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Eolo
recensioni
COLPI DI SCENA 2008
IL RESOCONTO CRITICO DI EOLO

Si è svolto, dal 17 al 20 Giugno, organizzato da Accademia Perduta, tra Bagnacavallo, Brisighella, Russi e Faenza , “Colpi di Scena”, che mancava da tre anni nel panorama nazionale dei Festival e che a partire da questa edizione intende configurarsi come Biennale di Teatro ragazzi e giovani contemporaneo, riservando un'attenzione particolare al repertorio non solo italiano . Ed infatti già da quest'anno “Colpi di Scena” ha ospitato, tra i ventiquattro spettacoli presentati, creazioni francesi, spagnole ,belghe,portoghesi e danesi. Importantissimo, come al solito, è stato anche il contesto ambientale in cui sono state vissute dai numerosi operatori ospiti le quattro giornate del Festival , tra splendidi teatri di tradizione,città e paesaggi incantevoli, dove sono stati serviti pranzi e cene con prodotti romagnoli; insomma il gusto dello spirito è stato amabilmente coniugato a quello del corpo.
Come si è detto le produzioni italiane hanno potuto confrontarsi con quelle straniere in un alternarsi di “visioni” assai stimolanti per gli spettatori presenti:moduli e forme diversificate si sono infatti intrecciati con esiti quasi sempre felici.

Gli spettacoli italiani presentati ,come è sempre stato costume del Festival ,erano, con l'eccezione di “Io sono una strega”,il garbato spettacolo del “Teatro all'Improvviso”, interpretato da Cristina Cazzola , una mamma strega di divertita autoironia,emiliano romagnole.
Il Teatro delle Briciole di Parma,ha presentato “I Saputoni o lo stupore del conoscere “ il nuovo lavoro di Letizia Quintavalla e Bruno Stori,creazione a numero limitato per i bambini più piccoli. “I Saputoni “ è uno spettacolo che raccoglie molti azzardi a cominciare da uno stile non ancora praticato dai due
artisti di Parma, uno stile composto da pochi suoni vocali, da rade parole,la maggior parte delle quali registrate da una voce esterna e da molti gesti significanti accompagnati ,quasi sempre, da musiche che non a caso rimandano ai film di Chaplin. Grande anche la scommessa di proporre un tema così alto e difficile per un pubblico così piccolo, lo stupore del conoscere, appunto. In un piccola arena circense si fronteggiano due entità umane A e B che in un continuo gioco di rimandi , attraverso piccoli gesti , imparano uno dall'altro il sapere delle cose e della vita, anche quando , pure qui con un altro evidente omaggio a Chaplin, arriva C che con la sua irruenza vorrebbe limitarli.
Lo spettacolo, soprattutto quando le parole di A e B vogliono essere troppo significanti, non ci pare ancora del tutto risolto, ma questa nuova prova delle Briciole ci sembra un ulteriore riscontro importante di come il mondo dell'infanzia debba esssere onorato da temi e da stilemi che non hanno niente da invidiare al mondo adulto con in più la preziosità della scelta di uno spettatore assolutamente unico.
Il Teatro Gioco Vita di Piacenza ha presentato al Festival romagnolo una versione molto raffinata di un classico musicale per l'infanzia,già per altro visitato da diverse compagnie,“Babar”, che qui viene accompagnato non solo dall'originale partitura di Poulenc ma anche da musiche appositamente scritte da Claudio Rastelli.
La scelta coraggiosa della regista Annusc Castiglioni di narrare a vista , non solo con le ombre, le celebri avventure dell'elefantino, rende lo spettacolo un esercizio di stile di grande e raffinata fattura ma forse fa perdere un poco di immediatezza al tutto, complice anche la recitazione un poco asettica di Elena Griseri e Walter Battista Maconi. Ma tutto l'impianto scenografico e la qualità inventiva delle immagini, che sono in perfetta sintonia con le musiche, sono di grande suggestione emotiva soprattutto nei frangenti più intensamente narrativi.
Godibile per il pubblico dei ragazzi, con diversi momenti di accattivante divertimento , la “Biancaneve” de La Baracca di Bologna, che nella finzione scenica ha l'idea fulminante di far recitare lo spettacolo dai tecnici, non esssendo arrivati i veri attori.
Peccato però che lo spettacolo non sfrutti sino in fondo questa idea e che sovente non l'accompagni con la necessaria inventiva , limitandosi a seguire la storia spesso attraverso un uso della parodia un poco fine a sé stessa. Ci sarebbe piaciuto che effettivamente tutto lo spettacolo fosse stato rappresentato con lo stupore che i mezzi della “tecnica “posseggono, come avviene per esempio in modo perfetto nella costruzione della famosa mela avvelenata.
Danilo Conti e Antonella Piroli di Tanti Cosi Progetti , nel loro stile immediato intriso di vitale ironia, ci hanno regalato una versione con i pupazzi molto simpatica, anche se in qualche momento un poco trasandata de “Il lupo e i sette capretti “, mentre invece “Cà Luogo D'arte “ha proposto il già apprezzato “Fiabe Italiane “ visto l'anno scorso a Gallarate e in apertura il curioso e dolente omaggio al maiale del progetto “Incontri con animali straordinari”,agito in un piccolo circo di paese ricostruito dall'estro fiabesco di Maurizio Bercini.
Hanno completato il panorama degli spettacoli italiani per l'infanzia visti a “Colpi di scena” “Volpino e la luna” di “Asina sull'Isola” già visto a Gioia del Colle, 'Bambino bisonte 'il dedicato racconto indiano del teatro dell'Orsa agito in una vera tenda indiana ed il formalmente raffinato spettacolo di Drammatico Vegetale che dopo molti anni è ritornato a visitare “Alice”, testo che incarna perfettamente lo stile di questa onorata e storica compagnia.
Un posto a parte ha avuto ovviamente “Pollicino” dei padroni di casa di Accademia Perduta firmato da Marcello Chiarenza , a cui dulcis in fundo è stato consegnato il biglietto d'oro, spettacolo storico passato di mano negli anni da Gianni Bissaca a Claudio Casadio che è riuscito a rinnovarne tutta la carica di dirompente vitalità.

