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Eolo
recensioni
ARRIVANO DAL MARE
Ricognizione di Mario Bianchi sulla trentaquattresima edizione dello storico festival.

Con una anteprima che si è tenuta al Teatro Ariston di Sanremo dal 28 Agosto al 2 Settembre, si è svolta, tra Cervia e Longiano, dal 4 all'8, la trentaquattresima edizione del Festival internazionale dei burattini e delle figure. Edizione del Festival un poco anomala, data anche la stagione e forse, anche per i tagli alla cultura, in definitiva in tono un poco dimesso con pochi appassionati, ma che ha ancora avuto il merito di essere varia e coinvolgente con diverse proposte eterogenee e interessanti.

In occasione del centenario della nascita di Guareschi (1908-1968)) 'Arrivano dal Mare ' ed ' Elsinor ', due entità assai diverse tra loro culturalmente e stilisticamente, si sono unite coraggiosamente per rendere omaggio ad uno degli intellettuali più controversi del Novecento ed in ' Peppone e Don Camillo sono me ' hanno creato una originale elegia per attore e burattini che mescola in modo intrigante le vicende autobiografiche dello scrittore emiliano con le storie dei suoi personaggi. In scena dunque non solo Peppone e Don Camillo, restituiti alla scena con sagacia burattinesca da Luca Ronga coadiuvato drammaturgicamente da Stefano Giunchi, ma anche persone comuni, contadini,pescatori,uomini e donne che vivono una vita spesso grama ed anonima ma che contengono in sè storie urgenti che sono state narrate da Guareschi nei suoi racconti. Ma il protagonista è innanzitutto il fiume,il Po, che invade con le sue atmosfere rarefatte e le sue acque non solo il paese ma anche la memoria ,finalmente condivisa del dopoguerra, restituendo personaggi, corpi, immagini, situazioni. Stefano Braschi ed in baracca come si è già detto Luca Ronga sono convincenti nel riconsegnarci nobilizzandolo un mondo sconosciuto e altrimenti dimenticato . E l'operazione, ma sarebbe riduttivo chiamarla così, sulla carta assai difficile di far convivere sul palcoscenico attore e burattini(che si scambiano spesso con felice intuizione i ruoli di protagonisti e di servo di scena ) ci sembra nel complesso riuscita come quella di restituirci la poliedricità umana della figura di Guareschi. Infatti la misurata regia di Franco Palmieri che firma anche la drammaturgia coglie non solo gli aspetti più noti dello scrittore ma anche quelli più nevrotici regalandoci un ritratto a tutto tondo dell'autore di Peppone e Don Camillo e del suo mondo.

'Come gli etruschi uscirono dalla crisi ', commissionato a Gigio Brunello dal CTA di Gorizia per rappresentare con i burattini il dramma della nostra cultura boicottata ed immiserita dai tagli economici, è una specie di compendio dell'arte di questo artista che propone nel suo stile inconfondibile i personaggi e le situazioni chei abbiamo visto in tutti i precedenti spettacoli . Ecco il coniglio Ginetto che ha paura di essere privato della orecchie , la Carota che teme di essere mangiata, il presentatore che prende in prestito la propria testa, Arlecchino invecchiato senza maschera, il Dottor Balanzone e i suoi compagni appesi come merce inutile, che non serve più. Sono gli scarti degli spettacoli precedenti, non posso più creare nuove cose, non ne ho più la possibilità, sembra dirci il burattinaio veneto che riesce però ad immergere i suoi personaggi in una girandola di situazioni spesso esilaranti ma che alla fine verranno inesorabilmente e metaforicamente inghiottiti da un grande coccodrillo. Lo spettacolo si vede che sta ancora cercando una sua perfetta unità e la chiave della storia riguardante gli Etruschi ci pare essere ancora troppo marginale ma come sempre Gigio Brunello ci propone un teatro di figura di prim'ordine intelligente, poetico ed innovativo.

