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Eolo
recensioni
INCANTI
LE RECENSIONI DEGLI SPETTACOLI DEL FESTIVAL DI CONTROLUCE A TORINO A CURA DI MARIO BIANCHI ED EUGENIA PRALORAN

Dal 30 Settembre al 9 ottobre, organizzato dalla Compagnia Controluce, si è svolto a Torino Il festival “Incanti” giunto alla sua quindicesima edizione, quest'anno dedicato al rapporto fra Teatro di Figura e Opera. Ombre, marionette, Il Festival ha proposto una rosa di spettacoli che, attraverso stili e forme assai eterogenee - dalle marionette a tavolo e a filo, alle ombre e ai pupazzi – si sono accostate al tema Opera e Teatro di Figura in modi assai diversi tra loro.La programmazione è stata ricca di prime rappresentazioni italiane e prime assolute con Compagnie provenienti da tutta Europa e dall'Oriente: quest’anno protagonisti sono stati l'Iran, la Cina, la Grecia, la Germania, l'Austria, la Spagna, il Belgio, l'Olanda e l'Italia. Incanti dunque è stata un'occasione, sempre più difficile in Italia,per vedere da vicino il meglio di ciò che accade nel mondo in questo ambito.
Martedì 30 settembre, il festival è iniziato con una prima assoluta al Teatro Gobetti dei padroni di casa di Controluce Teatro d'Ombre che, dopo “Didone e Enea” e “Canto a Orfeo,”ha continuato la propria originale ricerca sul teatro d’opera con ” Aida “, una lettura intimista dell'opera di Verdi, che parte dalla vicenda dei protagonisti Aida Amneris Radames Amonasro, divisi perennemente fra doveri e affetti in un turbinio di emozioni che tendono sempre a contraddirsi nella loro anima. E' per questa ragione che nelle intenzioni di Cora De Maria Alberto Jona Jenaro Melendrez Chas, ben esplicitate sulla scena, l'uso delle ombre consente di indagare meglio, amplificandoli , i vari piani del dramma vissuto dai personaggi e, nello stesso tempo, è il mezzo ideale per immettere sulla scena l’immaginario egizio ottocentesco. La riduzione musicale, eseguita dal vivo da un piccolo ensemble strumentale, realizzata dal compositore Alberto Colla, è una partitura fedele al testo di Verdi e accompagna nella prima parte il disegno dei personaggi e nella seconda soprattutto l'evolversi della storia. Il racconto di Aida è anche accompagnato da tre danzatori Paola Bianchi Enrica Brizzi e Raphael Bianco che coreografano il loro stare in scena con le emozioni via via via scandite dalla musica verdiana. Come si vede spettacolo complesso, raffinato e di indubbio fascino, a cui però forse nuoce una eccessiva ridondanza di segni che in alcuni momenti può anche disorientare il pubblico soprattutto nella prima parte ma che si pone coerentemente nel percorso del gruppo torinese.
L'opera raccontata con il teatro di figura , e ancora una di Verdi , ritorna con l'Aran Puppet Thater Group , la più importante compagnia di teatro di figura in Iran ,che ha proposto la prima europea del Macbeth di Verdi con marionette a filo. 25 animatori, la maggior parte donne ,diretti da Behrooz Gharibpour mettono in scene Macbeth, a torto ritenuta opera minore del compositore di Busseto, capolavoro assoluto invece, scritto nel sangue,nel ferro e nel fuoco. E la messa in scena va infatti in questa direzione accompagnando la musica anche con suoni fuori scena che immettono l'opera nella temperie giusta, dove il destino sempre in agguato,tra atmosfere cupe compie le sue mosse.Decine di marionette, cavalli,cavalieri,streghe e regnanti si muovono in un'atmosfera da incubo perfettamente resa in miniatura dall'Aran Puppet Thater Group in uno spettacolo che rimane unico nel suo genere e ci notifica come il melodramma sia un linguaggio che supera ogni barriera di tipo culturale.
