.
Eolo
recensioni
VISIONI DI FUTURO, VISIONI DI TEATRO...
LE RECENSIONI DI MARIO BIANCHI E CIRA SANTORO CON LA CARTA DEI DIRITTI DELL'INFANZIA ALL'ARTE E ALLA CULTURA

Dal 26 Febbraio al 6 Marzo si è tenuta al Teatro Testoni di Bologna e negli asili nido della città la settima edizione di “Visioni di futuro, visioni di teatro... “ il festival internazionale di teatro e cultura per la prima infanzia organizzato dalla Cooperativa La Baracca.
Dallo scorso anno il festival bolognese ha intrapreso un ciclo quinquennale incentrato sull’interazione fra il teatro e le altre arti. Nel 2010 l'interesse era focalizzato sulle Arti visive, mentre quest’anno è stata la Danza la protagonista del festival, la danza che è stata al centro di varie attività: spettacoli, studi, performances, lo Small size workshop per artisti internazionali, una conferenza e vari laboratori per insegnanti ed educatori.
Oltre ai laboratori sulla Danza, numerose sono state le proposte formative, per un totale di 17 laboratori per educatori ed insegnanti: dalla poesia (con Alberto Masala) all' illustrazione (con le illustratrici Manuela Marchesan e Paola Sapori), dal teatro (con Carlos Herans, Roberto Frabetti, Ketty Grunchi, Michael Lurse, Joana Clusellas e Jordi Pujol) ), alla narrazione (con l’Associazione Culturale Tapirulan) e anche alle luci (con gli attori e tecnici Andrea Buzzetti e Luciano Cendou).Inoltre si sono tenuti laboratori dedicati ai burattini (con Mauro e Giulia Sarzi) e alla musica (con Vincenzo Stera). A tutto questo ovviamente dobbiamo sommare gli spettacoli dedicati ai bambini dai 0 ai 6 anni. 23 titoli: 8 rivolti ai bambini da 0 a 3 anni e 15 a quelli da 3 a 6. Un totale di 44 repliche: 26 per i Nidi e le Scuole dell’infanzia e 18 per le famiglie. Come nelle precedenti edizioni molto spazio hanno trovato le nuove produzioni, gli studi e le anteprime a sottolineare il carattere di ricerca e confronto proprio di Visioni di futuro, visioni di teatro...


Molte le proposte straniere di assoluta rilevanza a cominciare da Frontieres flottantes/Frontiere fluttuant della Compagnia francese Forest Beats che ha avuto nel danzatore giapponese Yutaka Takei un interprete di grande livello che letteralmente gioca con il colore facendo partecipare anche i bambini. Il colore imbeve di sé tutto lo spazio teatrale che viene trasformato a piacimento dal performer aiutato anche da un musicista e da un videoregista-giocoliere.Una performance complessa tra action painting, teatro e videoarte dove il piccolo pubblico entra direttamente nel processo creativo dell'opera .
Di pregevolissima fattura anche Schaapwel/Buona notte e pecore d’oro dei belgi Nat Gras (Anversa - Belgio) regia e coreografia di Goele Van Dijckcon con Mano Amaro e Jan Martens. Spettacolo di danza che mette in scena i rituali a cui ogni bimbo del mondo deve “sottostare” piacevolmente quando deve andare a dormire. I due danzatori scambiandosi i ruoli si preparano ad andare a nanna in una scenografia che invade tutto lo spazio teatrale reinventando una cameretta ideale dove alla fine i bambini potranno giocare. La danza lieta e a tratti commovente ripercorre i gesti che precedono il sonno, lo svestirsi ed il rivestirsi, il lavarsi, il contatto con l'oggetto preferito,la lettura della fiaba e financo il saluto alla luna(quante lune si sono viste a Bologna quest'anno!) E poi .... il sonno aiutato come tradizione vuole dal conteggio delle pecore. E alla fine come d'incanto anche il pubblico si sentirà a suo agio in un grande letto . Ci è piaciuto molto anche Río de luna/Fiume di luna, la coproduzione Da.te danza (Granada - Spagna) & La Sala Miguel Hernández (Sabadell - Spagna) di Omar Mezacon Iván Motardit e Rosa María Herrador. “Río de Luna” è uno spettacolo costruito dal movimento di due danzatori, un uomo e una donna, che rimanda all’evoluzione di un neonato: come nasce, come si impadronisce piano piano del movimento e del rapporto con tutto ciò che gli sta intorno. La danza utilizzando pochi oggetti racconta “come i piccoli si guardano e guardano gli altri, come percepiscono la luce, gli oggetti, l’acqua e il movimento” e lo fa con grande delicatezza di accenti.
Più convenzionale ci è parso nella sua accattivante leziosità Grillos y luciérnagas/Lucciole e grilli - La Machina Teatro (Santander - Spagna)regia con Patricia Cercas e Luis Oyarbide e la regia di Valeria Fabretti. “ Lucciole e grilli”, in una pur intrigante scenografia che rimanda a tutti gli incanti della natura, due attori fanno vivere ai bambini tutte le suggestioni di una notte d'estate, ricreando una specie di territorio magico dove la luce, affidata spesso a torce e lampade, illumina poeticamente gli elementi della scena.
Tre artisti di tre nazionalità diverse Silvia Traversi (Bologna), Yutaka Takei (Massy - Francia/Giappone) e Omar Meza (Granada - Spagna) hanno regalato al festival una performance di danza creata per l'occasione: “Màndala. “ .I tre danzatori, provenienti da diverse parti d’Europa, accomunati dalla formazione presso la scuola di Pina Bausch, da quella di Carolyn Carlson e da esperienze professionali significative, si sono incontrati a Bologna per dare vita ad una performance molto gradevole tra vestiti usati e scope.

