.
Eolo
stelle lontane
FARE TEATRO A SCUOLA SECONDO L'E.R.T. FRIULANO
A UDINE 28 29 30 OTTOBRE

ENTE REGIONALE TEATRALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA TEATROESCUOLA

in collaborazione con

Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine

presenta

FARE TEATRO A SCUOLA

2013/2014 Incontri, seminari, conversazioni fra teatro e scuola

UDINE, 28-29-30 ottobre 2013 Teatro Nuovo Giovanni da Udine

Giornate formative dedicate agli operatori della Scuola e del Teatro.

con il riconoscimento e il patrocinio di: MIUR, Ufficio Scolastico Regionale del FVG MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Provincie di Udine, Pordenone, Trieste, Gorizia Comune di Udine AIB, Associazione Italiana Biblioteche

Le iniziative di FTSSN rientrano anche nell’ambito del programma di “Appuntamenti a teatro”, progetto rivolto alle scuole di Udine, promosso e sostenuto dal Comune di Udine in collaborazione con il TIG, teatro per le nuove generazioni a cura del CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia.L’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia attraverso le attività del TEATROESCUOLA propone e alimenta nel corso di queste giornate formative un dialogo tra adulti che si relazionano con l’infanzia attraverso l’arte e i linguaggi artistici. Insegnanti, educatori, artisti, operatori culturali ed educativi, “adulti di riferimento” sono gli invitati e i benvenuti a queste giornate.

Negli ultimi anni, sforzi e attenzione sono stati concentrati nel condividere i presupposti e i prerequisiti a nostro parere centrali in chi, soprattutto per mestiere, si occupa di arte e di bambini e propone ai bambini l’incontro con l’arte. Questi presupposti e prerequisiti li riassumiamo nella frase:

se si fa arte per e con i bambini seriamente, è perché ha un senso. Questo senso costituisce e trascende ciò che facciamo. Una consapevolezza maturata in anni di conversazioni in ascolto che ci dà la libertà di tentare quest’anno di non restare alle griglie di partenza e di procedere oltre, portandoci dietro - e dentro – tutto.

L’edizione 2013/2014 delle giornate FTSSN propone percorsi di lavoro incentrati sul teatro che sceglie di parlare ai bambini diretto agli orecchi della mente e del cuore raccontandosi attraverso le forme, il corpo, lo spazio e la costruzione di relazioni fra SPAZIO e FORMA.

Il tema è sviluppato nei seminari, negli atelier e negli incontri in tre principali direzioni:

La forma DELLO spazio. Proposte per approfondire e sperimentare la conoscenza e le dinamiche del teatro, e più in generale dell’arte, come spazio della rappresentazione.

La forma NELLO spazio. Proposte per approfondire e sperimentare la conoscenza e le dinamiche del teatro, e più in generale dell’arte, come relazione di forma e spazio. In particolare si affronterà la questione del limite.

La FORMA. Proposte per approfondire e sperimentare la conoscenza e le dinamiche del teatro, e più in generale dell’arte, come materia, forma, corpo. In particolare si approfondirà il tema del gesto che narra.

Per ciascun pensiero il discorso si dipana attraverso: • incontri di riflessione e approfondimento aperti a tutti gli interessati • Atelier di laboratorio “breve” (3 ore totali) per gli insegnanti e gli educatori • Seminari formativi in due giornate (6 ore totali) per gli insegnanti e gli educatori

Le proposte non hanno la necessità di fare riferimento alla fascia d’età dei bambini perché propongono percorsi che ciascun operatore ed insegnante può sviluppare personalmente e dove il confronto fra professionalità diverse è fonte di ricchezza e finalizzato alla costruzione di una continuità concreta nel percorso dei bambini e dei ragazzi di incontro con l’arte.

PROGRAMMA

28 ottobre 2013

ore 11.00 - evento di apertura CASA TEATRO un progetto della Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine abitato per le giornate FTSSN.5.2013/2014 da Belinda De Vito e Emanuele Bertossi presentazione del tema e dei percorsi delle giornate

ore 14 .00 - incontro TEATRO, SPAZIO ABITATO DAI BAMBINI La forma dello spazio. Lo spazio della rappresentazione Laura Squerarola e Michela Urban (Abitare e dintorni - Udine)

Cura e attenzione dello spazio svelano l’idea che di bambino hanno coloro che questi spazi progettano e pensano. Lo spazio che i bambini si trovano ad abitare non è neutro: dà loro molti suggerimenti su ciò che possono e non possono fare, guardare, sentire. Lo spazio accoglie o non accoglie, educa o non educa lo sguardo, stimola o preclude l’esplorazione e la sensibilità.

