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Eolo
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LA BOVARY DELLA COMPAGNIA BELGA KARYATIDES
Visto a Parma al teatro al Parco

Il Romanzo di Flaubert “Madame Bovary” di Gustave Flaubert ha sempre esercitato un grande fascino diventato perfino l'emblema di una condizione umana ben precisa e purtroppo diffusa, e lo esercita ancora, visto che negli ultimi anni sono ben tre gli spettacoli che, solo in Italia, hanno tentato di metterlo in scena.

Madame Bovary fu il primo romanzo scritto dal suo autore nel 1856 a 35 anni, che dovette subire per questo anche un famoso processo per "oltraggio alla morale" da cui fu però assolto.

Al centro del romanzo vi è la figura di Emma Roualt, figlia di un ricco proprietario terriero della provincia francese, che aspira a una vita piena di passione, degna dei romanzi sentimentali che ha letto in collegio. Per questo si sposa incautamente con l'insignificante ufficiale sanitario Charles Bovary, ma delusa dall'indole poco attraente del marito si dà all'adulterio per sfuggire alla noia della vita di provincia. Ed è così che accetta il corteggiamento prima del giovane Léon Dupuis poi l'amore di un ricco proprietario terriero, Rodolphe Boulanger con cui addirittura Emma intende fuggire. Ma tutto è inutile, Rodolphe, con una lettera l'abbandona il giorno prima della fuga. Emma allora si ammala gravemente per poi rifugiarsi nella religione e nelle preghiere.

La signora Bovary, madre anche di una figlia, dopo aver rincontrato all'Operà Léon, continua la relazione con lui ma i debiti contratti con l'usuraio Lheureux, accumulatisi per i vestiti e i gioielli che non ha mai smesso di comprare, la porteranno in rovina. Così Emma un ultima volta tradita e sconsolata, ingoia dell'arsenico e muore, lasciando nel dolore la sua famiglia e il marito che dopo averla perdonata muore di dolore .

La Compagnie belga Karyatides, invitata a Parma dal Teatro delle Briciole per il suo festival dedicato alle figure animate, mette in scena l'immortale storia dell'eroina flaubertiana attraverso un teatro di figura leggero e poetico, utilizzando un minuscolo palcoscenico a due piani dove vivono tutti i personaggi della storia con l'ausilio di piccoli pupazzi, sagome e miniaturizzazioni, che appaiono e scompaiono mosse dalla bravissima Marie Delhaye.

L'animatrice vive in simbiosi con la povera Emma non solo raccontandone le tragiche avventure

ma anche trasportandone le emozioni sul suo volto mentre muove la sua piccola protagonista in un mondo che le è ostile. Ostile soprattutto perchè è frutto della sua immaginazione, il marito ed i personaggi di contorno sono povere silhouette, fantasmi senza spessore, mentre i suoi amanti sono solo i protagonisti del suo immaginario che le fanno credere di vivere una vita parallela piena di meraviglie che sono solo proiezioni della sua infelicità. I monologhi e i dialoghi, registrati, accompagnati da musiche, completano questa opera da camera che i numerosi giovani studenti presenti alla rappresentazione hanno seguito con grande interesse, confermando che il teatro di figura, quando è usato in modo intelligente, poetico e significante, è un teatro capace di catturare l'attenzione e le emozioni di tutto il pubblico.



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