Il programma del Festival era composto da una quarantina di spettacoli tra i quali ricordiamo con piacere” L'Alice” della compagnia Drammatico Vegetale che ha festeggiato al festival i 35 anni di carriera ed il Teatro Verde di Roma che in “C'era una volta un re Diesis” è riuscito a coinvolgere in una felice creazione che è stata perfino a Mosca Marco Renzi e Francesco Mattioni .
E poi la Compagnia del Baraccone con “Sakuntala”( ma perchè questi giovani vogliono usare tutte le tecniche possibili non possedendone a sufficienza nesssuna), Camilla Barbarito con “Pino” uno spettacolo di trasformismo molto intrigante già visto a Scenario, i sempre bravi Beppe Rizzo con “Il paese di Pocapaglia” e Marco Grilli con “Il medico dei matrimoni” due ottimi spettacoli già per altro recensiti. Erano anche presenti due compagnie abruzzesi, Il Draghetto e Quelli di Archippe, a segnare un amore e una promessa nei confronti di una Regione sfregiata dal terremoto. Lo spettacolo più raffinato del festival ci è sembrato “El vol de Calandria” uno spettacolo senza parole dei catalani del Disset Teatre dove tre animatori estraggono da una fisarmonica un tenero personaggio innamorato che aleggia per un ora cercando l'anima gemella in un'atmosfera tenera e melanconica ricreata senza la minima sbavatura.

Assai interessante la notte dedicata alla narrazione presentata da Sergio Diotti con tra gli altri Aram Ghasemy, artista iraniana, che ha presentato “Il potere di Zahhak”e Giovanni Moretti che ha rievocato la sua prima venuta al festival tanti anni fa ( ma c'era anche Giuliano Scabia che ha raccontato nel magico Castello di Longiano l’ultimo capitolo della sua saga “Nane Oca”).
E poi c'è stato Luca Scarlini che ha realizzato una lettura notturna tratta da un ignoto romanzo dell’Ottocento, “Paolo il Burattinaio” del tedesco Theodor Storm, Alfonso Cipolla con il suo omaggio ai Podrecca visto e sentito a Torino ed infine perfino Chiara Guidi della Societas Raffaello Sanzio che ha presentato “Flatlandia” performance vocale alla sua maniera da amare o da odiare a seconda dei casi e delle sensibilità.
In occasione del Festival ha riaperto al pubblico con un nuovo allestimento, il Museo dei Burattini e delle Figure, nella sede di Villa Inferno, mentre nell’Antica Pescheria è stata allestita la mostra 'La voce delle cose; giochi e installazioni interattive ', a cura di Paola Serafini e Luì Angelini. Insomma nonostante la crisi molte proposte.
Vorremo finire questa ricognizione del festival con un augurio che per la trentacinquesima edizione si potessero riannodare i fili con tutti gli artisti che per una ragione o per l'altra non vediamo più a Cervia da molto tempo da Cortesi a Broggini, da I Mascareddas a Danielli, da Paparotto al Dottor Bostik per festeggiare tutti insieme l'anniversario di questa longeva e meritoria manifestazione. Per intanto arrivederci a Torino per 'Incanti ' e a Cuneo con la Quarta Vetrina del teatro di figura il 9 Dicembre.

Le Sirene d'oro quest'anno sono state consegnate al marionettista iraniano Behrooz Gharibpour che ha lasciato tracce di grande qualità artistica realizzando spettacoli come ‘Ashura’ (che vedremo in Italia in ottobre al Teatro Sistina) o il recentissimo ‘Macbeth’ verdiano. La Compagnia Drammatico Vegetale di Ravenna,fondata da Pero Fenati, Elvira Mascanzoni e da Sergio Diotti che, ha saputo attrarre personalità artiche diverse nel corso del tempo. Alfred Casas, direttore del dipartimento di Teatro di Figura dell’Institut del Teatre di Barcellona. Gaspare Nasuto, di Castellamare di Stabia, burattinaio da 25 anni, ha saputo dare una nuova prospettiva estetica e produttiva all’antica tradizione delle guarattelle napoletane. Giuliano Scabia: fiorentino, è una delle personalità più di rilievo del teatro e della cultura italiana
MARIO BIANCHI

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