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Eolo
stelle lontane
Stati generali della contemporaneit
Vi proponiamo gli sviluppi dopo il documento di San Sepolcro e le proposte di Luca Ricci ed Elena Lamberti alla legge in discussione

Si è messo in moto il meccanismo avviato a Sansepolcro. Si è formato il tavolo di lavoro, che lavorerà a preparare i futuri Stati Generali dei Teatri della Contemporaneità, auspicati durante i giorni di Kilowatt.
Il tutto a partire dalle urgenze individuate nel 'Documento di Sansepolcro' .

Oltre ad Elena Lamberti e Luca Ricci,promotori dell'iniziativai, gli operatori che hanno aderito al progetto per partecipare in maniera attiva sono: Fabrizio Trisciani / Teatri in Scatola /Siena Roberta Nicolai / Teatri di Vetro / RomaVanessa Vozzo / Malafestival /Torino Giuseppe Romanetti /Casalmaggiore (Cr) Francesca Donnini / Rialto /Roma Davide D'Antonio / Teatro Inverso / Brescia Luisa Schiratti / CSS / Udine Maurizia Settembri /Fabbrica Europa /Firenze Gianni Berardino / Voci di Fonte / SienaPaola Tripoli / Incontri Internazionali /Lugano (CH) Dario Focardi / Teatro Lux / Pisa Agostino Riitano / Eruzioni Festival /NapoliAlessandra Ferraro / Attraversamenti Multipli / Roma Andrea Felici / Furio Camillo / RomaDonato Nubile / Campo Teatrale / Milano Carlo Mangolini / Bassano Opera Festival (Vi)Giuseppe Cutino / Artisti per Alcamo (Tp) Fabio Biondi / L’Arboreto / Mondaino (Rn)

Il primo incontro del tavolo di lavoro si terrà all'inizio di Novembre Castiglioncello, poi ce ne sarà un secondo in dicembre, a Mondaino, e poi ancora un terzo, a marzo, al Sud (luogo ancora da definire). Vi saranno aggiornamenti sugli esiti del percorso e sui documenti prodotti, con l'obiettivo che tutto quello su cui lavoreremo sia aggiornato, modificato, condiviso da tutti, per un invito nella prossima estate a un nuovo momento plenario e forse costitutivo di qualcosa (che ancora non ha forma precisa...).
Nel frattempo, la Commissione Cultura del Parlamento ha ritenuto valida la nostra richiesta di una maggiore centratura della nuova proposta di legge riguardo alla contemporaneità. L'impegno che hanno preso l'onorevole Carlucci (Pdl) e l'onorevole De Biasi (Pd) è di portare all'attenzione della commissione le proposte di modifica al loro impianto di legge.
Pertanto, se vogliamo, gli dobbiamo far pervenire al più presto le nostre proposte di integrazione, o taglio, o aggiunta di articoli, a partire da quanto la Commissione ha elaborato sinora.
Di seguito è stato messo un ducumento, con le proposte di integrazione e modifica che sono state pensate sinora. Chiunque avesse voglia di proporre altre integrazioni o tagli o aggiunte, lo faccia a partire dal  documento, e invii le sue proposte all'indirizzo info@kilowattfestival.it entro il 30 settembre. I tempi sono un po' stretti, ma non c'è modo di fare altrimenti. Non è detto che si ottenga qualcosa, ma ci si prova proviamo.