In ambiti diversi contressegnati dalla parodia si muove invece “Opera bestiale” musicata da Aldo Tarabella su libretto di Antonella Caruzzi e messa in scena della Compagnia Sperimentale Opera Bazar .Qui i protagonisti sono pupazzi animali, disegnati da Altan, ognuno dei quali stretto indissolubilmente al proprio cantante animatore che ci conducono verso il mondo dell’opera lirica, dove il Gallo tenore, la Gallina regina della notte, l’Oca del Cairo,il Tacchino e il Maiale Pasquale danno vita ad un gioco musicale spesso gustoso a volte divertente anche se in definitiva non del tutto riuscito. La vicenda rimanda liberamente al Barbiere di Siviglia ma contiene anche diverse esplicite citazioni da altre opere e nella partitura musicale e testuale immette molti luoghi comuni e vezzi del melodramma , prendendoli in giro, esaltandone per altro gli umori e le specificità. Tutto è studiato in modo preciso e accattivante ma alla fine il risultato ci pare non è del tutto confacente alle aspettative a cominciare dalla scenografia che si apre su un teatro all'italiana sì intrigante, ma che spesso schiaccia i personaggi impedendone i giusti momenti liberatori, in più anche l'inventiva musicale spesso è troppo ingabbiata e solo in alcuni momenti, i più lirici, spicca il volo facendoci solo allora gustare tutta l'epopea dell'opera buffa.

La musica di Mozart è invece protagonista de El cielo de Mozart dello spagnolo Microcosmos Teatre. Lo spettacolo si apre suo letto di morte di Mozart . Quasi ad esorcizzarne la paura della dipartita del divino Wolfy ,i due animatori cantanti danno vita ai pupazzi ricostruendo le fasi più importanti della vita del compositore salisburghese.La genericità della messa in scena, agita su un grande letto, viene supplita da Julia Mora e Arnau Vinos i Elias con la padronanza dei mezzi espressivi del canto e della manipolazione Le serate si susseguono indagando il delicato e profondo legame fra musica e Teatro di Figura con due produzioni italiane molto diverse tra loro. “Parade “della Compagnia Roggero Rizzi e Scala , spettacolo segnalato al concorso Music&Puppet promosso dal CTA di Gorizia , intende riprendere una esperienza storica d’avanguardia:“ Parade “di Picasso-Cocteau-Satie-Depero-Massine-Diaghilev. In forma di studio ,la compagnia, seguita come sempre dall'occhio paterno di Walter Broggini , si è gettata meritoriamente in terreni a lei sconosciuti, limitandosi a Torino a reinventare con gusto e abilità un unico numero di sapore cinese in un contesto circense.Vedremo gli sviluppi. Pleura della compagnia italiana Sineglossa , uno delle più promettenti gruppi della ricerca italiana, si misura invece sulla figura di Salomè. “Salomè quasi un fantasma , mai nominata, Salomè è un soggetto inesistente che ognuno riempie da sempre dei significati che vuole, di lei si può tutto immaginare. Tutto o quasi: quello che si vede accade su una superficie, che è allo stesso tempo schermo da proiezione e da protezione. “Su questo assunto si muove uno spettacolo alquanto generico spesso pretestuoso che però mette in campo diverse abilità che senz'altro meriterebbero e meriteranno un diverso risultato espressivo. Interessante infine la performance della compagnia greca di Athos Danellis , che ha fatto conoscere al pubblico di Incanti la tradizionale figura del Karaghiozis,l'eroe de teatro d’ombre tradizionale greco e che conduce inoltre il Workshop di Teatro d’Ombre durante il corso della manifestazione.
