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Eolo
recensioni
Vetrina del teatro di figura piemontese
impressioni a cura di Mario Bianchi

Molto difficile giudicare i diciotto spettacoli visti nella Vetrina del Teatro di figura piemontese situata all’interno della dodicesima edizione del festival internazionale “Immagini dall’interno” che meritoriamente il Teatro Alegre ha organizzato dal 19 al 21 giugno a Pinerolo, difficile districarsi infatti attraverso un susseguirsi di produzioni spesso maldestre , zeppe di luoghi comuni,intrise di retorica soprattutto se dedicate ai bambini, dove nella maggior parte dei casi giocattoli e oggetti comuni prendono vita in un gioco sterile e di nessun fascino teatrale.
Ecco dunque che dopo tre giorni intensi di spettacoli agli operatori presenti nella memoria non restano che poche immagini degne di nota con la considerazione generale suffragata da altre vetrine che la formula debba essere in qualche modo aggiornata.
Ecco dunque che nella congerie degli spettacoli visti, abbiamo apprezzato poche cose, la bella versione di 'Pierino e il lupo 'di Dino Arru , il gioco degli oggetti di Marco Grilli che racconta Gulliver , quello di Cardellino che racconta l’improbabile amore di un timbro per una lettera e quello raffinato di Balaò che gioca con gli oggetti quotidiani , la semplicità narrativa de “Le penne dell’orco” de La vecchia soffitta e qui ci dobbiamo necessariamente fermare.
Poco, per una vetrina che intendeva valorizzare soprattutto le giovani compagnie piemontesi , poco per un mondo sì ricco di energie che deve però trovare necessariamente le motivazioni per inoltrarsi in un’arte difficile come quella del teatro di figura.
MARIO BIANCHI

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