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Eolo
recensioni
Vetrina del Teatro di figura piemontese
A Pinerolo per noi ha seguito la Kermesse Eugenia Praloran

Si è conclusa domenica 1° marzo presso il Teatro del Lavoro di Pinerolo l'edizione 2009 della Vetrina del Teatro di Figura, specificamente dedicata alla scena piemontese nell'ambito di un progetto internazionale lanciato da Teatro Alegre allo scopo di riunire creazioni da selezionare per la XV° edizione del Festival Internazionale di Charleville-Mézières, la grande kermesse che avrà luogo dal 20 al 27 settembre 2009 presso l'omonima città francese, sede del noto polo mondiale di documentazione, formazione e ricerca nell'ambito del Teatro di Figura. L’iniziativa si è svolta sotto l’egida della Regione Piemonte, nella persona del l’Assessore alla cultura e alle politiche giovanili Gianni Oliva, e della Città di Pinerolo, nella persona dell’Assessore alla Cultura Paolo Pivaro, mentre il partenariato con il Festival di Charleville-Mézières si svolgerà nell’ambito del Progetto Piemonte dal Vivo, presente alla Vetrina nella persona di Giulia Bertorello.
Purtroppo i tempi di programmazione indispensabili per le selezioni del Festival hanno costretto gli organizzatori ad anticipare i tempi della Vetrina da giugno a febbraio, cosa che ha contribuito a comportare l'assenza di alcuni nuovi spettacoli e di alcune ottime compagnie, impegnate nel vivo della stagione 2009.

Hanno partecipato alla Vetrina: La Compagnia Dottor Bostik, di Dino Arru, con Dino e Raffaele Arru, con lo spettacolo 'Ho visto il lupo ', caratterizzato da grandi marionette scolpite in legno e mosse a vista e dalla partitura di Prokofiev per la marcia in si bemolle e la fiaba sinfonica “Pierino e il lupo” cui il lavoro è liberamente ispirato; La Compagnia Marionette Lupi, con pezzi dell'omonima collezione storica, che per ricchezza e repertorio fu tra le più belle e grandi d'Europa; La Compagnia Gianluca Di Matteo, con il supporto tecnico di Tatiana Mazali, con tre creazioni: uno spettacolo di Guarattelle tradizionali, il poetico e surreale 'L'Uomo nell'Armadio ', con elementi di Teatro d'Ombra, e il più recente “85-Le anime del Purgatorio”, creazione in divenire che vede il burattinaio farsi narratore di un viaggio nel mistero delle insondabili viscere di Napoli.
La Compagnia Aldabra Teatro, con il delicato e divertente “Alfabeto” animato di e con Donatella Mora, graditissimo ai più piccoli, Chiara Trevisan, ottima allieva di Giovanni Moretti e Alfonso Cipolla, con gli inimitabili e fulminanti numeri del Circo delle Pulci di Valentino: attenzione, è un vero minuscolo teatro la sua Scatola Teatrale, un miracolo in questi tempi di grandi (rompi)scatole e piccoli contenuti. La Compagnia TeatroDistinto di Daniele Gol, Laura Marchegiani e Alessandro Nosotti, con il loro cavallo di battaglia 'Sono andati tutti via ' e la presentazione della prima fase della loro nuova ricerca fra parola, gesto e segno grafico, premiata come progetto finalista del Premio “Scenario”, percorso intimo lungo i l sentiero che esplora il vasto territorio poetico della nostalgia e dell'incontro con l'altro (l'Altro?), a partire da un'interessante intuizione riguardo all' uso dello spazio scenico.
La Compagnia Fratelli Niemen, con l'impareggiabile verve di Eliseo Bruno, formidabile burattinaio circense, pluripremiato erede di un impareggiabile e vitalissimo patrimonio di burattini e canovacci creati nel corso di sei generazioni di artisti.
La Compagnia Marivelas di Maritza Velasco Delgado cubana, e Franco Cardellino, torinese, con due spettacoli: 'Timbrami per un'ora almeno ', classica antologia di sventure esilaranti fra cucina e ufficio postale, alternando grammelot, ottimo mimo di scuola Lecoq e narrazione italianissima di Franco Cardellino (ah, la triste sorte di una banana! Per non parlare dell'ovetto Martino e della busta sfortunata...); e 'Il circo di Clemente ', spettacolo di pupazzi di Maritza Velasco Delgado con Franco Cardellino, con luce di Wood e musica latinoamericana à gogo, affascinante per i più piccoli.
La Compagnia Grilli, con il suo notissimo e inarrestabile Giandoja in missione per recuperare 'La farina magica ' rubata dai Diavoli Belzebù e Belzebi' (indovina te chi fa la voce più grossa); La Compagnia Le Due e... Un Quarto di Martigna Soragna e Silvia Laniado, pimpante duo di giovani burattinaie e attrici comiche, con l'agile 'Retro' ', 'spettacolo bidimensionale ' divertente, autoironico, sorprendente; la Compagnia Teatro Alegre di Damiano Privitera e Georgina Castro Kustner, con il loro spettacolo storico “Marionette in cerca di manipolazione” in quattro parti e stili differenti: Pulcinella, Intermezzo Musicale, Cerebral Circus, Capricci o Espagnol... Si viene trasportati in un universo surreale e poetico che ci fa riflettere su quanto ci attende una volta tornati a casa nel “mondo reale”.
Sergio Barrio, eccellente manipolatore di marionette a filo, con il suo sensibile e mobilissimo “la vita dipende da un filo”, sotto il segno del Poema XV di Pablo Neruda. Lo attendiamo presto in viaggio verso forme più complesse rispetto all'immediatezza del Teatro di strada. La Merceria Barbagli, con lo spettacolo di Teatro d'Ombre 'Riluce l'ombra ', per cinque uomini, quattro tempi, brevi luci, piccoli fiori e molte parole; La Compagnia Andy Rivieni, con lo spettacolo 'I sogni del Signor Andersen ', buio percorso onirico personale per testo e immagini liberamente elaborate a partire dalle più oscure e dolorose fiabe del grande e tormentato narratore.

