.
Eolo
stelle lontane
CARI AMICI E LETTORI DI EOLO.......
Partecipate al dibattito sui punti critici del teatro ragazzi italiano

Cari Amici e lettori di Eolo

un anno è finito e un altro anno sta per iniziare, anche nel 2007 la nostra rivista nel bene e nel male,con tutti i suoi difetti e pregi è stata un punto di riferimento per il teatro ragazzi italiano e non solo. Di questo ne siamo fieri ed orgogliosi e di questo ringraziamo le compagnie e gli enti che con il loro contributo ci permettono di andare avanti.
Quest'anno poi più degli anni precedenti Eolo è stato il palcoscenico di un dibattito acceso e variegato, seppur legato a poche persone, dello stato delle cose. Il dibattito ha evidenziato un fermento importante rispetto ad una situazione di stallo che dura da qualche anno e che rischia di imbalsamare per sempre il teatro che nonostante tutto facciamo e amiamo e che nei decenni passati ha dato invece un contributo fondamentale al cambiamento della scena teatrale italiana. Dopo il dibattito su Eolo la redazione ed il direttore vengono meno, per questa volta, alla funzione di ascolto ed intervengono con una serie di punti che sottopongono alla discussione ed all’intervento dei lettori.
Poche anche se significative sono state le voci che hanno acceso il dibattito, in generale abbiamo invece colto una specie di assuefazione che pur sottolineando soprattutto le difficoltà economiche del settore ( parola orrenda) ne enucleava invece una sostanziale vitalità.
A questo punto ci è sembrato utile intervenire cercando di gettare ulteriori semi per il dibattito con la raccolta dei punti critici che ci pareva cogliere maggiormente negli interventi e che l'abitudine quotidiana con gli operatori ci ha avezzato a considerare .
Ecco qui di seguito una prima bozza di punti critici che sono proposti al dibattito di chi volesse intervenire per aggiungere osservazioni e spunti per un manifesto più ricco ed articolato.
MARIO BIANCHI


PUNTI CRITICI APERTI AL DIBATTITO

1)La qualità degli spettacoli. La qualità media è normalmente bassa. Problema fondamentale è la drammaturgia.La narrazione ha svuotato il rapporto tra gli attori, ha appiattito lo stare sul palco, gli attori sono difficilmente più di due in scena.

2)Gli scambi possono in taluni casi aver salvato il mercato ma lo hanno ingessato.Il denaro non circola più in favore delle famigerate lettere di compensazione . Chi ha più rassegne è di norma certo di vendere di più al di là del prodotto perchè in questo caso è un prodotto non una creazione.Spesso lo scambio rimane l'unica possibilità per farsi pagare. Difficile entrare nel mercato per le nuove compagnie.Le repliche certe non favoriscono la ricerca e la qualità.

3) Titoli e il repertorio . I titoli si ripetono all'infinito, meglio le fiabe che “tirano” di più, bene la Cenerentola sotto diversi punti di vista ma difficilmente si parla di problematiche attuali.Il teatro ragazzi ha perso nettamente il suo ruolo di teatro etico

4)Le vetrine e i festival.Sono l'unica occasione per vedere gli spettacoli,condizionano il successo di una stagione,la qualità è normalmente bassa perchè si cerca di accontentare tutti. Difficile pensare ad un festival nazionale.Durante le vetrine di norma si scambia solamente,non c'è dibattito,ci vanno gli organizzatori non gli artisti.Non è più possibile per una compagnia sbagliare spettacolo.

5)Il Ricambio generazionale. Tranne rari casi poche le nuove compagnie giovani

6) Ristrettezza del mercato. Il mercato è sempre quello, una produzione fa in media cento repliche.Poca valorizzazione del repertorio.

7)La qualità dell'accoglienza . Spesso non c'è nessuno ad accoglierti, a volte sbagliata la fascia di età,esorbitante il numero dei bambini,luoghi non idonei per lo spettacolo.

8)Difficoltà nei pagamenti, Cachet esigui .I pagamenti sono troppo dilazionati fino ad un anno mentre almeno le spese dovrebbero essere pagate subito, enti e compagnie a volte non pagano,falliscono ma organizzano lo stesso altre stagioni.I cachet sono sempre gli stessi da anni e quelli reali sono sempre diversi da quelli chiesti.

9)Le scelte degli insegnanti sono condizionate dai titoli. Poca educazione al teatro degli insegnanti che privilegiano titoli facili, poche rassegne osano, bisogna ridisegnare il rapporto con la scuola

10)Spettacoli per piccolissimi e per i giovani sono sempre più difficili.Molto difficile scegliere spettacoli per i piccolissimi e nella fascia dei giovani di cui non esistono spettacoli che parlino delle loro problematiche e nel contempo non esiste più un mercato dedicato ai giovani.

11)Gli spettacoli per pochi spettatori. Spettacoli preziosi per spettatori mirati circolano poco e sempre nei soliti luoghi e non è sempre questione di soldi

12 )Il ruolo degli stabili di innovazione. Tutti gli stabili di Innovazione dovrebbero produrre nuove compagnie, ospitare spettacoli difficili, programmare la ricerca,ma spesso non lo fanno per varie ragioni, anche non dipendenti dalla loro volontà,bisogna ridiscuterne le funzioni,i doveri e i diritti.

13)Rapporto con la ricerca.Nessuno o quasi al tempo per la ricerca di nuovi linguaggi, di approfondimenti con l'infanzia che cambia,la frenesia di nuove produzioni abbrevia i tempi della produzione.Manca l'aggiornamento,il teatro ragazzi non si mischia mai con il teatro di ricerca, frequenta praticamente solo le vetrine perchè si scambia.

14)Modelli di infanzia superati. Molti degli spettacoli non si misurano con l'infanzia che cambia sia nei temi sia nei modi.

16)Vi è in ogni campo il primato dell'organizzazione su quello della creazione.

17)Sono rari gli scambi tra le compagnie dal punto di vista produttivo ed artistico che invece potrebbe essere una grande risorsa per il t.r.

18)Le schede di presentazione degli spettacoli sono spesso confuse,poco chiare e a volte ingannevoli sull'età dei destinatari.

Stampa pagina  Link alla pagina

Segnala questo articolo ad un amico:

Tuo nome

Tua mail

Nome amico

Mail amico




Torna alla lista