MARIO BIANCHI

Serata in onore di Claudio Cinelli domenica 5 ottobre al Teatro Vittoria di Torino per la sesta serata del Festival Incanti. In prima serata lo storico spettacolo 'Mani d'opera ', di e con Claudio Cinelli. Filo conduttore, l'amore, con ironia e poesia, tenerezza e comicità. Prima parte: la Grande Opera. Seconda parte: il Varietà. Forse qualcuno ha sofferto per il recente annullamento di numerose repliche della celeberrima e lacrimevole vicenda della Dame aux Camélias per la coreografia di John Neumeier alla Scala di Milano. In questo caso gli orfani della Dame hanno avuto un'eccellente occasione di consolarsi con questa insuperabile versione della Traviata di Verdi per il Teatro di Figura. E che figura! Incredibile Violetta/Margherita, creata dalle mani mattatrici di Claudio Cinelli, dotata dell'indimenticabile voce del personaggio interpretato da Greta Garbo nell'omonimo film (all'epoca in cui nelle file dei doppiatori militavano voci all'altezza dei grandi volti sullo schermo...). In questo divertissement esemplare per semplicità ed efficacia i duetti verdiani si alternano ai momenti salienti dei dialoghi della pellicola, e i personaggi principali vengono evocati per sole mani alternando con ritmo perfetto momenti di irresistibile comicità a brevi, intense immagini poetiche. Nella seconda parte dello spettacolo, 'One More Kiss, Dear ', un'esilarante, ironica serie di numeri di varietà inizia con una magrissima diva (forse la sorella inappetente della sinuosa Jessica Rabbit?) che interpreta un'irresistibile 'Why Don't You Do Right '. Maestro nell'uso teatrale della mano oltre la lezione storica di Sergej Obratzov, Claudio Cinelli è insuperabile anche nell'arte del colpo di scena finale; ed è una delizia scoprire che all'ultimo istante la situazione può rovesciarsi ancora, e ancora...
In seconda serata, domenica 5 ottobre, lo scoppiettante 'Fuori dalla Norma ', opera-cabaret con il soprano Bianca Barsanti e la pianista Emanuela Longo, per la regia di Claudio Cinelli. In questa 'opera di devastazione e deviazione lirica ', secondo la definizione del regista, le due giovani e brave interpreti hanno trasportato il pubblico in una godibilissima cavalcata iconoclasta che non ha risparmiato nessuno dei luoghi comuni delle dive del Bel Canto, lasciando indenne soltanto la grande musica attraverso una serie di colpi di scena esilaranti. Splendida voce, ottima presenza, grande generosità nel mettersi in gioco nel gioco del teatro. Il Teatro d'Opera e di Figura ha finalmente la sua Casta Diva surrealista! Torniamo a casa, Claudio Cinelli ci ha fatto venire voglia di rileggere Tomatotopic Study. Per chi desidera ritrovare qualche (as)saggio della bravura cinelliana, ricordando i tempi in cui la televisione offriva spazio anche ai protagonisti del Teatro, e del Teatro di Figura, il web offre: transity.org claudiocinelli.it e su youtube digitare: claudio cinelli opera

Per la settima serata del Festival Incanti la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino ha ospitato in prima serata la prima nazionale del 'Don G. ' della compagnia belga Theater Taptoe, tre volte nominata Ambasciatore Culturale delle Fiandre, per la regia di Vincent van den Elshout. Si tratta di una creazione basata sul Don Giovanni mozartiano nella meno nota trascrizione settecentesca per ensemble di fiati di Josef Triebensee, qui eseguita, nell'adattamento di Luk de Bruyker e di Dirk de Strooper, dal giovane e vivace ensemble belga I Solisti del Vento. Contrariamente a quanto annunciato dal programma, non tecnica giappnese Bunraku propriamente detta, ma volteggianti corpi di drappo, volti di maschera veneziana e mani, mani, mani umane in contrapposizione al Leporello di carne in volto e pezza altrove. Formidabile Don Giovanni, più imperioso che sensuale, spassoso Leporello, duetti appassionati, scene d'insieme meno incisive, ma evocazione efficace di paesaggi poetici di grande semplicità e bellezza (il ponte, gli inseguimenti notturni, la tomba del Commendatore). Il Commendatore e il suo spettro hanno il lungo naso della maschera del Dottore degli Appestati, da un immenso cuore trafitto piovono scintille, rosse macchie sulla candida tovaglia, fra un brindisi e l'altro il salto forzato dalla vicenda di Don G. alla metafora del tavolo in permanente e rinnovata attesa di un ulteriore banchetto fatale è faticoso, ma nel lavoro c'è un vero guizzo mozartiano, ed è valsa la pena di inoltrarsi con Don G. in questo viaggio nell'ultima notte della sua anima.