Molti degli spettacoli stranieri visti in Romagna hanno avuto al centro della loro ricerca le fiabe, a testimonianza di come anche all'estero esse mantengano inalterato il loro fascino e di come esse possano permettere ogni volta letture sempre nuove, anche in chiave contemporanea e ovviamente psicoanalitica, cosa che avviene puntualmente in uno degli spettacoli più stimolanti visti a Colpi di scena “Un petit chaperon rouge” della Compagnia francese Chantier Teatre.
Lo spettacolo si addentra sino in profondità nella celebre fiaba di Perrault “Cappuccetto rosso” per sviscerare in tutta la sua crudezza il rapporto tra il lupo e la bambina ,enucleando in modo diretto tutti gli evidenti sottotesti sessuali del racconto. Tutte le situazioni emergono dal buio, attraverso un pregevolissimo gioco di luci , in un alternarsi di contrasti tra nero e rosso, in cui Florence Layaud, citando tra l'altro Nightmare e Psyco, tra danza e teatro d'immagine ,con poche parole ,ci trasporta nel mondo notturno della sopraffazione con un lieto finale che accentua ancora di più il contesto malefico in cui si svolge lo spettacolo.
La Compagnie Bakelite in L'affaire Poucet prova invece a raccontare “Pollicino” come fosse un romanzo di Maigret ,solo che il multiforme commissario Olivier Rannou imbroglia le carte e attraverso un sapiente gioco di oggetti finisce per incastrare il nostro piccolo protagonista. Radio di ogni genere, registratori,coltelli di varia lunghezza, ci trasportano in una storia divertente, giocata con ritmo e inventiva eccellente.
Il portoghese Josè Caldas in “La paura blu” si affida invece alla narrazione e ad una sommessa semplicità di mezzi per raccontare il mito di Barbablu inframmezzando il racconto con un uso del canto che trasporta efficacemente la storia nella contemporaneità
I libri per l'infanzia ed il piacere di leggerli sono presenti nel barocco “El libro imaginario” de la spagnola Compania De Comediants La Baldufa ,dove con grande dovizia di mezzi e stili che vanno dalla recitazione alle ombre alle prioiezioni alle marionette articolate,lo spettacolo ci vuole dimostrare come la vita quotidiana possa venire interrotta dall'immaginazione che ti corre dentro quando la lettura ti prende l'anima.Così diversi racconti prendono vita sul palco, racconti in cui tra i potenti corrotti c'è un vescovo e dove un re ama un soldato ( cosa mai direbbero le nostre maestre?) narrati con una fantasmagoria di mezzi espressivi a volte forse eccessivi ma sempre posseduti egregiamente da Enric Blasi,Carles Benseny, Emiliano Pardo e Carles Pijuan che cambiano continuamente stili e registri senza mai sbagliare un colpo.
Per i bambini piccolissimi abbiamo visto anche il tenerissimo “En el jardin “ una coproduzione di Teatro Paraiso e Theatre de la Guimbarde dove su un piccolo tappeto attraverso l'uso del video e di oggetti viene ricostruito un giardino con una stile per altro molto visitato dal teatro ragazzi italiano

