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recensioni
SEGNI D'INFANZIA 2018
IL REPORT DI MARIO BIANCHI

Ed eccoci , come del resto ogni anno, a trascorrere per documentarli, due giorni alla tredicesima edizione di SEGNI New Generations Festival, il festival nato nel 2006, l' internazionale d’arte e teatro rivolto a bambini e giovani dai 18 mesi ai 18 anni, che si tiene a Mantova, quest'anno, dal 27 ottobre a 4 Novembre. L’evento è dedicato al mondo delle scuole, delle famiglie e a tutti coloro che amano il teatro, la ricerca e i linguaggi delle arti.
Anche quest'anno oltre 300 eventi in 9 giorni nelle più belle location della città di Mantova con il meglio delle creazioni del teatro italiano già da noi segnalate ( Racconto alla rovescia di Claudio Milani, Pollicino del Teatro del Piccione, Zanna Bianca di Luigi D'elia, Pronti aspetta via del Teatro al Quadrato per citarne solo alcune) che si sono mescolate con alcune belle produzioni straniere dedicate ai piccoli. Ma non solo spettacoli : del festival hanno fanno parte laboratori, percorsi d’arte, performances multidisciplinari in cui musica, pittura, teatro, scultura, danza si sono fusi in una continua contaminazione tra le arti e i linguaggi non verbali, accessibili a spettatori di ogni età e provenienza.
Quest'anno dopo Dario Fo, Altan, Bergonzoni, Sanna, Moretti, Giorgia è stata Licia Colò a disegnare l'animale simbolo del Festival, l'aquila, animale maestoso scelto perchè “sorvola boschi e valli, esplorando le vette, con lei, regina dei cieli, è possibile osservare il mondo dall’alto, da nuove prospettive. Ci invita a riflettere sull'ambiente ma anche - in quanto simbolo nei secoli di impero e potenza - a porre l'attenzione sul tema della responsabilità connessa al potere”
Cristina Cazzola, la direttrice del Festival, sempre attenta ad allargare la funzione della critica riguardo agli spettacoli per piccoli, ha inaugurato una nuova iniziativa : TEEN un progetto di cooperazione europea, una ricerca sul campo che coinvolge come parte attiva i ragazzi fra i 13 e i 18 anni.
Teen è dedicato al pubblico teenager e coinvolge tre festival di teatro per le nuove generazioni: SEGNI New Generations Festival (organizzato da Segni d’infanzia associazione, Mantova, novembre), Aprilfestival (Teatercentrum Copenhagen, aprile), Showbox (Norsk Scenekunstbruk, Oslo, dicembre) e l'Università di Lisbona (Rui Pina Coelho è il critico di teatro coinvolto).
“Insieme ai ragazzi che usando una terminologia inglese chiamiamo TEEN, vogliamo scoprire, utilizzando diversi metodi di critica teatrale quali sono gli spettacoli di teatro più adatti all’adolescenza. Avvalendoci dello sguardo dei giovani fra i 13 ei 18 anni , e ascoltando i loro bisogni e i loro modi di esprimersi cerchiamo di capire come e se è possibile creare una relazione con un pubblico adolescente forte e interessato. Un pubblico sicuro di sé poiché capace di esprimere il proprio punto di vista e con un'opinione differenziata. Mettiamo in contatto direttori di festival, artisti e il pubblico per migliorare l'offerta di teatro per adolescenti.”
Dicevamo non solo spettacoli ma anche laboratori con esiti finali come “13 storie 13 “dove il narratore francese Luigi Rignanese e l'attrice italiana Sara Zoia, insieme ai partecipanti del workshop, ci hanno raccontato nelle bellissime sale del Palazzo Ducale Rustica, attraverso racconti di diversa provenienza, il patrimonio culturale di Mantova.
“13 storie 13” è inserito nella stagione artistica dell’Institut français Italia e realizzato su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, con il sostegno dell’Institut Français.
