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Eolo
recensioni
TRALLALLERO AD ARTEGNA
IL REPORT SUL FESTIVAL FRIULANO

Artegna è un piccolissimo paese che si trova a pochi chilometri da Udine, vicino alle montagne nel Friuli colpito dal terremoto, ma che orgogliosamente è riuscito a risollevarsi e a ricostruirsi tutto e a ricollocare nel suo centro anche il suo bel teatro. E'qui che dal 2 al 5 ottobre si è tenuta la quarta edizione di “Trallallero”il festival del teatro ragazzi in Friuli Venezia Giulia, organizzato da Teatro Al Quadrato, in collaborazione con il teatro e scuola dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, del Comune di Artegna, e dell’Associazione Amici del Teatro e con il sostegno della Provincia di Udine. Fin dal suo inizio Trallallero si è configurato come un evento non profit, organizzato e gestito in forma volontaria, con lo scopo di conoscere e far conoscere le realtà che si occupano professionalmente di teatro ragazzi e cultura per l’infanzia e la gioventù in FriuliVenezia Giulia, un’occasione per queste compagnie di vedersi in azione, sul palco, davanti al pubblico, ma anche un proficuo momento di confronto e dialogo artistico, oltre che di visibilità condivisa. La linea guida di Trallallero 2014 è stato il confronto/dialogo/trasmissione tra generazioni artistiche,che ha avuto il suo momento centrale nel convegno “Io aMuggia non c’ero” organizzato il collaborazione con Assitej-Italia e il teatroescuola dell’Ente Regionale Teatrale del F.V.G in cui diverse personalità del teatro ragazzi si sono confrontate con le compagnie che stanno affrontando ora la meravigliosa e complessa arte del teatro per l'infanzia sull'eredità che quello storico festival friulano ha lasciato non solo nella regione .

Il festival quest'anno era composto da 12 spettacoli per 15 repliche, 4 laboratori, 3 momenti di approfondimento, letture e narrazioni itineranti, una mostra/mercato di libri organizzata in collaborazione con la libreria per ragazzi La pecora Nera di Udine. Vicino al teatro in collaborazione con Scarlattine Teatro è stata posta la Yurtakids una colorata tenda mongola di 9 metri di diametro, attrezzata come un vero e proprio teatro, capace di ospitare fino a 100 spettatori.

Gli spettacoli in programma oltre che rappresentati dalle compagnie regionali (CSS – Teatro stabile d’innovazione del FVG, Teatro della Sete, Teatro al Quadrato, Teatro Positivo, Cosmoteatro, Fabbrica delle Bucce) e da tre realtà venete (Rosso Teatro di Belluno, Il libro con gli stivali di Mestre e Playy di Venezia) sono stati proposti dalla compagnia tedesca Terroir Theater e da Scarlattine Teatro di Lecco,

Noi abbiamo attraversato il festival con il nostro sguardo i primi due giorni del festival in cui oltre agli spettacoli abbiamo assistito al curioso esperimento di “Ti passo la mano”in cui Vanni Zinola e Tiziana Ferro, autori di alcuni degli spettacoli più significativi di questi anni per i più piccoli, si sono incontrati con Martina Monetti e Federico Scridel dell’associazione 0432. Dopo alcuni giorni di lavoro comune ne è venuta fuori una curiosa performance che verte in modo ironico e immaginifico sull'incontro- scontro di due figure molto particolari ed il loro rapporto con i numerosi oggetti che popolano la scena.

Ma veniamo agli spettacoli più interessanti visti ad Artegna.

La scatola dei Giochi prodotto dal CSS - Teatro stabile d’innovazione del F.V.G. Di Udine su testo di André Parisot e Eleonora Ribis è un tenerissimo spettacolo dedicato agli spettatori più piccoli con in scena Eleonora Ribis che muove piccoli pupazzi e oggetti collocati in una scatola che mutandosi diventa un vero e proprio mondo. I protagonisti sono una bambola, Annabella, una vecchia giraffa maschio ed un piccolo orsacchiotto che rappresentano tre età, tre modi di vivere la vita.

Attraverso le loro relazioni i bambini sono invitati a farsi molte domande come : Cosa succede nella scatola dei giochi la notte quando dormiamo?Cosa fanno i giocattoli quando restano a casa da soli? Ma anche cosa è la nostalgia ? Quali sono i sentimenti che attraversano gli umani.

A nostro avviso lo spettacolo deve essere sfoltito delle troppe sollecitazioni che vuole dare utilizzando anche molte meno parole, ma rimane un esempio significativo di teatro di figura per la prima infanzia.

I padroni di casa di Teatro al Quadrato hanno presentato due spettacoli," Belons-lenzuola" e "Maman Canaie" (che cosa c’è di là?) già da noi visto a Bologna dove la narrazione incrociata è il mezzo con cui Claudio Mariotti e Maria Giulia Campioli raccontano le emozioni di un viaggio oltre la montagna alla ricerca del mare, un viaggio teatrale che utilizza pietre sassi ed un linguaggio a volte misterioso, nutrendosi come fa della lingua friulana, dove la parola è prima di tutto suono. In “Lenzuola” (qui Claudio Mariotti è con Lucia Linda) sono invece semplicemente i gesti e gli oggetti a raccontare il conflitto tra due bambini prima del sonno. Le lenzuola mosse di continuo in relazione con i corpi e gli oggetti esprimono sentimenti e sensazioni che arrivano in modo semplice e diretto ai bambini. Ancora formulato in studio lo spettacolo ci sembra già ben costruito nella sua estrema leggerezza.

“Tiritera Cha Cha Cha” di Playy, liberamente tratto da “La coda canterina” di G. Risari e V. Lopiz,adattamento e regia di Pravas Guido Feruglio con Mariano Bulligan, Pravas Guido Feruglio, Henry Nduati Mbugua e le musiche originali eseguite dal vivo Mariano Bulligan è stato senza dubbio lo spettacolo più strano visto da noi a Trallallero. Strano sin dal titolo, assolutamente avulso dallo spettacolo che narra di un bambino, Ivan, che abita in un paese piccolissimo e che una mattina si sveglia con una coda che canta in russo canzoni pazze. Strano anche e soprattutto perchè contiene quindici minuti di puro bellissimo teatro, composto come un pastiche surrealista con il bravissimo Henry Nduati Mbugua che gioca con il suo corpo a fare una coda credibilissima e divertente coinvolgendo gli altri due interpreti in una godibilissima danza. Peccato poi però che i restanti trentacinque minuti di spettacolo siano di una banalità davvero sconcertante.

A “Trallallero “ abbiamo rivisto anche la versione friulana di “ Parole e sassi” con Valentina Rivelli, il bellissimo progetto di Letizia Quintavalla sull' Antigone e assistito con qualche palese difficoltà a “20 Denti da latte” della compagnia “Il Libro con gli stivali” dove su un testo anche ricco di suggestioni di Marta Dalla Via, Susi Danesin interpreta in modo insostenibile, almeno per noi, il ruolo di una bambina petulante che ci spiace dire non dovrebbe mai albergare nel teatro ragazzi.





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