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Eolo
recensioni
via paal 2007
recensione di mario bianchi

'Eravamo in procinto di iniziare questo resoconto della seconda edizione di ' Via Paal ', il Festival del Teatro Ragazzi che si è tenuto a Gallarate dal 14 al 17 Giugno, partendo dall'emozione intatta ancora pervenutaci alla quarta visione di 'Romanzo d'Infanzia ',lo splendido spettacolo di Abbondanza Bertoni, seguita dall'amara considerazione di come il teatroragazzi contemporaneo sia molto avaro di tali emozioni,quando abbiamo finalmente assistito ad uno spettacolo che, seppur con i necessari distinguo, ci ha finalmente ancora convinto e commosso,quando finalmente abbiamo visto,seppur tra mille contraddizioni, molti operatori discutere spesso fuori dai denti del proprio presente per un futuro meno ricco di contraddizioni.
Insomma se il teatroragazzi italiano realizza spettacoli come 'Il ragazzo degli aquiloni ' 'e riesce, anche se in modo ancora parziale, a mettere in discussione sé stesso,allora vuole dire che non è in agonia ma vuol dire che è pervaso da un sotterraneo pulsare di idee che ci fa ben sperare per il futuro.
'Via Paal 'nel panorama delle manifestazioni italiane ha il grande merito di mescolare intelligentemente al suo interno 'prime visioni 'con spettacoli ,degni, di repertorio, testimonianza certa che per il cosiddetto referente che cambia è inutile affannarsi a produrre ogni anno sempre nuovi spettacoli, esso può riaccogliere anche creazioni passate che il tempo non è riuscito a scalfire.
'Il ragazzo degli Aquiloni 'oltre che essere uno spettacolo ben fatto ed emozionante, è interessante anche per le componenti con cui è prodotto.Una piccola compagnia, spesso dimenticata dagli enti pubblici, si allea con una Fondazione, sceglie un testo popolare e ricco di sfumature politico sociali, affidandolo ad una regista intelligente e sensibile in cerca di una sua nuova identità, pone sulla scena un attore della sua compagnia e ne sceglie un altro di un giovane gruppo emergente. Nasce un miracolo fatto di niente, ma difficilissimo da inventare, composto da una drammaturgia ben costruita ed intrigante,da due attori misurati e sensibili, da una messainscena semplice ma nel medesimo tempo evocativa .E ci vuole poco a fare questo?Forse no ! Ma perchè spesso il teatro ragazzi italiano non riesce a farlo? Perchè centri ricchi e blasonati, come si è visto anche a Gallarate, propongono produzioni incomprensibili,se non peggio mal fatte e puerili?Perchè spesso non sapendo più fare un teatro nobile e condivisibile non producono piccoli gruppi o compagnie che vicino a loro fanno cose egregie come è del resto nel loro?Si è discusso anche di questo e di molto altro a Gallarate, partendo da un documento scritto da Paolo Piano e Fabio Comana e che pubblichiamo a parte per chi volesse aggiungere liberamente delle considerazioni.

Lo spettacolo che ha aperto il festival Giovedi 14 è stato 'Blues 'una nuova produzione del Teatro delle Briciole dedicata a questo genere musicale ma che nel contempo vuole ,riuscendoci anche se in modo solo abbozzato , a trattare della condizione del popolo nero. Attraverso la storia di un ragazzo appassionato di musica,Jack, che nei primi decenni del secolo scorso compie un viaggio nel suo paese alla ricerca dei miti della sua grande passione, la narrazione ben condotta da Claudio Guain, ottimamente coadiuvato musicalmente dal giovane Paolo Venturi, si addentra anche nei molti pregiudizi razziali ben presenti in quel periodo negli Stati Uniti all'interno di una scenografia funzionalmente essenziale Un viaggio di iniziazione quello di Jack popolato di miti, di angeli custodi ,di incontri straordinari che porterà il protagonista a suonare con i grandi del blues nella capitale per ribadire l'orgoglio del popolo nero.

