.
Eolo
assitej
IL FESTIVAL DI LINZ
RELAZIONE SUL FESTIVAL INTERNAZIONALE TEATRO RAGAZZI E GIOVANI SCHAXPIR di LINZ –AUSTRIA 20-30 GIUGNO 2013

RELAZIONE A CURA DI

Giovanna Palmieri, presidente Assitej Italia

Giuditta Mingucci, membro comitato nazionale Assitej Italia e attrice di Elsinor Teatro


Dal 20 al 30 giugno 2013 si è svolta a Linz in Austria la seconda edizione del Festival internazionale di Teatro ragazzi e giovani Schakspir e Facing the artist, progetto internazionale a cura di Assitej Austria ed Assitej International: una manifestazione che per la struttura e contenuti è uno degli appuntamenti più importanti di teatro ragazzi in Europa e in particolare per quanto concerne l’aspetto formativo.Al Festival hanno partecipato come presenza italiana Giovanna Palmieri in veste di presidente Atig-Assitej Italia, Giuditta Mingucci di Elsinor Teatro che ha seguito oltre agli spettacoli il progetto Next generation e Roberto Frabetti della Baracca- Teatro Testoni-ragazzi relatore al meeting “International network” con il progetto internazionale Small-size di cui è l’ideatore.

Come sempre non è facile restituire tutto ciò che si è svolto durante il festival, data la ricchezza e complessità della sua struttura che già da programma risultava piuttosto difficile da capire. Cercheremo quindi di dare un’idea innanzitutto delineando uno schema delle varie sezioni e relativi eventi ed iniziative in programma.


Le giornate della manifestazione si dividevano in due sezioni, che, sebbene distinte erano continuamente in relazione tra loro, e questo è risultato l’aspetto sicuramente più interessante ed arricchente.La relazione qui di seguito ha lo scopo di descrivere e riportare l’esperienza perché ciò consente di dare un’idea più dettagliata e il più possibile completa di ciò che Assitej organizza nel mondo e del suo ruolo all’interno dei festival internazionali, dove riesce a sviluppare e portare avanti ormai da molti anni con molti sforzi e anche ottimi risultati,quelli che sono i suoi scopi principali: la ricerca, il supporto e la progettazione del teatro ragazzi e giovani attraverso principalmente la volontà e le azioni di scambio e confronto tra artisti, formatori, organizzatori e studiosi e pubblico del Teatro ragazzi di diverse culture e nazioni, come fonte di ricchezza personale e sociale.

1.SCHAXPIR: Festival internazionale con un programma di spettacoli per bambini ragazzi e giovani provenienti da tutta Europa

2. FACING THE ARTIST Assitej International meeting, ovvero incontri, seminari, conferenze su arte ed educazione con artisti e studiosi di tutto il mondo


Partiamo per ordine dal Festival Schaxpir, anche se è quasi impossibile slegare la visione degli spettacoli dal contesto degli incontri e dei seminari che si svolgevano in contemporanea e con un’intensità ed organizzazione impressionante: spesso infatti capitava di vedere uno spettacolo e subito dopo partecipare ad un incontro dove era quasi impossibile non fare riferimento a ciò che avevi appena visto. In alcuni casi nell’incontro stesso erano ospiti gli artisti od organizzatori degli spettacoli in programma che si confrontavano su tematiche e linguaggi artistici.Alcuni dati sul programma degli spettacoli che mettono in evidenza anche la presenza di coproduzioni internazionali: 44 in totale gli spettacoli, di cui 8 coproduzioni internazionali, (3 Germania –Austria) 19 produzioni austriache 3 produzioni tedesche di cui 1 con l’India,2 francesi, 7 dal Belgio-3 svizzere,2 olandesi

