.
Eolo
recensioni
LA DIVINA COMMEDIA DI FABER TEATER
AD ASTI NEI SOTTERRANEI DI PALAZZO GAZZELLI DI ROSSANA

Il teatro quando non è solo uno spettacolo, ma anche un'esperienza, il teatro quando non è solo una rappresentazione, ma anche un viaggio, metaforico, certo, ma non virtuale. Un viaggio incantevole e incantato, che ci induce a guardarci dentro, il medesimo che il nostro massimo poeta, Dante Alighieri, ha affrontato con il suo capolavoro “La Divina Commedia”, oltre settecento anni fa, nei regni immaginati dell'Oltre tomba: Inferno, Purgatorio e Paradiso.

Questo è il suggestivo itinerario che ci è capitato di intraprendere, una radiosa alba di fine ottobre, negli intricati, meravigliosi spazi sotterranei di Palazzo Gazzelli Di Rossana di Asti, tra cortili, scuderie e cantine delimitate da mura romane, insieme ad altri 59 spettatori, per merito di Faber Teater, nell’ambito di "Teatro in terra Astesana 2015”, con la direzione artistica del Teatro degli Acerbi.

nell’ambito di "Teatro in terra Astesana 2015”, con la direzione artistica del Teatro degli Acerbi,  Faber Teater ha  presentato   “Le vie dei canti”, - See more at: http://www.radiogold.it/notizie/8-cultura/75784-rivivendo-il-viaggio-dantesco-con-faber-teater-recensione-de-le-vie-dei-canti#sthash.fS4S6LQu.dpuf

Le terzine e i conturbanti endecasillabi che tanti anni fa mi entrarono nel cuore, ascoltandoli, in compagnia di mia madre, davanti alla televisione, con il testo nelle sue mani, hanno preso anima, molti anni dopo, ne “Le vie dei canti”, attraverso il corpo, la voce e il canto di Francesco Micca, Lodovico Bordignon, Lucia Giordano, Marco Andorno, Paola Bordignon, Sebastiano Amadio, guidati da Aldo Pasquero, nostro personale nocchiero di anima.

Ecco, nel buio degli spazi illuminati da candele e di altre faci, farsi avanti, dopo  l'incontro con Virgilio, tra gli altri, Caron “dimonio con gli occhi di bragia “, Pier delle Vigne, Francesca con il suo amato “ Che ancor non mi abbandona” , Ulisse,” il maggior corno della fiamma antica”, infine Lucifero che tormenta Giuda, Bruto, Cassio. E poi man mano che il buio infernale si allontana, il canto ed il chiarore del giorno prendono il sopravvento e, meno agitati dai rimorsi, appaiono Catone, Pia dei Tolomei, il musico Casella, Sordello con l'apostrofe all’Italia, Guido Guinizelli, sino all'ingresso del Paradiso a “riveder le stelle”.

Si esce dunque a cielo aperto quando appare Beatrice e mentre la voce, austeramente tronfia ma espressiva di Vittorio Gassmann, ci ricorda che tutti noi dobbiamo tendere verso il sole, una piccola mongolfiera spinta dalla fiamma vola verso il cielo.

Il nostro è stato un viaggio significativo e significante di un'ora e mezza tra scale e cunicoli, cantine e corridoi, nelle cavità nascoste della terra e nelle viscere di un capolavoro la cui profondità rimane ancora oggi inalterata, capolavoro che contiene in modo stupefacente in sé tutte le conoscenze di venti secoli di storia e che ci parla ancora oggi.

Gli attori di Faber teatro, guidati dal loro regista che fa le connessioni tematiche tra i vari momenti, ci restituiscono tra apparizioni, monologhi, canti a cappella, tutta la poesia e la densità dei vari personaggi e le varie atmosfere cangianti del Poema.



Stampa pagina  Link alla pagina

Segnala questo articolo ad un amico:

Tuo nome

Tua mail

Nome amico

Mail amico




Torna alla lista