logica e prospettiva viene continuamente cambiata. I suoni, gli oggetti, la gestualità sono messi a disposizione con grande inventiva di un concerto di gag e di situazioni inusitate divertenti e di forte coinvolgimento di un pubblico di tutte le età. Un miscuglio tra Fratelli Caproni e Teatro Necessario che ha fatto conoscere al teatro ragazzi una nuova realtà molto interessante.

Una nota di merito va anche ad Enrico De Meo e GianCarlo Vulpes che, con la consulenza registica di Fabrizio Pallara, hanno messo mano alla loro creazione vista l'anno scorso a Sant'Elpidio “Biancaneve e Nerainvidia“, correggendone i difetti e restituendo in modo inusitato e convincente tutti i risvolti della fiaba di Biancaneve.

Ovviamente altre immagini di bellezza e professionalità ci rimarranno in mente da Perugia: Lucia Palozzi del gruppo Baku che dopo l'ottima riuscita di “Pulcino” ci ha narrato con semplicità e naturalezza “Storie con le gambe per orecchie in partenza”, la bellissima “Storia della bambina che mangiava i lupi” riproposta con grazia dal Teatro del Canguro, rivedere “Arrivi e partenze” del Teatro Pirata con l'inossidabile Francesco Mattioni, l'arrivo in teatro dei due ricercatori del già recensito ”Lo scavo meraviglioso” dei Teatri Comunicanti”. Interessante, ancorchè incompleto sotto vari aspetti, ci è parso “Maga Regina” della compagnia Nuvolari con la regia e la scrittura di Pier Franco Brandimarte con Irida Mero e Marcello Sacerdote, dove la figura dell'eroe Perseo, diventa il pretesto per parlare della crescita di ogni individuo. Davanti “all'eroe adolescente” viene posta la scelta se seguire i miraggi di sola forza di Atena o la complessità di un animo propenso alla cultura e alla comprensione del mondo di Maga Regina.Tanti stimoli tra mito e modernità, coniugati con la musica e l’espressione fisica che spesso però rimangono sulla carta ma che se espressi più compiutamente potrebbero far sortire un ottimo spettacolo.

Riguardo allo spettacolo “Gruffalò” del Teatro di Sacco ripeteremo le parole che abbiamo scritto in un'altra occasione: Realizzare spettacoli per l'infanzia non è solo un mestiere, è una vocazione, non tutti possono permettersi di farlo. Non basta recitare in falsetto, parlare dei diritti del bambino, camuffarsi da animali o con improbabili grembiuli intercambiabili per interpretare varie parti, realizzare assurdi canovacci didascalici senza capo nè coda. Non basta utilizzare scenografie che scimmiottano in malo modo la “Melevisione”. Il mondo che accoglie il teatro ragazzi, pur nelle sue fragilità e che pazientemente è stato costruito in oltre quarant'anni di lavoro, vasto e appetibile anche come mercato, merita rispetto. Ognuno ha i suoi ambiti, la commedia dell'Arte, la ricerca, la filodrammatica, faccia quello con passione e professionalità e, se vuole avvicinarsi allo spettatore bambino, lo faccia pure ma con discrezione, comprendendone sino in fondo le esigenze e educandolo soprattutto alla bellezza e, con competenza e leggerezza, senza mai banalizzare nulla, alla comprensione delle varie sfaccettature del mondo in cui viviamo.

Come si vede una vetrina con luci e d'ombre organizzata in modo impareggiabile da Fontemaggiore  che ha servito sempre a dovere gli operatori giunti a Perugia tra luoghi di spettacolo (tra cui il teatro Brecht da poco abitato e gestito con passione pur nella eseguità delle risorse) e ristoranti in un clima disteso e coinvolgente.



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