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Eolo
stelle lontane
LETTERA AD UNA PROFESSORESSA
Sulla narrazione e sugli spettacoli raffinati

Dopo uno spettacolo di narrazione è giunta ad una compagnia una lettera inviata da una professoressa, abbiamo voluto pubblicare le sue considerazioni e la risposta dell'autore dello spettacolo per sottolineare come a volte il mondo della scuola e quello del teatro siano molto lontani


Caro Autore in futuro saranno probabilmente da evitare spettacoli di narrazione che non riescono più a catturare ragazzi sempre più abituati dalla televisione dal cinema e dai video a giochi a spettacolari giochi di immagini. Il rischio è che recite di questo tipo,raffinate,ma per loro noiose,li allontanino dal teatro,

Cara Professoressa , innanzitutto grazie per le sue osservazioni sullo spettacolo , è così difficile dialogare tra Teatro e Scuola che le sue annotazioni anche se critiche sono ben accette perchè fomentano la discussione. Da oltre trent'anni mi occupo di teatro per l'infanzia e mi accorgo quanto siano, in certi casi, molto lontani tra loro il mondo del teatro e quello della scuola. Credo fermamente nella narrazione ed in un teatro che usa i mezzi della scena senza facili concessioni alla televisione e al cinema che pur amo moltissimo, ma che usano codici diversi.
E' a mio avviso compito insostituibile del teatro far recuperare ai ragazzi il senso della parola e delle emozioni che da essa scaturiscono.La narrazione è fatta per questo ed è benemerita per questo. Bisogna ovviamente abituare i ragazzi alle varie forme teatrali e non solo alla narrazione e queste forme teatrali secondo il mio pensiero devono essere però totalmente lontane dalle facili concessioni che il mondo in cui vivono offre loro. Io ho anche insegnato per venti anni e con me i ragazzi con metodo e passione sono riusciti ad apprezzare Mozart e Bergman.
Non esiste niente di noioso basta saper avvicinare adeguatamente l'alunno alla bellezza del sapere che è sempre difficoltosa , bisogna aiutarlo a superare le montagne non a eliminare le montagne .
Viviamo in un mondo in cui la stupidità regna sovrana, dobbiamo educarli alla profondità e l'educazione alla parola è importantissimo per questo percorso fondamentale ed il teatro di narrazione si muove in questa direzione. Quindi è proprio perchè i ragazzi sono bersagliati da linguaggi forti, pieni di stimoli diversi che noi dobbiamo riabituarli attraverso la narrazione all'uso della parola ed è proprio perchè sono bersagliati da linguaggi troppo dinamici che dobbiamo riabituarli al lungo respiro della vita, a fargli aprezzare il trascorrere del tempo e dei sentimenti.Certo tutto questo insieme alla capacità di destrutturare tutti i linguaggi che gli vengono proposti. Lo spettacolo poi raccontava una storia complessa ma lo faceva in modo leggero aiutandosi con i suoni e l'ironia. Non ero presente ma tutte le persone che hanno assistito insieme ai ragazzi allo spettacolo mi hanno confermato che essi lo hanno seguito molto attentamente .E ciò è accaduto in tutti i luoghi dove lo abbiamo proposto in tutta Italia .
Inoltre uno spettacolo non si può valutare monetariamente dal numero di attori che sono in scena ma piuttosto dalla sua intensità, che come lei mi ha confermato è stata apprezzata, ci sono spettacoli con decine di persone in scena per cui non spenderesti una lira ed altri con uno in scena che ti cambia la vita. Sul contesto posso essere d'accordo ma non è importante quello che c'è intorno alla scena ma quello che c'è in scena, certo bisogna educare i ragazzi anche a vedere un teatro grande e questo avverrà sicuramente nel corso della loro vita. Grazie per la sua disponibilità e attenzione

SI ACCETTANO INTERVENTI

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