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recensioni
IL RESOCONTO DEL FESTIVAL "VISIONI" A BOLOGNA
CON INTERVENTI DI MARIO BIANCHI NICOLETTA CARDONE JOHNSON E GIOVANNA PALMIERI

“ Visioni di Futuro, visioni di Teatro... “ che si è tenuto a Bologna dal 22 Febbraio al 3 Marzo, organizzato dalla Baracca, ha dato felicemente il via ai Festival di teatro ragazzi del 2019. Come sempre sono stati dieci giorni dedicati al teatro per bambini da uno a sei anni con 18 spettacoli presentati in 40 repliche da 16 compagnie e collettivi artistici, 2 “concerti disturbati”, un laboratorio di danza per famiglie nato dal lavoro con bambine e bambini ipovedenti e ciechi, 15 laboratori per educatori e insegnanti sul rapporto tra arte ed educazione, 4 conversazioni e 2 conferenze per adulti interessati.
Ben 10 le compagnie straniere con spettacoli provenienti da Europa, India, Messico, Argentina e Cile.
Questa edizione è inoltre il primo appuntamento all’interno di “Mapping - una mappa per l'estetica delle arti performative per la prima infanzia”, progetto sostenuto dal programma Creative Europe dell’Unione Europea per il periodo 2018-2022 e che vede al proprio centro ricerche artistiche sulla relazione sensibile con le bambine e i bambini da zero a sei anni, attraverso l’atto performativo.
“Mapping”, di cui La Baracca – Testoni Ragazzi è capofila, è uno dei 17 progetti di cooperazione di larga scala selezionati tra gli oltre 90 ricevuti da tutta Europa, e uno dei tre con un capofila italiano, realizzato con una partnership di 18 istituzioni da 17 paesi.
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A Bologna abbiamo visto e abbiamo anche documentato la prima mostra di illustrazioni del progetto dedicato al tema del Bambino Spettatore e realizzata con la Bologna Children’s Book Fair.
Il Festival ha ospitato anche il primo focus group sull’Audience Development per la prima infanzia con Luisella Carnelli di Fondazione Fitzcarraldo e Giuliana Ciancio. Inoltre partendo proprio da Visioni prenderà avvio il percorso di Follow Up per registi e drammaturghi, diretto da Gerd Taube del Kinder- und Jugendtheaterzentrums di Francoforte sul Meno, Germania.
Molte le conferenze proposte da “Nuotare controcorrente” sui dieci anni della “Carta dei diritti dei bambini all’arte e la cultura”, i trenta della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e il secolo compiuto da Save The Children, fondata al termine del Primo Conflitto Mondiale a “Old Generation! Strumenti per il futuro” sulla memoria della comunità educante
Quattro le conversazioni, con traduzione in lingua italiana: “Mapping: L’importanza e il piacere di “lavorare in rete””, “Il teatro per la prima infanzia negli Stati Uniti” , “Mapping: Una conversazione su arte e bambini” e “Il Manifesto di Pechino” sul nuovo manifesto d’intenti firmato da ASSITEJ International, la principale associazione internazionale che unisce artisti ed operatori attivi nelle arti performative per l’infanzia .
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Proposte, dibattiti e mostre di grande interesse dunque. Noi abbiamo seguito il festival per due giorni e vi relazioneremo brevemente sugli spettacoli visti tra cui abbiamo apprezzato soprattutto gli spettacoli stranieri.
“Danzas Aladas” dei cileni Aranwa è una gustosissima incursione visiva e canora compiuta dai 6 interpreti sul mondo dei nostri amici pennuti. La danza, mescolata al teatro di figura e al canto, mette in scena, come se fosse vera, una congerie di simpatici uccelli: dalle papere ai fenicotteri agli uccelli del paradiso ai colibrì, visti nella loro vita quotidiana. Uno spettacolo divertente e coinvolgente,una festa per le orecchie, gli occhi e il cuore. "Yo Soy" dei messicani Teatro al Vacio nell'ambito di Teatro Arcobaleno con la regia di Bruno Cappagli mette in scena invece un elogio festosamente semplice, a suon di Danza, della diversità, dove due performer giocano con i loro corpi agghindati vistosamente con due opposti costumi sgargianti, capaci di modificarsi, che invitano i bambini a muoversi nei territori dei vari modi in cui la vita è capace di esprimersi.
Su modi già ampiamente sperimentati si muovono invece “ Un elefante si dondolava” in cui Roberto Frabetti narra nei modi che gli sono sempre stati congeniali, senza artifizi di sorta, aiutato nell'impresa da dolci cantilene e bellissimi oggetti di legno, la bizzarra vicenda di un elefante che cerca il modo di potersi dondolare tra due grattaceli. "Piccoli sogni" dei milanesi di Schedia teatro ha invece come protagonista un tenero orso, Bimbo, mosso a vista, di cui i bambini, a stretto contatto con lui, seguono le peripezie notturne in una città silenziosa,ricreata anche con l'uso di videoproiezioni, piena di incanti misteriosi.
Infine curiosissimo nella sua surreale e divertita composizione è l'ultima creazione del Teatro del Piccione: Taro il pescatore, in cui il protagonista durante un giorno, attraversato da un forte temporale, invece di catturare come al suo solito nel suo laghetto preferito un pesce, al suo amo rimangono attaccati strani oggetti e per di più si imbatte in una misteriosa creatura con cui interagisce. Chi sarà? La fata del luogo? E'vera o un sogno? E cosa c'entrano le nuvole ? Ognuno si inerpica con la fantasia, come è giusto, verso direzioni diverse ed inaspettate, soprattutto i bambini.

