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Eolo
stelle lontane
IL PROGETTO DI CARLO PRESOTTO
Presentiamo in anteprima lo spettacolo su 'La tempesta' che verrà presentato a Napoli da nove compagnie del teatro ragazzi nell'ambito del festival nazionale

VIAGGIO, NAUFRAGIO E NOZZE DI FERDINANDO, PRINCIPE DI NAPOLI
da La Tempesta di William Shakespeare regia Carlo Presotto
produzione NTFI in coproduzione con La Piccionaia – I Carrara
in collaborazione con I Teatrini, Accademia Perduta Romagna Teatri, Viva Opera Circus, Teatro del Piccione, Ca’ Luogo d’Arte, Compagnia degli Accettella, Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus, La Baracca – Testoni ragazzi
date: 21, 22 giugno – 24, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29 giugno

Lo spettacolo si articola secondo una formula inedita di creazione collettiva, in cui alcuni artisti e teatri di diversa provenienza, accomunati dall’attenzione verso il mondo dei bambini e dei ragazzi, dedicano a La Tempesta di Shakespeare una serie di visioni e racconti. Il dramma di Shakespeare narra le vicende del duca di Milano, e della figlia Miranda. Spodestato dal fratello Antonio, Prospero e la figlia riescono a scampare ad un naufragio, approdando su un'isola deserta, ove ha luogo l'intera vicenda. Qui, infatti, Prospero, cultore di arti occulte, assoggetta gli spiriti dell’aria e della terra. Una tempesta conduce sull’isola gli altri personaggi, che affrontano prove diverse, fino a ricongiungersi nel finale, che vede Prospero riconciliarsi col fratello e riacquisire il suo titolo, e Miranda unirsi al figlio del re di Napoli, suggellando una nuova e più stabile alleanza tra i due regni. Sul testo di Shakespeare si innestano racconti spezzati, indirizzati ad uno spettatore abituato a navigare le stratificazioni di varie storie simultanee. Si crea così una sorta di giardino incantato in cui gli spettatori, piccoli e grandi, diventano protagonisti di un’esplorazione dell’'isola che non c’è', dove avviene il faticoso passaggio dall’infanzia all’età adulta. In una realtà – spiega Presotto – in cui la scomparsa dei riti di transizione lascia spesso le persone da sole di fronte ai momenti fondamentali dell’esistenza, il ruolo del teatro può diventare quello di rievocare i grandi racconti che aiutano a crescere

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SOGGETTO
La traduzione di riferimento de La Tempesta di W.Shakespeare è quella di Alba Meo per Ed.Lapis

L'ISOLA INCANTATA
1 )tre spiriti (Teatrini) sorprendono gli spettatori lungo i corridoi di entrata. Pare che in quel luogo in certe notti gli spiriti rievochino il grande racconto della loro origine. All'ingresso del cortile quadrato incontrano
2)Una struttura luminosa che sia apre in un mare mosso insieme da spiriti e spettatori. Da questo mare esce il mago Prospero (Claudio Casadio) che gioca con un vascello come il gatto con il topo
3)Il pubblico naufraga su di una gradinata di fronte al relitto di una barca dove Prospero (Carlo Presotto) mostra un'altro volto, quello del maestro esasperato dal rifiuto dello spirito Calibano di eseguire i suoi ordini
4)Finalmente Prospero (Gianni Franceschini), per placare la figlia Miranda (Simona Gambaro) preoccupata dalla tempesta le racconta la sua vera storia, aiutandosi dipingendo il racconto con segni e forme
5)Miranda si addormenta, e Calibano (Accademia TRG) ci confessa il suo amore per lei. Ma Prospero (Carlo Presotto) lo sorprende e lo scaccia in malo modo.
6)Seguendo il canto di Ariele (Accademia TRG) arriva naufrago il principe Ferdinando (Massimiliano Caretta), erede del regno di Napoli. Che si crede unico sopravvissuto al naufragio. Vede Miranda, se ne innamora, la corteggia.
7)Prospero (Mauro Maggioni) arresta il suo entusiasmo, e lo sottopone ad una serie di prove
8I)ntanto Il duca usurpatore di Milano Antonio (insieme agli altri personaggi della corte interpretato dai burattini di Ca luogo d'arte) è sbarcato in un altro punto della spiaggia, e continua a tessere la sua rete di intrighi. Questa volta contro il Re di Napoli Alonso di cui deride la disperazione per la perdita del figlio.
9)Calibano entra nella grotta di Prospero per vendicarsi rubando il suo segreto. Il libro magico. Ma il libro ha strani effetti su di lui, finchè il suono di una muta di cani lo costringe a fuggire
10)Ferdinando compiute le prove sposa Miranda
11)I cortigiani naufragati si trovano di fronte ad una meravigliosa tavola imbandita che viene lordata da Ariele Arpia (Zeno Bercini) ogni volta che cercano di approfittarne.
12)Prospero li salva dalla loro follia e si rappacifica con Alonso. Poi lascia liberi i suoi spiriti, lascia Calibano padrone dell'Isola, spezza la sua bacchetta e libera anche il pubblico.

