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S-CHIUSI A PARMA
COME IL TEATRO PUO' RIVIFICARE CON L'IMMAGINAZIONE I LUOGHI DIMENTICATI DI UNA CITTA'

Può il teatro ravvivare luoghi della città che hanno perso le loro attrattive, dove la gente una volta veniva a passeggiare o a fare compere in negozi che ora sono chiusi per la crisi che sta attenagliando ancora gli esercizi pubblici ? Il Teatro delle Briciole ci ha provato a Parma con “S-chiusi”, intervenendo con un curioso e coraggioso progetto teatrale a vivificare luoghi, in parte abbandonati e i loro negozi sconsolatamente con le saracinesche sempre abbassate in alcuni quartieri delle città.

L’iniziativa, dopo due edizioni realizzate nel 2013 e nel 2015, nel quartiere Oltretorrente a Parma, quest'anno, il 6 e il 7 ottobre, ha coinvolto la Galleria Bassa dei Magnani, Borgo Romagnosi, Borgo Piccinini e Via Oberdan. Otto i progetti che abbiamo vissuto di persona in altrettanti negozi, dove il teatro è stato declinato in tutte le sue forme, dalla danza alla narrazione, dalla performance al teatro di figura, riempiendo di spettatori e di curiosi di tutte le età, per tutti e due i pomeriggi, luoghi in parte dimenticati della bella cittadina emiliana.

Ecco “HiT Parade “ di Beatrice Baruffini e Agnese Scotti, circondate dalle hits, non solo musicali, di tutti i tempi, appese alle pareti, nell’aria e sotto i piedi, che attraverso i modi del teatro di oggetti, già da loro sperimentato con successo in precedenti spettacoli, ricreano sul tavolo canzoni e melodie famose, da “Cucuruccucu” di Battiato, a “Footloose” dall'omonimo film a “Bocca di rosa” di De Andrè, quest'ultimo frammento, assai divertente e riuscito.
In “Le Ciabatte di Otello”, Claudio Guain, storico attore delle Briciole, ci guida dentro un negozio di scarpe, in un piccolo viaggio nel cuore di un attore e del suo strano, maniacale, rapporto con gli oggetti di scena. Soprattutto con le scarpe. Ci racconta del suo viaggio attraverso, appunto, un paio di scarpe, con il mitico spettacolo delle Briciole dedicato ad Otello che ha girato tutto il mondo. Nello stesso luogo, le scarpe sono le protagoniste anche di “Scarpe Diem” della danzatrice e coreografa Elisa Cuppini. Elisa è un’anima scalza dall'identità incerta, che riacquista voce e presenza, indossando scarpe appartenute a molti personaggi teatrali. Saranno gli spettatori/clienti a scegliere, passo dopo passo, chi potrà di nuovo calzare la scena. Elisa, con le varie scarpe racchiuse nel negozio, diventa a richiesta, di volta in volta, Antigone, Partigiano, Cenerentola, AL Capone, Amleto, La bella addormentata.

La danza è protagonista anche di “Ain't got no” con Andrea Dionisi, in un evento inserito all’interno di Intercity - percorsi di danza fra le città d’arte, realizzati dalla rete Anticorpi. Andrea tra azione e inerzia, fa precise domande allo spettatore : Si possono comprare o vendere soluzioni? E che succede se non funzionano, se non servono a superare lo stallo? Le domande sono indagate, fuori e dentro il negozio prescelto, con il linguaggio della danza, attraverso un vocabolario di segni in cui il corpo si misura con la dimensione assoluta del “ain’t got no”, del “non avere nulla”.

La narrazione è protagonista invece di due altri progetti, in un negozio di frutta e verdura in “ La Guerra è finita” Silvia Bisio, guidata dal bel testo poetico di Daniel Gol di Teatro Distinto,
racconta, attraverso fotografie di famiglia, e semplici oggetti che interagiscono su un grande tavolo, l’incontro, senza parole, tra una bambina ed un giovane solitario. “ In un intreccio tra sapori, immagini e ricordi, si delinea un percorso familiare che riporta alla luce emozioni ancora vive”.
Paola Crecchi, attrice storica del gruppo parmense, in “Mille bolle di sangue blu”, divertente narrazione dedicata ai più piccoli, è la strega Upupa che, come una Sibilla nel suo antro, tra suggestioni visive e atmosfere misteriose, tiene corsi accelerati su come cucinare Principesse, Principi e Regine.

Il progetto più teatrale e suggestivo è appannaggio di Riccardo Reina e Yele Canali, che in un negozio di Ottica, fornisce ai clienti occhiali assai speciali, che ci fanno gustare una realtà positiva, in luogo dell'opprimente realtà. “Non più ottico ma spacciatore di lenti per improvvisare occhi contenti” recita il sottotitolo. Mentre gli occhi degli spettatori sono chiusi, dopo aver indossato i magici occhiali, il teatro fuori dal negozio reinterpreta la realtà, come solo lui è capace di fare, regalandola almeno per una volta splendente agli occhi degli astanti, una volta riaperti gli occhi.
Infine non poteva mancare una mostra assai particolare, il negozio di Chiara Renzi e Daniele Bonaiuti presenta una mostra di sapore marino, dove un pesce rosso, nel classico vaso, interroga una sirena: l'artista dei quadri appesi, che possono essere anche comprati.

“S-chiusi” ci ha regalato, al di là dell'evidente e benemerito intento sociale, un pomeriggio divertente, dove il teatro, ancora una volta, è riuscito, con le sue potenti, fragili armi, ad accomunare persone di ogni età, facendo occupare almeno con l' immaginazione luoghi, ora deserti, ma che fanno parte della memoria collettiva di tutta una città.

MARIO BIANCHI



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