Nel complesso la qualità tecnica degli spettacoli era molto alta anche se non per tutti.Questo corrispondeva a una eccellenza artistica, ma nel complesso l’attenzione e la partecipazione del pubblico era sempre molto buona. Personalmente ho seguito gli spettacoli con molto interesse e vivacità in quanto ogni spettacolo riusciva a lasciare in me una traccia della cultura a cui apparteneva ed in particolare alcune coproduzioni erano particolarmente emozionanti per la poesia e l’incanto che esprimevano. Ciò che colpisce maggiormente è in generale la particolare attenzione e cura del testo nello spettacolo cosa che del resto caratterizza l’area europea di cultura tedesca. Un buon numero degli gli spettacoli di danza presenti, molta attenzione alla musica e al teatro musicale a ci è stata dedicata un’intera sezione ed all’uso delle immagini. La commistione dei linguaggi è spesso molto ben curata grazie ad un’ottima ricerca drammaturgica. Un’attenzione particolare agli spettacoli dedicati alla fascia degli adolescenti e alle tematiche attinenti: identità, relazioni, confronto –scontro con diverse culture. –Dal punto di vista organizzativo il pubblico dei bambini e ragazzi avevano l’assoluta priorità sugli spettatori organizzatori e ospiti del festival, che a in qualche caso rischiavano di non partecipare allo spettacolo, senza una prenotazione molto antecedente.

Ultima ma molto importante considerazione: la grande volontà ed interesse al confronto ed allo scambio artistico e culturale vero e proprio tra artisti, organizzatori e produttori e non un incontro solamente di tipo economico ed organizzativo.

Ecco di seguito alcuni pensieri su alcuni spettacoli visti:


TRAVERSE (di Compagnie Arcosm di Lyon, Fr), lo spettacolo inaugurale, è un misto di danza, musica, pantomima: un uomo viene visitato da diversi personaggi che irrompono nella sua cucina e nella sua quotidianità alterandone il ritmo, il timbro e il colore, in una pittoresca confusione fra sogno e realtà. Una pièce intensa, che forse avrebbe tratto vantaggio da un palco meno ampio e da una più stretta relazione con il pubblico.


In MORNING (16+), un ensemble di adolescenti (Junges Theater Basel, CH) porta in scena con grande intensità la storia di Stefanie, una ragazzina di sedici anni, la cui esistenza ha i contorni disegnati da un fidanzato noioso, un'unica amica che sta per andare in collegio, e la malattia della madre. Come in un incubo, il suo tentativo di ribellione finisce contro un muro di gomma, contro il quale anche le azioni più gravi e violente non hanno conseguenze – nemmeno l'omicidio.


SCHLAF GUT, SUSSER MOND (2+), di Dschungel Wien e Yasa (collaborazione che va avanti già da qualche anno fra la compagnia austriaca e artisti dello Zimbabwe) propone ninne-nanne africane. Dolce e poetico, regala immagini che restano nella memoria ma non arriva a valorizzare il potenziale scenico degli 8 artisti sul palco.


EIN FOHNIGER NACHMITTAG (5+), versione 1, specifica il sottotitolo; di Compagnie Non Nova di Nantes. Una magica coreografia danzata da pupazzi creati con sacchetti di plastica, e animati ad arte da un cerchio di ventilatori azionati dall'unico interprete. Creazione e distruzione a stretto contatto l'una con l'altra.


PETER UN DER WOLF (5+), del berlinese Theater an der Parkaue. La storia viene narrata a partire da diversi generi musicali: un duo bizzarro introduce il pubblico a techno, country, opera e altro ancora – poi la scenografia si prende il suo spazio e la storia rivive, animata da grandi figure in bianco e nero. Le due parti dello spettacolo hanno poco a che vedere l'una con l'altra e l'insieme stenta a coinvolgere.


SCHWALBENGESANG (6+), di Krokusfestival e Theater Stap (Belgio). Su quella che potrebbe essere una spiaggia deserta, due giovani uomini. Sono in viaggio, anche se non sappiamo perché o verso dove, e si ritrovano a diventare amici. Un poetico sguardo al tema del non essere a casa né essere ancora arrivati a destinazione.


STORIESWO ALLES BEGINNT (6+) di TWOF2 + dascoollectiv (Vienna)

Tre attori si muovono in uno spazio bianco e fanno degli oggetti che incontrano un pretesto per immaginare e raccontare.


DAS KIND DER SEEHUNDFRAU (9+) di makemake productionen & Dshungel Wien & Wien Modern.