Gli spettacoli della Settima edizione della Vetrina sono andati in scena in presenza di Françoise Cabanis, direttrice artistica della XV° edizione del Festival Internazionale di Charleville-Mézières; di Otto van der Mieden, direttore del Po ppenspe(e)lmuseum (Musée de la Marionnette et de Guignol) di Vorchten (Olanda); di Bruno Ghislandi ed Emanuela Marzoli della Fondazione Benedetto Ravasio di Bergamo; di Paola Lemetre della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino; di Angelo Pennacchio del Teatro Telaio di Brescia; di Claudio Giri e Consuelo Conterno del Festival Burattinarte e dell’omonima associazione di La Morra (Cuneo); di Giovanni Moretti e Alfonso Cipolla dell'Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare di Grugliasco; di Giulia Bertorello, coordinatrice membro del Progetto Piemonte dal Vivo, che ha reso possibile l’apertura dell’orizzonte del Festival per la scena piemontese in questo difficile anno 2009 mettendo a disposizione i fondi per il partenariato congiunto con Charleville, indispensabili per sostenere artisti e spettacoli selezionati per il Festival.
Sia Il Musée de la Marionnette di Vorchten che la Fondazione Benedetto Ravasio, nelle persone dei loro rappresentanti, hanno offerto materiale video e importanti testi specialistici agli artisti partecipanti e al centro di documentazione de l Teatro del Lavoro. Le giovani artiste della compagnia italofrancese Stultiferanavis, insieme ai membri di Teatro Alegre e agli ospiti, hanno instancabilmente animato il dibattito interdisciplinare nelle pause della programmazione.

La Settima edizione della Vetrina si è svolta come sempre nel clima ideale di confronto e condivisione che caratterizza tutte le iniziative ideate e gestite da Teatro Alegre e dall'Associazione la Terra Galleggiante, che da sempre non si limitano a creare ottime condizioni di presentazione scenica dei lavori e delle compagnie, ma promuovono attivamente l'incontro, la conoscenza reciproca e il dibattito critico nel pieno rispetto delle rispettive identità culturali, artistiche e individuali. Teatro Alegre e l'Associazione La Terra Galleggiante, nelle persone di Damiano Privitera, Georgina Castro Kustner, e dei loro collaboratori, non si stancano di operare con tutte le loro forze per offrire concretamente le migliori opportunità a chiunque “desideri un futuro” mettendosi in gioco nel mondo del teatro di figura.
Vorremmo che alla loro illimitata generosità rispondessero sempre volontà animate dal desiderio di progredire con impegno e professionalità. Constatiamo che essi lavorano scegliendo sistematicamente di sviluppare nell’interesse comune quanto potrebbe esser coltivato a beneficio di pochi. E ci chiediamo perché, di fronte a un’occasione realmente suscettibile di favorire l’evoluzione delle compagnie presenti sul territorio, di fronte alla necessità di presentare rigore stilistico, innovazione e ricerca, ci sia spesso stata tendenza a rispondere con repertorio già abbondantemente rodato, oppure in condizioni non consone alla grande scena internazionale cui questa edizione della Vetrina era stata destinata a prezzo di un enorme sforzo organizzativo. E perché in Italia la drammaturgia è spesso l’ultima, e non una delle prime preoccupazioni di chi crea?
Un'informazione per i giovani volenterosi che sognano di andare a bottega presso una compagnia di grande mestiere e tradizione: la Compagnia Fratelli Niemen per ora non ha apprendisti. Però... pigri: astenersi. L'arte del burattinaio, e del Teatro in generale, richiede molto rigore e tanto ma tanto lavoro.
EUGENIA PRALORAN

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