La nostra presenza si è concentrata soprattutto su spettacoli stranieri, conoscendo la maggior parte delle creazioni italiane.Come sempre molto pubblico ha riempito le decine di spazi dedicate al Festival, meno presenze si sono avute invece quest'anno di operatori, complice forse il tempo e i giorni di festa. Tra gli spettacoli italiani abbiamo visto i primi passi di “ Un po'di amici” di Giorgio Gabrielli e “ D'orfeo” del Teatro all'Improvviso di cui abbiamo già parlato in occasione del Festival milanese “ Segnali”.
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Protagoniste di “La Brouille “ ispirata all’omonimo libro di Claude Boujon (edito in Italia da Babalibri) dei francesi del Theâtre des Tarabates sono state le mani, le mani di Nicolas Saumont che diventano personaggi veri e propri, ognuno dei quali esprime umori e sentimenti.
Le due mani...oops... i due personaggi, uscendo magicamente da sotto un tavolo , vivono beatamente in una bellissima spiaggia, godendosi il sole ed il mare, perfettamente ricreati sulla piccola scena, finchè qualcosa si inclina tra loro, facendo iniziare una vera lotta fatta di muri ed incomprensioni. Ma i nostri protagonisti sapranno unirsi ancora una volta quando una minaccia si profilerà all'orizzonte. Spettacolo curioso e interessante per la sua fantasiosa, riuscitissima, realizzazione, anche se il finale moraleggiante e didascalico ne rovina un poco il completo perfetto successo.
Difficile definire uno spettacolo come “C’est “Parti Mon Kiki”  la particolarissima performance del compositore, performer e polistrumentista Jacques Tellitocci, in cui la musica incontra immagini e video-mapping.
Un grande vibrafono troneggia sul palco tra giocattoli sonori e di peluche tra cui il cane Kiki, fedele compagno di giochi del protagonista che ne risveglia tutta l' immaginazione, trasportandolo nella sua infanzia che ci riappare nelle immagini di repertorio in alcuni schermi disseminati sulla scena.
Tutto serve al nostro protagonista per fare musica: Giocattoli, pentole, paralumi, scatole di ferro, un cane di pezza, la ruota di bicicletta, carta e giocattoli meccanici che mostrano tra l'altro ai bambini che la musica può essere creata da vari oggetti con funzioni differenti. Pur essendo troppo referenziale e un po' forzato nell'incastro tra concerto e biografismo, lo spettacolo si fa amare per la sincerità che lo pervade, per il grande amore ben risolto del protagonista per la musica, costringendoci a considerare l'infanzia un periodo meraviglioso della nostra vita, dove nascono le passioni che ci invaderanno più avanti.
Garage” dei norvegesi Cirka Teater invece mette in scena due buffi personaggi in un grande garage, pieno zeppo di oggetti, recuperati da discariche e apparentemente inservibili. Attraverso i marchingegni e le macchine portentose, piano piano, create con gli oggetti presenti alla rinfusa sulla scena, i due attori si muovono nel loro garage giocando con tutto quello che li circonda, rendendo perfino complicata anche l’operazione più semplice, per esempio cuocere un uovo. Più interessanti delle gag dei due protagonisti, spesso ripetitive, ci sono sembrate però le varie trasformazioni delle macchine e dei motori che, nella loro complicatezza, illuminano tutta la scena, creando un universo sempre diverso, ricco di immagini e sensazioni.
Dopo il bellissimo spettacolo “The House” che ci aveva assai deliziato in passato, infine abbiamo ancora gustato il particolarissimo teatro della danese Sophie Krogh, che ha regalato a Segni d'infanzia un altro bellissimo gioiello teatrale “Circus Funestus”, dove ancora una volta il teatro di figura è realizzato attraverso una tecnica prodigiosa che si coniuga con le immagini  video che presentano con invenzione davvero riuscita gli avvenimenti che accadono fuori palco.
Presentata da un microfono vivente, viene narrata la storia d'amore tra la pulce Mr Flea e l'adorabile    elefantessa star del circo, ostacolata dal malvagio, gelosississimo Mr. Whip, una specie di narghillè serpentesco.
Le figure e gli oggetti, tra cui due simpaticissimi Joker  prendono vita attraverso un meccanismo teatrale perfetto di grande maestria.
MARIO BIANCHI