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Eolo
recensioni
FESTIVAL METAMORFOSI
IL RESOCONTO DI RENZIA D'INCA'DEL FESTIVAL DI TEATRO POLITICO ORGANIZZATO DALLA CITTA' DEL TEATRO-FONDAZIONE SIPARIO TOSCANA

Festival Metamorfosi –Teatro Politico
Progetto speciale Teatro Civile per le nuove generazioni.
Teatro Rossini - San Giuliano Terme
2-5 Giugno 2010

Il Comune di Cascina, cittadina dove sorge La città del teatro, il secondo teatro stabile d’innovazione in Toscana, insieme col vicino Comune di San Giuliano Terme ha dedicato una sezione consistente del festival Metamorfosi Teatro politico, al teatro civile per ragazzi.
Fondato su una identità del nucleo storico artistico che proprio dal Teatro ragazzi inizia la sua lunga esperienza sorta negli anni Settanta, la compagine attuale della Città, diretta dal regista Alessandro Garzella, ha scommesso sulla necessità di pensare ad un teatro per le fasce dell’infanzia e dei ragazzi fino ai sedici anni che in linea con la programmazione del serale – Teatro Politico è il logo programmatico dell’intero cartellone festivaliero- proponesse drammaturgie legate all’impegno sociale, alla scuola, ai soprusi contro l’infanzia, al razzismo, all’emarginazione, alle nuove povertà.
Ma l’ulteriore scommessa nella scommessa è stata anche quella di aver portato i bambini e ragazzi in teatro, il Rossini di Pontasserchio nel Comune di San Giuliano Terme, ad assistere agli spettacoli loro dedicati fuori dall’orario della programmazione scolastica, quindi nel pomeriggio insieme coi propri genitori oltre che con gli insegnanti che hanno aderito all’Osservatorio promosso dalla Città del Teatro.

Davvero interessanti le produzioni proposte, di cui due prime assolute Io, diversa della Compagnia fiorentina dei Piccoli principi e Scholé del Teatro delle Briciole, due compagnie storiche nazionali del settore, oltre alla riproposizione della produzione di Sipario-La Città del Teatro del 2008 Cuore buio scritto a quattro mani da Fabrizio Cassanelli ( anche regista e direttore del Centro studi della Città del Teatro) con Francesco Niccolini.Cuore buio è una produzione che ha girato l’Italia e che sta ottenendo grande consenso fra ragazzi e insegnanti. Lo testimoniano decine e decine di commenti di operatori dell'infanzia. Lo spettacolo nasce dal progetto internazionale Screm - sostenere i diritti dei bambini attraverso l’educazione, l’arte i media, sostenuta dalla Provincia di Pisa (il progetto Scream è iniziato con lo spettacolo Nostra pelle) e nasce da un’idea del giornalista corrispondente di guerra Giuseppe Carrisi. E’ la commovente storia di una amicizia fra due bambini-soldato in un’Africa di soprusi e sopraffazioni dell’infanzia. In scena Letizia Pardi e Francesca Pompeo. “Un atto di resistenza- scrive Federica Zanetti dell’Università di Bologna- un teatro che deve disturbare le nostre certezze, che ci aiuta a comprendere il nostro presente per poterlo trasformare”.
Io, diversa , vede in scena Véronique Nah per la drammaturia e regia di Alessandro Libertini. Anche qui il tema è la diversità: una donna di colore si racconta contro gli equivoci e i razzismi su cui si basa molta non-comunicazione del nostro tempo. Véronique ci fa esplorare attraverso danze, musiche e un dialogo-monologo altri mondi, altre realtà al di fuori dei luoghi comuni, uno spettacolo sull’identità e sul raccontarsi come metodo di allenamento all’ascolto dell’altro nella sua interezza non filtrata da pregiudizi.
E ancora il Teatro delle Briciole di Parma con la nuova produzione sul tema della Scholè, pensato all’interno di un progetto denominato” Politoi, l’essere o il divenire cittadini autentici” imperniato sulla considerazione che la conoscenza e quindi la scuola, sono pre-condizioni per una educazione alla democrazia autentica e alla vera cittadinanza consapevole. Il termine scholé, che come viene spiegato dal Maestro–Bruno Stori, anche autore della drammaturgia insieme alla regista Letizia Quintavalla- significa riposo, tempo libero, alla sua allieva intelligente e polemica – Agnese Scotti, è importante perché serve a renderci migliori.
Una relazione, quella fra Maestro e Allievo portata in scena dalle Briciole, dove il messaggio dominante parla di autenticità del legame, rispetto dell’Allievo verso cui il Maestro deve porsi secondo la lezione di Socrate, come maieuta, secondo la radice stessa del temine educare, ex ducere, cioè far uscire fuori ciò che di meglio c’è già nel discente.
Spettacolo brioso su un tema complesso ma trattato con leggerezza anche con l’aiuto di strumenti digitali in video. A chiudere la micro-rassegna del Teatro civile per ragazzi al Teatro Rossini la presenza di Parada Italia ragazzi di Bucarest , i ragazzi di strada usciti dalla loro condizione grazie all’idea del clown Miloud.
Renzia D’Incà

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