Basato su una storia inuit, narra la vicenda di un pescatore solitario innamoratosi di una foca, che si trasforma in donna per sette anni. Il figlio che nasce dal loro amore non sa niente di questa metamorfosi, e quando la madre inizia a ridiventare una foca, il ragazzo deve confrontarsi con domande sull'amore, la perdita, l'identità. Due attori di generosa energia e una cantante si scambiano i ruoli dei tre personaggi, in maniera non sempre efficace, mentre il coinvolgimento dei musicisti in azioni quasi danzate risulta un po' forzato.


STARING GIRL (10+) di Zonzo Compagnie (Antwerpen BE)

La scena è divisa in due: metà è occupata da uno schermo, l'altra metà da una struttura cubica in cui si esibisce dal vivo una band. Il film proiettato sullo schermo ci mostra storie di ragazzi in un mondo apparentemente senza leggi né adulti, con immagini in bilico fra il selvaggio e il poetico.


Un altro spettacolo che ha una relazione speciale con lo spazio in cui si svolge è JACOBSNASE (7+), di Studio Orka-Bronks, realtà abituata a creare performances a partire da luoghi particolari. In questo caso, lo spazio prescelto è il sotterraneo di un edificio della prima periferia, di Linz che diventa – nella curatissima scenografia – sede di una lavanderia di condominio. Qui il protagonista, circondato da ceste di panni sporchi, lavatrici, ferri da stiro e panni stesi, vive da anni. Non ci vede molto bene, ma ha un olfatto infallibile: riconosce dall'odore se una persona è triste, se un bimbo ha fatto un brutto sogno, se una coppia sta per divorziare, o qualcuno si è innamorato... La sua solitaria e nascosta routine viene però turbata dall'arrivo di una senzatetto che almeno per una volta vorrebbe sentirsi un po' a casa. Due solitudini che si incontrano, senza lamentele, senza rifugiarsi nel passato, ma anzi costrette a levarsi la maschera.


Il medesimo edificio è teatro di un'altra produzione site specific: STADTRAUSCHEN (13+) vede in scena tre gruppi di ragazzi di diverse città austriache: Theaternyx (di Linz), Theater Foxfire (di Vienna), e Tao! (di Graz). Il pubblico viene diviso in gruppi che, dopo aver visitato parti diverse dell'edificio insieme a guide che ne raccontano una storia possibile, si ritrovano in un grande ambiente dalla struttura innaturalmente teatrale. Qui ha luogo l'azione che vede i giovani performer confrontarsi con i diversi modi in cui la città li chiama, fino allo spalancarsi della grande porta scorrevole a vetri, che permette loro di correre finalmente nel 'fuori' vero.

BUS STOP COOPRODUZIONE AUSTRIACO -TEDESCADANZA/ TEA TRO /PERFORMANCE dove le relazioni veloci e transitorie passano in fretta. Il gruppo di danzatori molto giovani e di diverse nazionalità si confrontano con il pubblico passante immaginando azioni tra personaggi dei fumetti e dei cartoon e videogame più noti che continuano a scontrarsi ed incontrarsi come dice il testo “aspettando di aspettarsi”.


DER JUNGE MIT DEM KOFFER (12+) coproduzione Schnawwl & Ranga Shankara Theater (Mannheim DE & Bangalore IN)

Racconta la storia ispirata a sindibad di Naz un ragazzo indiano che parte velocemente dal suo paese in guerra e lascia i genitori per raggiungere la sorella a Londra. Lui viaggia come Sindibad, ma le sue avventure non sono così esaltanti come quelle dell’eroe in questione, e lungo il suo viaggio incontra Krisia una ragazza che potrebbe essere indiana ma nella scena è bionda e decisamente europea.

Questo elemento insieme alla bravura dei cantanti musicisti e attori e una ottima scrittura e drammaturgia rende lo spettacolo molto interessante dal punto di vista dell’equilibrio e la forza con cui tratta tema dell’immigrazione in tutte le sue sfaccettature: il risultato è un ottimo lavoro ed esempio di cosa significa l’incontro artistico tra diverse culture.