Organizzare uno spazio significa organizzare una metafora della conoscenza. Anche a teatro. Un incontro che dall’architettura si muove per proporre riflessioni e pensieri sul teatro come spazio abitato dai bambini. Quotidianamente. Personalmente. Autonomamente.

ore 16.30 — 19.30 atelier IL GESTO CHE RACCONTA Nella semplicità e nel rigore cercare il proprio modo di raccontare Daniel Gol e Alessandro Nosotti (Teatro Distinto - Alessandria)

Per raccontare le parole spesso sono superflue. È bello percorrere altre strade, lontane da modalità recitative già costruite e cercare il racconto dei gesti, dei corpi che si spostano, che parlano, che comunicano. Ogni movimento, per essere davvero espressivo, va cercato, curato, conosciuto con intenzione e nella sua “essenza” si scopre quanto possa raccontare ogni singolo gesto.

(nota: ci si muove! indossate abiti e calzature comode)

ore 16.30 — 19.30 atelier LA FORMA CHE RACCONTA Per giocare a dare forma alla materia dei suoni Arianna Sedioli e Luigi Berardi (Immaginante – Ravenna)

I suoni si costruiscono nello spazio. I suoni si generano dalle forme che abitano o dalle quali sono abitati. Oppure sono loro stessi forma, prendono forma, in uno spazio a più dimensioni che è anche quello dei sensi: udito ma anche vista, gusto, tatto, olfatto. Arianna e Luigi giocano a dare forme plastiche ai suoni, ad inventare architetture di odori, a trasformare in nuvole i sapori.

ore 16.30 — 19.30 atelier AL LIMITE, CADERE Lasciarsi cadere perché il limite può diventare un inizio Marco Rogante (Udine)

Cadere, si pensa, è un po’ fallire, gettare la spugna. Ma cadere è anche tuffarsi, rischiare, tentare. Cadere significa cedere, lasciarsi andare, ma non è un atto totalmente passivo. Il suolo è un limite che offre enormi potenzialità per trovare quel sottile e perfetto equilibrio tra il controllo e l’abbandono, il rilassamento e la tensione. Imparare a controllare con consapevolezza le proprie cadute significa iniziare a lasciarsi andare credendo nelle proprie risorse.

(nota: ci si muove! indossate abiti e calzature comode)

29 ottobre 2013

ore 9.15 – incontro RACCONTARE ENTRO I LIMITI La pagina, il palco, la città Ilaria Tontardini (Associazione Hamelin - Bologna)

Gli aspetti fisici della forma e dello spazio possono limitare l’immaginazione e l’azione dell’artista; d’altra parte possono rivelarsi un punto di partenza per l’immaginazione. Il palco è un limite, la pagina è un limite. Suzy Lee, autrice di tre albi illustrati (Mirror, L’onda, Ombra) che lei stessa ha definito una “trilogia del limite” scrive: trovo interessante che la motivazione per creare un libro possa venire dalle esigenze tecniche della forma e non soltanto dai soggetti letterari frutto degli sforzi consapevoli dell’autore (S. LEE, La trilogia del limite, Corraini, 2012). L’arte e il lavoro dell’artista, così considerati, non sono che un dialogo, consapevole e personale, con il limite.

E i bambini giocano e dialogano profondamente con il limite. Del palco. Della pagina. Della città. Un incontro con chi si occupa di spazi e forme bidimensionali, albi illustrati, sistemi complessi quanto il palco, di forme, parole, corpi, figure, spesso abitati da storie della luce e del buio, del giorno e della notte, mai del tutto nere, sempre borderline fra le esperienze. Un dialogo ad OCCHI APERTI fra palco e pagina perché “le storie possono essere catturate dalla stampa, rilegate finemente fra le pagine e ordinate bene sugli scaffali. Ma i libri migliori si protendono al di fuori della carta stampata e ritornano alla voce umana, ai canti, agli incantesimi, al movimento, al corpo, ai sensi.” (I. Tontardini, Meccaniche celesti. Come funziona un albo illustrato, in AD OCCHI APERTI, LEGGERE L’ALBO ILLUSTRATO, Donzelli editore, 2019, p. 48)

ore 14.00 – 16.00 incontro LE MANI CHE SENTONO L’esperienza della forma del suono Marco Geronimi Stoll (Brescia)

La voce è potenza. La voce è energia, la nostra energia. Pensiamo al suono come qualcosa di labile, che non si tocca e non si vede. È vero il contrario. Semplici esperienze di percezione fisica delle vibrazioni sono proponibili anche a bambini molto piccoli. Possiamo toccare un suono, vedere un suono, muovere dei piccoli oggetti con il suono della nostra voce.

ore 16.30 — 19.30 atelier POESIA OPEN SPACE Lo spazio delle parole e dei segni Chiara Carminati (Udine)

