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Eolo
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LA PRIMA PARTE DEL NOSTRO REPORT SU INCANTI 2015 A CURA DI MARIO BIANCHI
IL FESTIVAL SI E' SVOLTO A TORINO DAL 6 AL 12 DI OTTOBRE

Dal 6 all'12 Ottobre a Torino si è svolta la ventiduesima edizione di “Incanti”, il Festival organizzato da Controluce Teatro D'ombre,che la nostra rivista segue da diversi anni con entusiasmo e passione, essendo una delle poche manifestazioni che ci consente di conoscere e apprezzare il teatro di figura di tutto il mondo. E anche questa volta è accaduta la medesima cosa.

Con nuovi riconoscimenti - quello triennale dal Ministero dei Beni e delle Risorse Culturali e del Turismo e quello di “Festival europeo d'Eccellenza” dalla giuria internazionale EFFE (Europe for Festivals / Festivals for Europe) la manifestazione ha invitato nel capoluogo piemontese ancora una volta infatti il meglio del Teatro di Figura internazionale, programmando per sette serate consecutive compagnie provenienti dal Giappone, Turchia, Francia, Germania e Italia. che hanno costruito il cuore di questa edizione del festival.

Tra i progetti più innovativi di “Incanti” vi è stato ancora una volta il PIP il progetto didattico produttivo del Festival, affidato quest'anno al giapponese Nori Sawa (che all'interno delle 7 giornate ha anche presentato un'antologia dei suoi pezzi più riusciti) con il títolo “Flotsam Blues” che ha coinvolto un gruppo di lavoro di teatranti polacchi e italiani, ( dei due spettacoli ci parlerà la nostra Eugenia Praloran in un prossimo contributo di Eolo insieme agli altri spettacoli non presenti in questo report )

La letteratura è stato l'argomento di questa edizione che si è riverberato anche nel progetto Cantiere con i copioni scritti dagli allievi della Scuola Holden di Torino, risultato del workshop creato appositamente “Scrivere per il Teatro di Figura “. Del progetto abbiamo assistito a 5 progetti messi in scena dalle giovani compagnie italiane selezionate per l'occasione, in collaborazione con i festival “ IF Off” di Milano e “ L'altro volto del Teatro” di Cagliari.

Ma non solo, hanno fatto corollario al Festival altre iniziative : si è tenuto infatti un workshop di Teatro d'Ombre al Castello di Rivoli a cura dell'insegnante della scuola "Ernst Busch" di Berlino Ingo Mewes, che ha proposto un laboratorio dal títolo “Be Part of the Realm of the Shades.” ed è continuato poi il rapporto con enti e istituzioni come il Museo Nazionale del Cinema, che ha ospitato la giornata dedicata a Hayao Miyazaki e al Cinema di Animazione Giapponese.

La giornata d'apertura dedicata allo spettacolo prodotto per il PIP ha visto anche il debutto definitivo di "Gulliver", all'ombra dell'uomo montagna, che Controluce ha prodotto in collaborazione con Francesco Biamonte e il quintetto svizzero Boulouris 5 

Il primo spettacolo a cui abbiamo assistito nei tre giorni che abbiamo passato al Festival è stato quello dell'olandese Ulrike Quade che ha messo in scena con la coreografa Nicole Beutler l'esemplare vicenda di Antigone, resa universale dalla tragedia di Sofocle. Tre i caratteri e le marionette in scena, Antigone, vittima della legge crudele dello stato, più forte di quella dell'amore che lei incarna, Ismene, sua sorella, che non ha osato associarsi al gesto della sorella di seppellire il fratello morto e Polinice, il fratello, appunto, un Polinice vestito in panni contemporanei che assume nello stesso modo il carattere di carnefice e di vittima.

Ed infatti lo spettacolo vive nel continuo interscambio tra passato e presente proprio perchè la tragica vicenda di Antigone pone sempre domande quanto mai attuali.