HALT! (13+), di Silk fluegge & Junges Pottporus (Linz AT e Herne DE), si propone come una riflessione a passo di danza sulla solitudine del crescere, sul sentirsi mancare il terreno sotto i piedi e cercare un appoggio.


NOCHMAL! è uno spettacolo di danza per i piccolissimi, di Franceschini//Drooste & Co (Torino e Berlino). Un attore suona un organetto e si perde fra le tessere, mentre due danzatori esplorano una foresta di gonfiabili – fra i quali i bambini sono accolti a giocare al termine dello spettacolo.


Per HAUS (8+), di Het Filiaal (Utrecht NL), in un grande container 'parcheggiato' su una terrazza lungo il Danubio è ricostruito l'interno di una casa. Il pubblico è invitato a prendere posto tutt'intorno al container, affacciandosi sull'ambiente domestico dalle finestre, dallo specchio del bagno, dallo schienale delle poltrone... Discretamente si spia l'abitante della casa: un anziano signore che ritiene di aver vissuto abbastanza – ma ci sono alcune cose di cui non è ancora soddisfatto. In qualche modo non riesce a lasciarsi andare, finché non capisce di non poter controllare tutto.


DON'T CRY (13+) di Theater Foxfire & Dschungel Wien (Vienna AT) e CHICKS FOR MONEY AND NOTHING FOR FREE (15+) di Kopergietery e Het Kip (Gent BE)

Un ‘interessante lavoro sul significato che ha la danza per 8 ragazzi che sul palcoscenico esprimono senza pudori con tutto il loro mondo interiore, fatto di cliché, ma anche di pensieri profondi sull’essere uomini e umani, che cosa significa danzare per loro e come attraverso la danza si può esprimersi al di là di ogni pregiudizio.

Uno spettacolo con forte ritmo ed energia con grande livello tecnico e che ha un valore per i ragazzi sul e davanti al palcoscenico.


SHAUST DU WEIT GENUG ZURUCK,RICHTET SICHDEIN BLINKNACH VORNE (12+)

Spettacolo della compagnia belga Faboulos e Krokusfestival di Leuven

Interessantissimo spettacolo di danza che vede due ragazze,fantastiche danzatrici,in un primo momento in cui la competizione dei corpi sembra essere l’unico loro obiettivo e poi mano a mano che due enormi muri si avvicinano nella scena e chiudono lo spazio intorno a loro sono costrette a comprendere l’importanza dei limiti e dei confini e danzando trovano loro stesse il significato di stare insieme al mondo.

Uno lavoro di forte impatto visivo ed emotivo che ha suscitato nel pubblico di adolescenti presenti moltissima attenzione e partecipazione con uno scatenamento d’applausi finale ed una completa comprensione del messaggio inviato. Un lavoro di danza che attraverso un linguaggio apparentemente astratto e simbolico sa suscitare nel pubblico un grande senso di realtà segno che quando la danza è asciutta ironica e precisa sa comunicare più della parola.


MURIKAMIFICATION (9+), di Arch8 / Erik Kaiel di Amsterdam, è uno spettacolo di danza che si svolge per le strade della città. Quattro danzatori – e il coreografo, nei panni di un turista bizzarro - coinvolgono senza forzature il pubblico in un giro per le vie, nei sottopassaggi, vicoli, sotto i portici e nelle piazzette, fino ad arrivare all'argine del fiume; utilizzando ogni elemento architettonico incontrato nel percorso come spunto creativo per il movimento, in una vorticosa (e talora spericolata) interazione fra il corpo e ciò che lo circonda. Arrivando a coinvolgere gli spettatori in una delle più belle sensazioni dello stare sul palco: potersi fidare di chi è lì con noi.


ALZHEIMER SINFONY: coproduzione austria /australia

Un teatro /macchina dove un bravissimo attore australiano recitando il Re lear si dimentica ad un tratto le parole e in questo dimenticarsi ricerca nella memoria perduta i propri sentimenti ed affetti attraverso una macchina sedia /cucina/bagno che lui fa funzionare e un enorme numero di oggetti attraverso i quali ricostruisce il copione dell’opera shakespeariana, ma insieme anche della sua vita passata

Uno spettacolo eccezionale che affronta il tema dell’Alzheimer con grandissima ironia e profondità.