DOCUMENTO FINALE DEL CONVEGNO DEGLI OPERATORI DEL NUOVO TEATRO ITALIANO, RIUNITI A SANSEPOLCRO, A LUGLIO DEL 2009

Dal 29 al 31 luglio 2009 si sono riuniti a Sansepolcro (Ar) oltre 100 operatori teatrali italiani: direttori artistici e organizzativi di teatri e festival, nonché curatori di rassegne, oltre a qualche compagnia, tutti impegnati nella diffusione della creazione contemporanea. L’occasione è stata il convegno 'Vietato parlare dell’aurora, Proposte concrete per il lavoro delle giovani compagnie e dei teatri e festival che le programmano', inserito all’interno del festival 'Kilowatt, l’energia del nuovo teatro'.
Dopo tre giorni di relazioni e dibattiti, ma soprattutto di gruppi di lavoro ristretti, nei quali ogni operatore si è potuto confrontare con altri colleghi sulle proprie pratiche d’azione, è emerso un panorama nazionale profondamente frastagliato e disomogeneo. Accanto a piccole strutture molto attive e orgogliosamente fiere della loro alterità, coesistono grandi teatri e circuiti che si occupano di nuove compagnie e creazione contemporanea, seppure in maniera non esclusiva; e poi festival e vetrine che stanno crescendo di anno in anno, teatri stabili d’innovazione che non hanno rinunciato alla loro missione di farsi promotori di un cambiamento del sistema, piccole e medie strutture profondamente radicate nei propri territori d’appartenenza dedite all’ospitalità e alla valorizzazione del nuovo a cui affiancano un meccanismo di laboratori e azioni formative che permettono la sussistenza del loro progetto complessivo. Queste differenze – è stato detto – sono una ricchezza, dimostrano che il sistema italiano dei teatri della contemporaneità esiste in quanto tale ed è profondamente duttile e in grado di rispondere alle sue croniche ristrettezze economiche con idee, fantasia, arte di arrangiarsi, senso del risparmio, tutte qualità preziose nell’epoca della crisi.
Spesso si guarda alla cultura, e in particolare allo spettacolo del vivo, come spreco. Al di là della considerazione puramente politica su quanto divenga povero un Paese che non investe in cultura, è certo che i responsabili di un eventuale sperpero delle risorse non sono i teatri che programmano la contemporaneità. Piuttosto è vero il contrario: questi ultimi costano pochissimo alla collettività, e quel poco viene regolarmente fatto fruttare molto.

Dentro e intorno al sistema teatrale italiano – dice la grande maggioranza degli operatori riuniti a Sansepolcro –, sembrano farsi strada bisogni nuovi e differenti rispetto a quelli emersi nei decenni scorsi. Primo fra tutti, il ritorno al pubblico. I teatri della contemporaneità, pur consapevoli della loro vocazione minoritaria, sono tutti alla ricerca di formule e modalità di lavoro che aprano lo spettacolo dal vivo all’incontro con la società circostante e, in generale, con il mondo. E così, assistiamo al finire di vecchi modelli – la stagione invernale con gli abbonati, il meccanismo della turné delle compagnie di giro – e al farsi strada di nuove formule, come il sistema delle residenze, oppure i centri di programmazione che si prendono cura del progetto creativo di un certo numero di giovani compagnie, con un’attenzione che dura nel tempo. Di fronte a esigenze e bisogni nuovi, la gran parte degli operatori riuniti a Sansepolcro concorda nell’affermare che è una responsabilità degli operatori (direttori artistici, organizzativi e curatori) farsi carico di una proposta concreta di cambiamento del sistema teatrale italiano, che arrivi a coinvolgere anche le giovani compagnie.

Per intervenire in maniera attiva in questo cambiamento è necessario che il sistema italiano dei teatri della contemporaneità arrivi a parlare in maniera più unitaria di quanto non riesca a fare adesso. Pertanto, il primo obiettivo individuato è la costituzione di un organismo che abbia la forza di essere un interlocutore riconosciuto da tutti, per portare avanti istanze ritenute comuni all’intero sistema. Si immagina un percorso di lavoro, condiviso da tutti quelli che vorranno esserci, che porti alla convocazione di una sorta di 'Stati Generali dei Teatri della Contemporaneità' in cui venga votata la costituzione di un soggetto unitario nazionale che rappresenti il nuovo teatro.
Gli obiettivi che sin da ora sono stati individuati per un coordinamento di questo genere sono:
1 – Creare un organismo realmente rappresentativo e concretamente influente, che faccia emergere l’esistenza di un sistema che già c’è ma non riesce mai a parlare con una voce unica;

2 – Individuare strumenti di valorizzazione della qualità, della professionalità e della continuità dei progetti, fuori dalla politica degli 'eventi';

3 – Difendere i diritti dei lavoratori dello spettacolo, la loro dignità professionale e la loro rappresentanza della quale oggi nessun sindacato si fa concretamente carico;

