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Eolo
recensioni
IL PUPPET FESTIVAL A GORIZIA
LA RECENSIONE DEL FESTIVAL

Il PuppetFestival organizzato dal CTA di Gorizia , che si tiene nella città friulana da sedici anni con spettacoli anche a Grado,Collio e Romans ,si sta caratterizzando insieme ai torinesi” Incanti “, negli anni, come la manifestazione che più di ogni altra si prefigge di svincolare il teatro di figura dal teatroragazzi e dalla tradizione per caratterizzarlo come forma contemporanea di spettacolo autonoma.
Con la creazione poi di un concorso biennale a tema che nelle intenzioni dei suoi creatori Antonella Caruzzi,Roberto Piaggio e Fernando Marchiori dovrebbe essere intitolato a Vittorio Podrecca e che si è tenuto per la prima volta l'anno scorso dedicato a Beckett, la manifestazione ha stimolato anche le giovani compagnie, non solo di teatro di figura, a confrontarsi con questa particolare forma di teatro.L'anno prossimo il premio verrà dedicato al rapporto tra teatro di figura e musica.
L'edizione di quest'anno, che ha avuto il suo fulcro dal 27 agosto al 1 Settembre, è stata un'edizione dunque di passaggio che è stata condotta su tre percorsi dedicati a Carlo Goldoni, ad “Animani e piedi” con la presenza di artisti come Laura Kibel che da molti anni lavora magistralmente con i suoi piedi a creare originali creazioni e Girovago %Rondella che fanno delle loro mani portentosi burattini di grande efficacia espressiva e Puppet&Music che in preparazione al tema dell'anno prossimo ha presentato spettacoli del Tam teatromusica di Padova, gruppo precursore che da anni crea spettacoli di grande bellezza e di cui si sono visti a Gorizia “Tutto e vivo” e” Se San Sebastiano sapesse” Per il ciclo dedicato a Goldoni, Paolo Papparotto e Gigio Brunello hanno riproposto a modo loro con la regia di Gyula Molnar” Il bugiardo”, uno spettacolo di quindici anni fa, ma che mantiene intatto tutta la sua corroborante ironia con Arlecchino e Brighella che tirano le fila di un intreccio che, pur rimanendo fedele all'originale partitura, ne demistifica sapientemente il moralismo strisciante. La stessa cosa non è invece riuscita a Gianni Franceschini di Viva Opera Circus che ha messo in scena un'altra commedia di Goldoni “L' impresario delle Smirne”in una cornice raffinata a cui assiste anche lo stesso autore. Purtroppo il gioco tra marionette e attori manca della necessaria calibratura espressiva e la figura centrale del turco/ impresario nella sua caricatura portata all'eccesso finisce nell'abbassare irrimediabilmente il tono di tutto lo spettacolo rendendolo fortemente disomogeneo. Apprezzabile comunque l'azzardo di Franceschini che ha dato invece il meglio di sé in”Acque magiche”un originale percorso nel parco tra fiabe condotto con estrema abilità narrativa e notevole inventiva scenografica.
Novità di quest'anno sono stati gli incontri con artisti e critici sui temi del festival, gli “Aperipuppet” che si sono tenuti nel bellissimo spazio della Biblioteca Statale Isontina, dove si sono confrontati gli artisti invitati, qui Luca Scarlini da par suo ha deliziato il pubblico con una sua conferenza spettacolo su “Suoni meccanici : statue che parlano,automi che cantano”, qui l'insigne studioso John McCormick ha introdotto il tema del rapporto tra figure e musica e qui naturalmente è stato presentato il bando per il concorso dell'anno prossimo.
Tra gli spettacoli fuori tema è d'obbligo segnalare la performance di Patrizio Dall'Argine di “Ca luogo d'arte “che diventa ogni volta più bravo e che ha presentato con “Fagiolino e Sandrone testimoni di Genova” un intelligente e curioso spettacolo che ha sperimentato con successo la possibilità di intrecciare la tradizione con l'attualità.In questo modo sono Fagiolino e Sandrone a parlare attraverso le loro farse dei fatti del G8 di Genova,sono farse che parlano di giustizia,di uguaglianza,dell'uso improprio delle parole e che si intrecciano con le considerazioni del burattinaio che fuori scena dialoga con gli altri burattini.La drammaturgia non è ancora del tutto omogenea ma il tentativo di rendere ancora oggi il teatro di figura fustigatore di costumi è senz'altro da apprezzare e da considerare una strada da percorrere ancora.

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