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Eolo
stelle lontane
MANIFESTO'
INTERVIENE AL DIBATTITO DAVIDE VENTURINI

Caro Eolo,
Il declino o meglio il degrado artistico del teatro ragazzi Italiano (TRI) è una realtà conclamata, non credo ci sia più molto da dire. Molti artisti sono fuggiti, altri sono prossimi alla pensione, nessuna nuova generazione sembra affacciarsi. Non è una crisi, è una morte lenta. E’ proprio il contesto adatto per una rivoluzione che spazzi via un sistema di istituzioni vecchie e reazionarie. La rivoluzione è guidata un gruppo che chiamero’ “direttori artistici indipendenti” (DAI), ecco a voi il “Manifesto”:

1 Il TRI è composto da quattro soggetti: le compagnie di produzione, i teatri per la diffusione delle produzioni, i festival nazionali o internazionali, i DAI.

2 Nessun teatro per la diffusione delle produzioni o festival può essere titolare di una compagnia o può produrre propri spettacoli.

3 I teatri per la diffusione delle produzioni ed i festival sono curati dai DAI i quali hanno dei propri strumenti (incontri biennali per operatori) per il monitoraggio degli spettacoli.

4 I DAI promuovono le produzioni di teatro ragazzi operano in un ambito nazionale e internazionale e sono responsabili della qualità dell’ospitalità e degli spazi teatrali scelti. Anche i direttori di festival o altre strutture non TR possono essere dei DAI.

5 I DAI promuovono tipologie di spettacolo contemporanee, adatte ai ragazzi, in modo da favorire lo sviluppo dei diversi generi (teatro di figura, teatro di narrazione, danza, teatro contaminato con altre arti, ecc…)

6 I DAI fanno cultura e non intrattenimento, sono responsabili della qualità artistica dei progetti presentati ed hanno l’obbligo di tutelare, valorizzare, stimolare lo sviluppo artistico del TRI in un’ottica attenta al rapporto tra teatro, arti contemporanee e pubblico giovanile.

7 I DAI operano anche in collaborazione con festival o altre strutture non dedicate al TR (Biennale di Venezia, altri Festival Nazionali) in modo da promuovere le migliori produzioni del TRI in contesti artistici più generali.

8 I DAI promuovono un sistema di residenze artistiche per compagnie o singoli artisti all’interno delle strutture nelle quali operano. I DAI sono pagati dalle strutture per le quali operano, sono incorruttibili e lottano per creare il Grande Festival Nazionale del TRI.

9 Spariscono tutti i “vecchi” Centri Teatro Ragazzi tranne Le Briciole di Parma e La Casa del Teatro di Torino che diventano le due strutture Italiane di riferimento del TRI nelle quali hanno sede i due incontri annuali dei DAI.

10 Tutti gli altri “vecchi” Centri debbono optare se diventare compagnia o teatri per la diffusione delle produzioni di TR. Tutte le Vetrine Regionali vengono convertite in Festival Nazionali o Internazionali e sono dirette da un Dai che può avere un incarico per un massimo di due anni.

11 almeno il 20% della programmazione dei teatri per la diffusione delle produzioni di TR deve prevedere spettacoli di paesi europei od extraeuropei.

13 Il giudizio complessivo di tutti i DAI italiani sulle singole compagnie contribuisce a formare il parametro artistico valido per i contributi dello stato e delle regioni.

14 Le recite svolte dalle compagnie in contesti internazionali fanno parte dell’attività riconosciuta ai fini dei contributi statali o regionali e sono costituiscono un elemento di valutazione per i DAI.

15 Il finanziamento pubblico per le compagnie prevede tre parametri, il punteggio artistico attribuito dai DAI, un punteggio relativo alla “qualità/quantità del giro ed un punteggio relativo al costo di almeno una produzione l’anno.

16 Il comitato promotore dei DAI che darà vita all’associazione dei DAI è composto da Mario Bianchi, Linda Eroli, Marino Pedroni, Velia Papa.

un saluto a tutti
davide venturni

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