.
Eolo
recensioni
UNA GIORNATA A "IMPERTINENTE" FESTIVAL
EOLO PRESENTE CON MARIO BIANCHI AL FESTIVAL DI PARMA

Ci siamo concessi, purtroppo per un solo giorno, la permanenza alla terza edizione diImpertinenteil Festival di Teatro di Figura, organizzato, come sempre con cura, dal Teatro delle Briciole e dal Museo Ferrari, che si è svolta dal 7 all’11 dicembre negli spazi del Teatro al Parco e al Castello dei Burattini di Parma, una manifestazione formata da un'articolata proposta di spettacoli, studi, laboratori e incontri, realizzati da alcuni fra i più interessanti artisti italiani e internazionali.

Un Festival che come ben si afferma nella presentazione “ propone un viaggio lungo la tradizione, fatto di tuffi, svolte e balzi in avanti, per arrivare dalle origini, dalle avanguardie fino alle nuove forme espressive, che ribaltano il concetto stesso di teatro. Protagonisti : Marionette, muppets, burattini, ombre, fino al teatro di oggetti e di narrazione: tanti miracoli di poesia istantanea e fuggevole, che compongono una varietà unica di linguaggi, formule espressive, tecniche artistiche.”

Molte le occasioni interessanti offerte al pubblico quest'anno, dall''esperienza delle marionette di Vittorio Podrecca, proposta in un docu- spettacolo che ne riassume la storia e la valenza culturale, a Gigio Brunello, con il suo significativo” La grande guerra del sipario” già da noi visto e recensito come del resto anche “La Donna di Porto Pim “ di Teatro Gioco Vita e l'omaggio di Francesca Zoccarato, dedicato a Maria Callas, spettacolo questo che non abbiamo rivisto ma su cui siamo sicuri l'autrice abbia lavorato per renderlo al meglio possibile. Un coacervo di forme e di linguaggi dove l'uomo è solo il motore e dove protagoniste sono le figure in tutte le sue forme.

Nella giornata, che abbiamo passato al Teatro al Parco, abbiamo potuto assistere a due spettacoli stranieri e a due studi di artisti italiani.

Pur “Premio Molière” 2007, del Bouffou Theatre non ci ha convinto del tutto “La mer en pontilles” di e con Serge Boulier, che racconta l'avventuroso viaggio in bicicletta verso il mare di un uomo venuto da lontano. Un viaggio purtroppo ostacolato da continui intoppi richiesti dalla burocrazia, ben rappresentati nello spettacolo da un inflessibile personaggio femminile in divisa.Il protagonista è una sorta di poeta vagabondo che si muove in un mondo ricostruito con carrucole, ingranaggi e manovelle, ispirati al mondo del ciclismo e realizzati utilizzando materie prime come legno, metallo e tela e servendosi anche delle ombre.

Un mondo teatrale di gradevole finezza visiva, che però, a nostro avviso, è supportato da una drammaturgia troppo frammentaria, che frena spesso la sottile poesia che lo spettacolo intende proporre agli spettatori e che non riesce a rendere appieno il grande desiderio di appagamento di mondi lontani del protagonista che il mare intende suggerire.

Molto meglio ci è parso l'altro spettacolo straniero che abbiamo visto, quello della russa ma francese d'azione, Polina Borisova, che nel suo “Go! “ ritrae la solitudine, i ricordi, gli incontri di un'anziana donna,” tracciando un poetico viaggio nella memoria e nell'anima”.Tema, diciamo pure, incontrato tante volte anche nel teatro di figura, ma qui risolto in modo originalmente poetico. Polina Borisova reinventa il suo mondo in modo semplice, con pochi oggetti di scena, utilizzando in maniera inventiva solamente un rotolo di nastro adesivo con cui rappresenta personaggi e visioni lontane, delimitando nel medesimo tempo gli ambienti in cui si muove. In più si camuffa in una vecchia dagli atteggiamenti credibilissimi di forte e intensa umanità.

In questa terza edizione del Festival è stata inaugurata anche una nuova sezione dedicata agli Studi , che propone un assaggio di spettacoli non ancora conclusi, aprendo al pubblico il percorso di creazione. Qui abbiamo rivisto con piacere il “Frankie “ ispirato al celebre personaggio della Shelley di Occhisulmondo, omaggio in divenire, al cinema muto e la sempre verde Paola Crecchi del Teatro delle Briciole che ha proposto, attraverso dei piccoli pupazzi “Radio Londra” rivisitazione poetica, piena di dolce e ironica nostalgia per la storia della sua famiglia, ambientata durante la seconda guerra mondiale, ai tempi difficili del fascismo

Tutti questi spettacoli si sono tenuti, come detto, negli spazi del Teatro al Parco; ma anche il Castello dei Burattini ha ospitato altri appuntamenti interessanti: un laboratorio di muppets condotto da Emanuela Dall'aglio , l'incontro dedicato ai “Piccoli” di Podrecca e a Enrico Valenti che ha condotto il pubblico lungo la storia di uno dei programmi televisivi che hanno segnato un'epoca, “Bim Bum Bam”; inoltre non poteva mancare la tradizione con “La fonte poderosa” il divertente intervento di Fasolino, Sandrone e Brighella de I Burattini dei Ferrari.


Al Festival non si sono esibiti solo burattini e marionette ma anche corpo e oggetti quotidiani, che hanno trovato nuove vite, nuove nature in tre spettacoli, tutti italiani in tre modi diversi : dalle mani in “Quadri” diGirovago & Rondella , da superfici animate in “Piano”, di 7-8 Chili, da abiti e scenografie abitati in “Rosso Cappuccetto” la rivisitazione della celebre fiaba interpretata da Manuela Dall'aglio


​Della partita poi sono state anche le animatrici della compagnia francese StultiferaNavis, con due spettacoli “Urban marionette – Miniature” e “Un souffle, un ombre, un rien “, in cui le marionette interagiscono con altre dimensioni, dal video allo spazio urbano, al suono, creando una nuova relazione con il pubblico, e un curioso djset con marionette e ombre in cui si è spaziato dal flamenco al gipsy jazz, da melodie gitane a ritmi elettronici che ci ha fatto terminare lietamente la nostra intensa e felice giornata passata al Festival.

MARIO BIANCHI













Stampa pagina  Link alla pagina

Segnala questo articolo ad un amico:

Tuo nome

Tua mail

Nome amico

Mail amico




Torna alla lista