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recensioni
A PARMA IL DEBUTTO DEGLI SPETTACOLI VINCITORI DEL PREMIO SCENARIO INFANZIA
IL VINCITORE E LE DUE MENZIONI VISTI DA MARIO BIANCHI

Il Teatro al Parco, sede storica del Teatro delle Briciole, ha ospitato Lunedì 26 Novembre il debutto dei progetti vincitori della settima edizione del Premio Scenario Infanzia, la cui finale si era svolta a Cattolica, dal 21 al 24 giugno, all’interno di un vero e proprio festival dedicato al Premio e alla sua storia.
A Parma abbiamo dunque potuto vedere gli esiti finali del vincitore “Storto” di InQuanto Teatro e delle due menzioni “Fratellino e Fratellina” di Asini Bardasci e “Domino” di Generazione Eskere.
Diciamo subito che il momento più difficile per i progetti risultati vincitori delbenemerito premio dedicato al teatro emergente italiano è il passaggio dai venti minuti allo spettacolo finito, in cui i debutti devono avere sia una evoluzione coerente e plausibile, rispetto a ciò che è stato premiato ancora in fieri, sia essere arricchiti da nuove direzioni e suggestioni.Il debutto che l'associazione Scenario organizza è il primo banco di prova per osservare da vicino se tutto ciò sia avvenuto con successo.

A tal proposito solo in parte questo si è verificato nel caso del vincitore “ Storto “ dei fiorentini di InQuantoTeatro che, utilizzando anche immagini grafiche, osserva da vicino le giovani esistenze di due adolescenti problematici, interpretati con efficacia da Davide Arena ed Elisa Vitiello. Davide è un ragazzo che non ha ancora trovato la sua giusta dimensione e stabilità in un mondo che in qualche modo è sempre più forte di lui, forse è omosessuale, e non vuole dichiararlo, forse è solo timido e non riesce ad esternare i suoi sentimenti. Dalla sua ha la grande passione per i fumetti che disegna su un grande quaderno. Elisa sembra più forte, nella sua ostentata fisicità, ma in realtà anche lei si trova estranea sia nel mondo, sia in famiglia in cui tutto l'amore è riservato allo storto per eccellenza : il fratellino disabile. Siamo dunque davanti a tre “Storti”, o meglio a tre “Storti” che la Società ritiene tali. Ma chi sono i“ Dritti” in una società cosi storta come la nostra ? Il loro viaggio reale fuori dalla grande città è soprattutto metaforico : sarà questo cammino che li aiuterà ad andare insieme verso un futuro in cui non avranno più bisogno di sembrare diversi da quello che in realtà sono: due adolescenti come gli altri.
I loro stati d'animo sono espressi a nostro avviso ancora in modo troppo denso di parole, sarebbe necessaria una equivalente complessità scenica, per ora esemplificata in modo a volte ripetitivo, per rendere il lavoro maggiormente convincente. Efficace ci è parso invece l'utilizzo della “graphic novel” per raccontare il viaggio dei due protagonisti come fosse un linguaggio a fumetti.

Più problematico l'esito finale di Fratellino e Fratellina di Asini Bardasci, che, utilizzando le suggestioni della celebre fiaba di Hansel e Gretel, ci racconta la storia metaforica di due ragazzi, interpretati di Filippo Paolasini e Paola Ricci, proiettati, per mezzo di immagini video, in un mondo adulto che, come la strega della storia tramandata dai Grimm, tenta di fagocitarli. Filippo e Paola per colpa di un editto che proclama che “Tutti i bambini orfani dovranno essere considerati adulti” saranno obbligati a crescere troppo in fretta, sperimentando da subito tutte le crudezze di un mondo respingente che divide l'umanità in vittoriosi e perdenti, mettendoli sempre uno contro l'altro.
Troppe per ora, e non sempre lineari, le nuove direzioni prese dalla drammaturgia che andrebbero sfoltite e rigenerate per arrivare in modo più diretto e preciso al pubblico di riferimento. Bello l'uso delle canzoni di cui però dovrebbero essere meglio individuate le funzioni. Ancora poi non riusciamo a comprendere l'età dei protagonisti a volte troppo bambini a volte troppo adulti.( difetto evidente anche in “Storto”)

A conti fatti lo spettacolo che ci ha più convinto è stato quello proveniente dalla seconda menzione, “Domino” della compagnia di La Spezia “Generazione Eskere” con la regia di Alice Sinigaglia, gustosa e volutamente caotica creazione che, proponendo una bizzarra famiglia dominata dai desideri sempre appagati del suo componente più piccolo ( uno straordinario, efficacissimo Gianmaria Meucci), ci parla in modo significante e paradossale delle diverse dinamiche esistenti in una famiglia e dello scombussolante arrivo di un nuovo componente.
Il nonno, i Genitori, gli zii, la sorella e il suo fidanzato girano intorno vorticosamente a Gianmaria, accontentandolo in ogni suo desiderio, ma non comprendendone veramente sino in fondo le più intime esigenze. Il piccolo, sino ad allora protagonista di una famiglia non sempre equilibrata, un poco geloso forse nel vedere il nuovo venuto nella piccola culla, tirerà un sospiro di sollievo, accarezzando l'idea di poter vivere consapevolmente un' esistenza normale, affrontando finalmente da solo le scelte che lo faranno diventare “grande”
Al di là delle nostre valutazioni, questo primo vero e proprio contatto degli spettacoli ultimati, un'anteprima in definitiva,  sia con i ragazzi delle scuole di Parma che gremivano il Teatro al Parco sia con i numerosi operatori giunti per l'occasione, servirà alle compagnie per aggiustare ulteriormente il tiro sulle loro nuove creazioni che il Premio Scenario è riuscito ancora una volta a far germogliare nel tessuto delle nuove generazioni teatrali del nostro paese.

MARIO BIANCHI



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