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Eolo
recensioni
A Napoli il progetto di Carlo Presotto
Cronaca dell'Evento a cura di Mario Bianchi con una nota dell'Autore

Potremmo dire sostanzialmente riuscito il progetto spettacolare “Viaggio, naufragio e nozze di Ferdinando Principe di Napoli “che Carlo Presotto ha coordinato per il Festival Nazionale del teatro di Napoli, coinvolgendo ben nove compagnie di teatro ragazzi su “La Tempesta “di Shakespeare. Era dai tempi de” I Porti del Mediterraneo “che un evento non coinvolgeva artisti del teatro ragazzi, provenienti da diverse compagnie, in un unico progetto Dal 21 al 29 giugno nello splendido scenario del Real Albergo dei Poveri, attraverso un percorso itinerante di sicuro effetto , i numerosi spettatori che ogni sera hanno assistito allo spettacolo sono stati coinvolti in un evento molto particolare.

Carlo Presotto, attraverso un lavoro durato diversi mesi, ha affidato ai vari artisti della compagnie che hanno accettato di far parte dello spettacolo un segmento narrativo della celebre storia che è stato poi elaborato singolarmente ed immesso successivamente nella storia dal regista vicentino che è così riuscito a dare nel complesso un senso compiuto al tutto.
Questa particolare versione del capolavoro scespiriano ha visto come protagonista non uno ma ben quattro Prosperi, molto diversi tra loro, interpretati da Claudio Casadio, Gianni Franceschini, Mauro Maggioni e dallo stesso Presotto che hanno condotto la storia sino al lieto fine che tutti conosciamo enucleando i momenti salienti del plot , mettando al centro di esso la storia d'amore tra Ferdinando e Miranda,interpretati da Simona Gambaro e Massimiliano Carretta del Teatro del Piccione, non trascurando ovviamente né la figura di Calibano affidata al giovane Claudio Dughera né quella di Ariele interpretato tra gli altri dalla bellissima voce di Arianna Moro né quella dei cortigiani sbattuti dalla tempesta sull'isola ,impersonati con una felice idea drammaturgica dai burattini di Ca luogo d'arte.
Gli spettatori venivano accolti da due giovani attori de I Teatrini di Napoli, Adele Amato De Serpis e Marco Montesano, che come giovani spiriti avevano il compito di indirizzarli verso il palcoscenico centrale,un vero e proprio relitto di nave immaginato da Marcello Chiarenza e Mauro Zocchetta , dove accompagnati dalle efficaci musiche di Michele Moi, si svolgeva la maggior parte dello spettacolo .
9 compagnie con interpreti di diverse generazioni hanno messo in scena una storia utilizzando tutti i differenti mezzi e stili che il Teatro ragazzi possiede dal teatro di figura alla narrazione al teatro musicale e quel che più conta affidando alle parole di un bambino il bravissimo Zeno Bercini la morale positiva dell'intera vicenda , la consapevolezza che solo concedendo all'infanzia il vero sguardo sul mondo si possa salvare il nostro futuro.
Viaggio,naufragio e nozze di Ferdinando,principe di Napoli, è stato dunque il felice esito diun esperimento che nelle intenzioni dei suoi autori e dei responsabili del Festival di Napoli intende essere ripetuto,si spera con un maggior investimento finanziario e con metodologie di creazione e tempi di realizzazione più consoni all'attuazione del grande teatro
m.b.


Cio' che e' accaduto e' tecnicamente semplice: convocare degli amici a giocarsi una scena 'a modo loro ' ed una scena 'condivisa ' sulla traccia della drammaturgia della tempesta. Da li' e' partito un lavoro di rete, a stagione gia' avviata (siamo partiti a fine gennaio). E abbiamo visto che e' tanto faticoso ma si puo' fare, e che e' un bel fare. Perche' non e' solo il piacere di farmi dirigere da Bercini o di giocare con Casadio.
E' il fatto di scontrarmi con diversi modi di arrivare al teatro, di ascoltarli, ascoltarli, ascoltarli, cercando i modi giusti per farli interagire. E' realmente fare scuola di esperienze. Col timone saldamente puntato sul pubblico. Sul nostro pubblico, 'dagli 8 anni ' ero tentato di scrivere, poi ho deciso di dire 'per tutti '. Sono contento di cio' che e' successo, da domani cominceremo a vedere se ha avuto senso.
Grazie a Eolo, ed alla discussione sulle nuove generazioni. Quando Renato Quaglia mi ha chiamato, dopo aver pensato subito: ma perche' proprio io, con tutti gli artisti veri che ci sono? Mi sono detto che quella discussione con Di Pierro, Adriatico, Raccanelli, Rostagno (e fermo qui l'elenco ma sono tanti altri i nomi) poteva essere bello metterla in scena. Tutto qui


Rispose Yu Kung: 'io non vedro' questa montagna spostarsi, ma dopo di me continueranno a scavare i miei figli, ed i figli dei miei figli, ed alla fine la montagna sara' sparita ' Gli dei sentirono queste parole e quella notte mandarono un esercito di demoni, ed il mattino dopo la montagna era svanita.
Il nostro lavoro quotidiano, pala e carriola, e' quello di cercare teatro nella vita reale del nostro pubblico. Che guarda la tv, ama le winx e i gormiti, legge geronimo stilton e si diverte a gardaland. Ma che vive scisso tra tempo iperprogrammato in attivita', a scuola e fuori, e tempo libero inscatolato in spazi sicuri, a casa, al parco, al playpark. Senza via di scampo, quando il tempo e' libero non lo e' lo spazio, e quando lo spazio e' aperto il tempo va accompagnato.
Come possiamo noi continuare a parlare di noi stessi teatro, quando il nostro crescere si muta in invecchiare? Quando abbiamo smesso l'urgenza dello stare con il pubblico per l'urgenza di sopravvivere, vendere, comprare. Quando la nostra identita' artistica e' diventata cosi' importante da farci perdere il gusto di giocarcela ai dadi, per una zuppa di cozze o una risata. Cosa abbiamo da perdere se non le nostre catene?
Il mio primo maestro di animazione teatrale mi disse un'anno fa a Venezia: ora tocca a te, tocca a voi. Ed io: Ma cosa mi consigli di fare? E lui furbetto: Questo lo sai tu mica io.
Avessimo piu' padri capaci di dire ai figli: ora tocca a te. Perche' a quel punto i tuoi sbagli diventano il tuo patrimonio, e si procede, passo passo, seguendo le orme di chi ci ha preceduto. Avventurandosi. Approssimandosi. Naufragando.
CARLO PRESOTTO

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