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L'ESPERIENZA DELLA YURTA KIDS
In diretta da Edinburgo uno sguardo sul festival dal nostro inviato Michele Losi

Edimburgh, 12 Agosto 2013


Edimburgh Festival Fringe 2013 è da almeno 40 anni il più grande Festival di Teatro del mondo. Con oltre 2500 spettacoli in oltre 250 teatri lungo quasi un mese di programmazione, è un labirinto nel quale è facile perdersi. La città d’estate è inoltre attraversata da mille iniziative culturali di grande valore, che attirano artisti, critica, operatori e pubblico da tutto il mondo.  E’ importante ricordare, tra gli altri, l’International Film Festival (19-30 Giugno), l’Edimburgh Jazz & Blues Festival (19-28 Luglio), l’Edimburg Art Festival (1 Agosto – 1 Settembre), il Royal Edinburgh Military Tattoo (2-24 Agosto), l’Edimburgh International Festival (9 Agosto – 1 Settembre), l’International Book Festival (10-26 Agosto) e infine l’Edimburg Mela Festival (31 Agosto – 1 Settembre). Questa mera elencazione quantitativa penso renda l’idea di come una città si identifichi e venga identificata unanimemente come la città mondiale dei festivals, attraversata da decine di migliaia di artisti e da milioni di turisti che, nel loro attraversare questa terra, spesso si concedono una giornata a teatro o in strada, in The Royal Mile, a vedere artisti da ogni dove cimentarsi nelle performances più improbabili. In una programmazione fatta di oltre 2500 spettacoli si incontra di tutto: dal capolavoro assoluto alla performance più improbabile e orrenda. Quello che è certo è che la parte del leone è fatta dalle Comedy (Stend Up Comedy), con oltre la metà dei titoli programmati, e dal Teatro. Sezioni minori sono riservate alla Danza e al Physical Theater, al Cabaret, alla Musica e alle Exhibitions and Events più in generale. Una parte della programmazione è infine riservata ai Children’s Shows, vista anche la presenza a Edimburgh di un Festival di qualità come Imaginate e la presenza dell’importante Edimburgh Storytelling Center.  Quest’anno a questa sezione particolare del Festival partecipano 121 spettacoli, che mediamente vengono replicati quotidianamente lungo tutti i 24 giorni di durata del Fringe. Si tratta di produzioni prevalentemente UK, in alcuni casi grandi produzioni commerciali e televisive, in altre produzioni di compagnie più piccole o di autori/attori indipendenti. A questa massa di spettacoli per ragazzi che si abbatte sulla città e sui suoi abitanti più piccoli, fa da contraltare un folto gruppo di giornali e giornalisti specializzati che in tempo reale vengono a recensire i lavori, valutati immediatamente attraverso il sistema delle stellette (da 1 a 5).  Questo porta, nel giro di pochi minuti dall’inizio del Fringe, ad un incredibile numero di manifesti ristampati (con le nuove stelline guadagnate su campo), all’assalto da parte di commedianti assetati di pubblico a tutti i giardini pubblici esistenti nella città (al limite della denuncia), all’abuso di facebook, twitter e qualsiasi altro marchingegno elettronico e meccanico (trampoli alti due metri dotati di amplificatori e luci strobo) possa, forse, attirare qualche piccola creatura ed i loro genitori verso la lunga fila che porta al botteghino. E chi fa spettacolo per ragazzi è facilitato, perché è più facile identificare i propri potenziali spettatori… Il passaparola, tra spettatori, operatori, giornalisti, artisti, diventa però l’arma fondamentale per resistere ed avere successo durante e dopo il Fringe. Nel giro di una settimana dieci giorni cominciano a girare le giuste voci su quali sono gli spettacoli da vedere e quelli da evitare e, come per magia, da un giorno all’altro una sala vuota può diventare un luogo da sold out, senza passare dal via. Questo meccanismo, pure nella sua ferocia liberista, alla fine si rivela interessante e piuttosto democratico, perché tende a premiare le cose effettivamente più belle, uscendo dagli schemi dello scambio o della convenienza reciproca così cari dalle nostre parti. E così, pur nella fatica di giornate da campo di cotone (giornata tipo: ore 7 e 30 sveglia, ore 10 e 30 replica produzione numero 1, ore 12 e 15 replica produzione numero 2, ore 14 snack, ore 14.30 parata o assalto al giardinetto / giardino zoologico / coda fuori dalla gelateria / gruppo di