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Eolo
recensioni
Figurentheaterfestival di Wels
RECENSIONE A CURA DI MARIO BIANCHI

Per il suo ultimo anno di direzione artistica dell' Internationales Figurentheaterfestival di Wels che si è tenuto nella cittadina austriaca dal 7 al 13 marzo, Trude Kranzl ha voluto proporre quanto di meglio offre a livello europeo, e non solo, il teatro di figura ed il risultato è stato di grande impatto,abbiamo infatti gustato le opere di molti maestri che ci hanno deliziato con le loro performances tutte di alto livello. Neville Tranter dello Stuffed Puppet Theatre che già ci aveva meravigliato a Parma ha qui riproposto in “Vampir”il suo universo, attraverso un personalissimo modo di stare in scena con pupazzi di diversa grandezza, il Figurentheater di Tubingen di Frank Soehnie e i suoi allievi Wilde& Vogel , in stretto rapporto con la musica, hanno offerto al pubblico dello Stadttheater di Wels due spettacoli di grande raffinatezza formale con un immaginario fantastico di dolente intensità ,mentre Christoph Bochdansky con l'evidente aiuto di Gyula Molnar ha trasportato la tradizionale figura di Kasperl in un mondo erotico di sfrenata ed intelligente ironia. Tra le cose più belle viste a Wels dobbiamo anche annoverare la struggente lotta dell'animatore con il bambino angelo del brasiliano Eduardo de Palva Souza e ancora una volta il grande talento dell'inglese Mottram.
Stephen Mottram da cui avevamo già stati ammaliati a Wels dall'assoluto capolavoro” The Seed Carriers”, ha proposto quest'anno due produzioni sempre degli anni novanta “In Suspension” e “Eggbird “ ,quest'ultimo per i ragazzi. L'incanto della semplicità,potremmo definire molti momenti del maestro inglese. Bastano infatti una decina di fazzoletti o due paperelle che troviamo comunemente in un mercato rionale per creare due momenti di assoluto valore teatrale, deliziosamente piccoli e nello stesso tempo grandiosamente evocativi.

Gli italiani erano presenti con tre formazioni, ClaudioCinelli che con grande successo ha riproposto il suo spettacolo cult 'Mani d'opera ', il 'Bostik ' e 'Arrivano dal mare '.
Non del tutto riuscito il tentativo di riproporre l'universo del grande pittore Hieronymus Bosch operato da Dino Arru del ' Dottor Bostik ' con la complicità di Remo Rostagno in “Tentazioni “, progetto a nostro avviso troppo ambizioso che non riesce a restituire tutta la vastità e la complessità dell'immaginario del pittore fiammingo. Piuttosto uno spettacolo funereo sul medioevo con alcuni momenti riusciti come quello della tortura ma che avrebbe bisogno forse di più animatori, uno spazio meno costretto come quello proposto del castello e molte figure più immaginifiche come del resto comunemente accade nei capolavori di Bosh.

“Arrivano dal mare” e la compagnia catalana “Pasucat” hanno proposto a Wels “Pulcinella e la notte di San Giovanni” un felice connubio tra Italia e Catalogna attraverso le suggestioni di una festa, la notte di San Giovanni di cui si trovano echi in molte culture, assai diverse tra loro. E lo spettacolo è una vera e propria festa degli occhi,delle orecchie e del cuore, con Pulcinella che, accompagnato dalla musica dal vivo, si adopera in una baracca a forma di reliquiario nella notte magica del santo a combattere i malefizi di una strega che come accade nel “Sogno di una notte di mezza estate” lo ha trasformato in un asino.
La grande ricchezza dello spettacolo sta anche nell'aver fuso in maniera convincente il mondo del Pulcinella romagnolo di Ronga con la vivacità della musica e della iconografia catalana presente fin dall'inizio con i Nans, i grandi mascheroni che ci hanno subito ricordato Els Commediantes.

Tra gli spettacoli per ragazzi abbiamo avuto ancora due piacevoli conferme il tedesco “Lille Kartofler”di Matthias Kuchta con i suoi pupazzi mossi a vista e la svizzera Margrith Gysin che costruisce su di sé un piccolo commovente palcoscenico popolato di animali che coinvolgono in modo appropriato i piccoli spettatori presenti. I due spettacoli possono essere proposti anche in Italiano
Molto bello anche se un poco melanconico è stato l'omaggio che durante la festa finale tutti gli artisti e i presenti hanno tributato a Trude Kranzl per i diciassette anni di direzione del Festival. anche noi ci accomuniamo nel ringraziare questa grande e storica signora del teatro austriaco che ci ha aperto con grande competenza e umanità mondi e maestri che forse non avremmo mai conosciuto
MARIO BIANCHI

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