MARIO BIANCHI

Abbiamo chiesto di aiutarci nello sguardo su alcuni spettacoli a Nicoletta Cardone Johnson e a Giovanna Palmieri .

OAR /Isole - della Compagnia svedese Ingrid Olterman - è una sorta di spettacolo/installazione itinerante, dove il pubblico si sposta all'interno di uno spazio, relativamente ridotto, per vivere esperienze di movimento, uditive e tattili. Dopo un'introduzione musicale - dove i 4 interpreti suonano dei pianofortini con poco più di un'ottava - e di danza, i 4 danz-attori si dividono lo spazio prendendo posto su 3 isole. Il pubblico, diviso i tre gruppi, si sposta da un'isola all'altra per vedere e sperimentare direttamente l'utilizzo di morbidissimi cuscini di tutte le dimensioni, di differenti strumenti musicali, di come creare suoni con il proprio corpo e con oggetti. Un'operazione interessante e varia dal punto di vista dell'utilizzo del corpo, degli oggetti, degli strumenti e dello spazio, che ha coinvolto soprattutto gli spettatori più giovani.

FAMIGLIE di La Baracca Testoni Ragazzi. Uno spettacolo che, senza parole, con pochi oggetti e una sapiente azione attorale e di regia spiega in poco più di mezz'ora come sia diversificato il mondo delle famiglie. Due personaggi maschili, alle prese con scatoloni e manichini, si suppone debbano allestire un negozio di abiti prima dell'apertura dello stesso. Sono personaggi diversi fra loro: uno (Lorenzo Monti) serio e un po' scontroso, l'altro (Andrea Buzzetti, che cura anche la regia) esuberante,giocherellone ed incontenibilmente coinvolgente. Tirando fuori da tanti scatoloni di dimensioni diverse, uno dopo l'altro, i manichini, montandoli e vestendoli , popolano il palcoscenico di icone di personaggi riconoscibilissimi: mamme, papà, nonni, bambini con fratelli e sorelle più o meno grandi. Spostandoli ed accoppiandoli, facendosi coinvolgere l'uno con l'altro nel gioco, i due ci raccontano la vita: felice dei bambini amati, l'ansia di un divorzio, l'attesa di un fratellino, la famiglia tradizionale, la famiglia dove ci sono solo una mamma o un papà,la famiglia con 2 mamme o 2 papà, la famiglia con i nonni,... Con la lievità giusta per affrontare un argomento così delicato, lo spettacolo mostra l'importanza primaria del concetto di famiglia basato sui rapporti affettivi, al di là dei ruoli consueti .
NICOLETTA CARDONE JOHNSON

LA PRIMA VOLTA CHE HO FATTO BUH
ONDA TEATRO in collaborazione con ZERORAMMI


Uno studio di movimento e parola attraverso la ricerca sul ricordo di tutte le prime volte della vita
Sulla scena due ragazze ricordano attraverso giochi di movimento e parole tutte le prime volte
accadute nella loro vita fino a ora.: prima e dopo la nascita
UNA serie di Ricordi personali di ognuna di loro fino al momento in cui s’incontrano
Una sequenza di azioni frutto dell’intreccio di conversazioni con i bambini e bambine delle scuole e improvvisazioni su ricordi personali che non hanno una sequenza temporale precisa .
il corpo e la voce sono gli strumenti utilizzati in questa studio che contiene un’idea interessante , ma che necessita di un tempo di ricerca d’equilibrio fra testo e movimento.
GIOVANNA PALMIERI