carrozzine non meglio identificato, ore 17 riunione con operatori o promoters, ore 18 lavoro su liste operatori, stampa, pubblico in rete etc., ore 20 birra o wiskhy con i compagni di schiavitù, ore 21 visione spettacolo di altre compagnie recensite o incrociate per strada nell’ora di volantinaggio, ore 23 cena indiana, cinese o filippina, ore 2 a letto dopo chiacchere, strategie per il giorno successivo e tisana alla verbena), i risultati o i nodi in relativamente poco tempo vengono al pettine. Vi racconto tutto questo perché penso sia fondamentale conoscere questo paesaggio culturale, sociale e di lavoro prima di entrare nel commento dei singoli spettacoli e perché ad oggi (start up del progetto Yurtakids! con 5 spettacoli e 3 compagnie coinvolte) sono riuscito a vedere solamente una decina di lavori. Fra una settimana, e con l’aiuto degli artisti di ScarlattineTeatro, Factory Compagnia Transadriatica e Principio Attivo Teatro, saremo in grado di farvi un report più esaustivo del panorama ragazzi presente al Fringe. Ad oggi ho visto un must del Fringe, The Amazing Bubble Man, un classico che da 30 anni fa il tutto esaurito di bambini e genitori entusiasti. Tecnica impeccabile e ottimo ritmo per Louis Pearl, per una performance più vicina all’arte visiva che al teatro. Quindi sono andato a vedere Captain Flinn and the Pirate Dinosaurs, spettacolo commerciale prodotto da Underbelly con la regia di Les Enfants Terribles, gruppo cult del panorama tutto pubblico del Fringe. Se nel 2008 questa giovane compagnia mi aveva conquistato con la sua meravigliosa produzione Terrible Infant, questo lavoro, pur decente, delude di molto le aspettative di un pubblico minimamente attento e preparato. Gli ottimi attori e musicisti risultano infatti imbrigliati in un meccanismo che non gli appartiene e che rende lo spettacolo decisamente inutile. E’ invece un piccolo capolavoro l’Après-midì d’un Foehn – Version 1, produzione Crying Out Loud di incredibile forza visiva. Lo spettacolo è a pianta centrale. Un cerchio di luci e 7 ventilatori in scena. Lo spazio è vuoto. Entra il performer: con una forbice, del tape trasparente e due sacchetti di plastica costruisce una figura umana. Poi si siede ad un tavolo e con una manopola accende e regola l’intensità dei ventilatori. Il sacchetto si gonfia lentamente, si muove, si alza in piedi e comincia a danzare. Ed è vera magia. E poi il performer lancia un secondo sacchetto, ed un terzo, ed altri ancora, e mille suggestioni e mille magie accadono, regolate dai ventilatori e dal caso, chissà. Meraviglia, letteralmente. Unica pecca, a mio personalissimo avviso, è che si potrebbe osare di più da un punto di vista della costruzione drammaturgica e del personalissimo rapporto tra performer, ventilatori e sacchetti di plastica animati. Veniamo quindi al nostro progetto, YurtaKids!, che vede unite sotto lo stesso cielo 5 produzioni di 3 differenti compagnie: Principio Attivo Teatro, Factory Compagnia Transadriatica e ScarlattineTeatro. Il progetto ha decisamente “bucato” qui al Fringe e tutti sanno di cosa si parla quando si cita questo marchio. I cinque spettacoli stanno ottenendo recensioni molto lusinghiere (4 e 5 stelle e marchio Higley Racomanded Shows della Fringe Review), tutti gli operatori del settore si stanno accreditando per venire a vedere gli spettacoli ed il pubblico è costantemente in crescita, man mano che passa la parola. Per ovvie ragioni non sto qui a recensire gli spettacoli. Ci tengo però a sottolineare la novità di un modello che vede tre compagnie condividere un progetto (YurtaKids! di ScarlattineTeatro in questo caso), uno staff, dei materiali tecnici, delle competenze organizzative e promozionali, delle conoscenze e soprattutto degli artisti, andando uniti ad affrontare un mese di programmazione ed oltre 80 repliche in una situazione complessa come il Fringe. Fra qualche settimana potremo tirare le somme di questa spedizione. Ma già stiamo pensando ad una comune carovana con Yurta, Bus e cavalli?, che attraversi l’Italia e l’Europa la prossima estate. Speriamo per una volta con il sostegno del MIBAC, come succede per le grandi carovane qui presenti da quasi molte nazioni del globo.


Michele Losi,

dir. ScartattineTeatro – Campsirago Residenza



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