Lunedì 6 ottobre in seconda serata è stata presentata la seconda produzione sostenuta della Generalitat de Catalunya (Catalogna) Cèl.lula Sant Mori e dall'Istitut Ramon Llull, dopo El Cielo de Mozart, visto giovedì 2 ottobre. 'El Rey De La Soledad ', per la drammaturgia, interpretazione e regia del giovane Xavier Bobés, con regia dell'attore di Eric de Sarria, ha molti sofisticati effetti digitali, video di Albert Coma, audio e musica originale eseguita dal vivo di Julià Carboneras, scenografia e oggetti di Sandrine Veyry, costruzione del Piccolo Regno Daniel Benito. Molti supporti tecnici e tecnologici, tempi tecnici regolati a cronometro per un flusso di immagini, luci e suoni regolato con estrema cura. Un universo che si vuole kafkiano ed invece purtroppo è soprattutto ripetitivo e ridondante, in cui è lo spettatore a sentirsi molto solo. Tuttavia non mancano spunti estremamente suggestivi -forse chi intasca illecitamente fruscianti banconote altrui sarà afflitto per giustizia poetica da una tosse convulsa che lo costringerà a sputare una per una le tintinnanti monedas mal ganyadas fino a restituzione avvenuta... Il surrealismo cui 'El Rey De La Soledad ' manifestamente aspira richiede un'iniezione di autoironia, e un bisturi ben affilato. Sarebbe bello rivedere questo spettacolo ridisegnato da una regia senza compiacimenti per godere delle sue immagini più belle liberate dalla ganga del materiale in eccesso.

Martedì 7 ottobre il Festival Incanti ha proposto in prima serata, con il supporto del Goethe Institut di Torino, la prima nazionale di 'Salto. Lamento ' del Figuren Theater Tubingen, con Frank Soehnle, per la regia di Enno Podehl, Karin Ersching, Frank Soehnle, musica dal vivo dei Rat'n'x, ossia il duo Johannes Frisch e Stefan Mertin, con il Light Design di Karin Ersching. Per chi ha visto le precedenti creazioni di Frank Soehle con il Figuren Theatre Tubingen, 'Flamingo Bar ' e 'Children of the Beast ', puntualmente proposte nel corso di precedenti edizioni del Festival Incanti, questo lavoro rappresenta il terzo esempio di eccellente collaborazione magistrale fra artisti dotati di identità forte, profonda padronanza del mestiere, senso dell'umorismo, e di una visione poetica potente, capace di creare una dimensione senza tempo e senza confini in cui lo spettatore è attratto irresistibilmente. Dopo quindici anni dall'inizio della felice collaborazione fra Frank Soehnle e i Rat'n'x, per la prima volta con questa creazione i musicisti salgono sul palco, e la loro presenza si fa materia concreta dello spettacolo insieme alla magia dei loro suoni. Liberamente ispirato all'immaginario medievale della Danza della Morte reinventato per immagini e musica in chiave poetica, ironica e surreale, 'Salto. Lamento ' propone un universo in cui si intrecciano danze macabre di musica, marionette e oggetti. Se di Alcesti fu chiesto 'Vede ancora la cara luce del sole? ' di questi altri sappiamo con certezza che anche se devono accontentarsi della pallida luce di un Altro Mondo, godono in compenso di eccellente musica - per la gioia degli spettatori. La Morte ha molti volti e molti aspetti. Una Morte di bianco vestita fa gli onori di casa e apre le danze, medusa, sposa, dama. Forse osserva, forse schiaccia un pisolino seduta in poltrona mentre i mortali proseguono le loro faccende... Tramite una serie di curiose metamorfosi, i protagonisti della danza incontrano la loro Morte a tempo di musica; tre streghe degne di Goya svolazzano e saltellano con ritmo malandrino, un agnello nasconde un segreto; polvere alla polvere (e c'è chi spolvera a tempo di musica) e cenere alla cenere (e dall'urna c'è chi si leva in volo), ombra e foglie secche, scarni centauri galoppano a ritroso; danzano l'antico soldato dalle lunghe gambe di pallido cavallo scheletrico, e una fanciulla dalla testa di cavallo. Qui anche il più piccolo dei morticini rivendica la sua parte di musica, e l'otterrà. Forse l'anima è un candido cavallino che attraversa senza paura i cieli oscuri dell'Erebo, mentre da qualche parte nell'ombra non troppo densa dondola un'altalena.