Il carattere dei personaggi scaturisce dal gioco tra i tre manipolatori(Hillary Blake Firestone, Michele Rizzo, Cat Smits che sono anche attori e danzatori) e le marionette create dal giapponese Watanabe Kazunori nella tradizionale tecnica del teatro Bunraku. Diviso in diversi lamenti che rimandano ad altrettanti stati d'animo, i movimenti, le parole, i suoni dei tre animatori si riverberano completamente sulle marionette che acquistano in questo modo vita e sentimenti propri, partecipando alla vicenda. La fusione di corpi e marionette raccontando la tragedia di Antigone, riescono a trasportarla nella contemporaneità anche grazie a un tessuto sonoro appropriato e significante .

Uno spazio più piccolo e una vicinanza maggiore tra pubblico e spazio scenico avrebbe forse amplificato l'emozione di un teatro così particolare che alla lunga in qualche momento ci ha fatto perdere la concentrazione necessaria per comprenderne in profondità tutti i numerosi aspetti che lo compongono.



Ayşe Selen e Şehsuvar Aktaş dei turchi di Tiyatrotem in “Mutual Dreams “, in forma cabarettistica con un composito gioco di teatro d'ombre, narrazione e tradizionali filastrocche, raccontano la storia di Ubu, l'immortale e strampalato personaggio creato da Alfred Jarry. Le ombre costruite in pelle di mucca (anticamente erano di cammello) presentate da due burberi intrattenitori e che, finita la loro partecipazione alla messa in scena, vengono gettate simpaticamente per terra, appaiono su un piccolo schermo per illustrarci la terza e ultima parte della celebre saga “Ubu incatenato”

Vi si narra di Padre Ubu che, complice la moglie, decide di vivere diventando schiavo e trovando persone a cui proporre i suoi servigi. Ecco che quindi assistiamo alla sfilata dei vari personaggi da cui Ubu va a lavorare: il caporale Pissedoux, il marchese di Granpré, Pissembock, il marchese di Grandair, e sua nipote Eleuteria. Infine per aver ballato con lei il valzer alla festa di fidanzamento di quest'ultima, gli Ubu vengono condannati all'ergastolo e mandati come prigionieri dal sultano Solimano. La storia è narrata con brio e partecipazione ed in questo modo, nonostante la lingua così diversa dalla nostra, anche il pubblico ha potuto seguire in modo coinvolgente e partecipato le improbabili avventure del personaggio nato dalla fantasia di Jarry.


Cinque sono stati i progetti visti per la quarta edizione del progetto CANTIERE, che vuole dare spazio e visibilità ai giovani che si occupano di Teatro di Figura. Quest'anno, per aprire un dialogo tra attori e autori di questa particolare forma di teatro, è stato creato il progetto formativo “Scrivere per il Teatro di Figura “, organizzato in collaborazione con la Scuola Holden di Torino sotto la direzione di maestri d'eccezione quali Gyula Molnar e Gigio Brunello e con la collaborazione di Alberto Jona.

Nove autori hanno prodotto altrettanti testi teatrali sui quali le compagnie si sono cimentate, realizzando un progetto di messa in scena. Cinque le compagnie scelte per presentare il proprio breve studio, sviluppato su una drammaturgia originale e inedita.

Sostanzialmente siamo stati d'accordo con la giuria formata da Angela Santucci, Fabio Naggi, Vittoria Lombardi, Giordano San Giovanni, Donatella Pau, Alberto Jona, Jenaro Meléndrez Chas che ha premiato la sperimentazione di Matteo Moglianesi che in E.C.G. Piccola avventura di un cuore a Venezia di Antonietta Zaccaro e Sharon Galano con Matteo Moglianesi, Serena Crocco e Sara Milani, mettendo al centro della scena una vera e propria macelleria a Venezia, intende ispirarsi a “Il Mercante di Venezia di Shakespeare “.A una prima parte assai convenzionale, il progetto contrappone infatti una seconda assai interessante, proprio quando i riferimenti al mercante scespiriano si rendono più palesi ed in qualche modo la narrazione visuale prende vie inaspettate di forte suggestione.