Assai presente a Gallarate il teatro di figura a partire dalla nuova produzione del Teatro Pirata di Iesi, 'Cinderella Vampirella 'che, raggruppando nel plot tutto l'immaginario del cinema dell'orrore , mette al centro la storia della figlia di un curioso vampiro che si innamora di un simpaticissimo drago. Come sempre scatenata la fantasia di Francesco Mattioni che tra burattini,pupazzi,mascheroni si muove in una baracca in continua trasformazione dove un mondo ormai entrato nell'immaginario non solo di tutta l'infanzia si popola di personaggi di forte e umana simpatia acominciare dallo stralunato drago Grill-Grill che rimane ben impresso nella memoria dello spettatore.Ancora il ritmo è poco calibrato ma lo spettacolo ha ampi margini di miglioramento per diventare un piccolo cult.

Di divertente e scanzonata consistenza anche lo spettacolo di ' Ca ' luogo d'arte ', tratto dalle Fiabe Italiane di Calvino. Palcoscenico non solo figurato dello spettacolo è proprio l'italia, costruita a mo di plastico, sul quale i due animatori attori impostano un divertente e fantasioso gioco che ha come tema alcune tra le più celebri fiabe popolari italiane, riunite dal famoso scrittore nella sua famosa raccolta. La mano di Maurizio Bercini e Marina Allegri è evidente nella costruzione efficacissima dei materiali e delle varie storie con un 'ironia, a volte a nostro avviso un poco adulta, sempre di alto profilo spettacolare, ben coadiuvata da Francesca Bizzarri e Dario Eduardo De Falco. Attenzione particolare in questo campo è stata data da Adriano Gallina ai gruppi varesini tra i quali non poteva mancare il maestro burattinaio Walter Broggini alle prese con uno spettacolo composito e di sicuro impatto popolare, 'Paolino e il Po ', dove i burattini e pupazzi mossi a vista colloquiano in modo drammaturgicamente coerente con un attore, il bravo Massimo Cauzzi per raccontare una storia legata al nostro grande fiume. Il tema ecologico della salvaguardia del Po è coniugato intelligentemente con un cannovaccio popolare condotto da figure popolari, magie e vicende legate all'attualità in un contesto scenografico semplice ma efficace.
Lo stesso procedimento è approntato dall'altra compagnia varesina Roggero, Rizzi e Scala alle prese con una storia che vuole sensibilizzare i bambini al rispetto della legalità. Anche qui attori e burattini. Due contadini,uno in carne ed ossa, l'efficace Roberto Scala e un condadino di legno,Giorgio Rizzi, molto bravo a caratterizzare in modo autonomo diversi personaggi, devono affrontare il potere rappresentato dal Mostro Pizzone, sotto le vesti del quale si nasconde niente meno che l'autorità costituita.La drammaturgia dello spettacolo non è ancora ben definita ma lo spettacolo ha tutte le possibilità per diventare una produzione divertente e ricca di significato nel solco della tradizione più classica del teatro di figura.
Come già si è detto lo spettacolo in prima più apprezzato è stato ' Il ragazzo degli Aquiloni ' tratto dal fin troppo noto romanzo dello scrittore americano di origine afgana Khaled Hosseini 'Il Cacciatore di Aquiloni ' prodotto dal Teatro Invito e dalla Fondazione di Gallarate con la regia di Renata Coluccini e interpretato da Stefano Panzeri e Enrico De Meo. In scena i due attori raccontano interpretando diversi personaggi la storia del lungo e tormentato rapporto di due ragazzi afgani, Amir e Hassan,appartenenti a due caste assai diverse che li portano ad avere anche due destini diversi. Il progetto registico e drammaturgico di Renata Coluccini è efficacissimo nella sua estrema semplicità nel restituirci con una commozione esente da ogni facile buonismo tutta la ricchezza dei sentimenti che pervade la storia, Stefano Panzeri e Enrico De Meo si muovono con discrezione sulla scena interpretando con misura le multiformi esistenze che popolano il romanzo riconsegnandoci intatti tutti i forti legami esistenti tra i vari personaggi della narrazione. Uno spettacolo forte e coraggioso nella tradizione del più importante teatro ragazzi italiano che travalica ogni fascia d'età.per imporsi come puro teatro popolare.
Molto interessante e coraggiosa anche l'altra produzione presentata dal Teatro Invito ' La colonna infame ' anche se in parte disturbata da un non corretta bilanciatura dei suoni, lo spettacolo tratto dall'omonimo libello di Alessandro Manzoni dedicato al processo dei presunti untori che iniziarono la famosa peste raccontata nei Promessi Sposi è una sorta di concerto teatrale per due voci e chitarra che narra quell'orribile episodio denunciandone anche in chiave contemporanea tutta la spietata quanto calcolata inutilità.Sulla scena si muovono con consumata maestria Valerio Maffioletti e Luca Radaelli che coraggiosamente si mette in scena curando anche la regia e la drammaturgia, assecondati dalla chitarra di Gigi Maniglia in una scenografia un poco complessa ma fortemente allusiva.Notevole l'apporto di Antonio Pizzicato che ha curato anche la partitura vocale.
Di grande azzardo, solo in parte riuscito ,invece la sperimentazione della Coltelleria Einstein, dove in Tu per Tu , Donata Baggio Sola e il sempre più bravo Giorgio Bocassi, qui drammaturgicamente aiutati nell'impresa da Remo Rostagno, cercano di mettere in scena ,senza parole, quattro momenti della vita di una coppia La costante ricerca dell'altro compiuta dai due attori danzatori sopra un tappeto musicale molto diversificato si nutre di gesti ripetuti ,di movimenti danzati, di allusioni che rimandano a una quotidianetà non sempre però riconoscibile, ha tuttavia diversi momenti risolti e commoventi che andrebbero a nostro avviso legati con più evidente efficacia.Insomma assolutamente da stimare questo percorso al di fuori degli schemi soliti del Teatro ragazzi nonostante le perplessità riscontrate nel risultato finale visto a Gallarate. Apprezzabile infine la narrazione con immagini di Ferruccio Filippazzi che in Gesù Betz, il circo della vita, ci racconta con il suo consueto sobrio e incisivo narrare attraverso una lunga lettera autobiografica alla madre la vita di un ' mostro ', un uomo senza gambe né braccia ricco di grande sensibilità che si mette in relazione con un mondo molto particolare popolato da altrettanti esseri apparentemene diversi.