Martedì 7 ottobre in seconda serata presso la Sala Piccola della casa del Teatro Ragazzi e Giovani è stato presentata la 'Cavalleria Rusticana ', da Pietro Mascagni, primo risultato del PIP (Progetto Incanti Produce), frutto del lavoro compiuto durante il workshop di cinque settimane da un gruppo di sei giovani esponenti del Teatro di Figura europeo: Anna Menzel, Paola Plebani, Daniele Rognone, Lena Schlott, Stefano Trambusti, Christof Zeller. La regia è stata affidata alla berlinese Eva Kaufmann, ospite assidua del festival Incanti. Membro della compagnia Kasoka, in abituale collaborazione con Giulio Molnar che ha partecipato anche al progetto PIP, la Kaufmann ha partecipato con Kasoka all'edizione 2001 di Incanti in una versione 'per adulti ' della Bella Addormentata, e all'edizione 2005 come interprete e cocreatrice con lo spettacolo multimediale Sacres Soeurs. Il gruppo dei formatori è stato integrato da Jasmine Weide come assistente alla regia, oltre che da Giulio Molnar, Alfonso Cipolla e Luca Scarlini. Il lavoro presentato ha le caratteristiche del work in progress piuttosto che di una produzione finita; si regge sull'enorme energia ed entusiasmo dei giovani marionettisti, che hanno dato buona prova di padronanza delle tecniche di manipolazione oggetto del workshop. Secondo le indicazioni del Progetto, il workshop si è articolato in una fase di apprendimento delle specifiche tecniche di manipolazione delle piccole marionette a bastone (sono state utilizzate a questo scopo le marionette di Eva Kaufmann), e in una fase di ricerca multilingue in italiano, tedesco e inglese finalizzata alla creazione di ruoli opportunamente caratterizzati da gesti teatrali e dialoghi fra i personaggi. Il lavoro di ricerca in improvvisazione si è svolto alternando e integrando la 'finzione scenica ' dei personaggi dell'opera ( 'Hanno ammazzato compare Turiddu! ') con dialoghi 'veritieri ' fra i personaggi dei cantanti d'opera e del direttore d'orchestra ( 'Se scopro che baci mia moglie ti ammazzo! '). Regia, drammaturgia e risultati deboli, soprattutto considerando la durata di cinque settimane con impegno di presenza a tempo pieno richiesto ai partecipanti del workshop, il numero e la qualità dei formatori coinvolti nel progetto oltre alla regista, e il numero estremamente ridotto di partecipanti al workshop (sei partecipanti, cinque fra registi e formatori). Della ricerca multilingue, unica traccia le esclamazioni nella lingua madre di ciascun partecipante.

Mercoledì 8 ottobre e giovedì 9 ottobre presso lo Chalet Allemand del Parco Le Serre di Grugliasco hanno avuto luogo in prima nazionale tre rappresentazioni per le scuole di 'Schaop ' (Pecora), una creazione sostenuta dal Nederlands Fonds voor Podiumkunsten, della compagnia olandese Music Theatre Etienne Borgers, con Etienne Borgers, 'Schaop ', musiche di Etienne Borgers, regia di Hans Spin, su un'idea di Etienne Borgers, Hans Spin, Emile Schra. In una dimensione ludica di grande leggerezza, fra poesia e comicità, un uomo timido (Mølsk) impara da una pecora (Schaop) la grande lezione della serenità, della curiosità e del coraggio. Schaop, la Pecora, ovvero: come imparare a vivere fuori dallo sgabuzzino, come uscire dal guscio, come affrontare le sfide della vita. Uno spettacolo che infonde serenità e ottimismo, non solo per bambini. Mostri cattivi, siete solo illusione, un belato vi seppellirà.