4 – Favorire la conoscenza delle normative vigenti e intervenire su quelle che si stanno immaginando per il futuro;

5 – Formulare delle proposte relative alle modalità di finanziamento del sistema teatrale italiano, nonché al monitoraggio dei risultati ottenuti con tali finanziamenti;

6 – Incentivare la diffusione e il riconoscimento di quelle pratiche (come le residenze) che il nostro teatro sta già attuando da tempo;

7 – Avvicinare tra loro i territori e le loro specifiche esperienze;

8 – Redigere un codice deontologico degli operatori italiani che garantisca alle giovani compagnie il rispetto di alcuni parametri minimi sotto i quali non è dignitoso che gli operatori facciano proposte di ospitalità.

A partire da settembre 2009, un gruppo ristretto di operatori e compagnie lavorerà volontariamente su questo materiale per formulare proposte concrete, specifiche e approfondite, relative alle modalità di formazione e ai futuri compiti di un organismo come quello che si sta immaginando. Durante l’anno, queste proposte verranno portate a conoscenza di tutti gli operatori presenti a Sansepolcro e di quelli che vorranno condividere questo percorso. L’obiettivo è la convocazione di un nuovo incontro generale dove si costituisca questo nuovo soggetto, nella forma che sarà ritenuta giusta ai più. Un progetto così ambizioso – si è detto –, tante volte ipotizzato, ma mai realizzato, potrà avere una qualche possibilità di successo solo se il percorso di avvicinamento e di fondazione saprà essere plurale e condiviso.
Sansepolcro, 31 luglio 2009


PROPOSTE DI INTEGRAZIONE DELLA LEGGE

All’ART. 2, COMMA 2, LETTERA C, proponiamo la seguente integrazione (in corsivo):il sostegno alle attività di produzione nazionale, in particolare della tradizione teatrale musicale e di danza italiana, del grande repertorio classico e moderno, della sperimentazione, dell’innovazione e della contemporaneità

all’ART. 3, COMMA 2, LETTERA C, proponiamo la seguente integrazione (in corsivo):promuove, valorizza e sostiene con appositi stanziamenti la conservazione, l’innovazione e la diffusione delle attività dello spettacolo dal vivo nelle sue molteplici espressioni ed in tutte le forme possibili di creatività, quale strumento per diffondere la storia culturale delle regioni, affinare e approfondire i diritti di cittadinanza, conservare la memoria e trasmetterla alle future generazioni, favorire lo sviluppo di un pensiero critico e immaginare nuove forme di convivenza civile;

all’ART. 3, COMMA 2 proponiamo l’aggiunta della lettera M con la seguente formulazione: m) favorisce la nascita e il consolidamento di nuovi spazi, nonché di manifestazioni, festival ed eventi culturali, dedicati alla ricerca, all’innovazione teatrale e alla commistione dei linguaggi artistici, anche tramite l’utilizzo di nuove tecnologie.

all’ART. 6, COMMA 4, quando si parla dei compiti dell’ETI, come alle lettera B l’ETI viene incaricato di favorire la diffusione e la conoscenza del repertorio classico, proponiamo l’aggiunta della lettera G con la seguente formulazione:g) promuovere il monitoraggio, la diffusione e la conoscenza delle varie forme di ricerca e sperimentazione presenti sul territorio nazionale e favorirne concretamente la crescita anche attraverso il sostegno diretto alle esperienze di programmazione più innovative e avanzate.

all’ART. 6, COMMA 7, LETTERA G, per favorire il riconoscimento statale di nuove realtà emerse di recente, proponiamo la seguente modifica (in neretto corsivo le aggiunte):Per il primo triennio di applicazione della presente legge, il riconoscimento della funzione, previo parere conforme del Consiglio dello spettacolo dal vivo, è attribuito a tutte le imprese che dimostrino di aver ricevuto sia contributi statali che oppure territoriali negli ultimi cinque anni.