All'interno del Festival è stato presentato un originale ed interessante progetto legato al mitico gruppo americano 'Bread and Puppet ' e al suo fondatore Peter Schumann che a Gallarate ha proposto una mostra e soprattutto un laboratorio con esito finale intitolato ' The Divina Commedia Shopping ' dedicato ovviamente ad un tema politico, i bambini usati come merce dalla pubblicità , i nati per comprare insomma, secondo una felice definizione già usata per altro dal nostro Guido Castiglia di Nonsoloteatro. I numerosi corsisti hanno messo in scena tutto il conosciutissimo immaginario del maestro americano, la cui cifra stilistica è ancora forte e riconoscibilissima nonostante siano passati cinquant'anni. Insomma abbiamo ancora gustato un pane che passato di bocca in bocca è ancora quanto mai fragrante e profumato seppur lievitato in un'epoca e in un'epica assai diverse dalle nostre e per certi versi 'datate '. Marco Muzzolon, dopo il suo percorso dell'anno scorso dedicato alla fiaba, quest'anno ha presentato un analogo itinerario dedicato all'Odissea,costruito su cassetti nei quali oggetti marini reinventati dall'artista milanese rimandano immaginificamente alle varie ' stazioni del viaggio 'di Ulisse. Il Festival ha avuto anche due momenti legati alla biliografia con la presentazione dei bellissimi libri di Dario Moretti per l''Editrice Panini e di 'La televisione spiegata ai bambini 'di Paolo Landi.

Insomma Via Paal alla sua seconda edizione nella sua evidente 'diversificazione ' si avvia ad essere un appuntamento imperdibile nel panorama dei festival italiani di teatro ragazzi '.

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