Spiriti incantati – (I Teatrini Napoli)
Prospero Turbinoso – Claudio Casadio (Accademia perduta Ravenna)
Prospero Filosofo – Carlo Presotto (La Piccionaia Vicenza)
Calibano – Daniele (Fondazione teatro ragazzi e giovani Torino)
Prospero Pittore – Gianni Franceschini (Viva Opera Circus Verona)
Miranda – Simona Gambaro (Teatro del Piccione Genova)
Ariele cantante- Elena (Fondazione teatro ragazzi e giovani Torino)
Ferdinando – Massimiliano Caretta (Teatro del Piccione Genova)
Prospero Alchimista – Mauro Maggioni (Accetella Roma)
La corte del Re di Napoli – i burattini di (Cà luogo d'arte Reggio Emilia)
Ariele Bambino – Zeno Bercini (Cà luogo d'arte Reggio Emilia)


GENESI E STRUTTURA DEL PROGETTO

Nella storia è un'eccezione che l'educazione prepari il bambino alla vita e sia l'immagine in formato ridotto o in germe della società: il più delle volte la storia dell'educazione si identifica con la storia delle idee che ci si sono fatte sull'infanzia. A Roma si decorava di retorica l'anima dei ragazzi con la stessa mentalità con cui nel secolo scorso si vestivano questi esseri da marinai o da militari; l'infanzia è una età che si traveste per abbellirla o per farle incarnare la visione ideale dell'umanità.
Ma gli spazi che i ragazzi e le ragazze si ritagliano ancora nelle nostre città sono spazi 'nonostante'. Ci stupiamo che esistano ancora questi 'minori' che si ostinano ad usare le città come se fossero un posto per vivere e giocare. Perchè è vero che, per quanto possiamo essere pessimisti, l'infanzia, l'adolescenza, rispondono al nuovo con una continua capacità di trasformazione e rielaborazione.
Di questa forza di ridefinizione l'età bambina è stata da sempre simbolo e oggi lo è sempre meno, come se le nostre società fossero talmente fragili da temere questi barbari endogeni, queste creature aliene che ci portiamo in seno: questo non vuol dire che la ridefinizione non avvenga comunque. Questa riflessioni di un antropologo come Franco La Cecla ci avvicinano al cuore del progetto da cui nasce lo spettacolo, un progetto che nasce in modo orginale da un teatro invisibile, 'minore', un teatro che accade 'nonostante'.
Ma questi sono i territori in cui si muovono una quantità di artisti che oggi in Italia praticano l'infanzia come terreno di gioco per una continua ridefinizione del loro teatro, con una strana sapienza che mette in cortocircuito i processi di creazione artistica con i prodotti d'arte, rendendo a volte impossibile distinguere gli uni dagli altri.
Carlo Presotto ha proposto e diretto un inedito laboratorio di creazione collettiva in cui, intorno ad un testo dalle grandi risonanze come La Tempesta di William Shakespeare, nove compagnie hanno raccolto la sfida di tessere insieme i loro mondi fantastici per creare una piccola Isola Incantata.
Differenti linguaggi, dalla rielaborazione contemporanea del teatro di burattini da parte di Cà Luogo d'Arte alla poesia delle azioni fisiche di Teatrini o del Teatro del Piccione. Differenti progetti di lavoro, dal Teatro Stabile di Innovazione di Accademia Perduta o de La Piccionaia I Carrara alle piccole compagnie come Viva Opera Circus o il teatro del Piccione. Differenti generazioni, mettendo in gioco artisti 'storici' come Claudio Casadio, Mauro Maggioni, Gianni Franceschini, con i giovani dell'Accademia del teatro ragazzi e dell'animazione di Torino. Differenti artisti che hanno lavorato separatamente ed insieme, intorno alle idee sceniche di Marcello Chiarenza e di Mauro Zocchetta, intorno alla drammaturgia di Presotto e Carrara, dialogando con le musiche di Michele Moi, sorprendendosi e rincorrendosi a vicenda. A giocare insieme l'idea di un teatro a più dimensioni dove, attraverso il grande respiro del racconto che scavalca passato e futuro, gli spettatori incontrino da protagonisti il proprio presente.


