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una mostra:buratto fili e bastoni
A CLES LA MOSTRA DELLA COLLEZIONE ZANELLA PASQUALINI DEL MUSEO DI BUDRIO

Sabato 5 luglio, alle ore 11.00, viene inaugurata presso il Palazzo Assessorile di Cles (Tn) la mostra ‘Buratto, fili, bastoni’. L’esposizione, curata da Pietro Weber e Marcello Nebl, con la collaborazione dei collezionisti Vittorio Zanella e Rita Pasqualini, è promossa dal Comune di Cles, dalla Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, dalla Provincia Autonoma di Trento, dalla Regione Emilia Romagna e dalla Comunità della Val di Non.

5 luglio – 28 settembre 2014

Apertura: Aperto dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Aperture serali, dalle 20.00 alle 22.00, durante le manifestazioni di piazza. Chiuso il lunedi.

Entrata libera.

Info: 0463 662091 / 0463 421376


‘Buratto, fili, bastoni’ presenta una selezione di oltre cinquecento pezzi da una delle principali raccolte mondiali di marionette e burattini, la collezione Zanella/Pasqualini dal Museo di Budrio (Bo). In esposizione non solo marionette, burattini e pupi delle principali dinastie di burattinai italiane, ma anche scenografie, preziosi teatrini come quello regio appartenuto a Vittorio Emanuele II, antichi bagagli da lavoro di burattinai, case giocattolo, ombre ed oggetti di scena. Grazie alla disponibilità di Vittorio Zanella e Rita Pasqualini si potrà ammirare tutto quello che un tempo serviva al burattinaio per fare il proprio mestiere e portare nelle comunità storie, racconti, fantasia e divertimento. I pezzi in mostra descrivono oltre quattro secoli di storia, dalla marionetta rappresentante Carlo Magno del 1580 di Pietro Datelin al settecentesco Amleto di Pietro Resoniero, dal burattino ottocentesco raffigurante Garibaldi di Augusto Galli al pupo Orlando di Sebastiano Zappalà. Saranno rappresentate, fra le altre, le grandi dinastie dei ferraresi/torinesi Lupi, dei milanesi Colla, dei veneziani Labia e Zane, del piemontese Rame, dei bolognesi Cuccoli, dei modenesi Preti, dei parmensi Ferrari e dei mantovani Sarzi.

L’esposizione vuole raccontare il fascino delle marionette e dei burattini non solo come complessi specchi, a volte grotteschi, dell’umano o come semplici mezzi di svago, ma soprattutto come opere di alto artigianato, come vere e proprie opere d’arte fatte di una pregevole mescolanza di scultura, pittura, sartoria ed architettura.

Lo stretto collegamento fra tutte le arti che produce il mondo del teatro di figura è celebrato con un percorso espositivo nel quale è stato pensato un dialogo stretto con la rappresentazione artistica contemporanea tramite l’affiancamento, a storiche baracche e preziosi burattini, di opere pittoriche e scultoree di alcuni fra i principali artisti della scena italiana ed internazionale, alcuni dei quali chiamati apposta a reinterpretare la marionetta, le sue funzioni, le sue passioni, la sua storia ed il suo fascino. Artisti quali Giorgio Ramella, Luigi Stoisa, Mario Surbone, Pietro Weber, Paolo Tait, Franco Rasma, Marcovinicio ed Enzo Obiso, solo per citarne alcuni, hanno creato per questa mostra opere che in maniera diversa riescono a descrivere l’incanto delle marionette e dei burattini. Accanto agli artisti invitati, la mostra ospita opere di grandi autori del Novecento a confronto - o meglio in dialogo - con le marionette, i burattini ed i pupi esposti. Opere di Andy Warhol, Kate Haring, James Brown, per esempio, si pongono come moderne rappresentazioni di quegli aspetti popolari, di strada, propri anche del teatro di figura mentre il primitivo ruolo totemico e sacrale della marionetta è messo in rapporto con opere arcaizzanti di tre protagonisti indiscussi della Transavanguardia, Mimmo Paladino, Enzo Cucchi e Sandro Chia.          



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