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Eolo
stelle lontane
Ad Asterix io preferisco Youtube
Al dibattito innescato da Fabrizio Cassanelli interviene il 'giovane'organizzatore Davide Di Pierro

Carissimi tutti,
Approfittando di un temporaneo stop ai box,provo ad intervenire nell’interessante dibattito che si è aperto su Eolo e provo a formulare una risposta a quanto sollevato da Fabrizio Cassanelli ,da Presotto e da Adriano Gallina. Partiamo dalle riflessioni interessanti di Adriano Gallina che identifica una delle cause delle crisi nell’organizzazione del T.R. e nella sua autopoieticità ( ammetto che ho dovuto cercare su Wikipedia cosa volesse dire) , per poi parlare di una difesa del repertorio del T.R. Quando un sistema diventa autopoietico ,inevitabilmente è destinato a morire ( io preferisco definire il tutto utoreferenziale),ancor peggio quando si autoprotegge. E’la storia che lo insegna ( e non credo ci sia bisogno di portare in questa sede gli esempi cancellati dalla storia). Riguardo alla frenesia produttiva ,non trovo sia necessariamente dannosa quando si ha qualcosa da dire ( e guardando alle storie delle Compagnie non mi risulta che negli anni ottanta si producesse meno),il problema drammatico non è quando non si ha nulla da dire, ma quando quello che produci non è solo scadente a livello attoriale,ma non arriva nemmeno ad essere una bella scatola. In tutto questo la responsabilità politica è enorme:in tanti avete ( almeno in questo non mi ritengo colpevole),costruito questo sistema con il Ministero,con le Regioni,con le Provincie, e allora via ben vengano le 2 produzioni all’anno,anche 3,4,5...è il Sistema che lo chiede.
Ed è questa autentica perversione che andrebbe cambiata,come, francamente,non ne ho idea. Forse basterebbe prendere esempio dalle progettualità francesi,dalle residenze vere e non camuffate,questo basta volerlo:e non mi si racconti che i soldi non ci sono. Basta vedere Report alla domenica,o semplicemente basta confrontarci con l’Europa e la spesa in Cultura:La Francia spende l’1%del Pil,La Spagna lo 0,66,l’Austria l’1,5%,la Germania altrettanto…noi un misero 0,25%, mi sembra davvero che non ci sia la volontà reale di cambiare le cose. In prima istanza a livello politico ,ma in seconda ( e vorrei essere smentito)dalle varie associazioni di categoria. In Francia quando i lavoratori dello spettacolo scioperano bloccano Aurillac e Avignone,da noi quando va bene posticipano le recite di 15 minuti…
Noi andiamo avanti, a trattare con Assessori sui cachet che devono per forza scendere da 1200 a 1000 euro,per la solita barzelletta che non ci sono soldi.

Non credo che ci sia bisogno di ribadire che se uno spettacolo è bello,possa girare per piu’ di una stagione…perché è già così!Prendo a titolo esemplificativo due lavori:Pigiami e Strip( non a caso ex equo Stregagatto nel 2004) che le loro 30,40 talvolta 50 repliche annue le fanno ancora.
Ed è un bene ( anche se mi preoccupa non poco che il primo spettacolo di mia nipote sia stato lo stesso mio…)e sono sicuro che se ci saranno altre produzioni da difendere e da diffondere il T.R. non esiterà a promuoverle.# #Il problema continua ad essere Artistico a mio parere ,e di Immaginari che sono sempre piu’ lontani dall’Infanzia del 2007.( a volte guardando gli spettacoli mi chiedo se siamo nel 1977 o nel 2007).
Oggi non solo molti lavori nascono a tavolino,ma portano in scena gli stereotipi del bambino e le storie ( sempre piu’ rare) di adolescenti sfigati. Poi ci sono le piacevolissime sorprese almeno una per Festival ( e per non fare torto a nessuno non faccio nomi),ma se su 70-80 produzioni che girano nei Festival ,vi sono 5-6 opere d’arte vuol dire che si rischia la paralisi o di dover ricorrere ( ed in quest’ottica non credo ci sia bisogno di proteggere nulla)a spettacoli di repertorio.

Credo, e concludo che un buon organizzatore debba riuscire a fiutare ( oggi),nel liminale al Teatro Ragazzi ,cercando nei tanti altrove ( e in questo mi riconosco nello scritto di Presotto) che la nostra società ci offre:si chiami esso Circo Contemporaneo ( e qualcuno si muove in questa direzione), si chiami Video si chiami danza , o semplicemente caccia allo spettacolo che non appartiene al Sistema. E di queste realtà l’Italia è piena,basta cercare,basta che il Teatro Ragazzi allontani da se,la sindrome da Piccolo Villaggio Gallico,anche perché Asterix e Obelix sono ormai usciti dal recinto.( per andare su youtube)
Davide Di Pierro

p.s cari colleghi Under 35 la storia è di chi la fa…non degli assenti…intervenite!

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