All’ART. 9, COMMA 3, per fotografare con maggiore esattezza la realtà multiforme della nuova creazione contemporanea, dove il testo scritto non è l’unica forma di innovazione, nonché per attestare la stretta interdipendenza ormai esistente tra artisti e programmatori, proponiamo le seguenti modifiche (in neretto corsivo):Nell’ambito del fondo per la creatività, 10 milioni di euro annui sono riservati al finanziamento di progetti destinati all’innovazione interdisciplinare, alla promozione ed al sostegno di giovani autori artisti e gruppi teatrali, compositori o gruppi musicali e di danza ed alla realizzazione delle loro opere, nonché a innovativi progetti di promozione del pubblico presentati da festival e spazi di programmazione dello spettacolo contemporaneo,

Sempre sul medesimo articolo e comma (ART. 9, COMMA 3), proprio in riferimento a quanto espresso all’art. 1, comma 4, quando si specifica che lo Stato riconosce una differenza sostanziale (anche di costi, si immagina) tra attività professionali e amatoriali, chiediamo la cancellazione della parte sotto trascritta:2,5 milioni di euro annui per la promozione della musica, della coreutica e del teatro amatoriali mediante il sostegno all’attività dei soggetti più rappresentativi a livello regionale ed agli organismi di formazione di autori ed interpreti di spettacoli contemporanei.Francamente non si capisce cosa siano gli 'organismi di formazione di autori e interpreti di spettacoli contemporanei' in ambito amatoriale. A nostro avviso nulla dell’esistente corrisponde a questa formulazione che, tra l’altro, si presta a interpretazioni molto arbitrarie. La crescita della contemporaneità non è in mano a strutture amatoriali, semmai a strutture professionali di piccole dimensioni… La nostra richiesta sarebbe di portare da 10 a 12,5 milioni di euro annui la parte del fondo destinata ai giovani artisti e gruppi del teatro, della danza e della musica, di tipo professionale (nonché ai festival e ai luoghi di programmazione del contemporaneo, come sopra esplicitato).

Relativamente all’intero ARTICOLO 10, la nostra aspettativa è quella di un vero meccanismo di tax-shelter come quello stabilito per il cinema dalla Legge finanziaria 2008, articolo 1, commi 325-343. Ci pare che relativamente allo spettacolo dal vivo esistano i medesimi presupposti, giustamente riconosciuti al cinema, per ciò che riguarda il valore economico complessivo che deriva dall’immagine del Paese trainata dalle produzioni di spettacolo dal vivo. Per il cinema, infatti, sono stati riconosciuti crediti d’imposta nella misura del 40% fino all’importo massimo di 1 milione di euro annui. Francamente, le produzioni teatrali potrebbero beneficiare di uno slancio produttivo notevole anche con un tetto considerevolmente più basso (200.000 euro?) e comunque mantenendo la percentuale del 40% sul costo complessivo della produzione, così come avviene per chi investe nel cinema.

Sempre sull’ARTICOLO 10, ci pare che la legge non definisca esattamente quali sono i cosiddetti 'organismi dello spettacolo dal vivo' che potrebbero beneficiare del credito d’imposta. Con questa definizione si intendono soltanto gli organismi finanziati e perciò riconosciuti dal Ministero, oppure tutta la galassia degli organismi di produzione nazionali, che vanno dal teatro stabile alla giovane compagnia che produce con 100 volte meno soldi dello stabile, e che però ha la sua posizione Enpals e paga regolarmente contributi ai lavoratori? Secondo noi i benefici e le esenzioni previsti dalla legge andrebbero estesi anche alle piccole strutture, vero motore del rinnovamento del teatro italiano. Forse, però, la legge dovrebbe definire meglio degli obblighi minimi a cui queste strutture, per quanto piccole, dovrebbero uniformarsi. Forse l’apertura di una posizione Enpals e il regolare versamento di contributi ai lavoratori potrebbero essere i requisiti minimi richiesti per essere considerati 'organismi dello spettacolo dal vivo' e accedere così ai benefici fiscali proposti dalla legge? Chiediamo insomma una formulazione chiara, e che valorizzi il professionismo, della definizione 'organismi dello spettacolo dal vivo'