Fare poesia è creare uno spazio dove immergersi nelle parole. Fare poesia è darsi il tempo di ascoltare e ascoltarsi. È un modo per parlare e sentire con tutti i sensi, anche con gli occhi, guardando le parole su una pagina bianca. Gli spazi sono respiri, sono silenzi, parole che hanno senso proprio perché mancano, parole che si disegnano alla ricerca del loro senso, per farlo vedere, con gli occhi di legge, parole che prendono forma ed escono dalla pagina e abitano il mondo.

ore 16.30 — 19.30 seminario (primo incontro) QUI MI PIACE Lo spazio che mi racconta e mi fa raccontare Luisa Vermiglio (Monfalcone) e Belinda De Vito (Trieste)

Non sempre i bambini hanno l’immediata consapevolezza dell’importanza dello “spazio della rappresentazione”. Ed è naturale che l’esperienza teatrale principale da affiancare ai percorsi scolastici ruoti piuttosto attorno alle fondamentali relazioni comunicative che, in modo più istintivo, li mettono in magico contatto con quell’invisibile che accade. Ma il teatro è sempre per loro prima di tutto un “luogo speciale”. Per il gioco, per la scoperta, per una nuova comprensione delle cose. Un luogo collettivo, insolito, per “fare”.

ore 16.30 — 19.30 seminario (primo incontro) AL LIMITE DEL GESTO Il teatro fuori dagli spazi Anna Fascendini e Giulietta Debernardi (Scarlattine Teatro - Bergamo)

Un seminario condotto da due attrici che pongono particolare attenzione su una comunicazione complessa e a più strati, fatta di spazi, movimenti, suoni, oggetti, per costruire una relazione teatrale con i bambini, anche piccolissimi, che indaghi potenzialità e limiti. Un rapporto che si costruisce con l’incontro del limite nell’idea di spostarlo ogni volta un po’ più in là.

ore 16.30 — 19.30 seminario (primo incontro) IL CORPO. UNA FORMA DEL DISCORSO Corpo, parola e movimento Maria Ellero (Teatrimperfetti – Campoformido -Udine)

L’incontro con un’attrice danzatrice che concepisce il teatro come conoscenza di un linguaggio che parla della necessità del corpo, di potenzialità espressive, di linguaggio non-verbale, di emozioni, e poi di parole, necessarie. Linguaggio che comunica e che racconta ma che, prima di tutto permette di fare esperienza con la propria individualità, il proprio corpo e la propria potenzialità espressiva.

30 ottobre 2013

ore 9.15 - incontro IL TEATRO, FORMA DA TOCCARE. UN BISOGNO. UNA FUNZIONE. Dal virtuale alla necessità del reale Marco Geronimi Stoll (Brescia), Ilaria Tontardini (Bologna), con la partecipazione di Giuseppe Bevilacqua (Udine)

Dice Marco Geronimi Stoll:«...oggi il bambino fa esperienza di prodigi virtuali e si impossessa di formidabili protesi tecnologiche; noi diciamo che è bello, che è cognitivamente evolutivo, ma solo a un patto. Solo se non coincide con la deprivazione dell'esperienza fisica, materiale, concreta, corporea».

Il teatro, il museo, la biblioteca. Luoghi da esplorare fisicamente, da toccare e annusare. Reali e non virtuali. Esperienze fisiche indispensabili che definiscono oggi la funzione primaria di questi luoghi trasformati in custodi “materie”. L’esperienza fisica e materica (“minimo tecnologico”) è indispensabile per affrontare il “massimo tecnologico” a cui sempre più siamo avvicinati.

ore 14.00 — 16.00 incontro con gli autori e presentazione del libro PARTO! Chiara Carminati (Udine) e Massimiliano Tappari (Milano)

Il racconto di due viaggiatori, una mamma e un bambino, che soli si accompagnano e arrivano ciascuno, e insieme, alla partenza. Una poetessa. Un fotografo. Un libro sul nascere e far nascere.

ore 16.30 — 19.30 atelier PUNTI DI VISTA Gli occhi raccontano lo spazio Massimiliano Tappari (Milano)

Cambiare punto di vista significa cambiare modo di vedere le cose. Come fa Massimiliano Tappari che negli oggetti trova nuove storie e nuova vita. Li fotografa lasciandosi ispirare da quelle storie. Sassi, nuvole, oggetti diventano altro. La solita inquadratura, una volta abbandonata, può condurre ad altre strade. Così un becco d’oca per capelli può trasformarsi nella Torre Eiffel, un pettine di legno in un elefante perfettamente pettinato e la foglia raccolta nel bosco diventare una strega un po’ seccata. Il punto di vista di un fotografo artista capace di trovare e raccontare storie nascoste nelle forme e negli spazi.