RAUMSHIF ERDE spettacolo visto con un pubblico di famiglie e prima del quale tre guide istruiscono e vestono il pubblico per entrare nello spazio scenico

Produzione viennese per piccoli gruppi:una performance dove a piccoli gli spettatori diventano esploratori della terra per capire insieme interagendo continuamente con le figure proiettate sul tappeto/ terra cosa sta succedendo al nostro pianeta e come possiamo cercare di salvarlo dall’autodistruzione. Interessante opera pedagogica interattiva,che ti rende partecipe e ti fa capire quanto importante è avere nel quotidiano un po’ di consapevolezza e rispetto in più nei confronti del pianeta.




FACING THE ARTIST: Assitej International meeting


Sicuramente la sezione più interessante della manifestazione, che ha dato valore e arricchito la presenza degli spettacoli.

FACING THE ARTIST è la seconda tappa del progetto/percorso formativo di ricerca e di studio Assitej International costituito da tre tappe:

1)Facing the society meeting di OkinawaJP 2012

2) Facing the artist meeting Linz 2013

3) Facing the audience meeting WarsaviaPL 2014


Al centro del progetto come si può capire ci sono i tre protagonisti del teatro per ragazzi e giovani: la società, l’artista e il pubblico

Nella tappa di Linz il focus era l’artista e per questo Facing the artist prevedeva: varie sezioni di studio e confronto c concentrate sulla figura dell’artista, nei suoi molteplici aspetti e relazioni. Lo scopo generale di Assitej ed in particolare a Linz negli incontri e seminari in programma era quello di porre l’attenzione sul lavoro artistico dei propri membri,attraverso la discussione e l’identificazione delle nuove tendenze, il supporto e lo sviluppo di artisti emergenti, le collaborazioni internazionali e studi per consentire alla pratica artistica di evolversi e trasformarsi, il dialogo fra professionisti che vogliono ripensare la loro pratica ed immaginare nuovi modi di lavoro. In questo modo si è cercato di dare un impulso e nuove energie in questo settore per innalzare il livello della qualità del loro lavoro. Inoltre si sono volutamente affrontate alcune difficili questioni che riguardano la qualità, il contesto e l’identità culturale e la globalizzazione: cosa possiamo fare e dove possiamo andare rispetto a tutto questo.

Su questo si sono basati gli incontri aperti a membri Assitej e non della settimana.

La formazione e l’aspetto del rapporto dellarte con leducazione, il suo ruolo sociale e i rapporti con il potere sono state alcune delle tematiche affrontate con molto interesse e con grande efficienza organizzativa: negli incontri della durata di due ore,si affrontavano tematiche precise con interventi mirati e ricchi dei relatori che però lasciavano molto spazio anche alla discussione e allo scambio, lasciando ai partecipanti un bagaglio di stimoli riflessioni interessanti e ricche da riportare nel proprio lavoro e realtà quotidiana.

In particolare il tema del tabù nel Teatro per ragazzi è stato il filo rosso scelto per l’attività dell’intero progetto e che è stato scelto da Assitej International come argomento d’interesse da diversi anni.



Queste in breve e schematicamente le sezioni:


INTERNATIONAL Ecounter

Incontri dove gli artisti ospiti del festival sono chiamati a confrontarsi su come si sviluppano i lavori di TYA nel mondo: nel primo di questi incontri viene presentato il nuovo brand della rivista Facing the artist


ITYRIAN RESERCH PANEL

ITYRIAN è un’organizzazione in rete che collabora con le università di tutto il mondo per sostenere e sviluppare la ricerca sul teatro e il pubblico dei ragazzi (www.ityrian.org)

Incontri di discussione e confronto con studenti e critici provenienti da tutto il mondo sul presente e gli sviluppi futuri nel campo del Teatro per ragazzi e giovani.

I titoli dei 3 incontri erano i seguenti:

1.Nuovi sviluppi nel Teatro Ragazzi tradizione verso l’innovazione

2.Autonomia delle arti:chi detiene il potere?