All’ART. 16, COMMA 5, LETTERA D, poiché i trattamenti di sostegno al reddito per i lavoratori dello spettacolo la cui attività è compromessa dall’avanzare dell’età anagrafica sono soprattutto i danzatori, ma non esclusivamente loro, proponiamo la seguente integrazione (in neretto corsivo):obbligo a carico dei percettori a svolgere incarichi non retribuiti presso amministrazioni pubbliche, individuati attraverso apposite convenzioni finalizzate alla promozione dell’attività dello spettacolo dal vivo e del balletto classico

Una nota particolarmente positiva è sull’ARTICOLO 16, dove si dice che Arcus può intervenire sullo spettacolo soltanto relativamente a progetti strutturali di costruzione, ammodernamento, ecc, degli stabili teatrali, eliminando quella parte di finanziamento che Arcus ha sinora gestito in maniera del tutto discrezionale per finanziare singoli eventi di spettacolo dal vivo (attualmente questo capitolo di finanziamento stabilito nel 20% del totale delle risorse gestite da Arcus, come disciplinato dall’art.3, comma 2, lettera C, del decreto del ministro dei beni culturali numero 182 del 24.09.2008). Speriamo si riesca a far passare questo articolo così com’è, senza modifiche: sarebbe un atto importante di trasparenza e civiltà.

All’ART. 17, COMMA 8, LETTERA A, per valorizzare anche le forme di produzione – come le residenze – che si sono dimostrate più innovative e attuali, anche a livello europeo, proponiamo la seguente integrazione (in neretto corsivo):di carattere generale la direzione artistica ed organizzativa; l’identità e la continuità del nucleo artistico e tecnico; il progetto artistico già realizzato; l’innovazione dell’offerta culturale anche attraverso l’integrazione delle arti sceniche e l’eventuale utilizzo di nuove tecnologie, la messa in scena di nuovi autori e di nuovi talenti sia in campo artistico che tecnico; il sostegno agli stessi attraverso specifici progetti di residenza e coproduzione, la tenitura degli spettacoli;

All’ART. 17, COMMA 8, alla LETTERA C, per valorizzare il meccanismo ormai attivo ed efficace delle residenze, nonché per evitare di escludere da questo ragionamento le attività di festival, che sono tradizionalmente concentrate in pochi momenti e non sempre hanno continuità durante l’anno, si propongono le seguenti integrazioni (in neretto corsivo):di carattere specifico per le attività di esercizio e di promozione e formazione del pubblico: l’offerta multidisciplinare di spettacolo; lo spazio riservato alle nuove proposte ed alle nuove formazioni; l’offerta di residenze creative per le nuove produzioni e il sostegno anche economico e co-produttivo alle stesse; la durata temporale dell’attività nell’anno solare oppure la sua concentrazione in un determinato periodo, per ciò che riguarda i festival; la tipologia e la tempistica dei compensi corrisposti alle produzioni ospitate; momenti di informazione e di preparazione agli eventi idonei a favorire la cultura dello spettacolo dal vivo; l’efficacia della presenza sul territorio cittadino e regionale.

All’ART. 19, COMMA 2, per quanto già espresso sopra, si propone la seguente integrazione (in neretto corsivo):La Repubblica tutela e valorizza le attività teatrali professionali e amatoriali e ne promuove lo sviluppo, senza distinzione di generi, con riferimento alle forme produttive, distributive, residenziali, di promozione e di ricerca…

All’ART. 19, COMMA 3, per favorire una relazione più proficua, e finora quasi del tutto assente, tra Teatri Stabili e realtà dinamiche del territorio, proponiamo l’aggiunta della lettera F con la seguente formulazione: L’obbligo di offrire spazi di residenza e sostegno alle produzioni delle realtà giovanili espresse dai gruppi e dai singoli artisti più innovativi presenti nel proprio territorio di riferimento, in un rapporto di scambio e di ascolto con ciò che esso esprime

All’ART. 20, COMMA 2, LETTERA A, si propone la seguente integrazione (in neretto corsivo):un rapporto permanente tra un complesso organizzato di artisti, tecnici e amministratori e la collettività di un territorio per realizzare un progetto integrato di produzione, promozione e ospitalità di particolare valenza culturale e con significativa attenzione alla tradizione della danza, nonché alle sue espressioni più innovative e contemporanee;

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