ore 16.30 — 19.30 seminario (secondo incontro) QUI MI PIACE Lo spazio che mi racconta e mi fa raccontare Luisa Vermiglio (Monfalcone) e Belinda De Vito (Trieste)

Non sempre i bambini hanno l’immediata consapevolezza dell’importanza dello “spazio della rappresentazione”. Ed è naturale che l’esperienza teatrale principale da affiancare ai percorsi scolastici ruoti piuttosto attorno alle fondamentali relazioni comunicative che, in modo più istintivo, li mettono in magico contatto con quell’invisibile che accade. Ma il teatro è sempre per loro prima di tutto un “luogo speciale”. Per il gioco, per la scoperta, per una nuova comprensione delle cose. Un luogo collettivo, insolito, per “fare”.

ore 16.30 — 19.30 seminario (secondo incontro) AL LIMITE DEL GESTO Il teatro fuori dagli spazi Anna Fascendini e Giulietta Bonato (Scarlattine Teatro - Bergamo)

Un seminario condotto da due attrici che pongono particolare attenzione su una comunicazione complessa e a più strati, fatta di spazi, movimenti, suoni, oggetti, per costruire una relazione teatrale con i bambini, anche piccolissimi, che indaghi potenzialità e limiti. Un rapporto che si costruisce con l’incontro del limite nell’idea di spostarlo ogni volta un po’ più in là.

ore 16.30 — 19.30 seminario (secondo incontro) IL CORPO. UNA FORMA DEL DISCORSO Corpo, parola e movimento Maria Ellero (Teatrimperfetti – Campoformido -Udine)

L’incontro con un’attrice danzatrice che concepisce il teatro come conoscenza di un linguaggio che parla della necessità del corpo, di potenzialità espressive, di linguaggio non-verbale, di emozioni, e poi di parole, necessarie. Linguaggio che comunica e che racconta ma che, prima di tutto permette di fare esperienza con la propria individualità, il proprio corpo e la propria potenzialità espressiva.

I PROTAGONISTI

CHIARA CARMINATI Scrive e traduce poesie per bambini e ragazzi. Vincitrice del premio Andersen come miglior autore nel 2012. ARIANNA SEDIOLI ricerca, sperimenta e crea nel campo dell’educazione all’arte sonora, saporosa e odorosa. LUISA VERMIGLIO attrice, regista e formatrice conduce e inventa ogni anno il progetto speciale MAT+S per teatroescuola dell’Ente Regionale Teatrale del FVG. BELINDA DE VITO scenografa, progetta e crea allestimenti e oggetti per la scena e l’arredamento. ILARIA TONTARDINI Si occupa di letteratura per l’infanzia e didattica museale, promozione alla lettura, illustrazione e fumetto. MARCO ROGANTE attore e danzatore, conduce i laboratori per bambini nell’ambito del progetto speciale MAT+S. LAURA SQUERAROLI Architetto, progetta spazi pubblici e privati con particolare attenzione alla progettazione partecipata di ambienti “a misura di bambino”. MICHELA URBAN Architetto, si occupa della progettazione di spazi e di arredi dedicati ai bambini. Svolge attività di ricerca nell’ambito della promozione divulgativa e della didattica. DANIEL GOL e ALESSANDRO NOSOTTI Creano, all’interno di Teatro Distinto spettacoli per bambini prediligendo un linguaggio essenziale e allusivo ma di forte impatto emotivo. LUIGI BERARDI artista, scultore, viaggiatore e ricercatore di suoni, ha fatto del paesaggio sonoro il suo lavoro e la sua ricerca. ANNA FASCENDINI e GIULIETTA BONATO sono parte della compagnia Scarlattine Teatro e credono che il teatro debba affascinare, sedurre, abbagliare, angosciare e trasformare la vita. MARCO GERONIMI STOLL Convinto che ognuno sia creativo, ha sviluppato percorsi di studio e lavoro per liberare la creatività, suscitare soluzioni atipiche, risolvere la cattiva comunicazione. MARIA ELLERO Attrice e danzatrice e fondatrice di Teatrimperfetti, compagnia nata dalla necessità di raccontare con la danza e il movimento e con il corpo che emoziona MASSIMILIANO TAPPARI Fotografo e lettore dello spazio, inventa progetti per stimolare i bambini a cogliere il lato fantastico della vita quotidiana e dell'ambiente circostante GIUSEPPE BEVILACQUA attore, regista, formatore, attualmente direttore artistico prosa del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.



Stampa pagina  Link alla pagina

Segnala questo articolo ad un amico:

Tuo nome

Tua mail

Nome amico

Mail amico




Torna alla lista