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Eolo
stelle lontane
QUATTRO MANI A BERLINO
I Pulcinella di Gaspare Nasuto e Luca Ronga alla Shaubude di Berlino , cronaca di Stefano Giunchi

Riceviamo,e con molto piacere pubblichiamo , da Stefano Giunchi direttore artistico di 'Arrivano dal Mare' una cronaca dello spettacolo di Luca Ronga e Gaspare Nasuto 'Pulcinella a quattro mani' che tanto abbiamo apprezzato l'anno scorso a Cervia'


All'interno di ALLES KASPERL! Internationales Festival der Lustigen Figur im Puppentheater❠presso lo Schaubude di Berlino, prestigioso tempio del Teatro di Figura in Germania, Luca Ronga e Gaspare Nasuto hanno presentato, il 27 ottobre scorso, lo spettacolo Pulcinella a quattro Mani”
Standing ovation per Nasuto e Ronga, che hanno presentato a Berlino la prima del loro nuovo Pulcinella a quattro mani (dopo due assaggi ad Arrivano dal mare! e all' Alpe Adria Puppet Festival❠di Gorizia). Nella settimana dedicata ai kasperl di tutto il mondo si sono esibiti artisti russi, tedeschi, francesi, ungheresi, spagnoli e brasiliani, ma la palma del pubblico è andata all'esibizione dei due artisti italiani.

Il progetto quadrumane e l'incontro maturo di due guarattellari. Le guarattelle sono, come è noto, una delle sopravvivenze popolari più antiche del teatro dei burattini. Rappresentano caratteri e scenette della cultura popolare napoletana, ma in realtà dentro la minuta baracca e attraverso la manipolazione ritmica e incalzante di semplici burattini di legno, va in scena una delle strutture più potenti, antiche e universali del teatro.
La medesima struttura gestuale e drammaturgia si trova ovunque, con nomi diversi, dall'Egitto all'Iran, dal Mediterraneo alle steppe asiatiche e siberiane. Ha a che fare con l'espressività naturale della mano che, oppondonendo il pollice alle dita e tenendo l'indice ritto, riproduce efficacemente lo schema corporeo umano. Sia i bambini (di ogni parallelo) che i principianti burattinai imparano presto a modularne le dinamiche per realizzare personaggi e situazioni elementari, condividendo con chi guarda il significato dei segni e dei movimenti. Non a caso l’Atelier delle Figure/Scuola per Burattinai di Cervia (di cui Nasuto e Ronga sono docenti e ricercatori) fonda su queste metodiche il training di animazione).

Su questa base sono nate drammaturgie semplicissime, quindi molto simili fra loro: Punch, come fanno il russo Petrushka e il persiano Palhavan Kacià l, bastona tutti i suoi interlocutori e vince sul Diavolo (per poi fare tutti alla prima occasione un balletto, con musiche popolari di accompagnamento). Nello stesso tempo queste drammaturgie sono combinatorie, (le mani del burattinaio sono due, e due è l'anticamera dell'infinito) e tutte con caratteristiche originali: il Cane nostrano diventa Coccodrillo nei paesi anglosassoni, Tigre in Cina, Anaconda in Brasile, ecc. Oppure: il protagonista parla con la pivetta (come da noi) e gli altri senza, mentre altrove tutti i personaggi parlano con lo stridulo strumento (o senza).
O ancora: ogni carattere (ognuna delle due mani) gioca alternativamente col pubblico (o con un Raccontatore-mediatore esterno, come il Luti persiano o il Ciarlatano delle nostre stampe cinquecentesche) e con gli altri burattini. Ogni piccola variante può aprire filoni narrativi diversi e più complessi, fortemente legati alle tradizioni e allo humour locali. Se si mettono vicini teatrini e burattini (quelli a due mani) di diversi paesi e si fanno agire contemporaneamente, il pubblico (sopratutto i bambini e gli adulti disposti a farsi rapire) batterà le mani e riderà davanti a ognuno di essi, spostandosi a destra e a sinistra (effetto zapping), cogliendo le similitudini e apprezzando le differenze (l’esperimento è stato realizzato più volte. A Barcellona, a Cervia, a Charleville-Mézières).

Questo hanno fatto Nasuto e Ronga: hanno accostato due teatrini, ma della stessa tradizione, quella del Pulcinella napoletano. Partendo dalle strutture essenziali di questo arcaico (ma efficacissimo) genere di spettacolo, Nasuto e Ronga hanno sviluppato una ricerca originale che punta tutto sull'utilizzo degli strumenti di base a disposizione del burattinaio: lo spazio dei teatrini accostati, la duttilità espressiva dei materiali, il confronto fra le passioni elementari, le bastonate, i guizzi e i frammenti millenari di un repertorio ereditato dalla tradizione.
Il tutto però è moltiplicato per due: due teatrini e due mute giocano assieme o si alternano. I movimenti dei burattini passano da una baracca all’altra senza soluzione di continuità : l’azione ne risulta spostata oltre i confini della convenzione e assume toni surreali. Pulcinella scende le scale in una baracca e lo vediamo risalirle nell'altra: chissà quali profondità si nascondono sotto il boccascena! La Morte insegue Pulcinella che scompare e riappare nell'altro teatrino: anche la Morte ci prova ma va a sbattere.
Il povero Pasquale (il mazziato vicino di casa) muore e risorge senza posa, portandosi dietro la bara in universi paralleli. Le trovate sono a getto continuo e l'improvvisazione jazzistica rifà partire l'immaginario dello spettatore, abituato a ritmi e accordi consueti. Le quattro mani di Gaspare e Luca si muovono con maestria consolidata e gli occhi, complici, se la godono. Lo spazio si dilata e si restringe. Le gag stra-note a un pubblico secolare assumono così significati ed esiti ora comici ora sognanti. L'azione è¨ mossa sui binari sicuri della tradizione ripetuta e, nel contempo, si fa sperimentale e assurda. Ne nasce una pièce fulminante e dagli effetti illusionistici imprevisti. Il semplice raddoppio delle mani e delle possibilità già crea situazioni sorprendenti e nuove. La sicurezza e l’interplay fra i due burattinai dà al pubblico momenti di emozione e di divertimento puro. La musica che ne deriva (compresa la reale sonorità cadenzata dei legni) posa su una partitura solida, ma si apre a nuovi esperimenti e possibilità .
Certamente Gaspare e Luca (e i loro allievi dell'Atelier delle Figure) continueranno la ricerca e la sperimentazione sull'uso dell'antico linguaggio dei burattini a due mani, lavorando sulla moltiplicazione delle baracche e delle guarattelle in scena. Ne nascerà una via modale ai burattini, tornati astratti e combinatori come ai loro antichi inizi? Vedremo una nuova teatralità atonale e dodecafonica (sempre ancorata al divertimento e al piacere del pubblico), possibile solo agli oggetti e ai burattini?

Con questo spettacolo Nasuto e Ronga giocano con i fondamentali dell'arte burattinesca come da tempo non si era visto (in Italia e all'estero), con rispetto e lievità , aprendo spiragli a modi espressivi contemporaneì ed innovativì.
Stefano Giunchi

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