3. Cos’è l’eccellenza: nozioni culturali di eccellenza


L’incontro sul tema dell’eccellenza era particolarmente interessante e su questo si sono confrontate tre interpretazioni del concetto d’eccellenza di tre diverse provenienze culturali: -USA con Manon Van de Water professoressa dell’Università del Wisconsin

-Sud Africa conHivette Hardie presidente Assitej Young

-Corea con Ai Choi dell’Università Nazionale delle Arti di Seul.

I relatori Illustrando delle esperienze di attività svolte nei loro paesi,hanno analizzato cosa significa eccellenza nelle loro rispettive culture e quali sono i possibili criteri per scegliere degli spettacoli in un festival internazionale. Dove naturalmente gli spettacoli non rappresentano necessariamente le compagnie., ma il contesto culturale da cui provengono e dove l’eccellenza di uno spettacolo significa prima di tutto un costante dialogo tra innovazione e tradizione che rappresentano e dove tutti si sentano rappresentati.

Questo concetto così brevemente riassunto è sicuramente un concetto interessante e che potrebbe essere un importante oggetto di riflessione anche per il Teatro ragazzi in Italia che da troppi anni purtroppo incastrato in corse e meccanismi di sopravvivenza non si ferma un po’ a discutere ed analizzare il lavoro importante che si sta svolgendo.


INTERNATIONAL NETWORKS

Un interessante pomeriggio di confronto sul ruolo dei network per l’evoluzione e la creazione artistica: quali networks sono utilizzati? Come costruire un network artistico utile e di successo? Quali sono le responsabilità dei festival a riguardo?

Queste erano le domande alle quali i relatori erano chiamati a rispondere in veste di direttori di Festival di Austria, GranBretagna, Danimarca,Sud Africa, Giappone, USA e Italia con Roberto Frabetti del Teatro Testoni che ha relazionato il progetto di network Smal-size per la prima infanzia



ALTRE SEZIONI


Le potenzialità della danza con il pubblico di giovani e ragazzi, Il Teatro inclusivo cioè rivolto a tutte le abilità,il Teatro musicale,Il testo e la drammaturgia ed infine Pirati teatralispettacoli di teatro dei ragazzi sono alcune altre sezioni di Facing the artist che qui mi limiterò ad elencare, ma non per questo meno interessanti e ricche.


NEXT GENERATION

È uno dei progetti più importanti che Assitej ha iniziato con il Convegno di Okinawa e che è stato creato per incentivare e supportare giovani artisti di tutto il mondo a confrontarsi e creare una rete di relazioni al fine di sviluppare i talenti e le capacità artistiche dei singoli e delle compagnie nascenti.

Ecco qui di seguito l’esperienza di Giuditta Mingucci che, selezionata per il progetto Next Generation, ha seguito tutto il percorso nei 10 giorni d’incontri, spettacoli e laboratori, correndo da un luogo all’altro del Festival, e vivendone in pieno l’atmosfera l’energia che nelle sue parole traspare in ogni riga.


Non è semplice riassumere l'esperienza di Linz. Quando sono partita non sapevo esattamente cosa aspettarmi.Qualche giorno prima della partenza eravamo già stati messi tutti in contatto gli uni con gli altri tramite una mailing list, che ci chiedeva di presentarci brevemente e dire cosa ci aspettavamo dall'incontro in Austria - ma non è che questo avesse molto chiarito la questione!Il festival internazionale Schaxpir ospitava l'Assitej International Meeting, quindi due erano i temi proposti: “Taboo” per il festival, “Facing the artist” per Assitej (dopo “Facing the society”, di Okinawa 2012, e prima di “Facing the audience”, previsto per Varsavia 2014).