Grande attenzione è stata data da Claudio Casadio e Ruggero Sintoni,direttori del festival, alla danza e allo spettacolo di piazza. La Compagnie” Melting Force” in questo ambito ha presentato “ Revelations” spettacolo di hip-hop per sei danzatori di grande forza acrobatica con al centro del “drama” le peripezie di un matto , ma che si fa amare più che per i suoi intenti narrativi e simbolici per la straordinaria forza dei sei giovani interpreti.
Nella bellissima piazza di Bagnacavallo, su un grande palco circondato ai quattro lati dal pubblico, è stato presentato per il Progetto Bagliori” Incontri- Il circo del fuoco” di Pietro Chiarenza dove 6 attori sulle musiche di Michele Moi si muovono tra sofisticati marchingegni per narrare un'improbabile storia di fantasmi ottocenteschi. L'evento, si nutre di un grande dispendio di mezzi per uno spettacolo che ,come i fuochi d'artificio, si fa ammirare soprattutto per lo stupore che ognuno di noi possiede per la magia del fuoco, qui proposto in tutte le sue declinazioni, per una performance che però vuole essere, ci pare ,ben altra cosa.,un impasto spettacolare tra danza,circo e teatro.
Di “Karlik danza, teatro producciones Javier Leoni” abbiamo visto “ Nina Frida” un omaggio tra danza e teatro alla pittrice messicana Frida Kalo, 'interpretata ' nel suo essere stata sempre bambina. .A nostro avviso però lo spettacolo, che narra anche l'infelice vita di Frida attraverso quadri narrativi e fantastici, non riesce invece a coniugare fertilmente la danza con il teatro, non liberando mai a sufficienza né l'una né l'altra , ma limitandosi a regalare agli spettatori qualche immagine esteticamente accattivante mentre i quadri della grande pittrice ci sono restituiti soprattutto attraverso il video.

Curiosissime e ambedue molto interessanti invece gli spettacoli ,apparentati tra loro , delle compagnie danesi, Riorose e Kofoed & Netterstrom . In “Blah Blah Blah” di RioRose vi è in scena un uomo,l'eccellente Folmer Kristensen, che apprendiamo subito essere felice e che anzi lo dimostra pubblicamente,ma che forse piano piano ci pare possa nascondere dentro le fessure della sua anima una tragedia,l'alcolismo?Forse! Ma non ci importa , quello che ci importa è la sua lotta per ripristinare la verità che è chiusa in se stesso e che intende comunicare al pubblico attraverso una forma teatrale fatta di interruzioni, di piccoli straniamenti,di immagini evocative che rendono lo spettacolo assai particolare,dove si ride molto ma dove il senso del “disastro esistenziale “è sempre dietro l'angolo.
In “Artistik Synge-varietè “ è il corpo ad essere protagonista dello spettacolo, il corpo della signorina Kofoed e della signora Netterstrom che nonostante l'evidente ingombro di un fisico non del tutto adatto , si abbandonano davanti e con l'aiuto del pubblico in esercizi di acrobatica,canto,flamenco,danza del ventre, senza nessun impaccio anzi mostrandolo senza nessun pudore con un autoironia davvero incantevole.Uno spettacolo di varietà , fatto di numeri ironicamente circensi, divertente e particolare.

Lasciamo per ultimi i due spettacoli italiani che ci hanno appassionato senza riserve, “Ay l'amor” del faentino Tratro Due Mondi e “Clown in libertà “ di Teatro Necessario di Parma.
“Ay l'amor “ è un percorso corale molto intrigante sull'amore , inteso in tutte le sue sfaccettature, rappresentato attraverso canzoni del repertorio del sud italiano e composizioni originali e agito da sei bravissimi cantanti attori che utilizzano solamente delle grandi scale, maschere e costumi di squisita bellezza formale per imbastire uno spettacolo di raro equilibrio e di grande sapienza teatrale diretto da Alberto Grilli.
Stefano Grandi, Tanja Horstmann ,Angela Pezzi,Maria Regosa, Federica Belmessieri e Renato Valmori,tutti tecnicamente e festosamente ineccepibili, diretti musicalmente da Antonella Talamonti, che ha composto anche le musiche originali dello spettacolo, regalano al pubblico un'ora di splendido ed intelligente divertimento ,dimostrandoci che il così detto” terzo teatro “italiano ci può donare ancora spettacoli di grandissima qualità.
Teatro Necessario ha rappresentato il suo spettacolo “ Clown in libertà” sulla piazza del borgo medioevale di Brisighella,uno spettacolo di strada, appunto, che possiede, nel suo estremo rigore e nella sua estrema povertà di mezzi, tutte le caratteristiche e gli incanti del grande teatro. Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini e Alessandro Mori, sempre in perfetta sintonia tra loro, mescolando con consumata abilità tutto il vario repertorio della Clownerie ,dalle acrobazie ,alla giocoleria ,dalla musica dal vivo, al teatro di varietà, riescono a creare una vera e propria drammaturgia che ha la sapienza anche di adattarsi alle varie situazioni che la strada suggerisce, creando un rapporto diretto con la varietà e la verità degli spettatori che via via assistono al loro gioco teatrale.
'Colpi ' di Scena è terminato significatamente sulla rocca di Brisighella con lo spettacolo di Massimo Carlotto ”Cristiani di Allah” ,dove la lettura del romanzo dello scrittore è accompagnata dalla bellissima voce di Patrizia Liquidara e da una band di eccellenti musicisti che hanno terminato in modo perfetto questa edizione del Festival.
Arrivederci al 2010!!!!
M.B.

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