Nel principio...
di Carlo Presotto

L'isola incantata dove è ambientata La Tempesta di William Shakespeare è smisurata proprio perchè sfugge ad ogni tentativo di riduzione ad qualsiasi misura. Come quel guscio di noce il cui re può sentirsi come padrone dello spazio infinito, un microcosmo che contiene tutta la grande geometria del divenire come il fiore di un disegno frattale. Approdare a quest'isola con occhi bambini come compagni è affascinante e rischioso. Lo sguardo bambino attualizza, passa attraverso i molteplici atti che compongono il presente del racconto. E ad ogni ripetizione del racconto questi atti si rinnovano e si accrescono. 'Ancora... ancora... di nuovo...'
Jerzy Grotowski spiegava che quello che ci commuove profondamente nel bambino è il fatto che vive 'nel principio'. Se entra una volta in un giardino è la prima volta, e il secondo giorno, quando entra nel giardino, e il giardino è differente, per lui è di nuovo la prima volta. Noi adulti siamo portati a vedere ogni giardino come se fosse la stessa cosa, nonostante che ogni giardino sia una cosa diversa, ogni giorno. Poi il tempo comincia a scorrere. E si entra, con le parole di Joseph Conrad, '...in un giardino incantato. Là persino le ombre rilucono di promesse. Ogni svolta del sentiero ha un suo fascino. E non perché sia una terra tutta da scoprire. Si sa bene che l’umanità intera l’ha percorsa in folla. E’ la seduzione dell’esperienza universale, da cui ci si attende una sensazione singolare o personale: un po’ di sé stessi. Si procede riconoscendo le tracce di chi ci ha preceduto, eccitati e divertiti, accettando insieme la buona e la cattiva fortuna – le rose e le spine, come si dice – la variopinta sorte comune che tiene in serbo tante possibilità per chi le merita o, forse, per chi è fortunato.'
La scrittura si sta sviluppando attraverso un laboratorio di letture e racconti con bambini e ragazzi dagli 8 agli 11 anni. Si sono barattate storie, domande, immagini. Si è giocato a rivivere i personaggi attraverso il gioco teatrale. Gli adulti hanno portato con sé i materiali più disparati: scene del testo originale, il film di animazione di Dave Edwards e Stanislaw Sokolov, la classica narrazione di Leon Garfield, la recente riscrittura di Alba Meo, ma anche The Prospero's Book di Greenway o la memoria dei tanti allestimenti che da Streheler attraverso Brook arrivano a ieri con Tapella e Bardini, vincitori con Tempeste del premio ETI Stregagatto 2005.

Da questi baratti si sono distillati alcuni nuclei narrativi che ruotano tutti intorno al confronto tra adulti e giovani, sul confine tagliente e invisibile tra le generazioni: Prospero e gli spiriti 'bambini', Prospero e il giovane informe e ribelle Calibano, Prospero che conduce Miranda fuori dal giardino incantato con il racconto della sua storia, Prospero che mette alla prova Ferdinando. Da questo lavoro nasce la moltiplicazione dei volti di Prospero, che si comporranno in uno solo al termine del percorso, con la reintegrazione dei giovani nella società al termine delle loro prove di passaggio, con il ritorno degli spettatori alla vita reale al termine dello spettacolo.. Perchè ' Si, si procede. E il tempo pure procede – finché si scorge di fronte a sé una linea d’ombra, che ci avverte che bisogna lasciare alle spalle anche la regione della prima gioventù.'

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