Carmentalia e Tarassaco Teatro hanno scelto per la loro messa in scena invece "Niente di interessante" di Manuela Vista, dove in scena si materializzano i ricordi di una giovane donna davanti ad un vecchio compito in classe che sembrava assai difficile. E' in questo modo che una semplice foglia, parsa allora per nulla interessante, diventa la protagonista dello spettacolo. Annamaria Andrei e Serena Ganeo di Tarassaco Teatro partendo da una vecchia fotografia che prende vita rievocano la vicenda attraverso anche pupazzi mossi a vista.In modo analogo ma con l' utilizzo anche della danza, Alessia Sorbello e Andrea Trovato di Carmentalia raccontano la stessa storia con esiti convincenti. 

Gruppo Zeri-T ha optato invece per “Eleonora” di Mila Marzo narrazione che intende coniugare in modo poetico due figure assai lontano tra loro, ” Eleonora” di E.A.Poe e “Eleanor Rigby” dei Beatles. La dimensione funebre e onirica che aleggia nel racconto per ora non trova sufficiente omogeneità nella messa in scena che si nutre però di una ricca ed elaborata musicalità che costituisce la vera ricchezza e specificità del lavoro.

Mentre Luca Zilovich in “Le memorie dell'ultimo fiociniere" di Andrea Mularoni lega il progetto di narrare le avventure del personaggio di Ismaele, nato dalla fantasia di Melville, soprattutto alla sua innegabile verve interpretativa, non sorretta  però da un pertinente e significante uso del teatro di figura.


Lo spettacolo vincitore sarà inserito nel programma dei Festival IF OFF del Teatro del Buratto (Teatro Verdi) di Milano e L'Altro Volto del Teatro a Cagliari della Compagnia Is Mascareddas.




Nel “ Progetto Accademia” costruito con il Dipartimento di Teatro di Figura della Hochschule für Schauspielkunst "Ernst Busch" di Berlino, all'interno dell'iniziativa Torino incontra Berlino,il Festival ha ospitato un intenso e diversificato spettacolo creato da due organismi assai diversi tra loro e quindi assai ricco di suggestioni :SENLIMA journey with no limitsin collaborazione con il Goethe Institut Turin e il progetto Torino incontra Berlino, l'Accademia di Arte Drammatica "Ernst Busch".

Il progetto infatti ha inteso stabilire una rete di rapporti, a partire da Berlino, con importanti scuole teatrali estere nell'ambito del Teatro di Figura, in grado di catalizzare l'attenzione del pubblico oltre che delle giovani compagnie di artisti.

Ecco che così è nata la cooperazione tra Papermoon Puppet Theatre (Yogyakarta), Retrofuturisten (Berlin), HfS Ernst Bush Berlin and Goethe Institut Indonesien con lo spettacolo diretto da Maria Tri Sulistyani e Roscha A. Säidow con in scena Franziska Dietrich, Magda Roth, Jana Weichelt, Caspar Bankert, Pambo Priyojati, Felix Schiller.

La storia mette in relazione significatamente la mitologia indonesiana con quella tedesca raccontando la storia di un vecchio che vive nascosto dal mondo in un grande grattacielo (una vera scatola delle meraviglie che lo spettatore percepisce attraverso un uso molto particolare delle immagini) con il suo unico amico, un piccolo uccello. L'uomo condivide la sua solitudine con l'uccello che una notte fugge, affascinato dalla visione di Garuda il re degli uccelli. La mattina seguente, sconvolto dalla scomparsa del suo amico, l'uomo che col passare degli anni è diventato sempre più vecchio, lo cerca nella grande città, finchè l'incontro con una enigmatica figura gli farà imparare come sia possibile anche per lui volare.Uno spettacolo poetico sulla vita e sull'importanza della memoria con in scena un cospicuo numero di animatori tedeschi ed indonesiani che utilizzano tutte le tecniche del teatro di figura, ma non solo,  in modo inventivo nel solco della tradizione dei due paesicosì diversi e distanti tra loro, ma uniti nel costruire uno spettacolo veramente significativo.

Gli artisti che hanno partecipato alla creazione dello spettacolo hanno poi dialogato sulla loro esperienza di cooperazione internazionale in Indonesia, del loro processo compositivo, presentando anche un documentario e risponderanno alle domande del pubblico.

MARIO BIANCHI

LA PROSSIMA SETTIMANA UNA NUOVA PUNTATA SU "INCANTI"A CURA DI EUGENIA PRALORAN



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