Dove troviamo il tempo di affrontare noi stessi, come artisti? - si interroga Stephan Rabl, direttore artistico del Festival Schaxpir, nell'editoriale del magazine di Assitej presentato al festival. Spesso dobbiamo combattere con problemi strutturali, le aspettative di insegnanti e genitori, con la percezione che media e politica hanno del nostro lavoro, con il riconoscimento che esso ha nella cerchia degli addetti ai lavori.Il teatro per ragazzi è ormai comunemente considerato 'importante', 'di valore' – ma non capita spesso di venire approcciati direttamente come artisti; se non dal nostro pubblico.Come artisti possiamo essere orgogliosi di lavorare con un pubblico cui non importa se siamo famosi, né cosa dicono i critici, cosa è considerato innovativo o di tendenza, né tanto meno i pettegolezzi dei colleghi artisti – continua Rabl. Niente compromessi, non facciamoci distrarre dalle difficoltà quotidiane: dobbiamo avere il coraggio di confidare nelle nostre capacità e non temere i nostri limiti. E supportarci a vicenda, e crescere insieme come artisti.


La copertina del programma dell'Assitej International Meeting era composta dal titolo e da un rettangolo argentato che faceva da specchio. Eccolo lì, l'artista in questione. Io.Next Generation Meeting: 25 artisti di vari settori legati al teatro per pubblico giovane hanno avuto l'opportunità di discutere e riflettere sugli eventi in programma, sia del festival che del meeting di Assitej. Nuove produzioni, laboratori, tavole rotonde e momenti di discussione, oltre a contatti personali con artisti da tutto il mondo – cose che danno un impeto rinnovato al nostro lavoro, e innescano un dialogo creativo.Diversamente da quanto mi hanno poi detto essere avvenuto nella scorsa edizione in Giappone, dove al gruppo era stato richiesto di arrivare alla creazione di una piccola performance, a noi erano consegnati degli spazi per lavorare insieme, la possibilità di seguire il festival (più o meno insieme), e un momento finale, l'ultimo giorno, per una presentation, per condividere quanto emerso dall'esperienza di quei giorni. Non avevamo nessun leader, solo la generosa disponibilità di tre del gruppo, che avevano partecipato all'edizione precedente, si conoscevano, avevano un po' più di esperienza di NG.

Il tempo a nostra disposizione per il lavoro di gruppo in realtà non era tantissimo, considerando che non ci conoscevamo. E in effetti essenzialmente a questo è servito: partendo da momenti di giochi ed esercizi, momenti di discussione delle due tematiche principali del festival, e vere e proprie presentazioni che ciascuno di noi ha fatto del proprio lavoro. Il resto poi è venuto naturalmente seguendo gli spettacoli e le conferenze, e discutendone anche animatamente - a tavola, nel tragitto fra una sede di spettacolo e l'altra, alla fermata del tram...Siamo stati lasciati molto liberi, abbiamo imparato a conoscerci un po'; si è innescato un meccanismo di curiosità reciproca e di condivisione, e ora il gruppo è attivo tramite email, Facebook, ecc.

Un'occasione davvero bella, un seme piantato in un terreno che speriamo si riveli fecondo.

Un terreno che è sparso un po' in tutti gli angoli del globo: oltre che da vari Paesi d'Europa, c'erano nel gruppo artisti dalle Americhe, dall'Asia, dall'Africa, e il festival poi era ancora più variegato, come ospiti.


In tre occasioni i partecipanti dell'International Meeting sono stati invitati ad incontrarsi per uno scambio di opinioni sugli attuali sviluppi nell'ambito teatro per l'infanzia e la gioventù – ma l'invito era rivolto anche a tutti gli artisti presenti al festival.Noi del gruppo di Next Generation abbiamo partecipato solo al primo dei tre incontri, che è stato un momento per guardarsi in faccia (con presentazioni singole, nonostante fossimo in parecchi nella sala conferenze del Park Inn Hotel) e rifare il punto su cosa è Assitej, i suoi progetti (Next Generation, i meeting internazionali), le sue reti (per gli autori, i gruppi che collaborano con le università, per chi si occupa di primissima infanzia).La presentazione del magazine annuale è stata anche l'occasione per un richiamo a tenere vivi i contatti con le università, ove ve ne siano: si scrive ancora poco di teatro per ragazzi.