Mercoledì 8 e giovedì 9 ottobre, in serata, presso il Teatro Vittoria, gran finale per l'edizione 2008 del Festival Incanti con due eccellenti compagnie di teatro d'Ombra e di Figura, eredi della grande tradizione cinese che va rinascendo dopo le devastazioni della Rivoluzione culturale e decenni di traversie. Incanti ha ospitato 'Ombre cinesi ', appositamente creato per il Festival dai maestri Peng Zeke e Yang Zhoumou, dalla storica scuola dello Hunan Puppet & Shadow Art Center, insieme alla Hong Kong Puppet & Shadow Art Center costituita da Wong Chuen Kung, Chong Yuk Lai, Wong Wai Chun e Li Ming Chi, già allievi della scuola Hunan. Le due compagnie stanno compiendo un coraggioso lavoro congiunto sia di creazione che di ricostituzione del grande repertorio della tradizione cinese, gran parte del quale è purtroppo andata irrimediabilmente perduta nel corso degli ultimi decenni. 'Ombre cinesi ', in realtà non solo ombre: le due Compagnie hanno scelto di proporre al pubblico italiano un'antologia di estratti da creazioni classiche e contemporanee, utilizzando sia marionette a guanto che a bacchetta e a filo, sia teatro d'ombre colorate su fondo bianco, alternando i generi, proponendo una selezione rappresentativa degli stili e delle modalità abituali di una rappresentazione in Cina. Sono stati presentati alcuni brevi estratti delle danze tradizionali degli spadaccini e del varietà degli acrobati equilibristi (da vero virtuoso della manipolazione il numero dell'equilibrista con piatti veri!) con piccole marionette a guanto, e un'esecuzione particolarmente pregevole della tradizionale danza comica del 'Piccolo Monaco sotto al temporale ' con marionetta a filo. Dal repertorio contemporaneo è stata proposta 'La scimmietta ammaestrata ', un numero di varietà con efficaci e divertenti modalità di interazione con il pubblico, con una marionetta a filo con mani perfettamente articolate, sonorizzata dal vivo dal marionettista nel corso della manipolazione. Non è dato frequentemente di veder far compiere un perfetto salto mortale a una marionetta a filo senza il minimo intoppo fra gli oltre venticinque fili; né capita spesso di vedere una marionetta infilarsi e sfilarsi una maschera con le proprie mani... Per sormontare le difficoltà linguistiche, nelle rappresentazioni con ombre cinesi, tradizionalmente accompagnate da musica e narrazione cantata, i maestri cinesi hanno proposto due adattamenti dalle favole di Esopo, perfettamente riconoscibili da parte del pubblico europeo: 'la Volpe e il Corvo ' e 'la Gru e la Tartaruga ', arricchendo di personaggi secondari la prima fiaba per offrire una panorama più ampio del repertorio di personaggi e di caratterizzazioni esistenti. Il pubblico ha potuto ammirare l'estremo virtuosismo dei manipolatori, l'eccellente qualità del movimento derivante dalla grande tradizione cinese di osservazione e riflessione poetica sulla natura. Particolarmente gustosi e sorprendenti i colpi di scena finali in entrambe le fiabe, secondo il gusto cinese. Chi ha visto l'incantevole gattino d'ombra giocare con le farfalle, la volpe agire, e la piccola tartaruga pigra punire l'arroganza della gru, è partito sperando che gli ospiti cinesi possano tornare presto con un nuovo, e più lungo spettacolo; vista la fantastica varietà del repertorio, non si può che desiderare almeno una giornata dedicata all'universo cinese.
EUGENIA PRALORAN


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