Altro richiamo è quello sulla giornata mondiale del teatro per ragazzi “Take a child to the theatre today”, so they can see, hear, feel and think... Il 20 di marzo – forse dovremmo segnarcelo; c'è niente che possiamo fare, insieme o singolarmente?Divisi in gruppi abbiamo poi risposto ad alcune domande: cosa ti muove di più come artista nel teatro per pubblico giovane, quali sono i maggiori punti di forza degli artisti delle tue parti in questo settore, e di cosa avrebbero bisogno? I gruppi, di composizione eterogenea, sono andati quasi su tutto in direzioni molto vicine. Escluso il problema economico, la libertà di sperimentazione è fra le cose che più interessano e che non bastano mai, l'apertura e la ricchezza di differenti sensibilità artistiche e ispirazioni sono una forza.


Nella tavola rotonda “I tabù nel teatro per ragazzi”, dopo un'introduzione al concetto di tabù da parte di Kolja Burgshuld (Ceo di Assitej Austria), Stephan Fischer-Fels del Grips Theater di Berlino ha ricordato come tradizionalmente il teatro per pubblico giovane fosse ritenuto non autorizzato ad affrontare questioni esistenziali ed importanti per i giovani – soprattutto per l'opposizione di genitori e insegnanti, che indiscutibilmente occupano un ruolo di potere nella relazione fra teatro e appunto il pubblico giovane. Una specie di rivoluzione è stata necessaria, ma pare che ora si stia facendo un passo indietro, o quanto meno vi sia una battuta d'arresto in questo cammino. Ha quindi girato la domanda agli artisti: abbiamo dei tabù, in quel che facciamo?Gli scrittori Lilly Axter e Walter Kohl, e John F. Kutil, direttore artistico di u/hof:, hanno quindi parlato della situazione austriaca rispetto al tema. Sono stati portati esempi di esperienze positive, in cui una buona collaborazione con gli insegnanti ha fatto sì che opere che sulla carta si presentavano difficili da proporre per le tematiche trattate, considerate spinose, si sono invece rivelate dei veri successi, laddove altre produzioni meno coraggiose non hanno raggiunto i risultati sperati. Ma Lilly Axter ha riportato l'attenzione sul problema artistico: spesso le opere che vanno a toccare un tabù non hanno una reale forza artistica, si fermano al fatto di affrontare un tema magari importante, ma senza riuscire a creare personaggi interessanti, in grado di vivere sul palcoscenico.”


CONCLUSIONI

A termine di questa lunga e speriamo utile relazione vengono spontanee alcune considerazioni in merito alla situazione italiana del teatro ragazzi:

non serve né fare paragoni, né abbattersi sulle carenze politiche e culturali del nostro paese, ma è più utile cercare di capire cosa e come utilizzare piuttosto gli strumenti e i mezzi che abbiamo a disposizione per sollevare le sorti del teatro ragazzi italiano, partendo da un pensiero che mi ricorreva nella mente nei giorni del Festival: ma quanta arte e quante produzioni di qualità sono nate nel nostro paese e quanti sentieri rigogliosi e sorprendenti abbiamo attraversato in questi 30 anni di storia. Non era il mio un pensiero romantico e nostalgico ma una semplice considerazione che mi faceva dire che quando esiste davvero la voglia e la necessità di confronto e di condivisione del proprio sapere forse è allora che nascono le produzioni artistiche più alte ed universali forse allora l’eccellenza compare all’orizzonte e diventa patrimonio di tutti, forse allora possiamo tornare a parlare di diritto all’arte e alla cultura per noi adulti, per i ragazzi, per tutti.Il coraggio di affrontare e ridiscutere insieme alcune tematiche e argomenti che stanno alla base del Teatro Ragazzi fin dalla sua origine e prendersi il tempo necessario per farlo forse ci consentirebbe di guardare a questo orizzonte. Alcune realtà giovani lo stanno già facendo.

Un semplice pensiero forse ingenuo,forse banale frullava nella mia mente: forse lorto di casa ormai è un postretto e anche troppo secco per essere coltivato, forse non è più tempo





Stampa pagina  Link alla pagina

Segnala questo articolo ad un amico:

Tuo nome

Tua mail

Nome amico

Mail amico




Torna alla lista