Molto bello anche lo spettacolo presentato dai padroni di casa della Baracca “La barca e la luna”di Roberto Frabetti con la regia di Valeria Frabetti e Bruno Cappagli con in scena una bravissima, camaleontica Carlotta Zini con musiche originali di Riccardo Tesi. Una efficace tiritera scritta e cantata da Bruna Cappagli introduce i piccoli spettatori subito nella vicenda “C’era una barca che andava per mare, ma che sulla Luna voleva arrivare… andava sempre in tondo, perché andava per il mondo.”, uno spettacolo sul desiderio dunque. Carlotta Zini, muovendosi in modo semplicissimo, utilizzando elementi di scena di grande e raffinata delicatezza di Barbara Burgio, narra anche cantando il viaggio di una barca che vuole sapere “come si fa a lasciare l’acqua del mare per arrivare alla Luna e lasciarsi cullare”. Così una notte quell’incontro impossibile si realizza: sarà la Luna, che è magica, a lasciare per un attimo il cielo, per bagnarsi nel mare, “Una notte la luna dal cielo arrivò, prese la barca e piano, piano la cullò…” Uno spettacolo costruito veramente con delicatezza e sensibilità in cui i bambini vivono in un contesto ben costruito un 'esperienza molto particolare. “Piccola giostra “ sempre della Baracca, di e con Roberto Frabetti, racconta invece la storia di una piccola giostra dove tutti si divertono ad andare sempre in tondo, fino a che un giorno l’ombrello che ripara gli abitanti della giostra si rompe. Così tutti quelli che la abitavano : animali di ogni specie , camion, un treno papà con il figlioletto e un aereo , se ne vanno per il mondo e iniziano a girare in lungo e in largo e non più intorno. Alla fine, dopo aver trovato nuovi amici e fatto nuove scoperte, avendo recuperato un nuovo ombrello, decidono di tornare indietro “ perché ogni scoperta è ancora più bella se c’è un luogo sicuro in cui tornare per far tesoro delle proprie esperienze”. Storia raccontata con grande partecipazione emotiva e significativa nella sua semplicità con bellissimi oggetti, ma, a nostro avviso, come a volte accadea Fabretti, troppe sono le parole, ci vorrebbero momenti di silenzio, qualche atmosfera più soffusa affinchè lo spettacolo possa giungere maggiormente al cuore del pubblico, come del resto accade efficacemente nel tenerissimo post- finale quando l'attore autore prendendo in braccio i piccoli spettatori li fa' girare amorevolmente intorno.

MARIO BIANCHI

Il segno più forte di questo Festival è stato quello lasciato dalla danza, declinata nelle sue varianti, un segno che sottintende il bisogno di comunicare con la primissima infanzia attraverso un linguaggio immediato, concreto e chiaro, che vada oltre le parole e i contenuti per farsi gesto. Purtroppo, non sempre le intenzioni hanno mantenuto le aspettative e forse, proprio il confronto del teatro ragazzi italiano con i danzatori europei invitati dal festival, ha messo in luce il bisogno e l'esigenza di approfondimento della tecnica che spesso viene sottovalutata a favore di un gesto che ricorda il teatro d’animazione. Se infatti il terreno della danza è una conquista recente del teatro per l’infanzia perché non chiedere ai danzatori di mettersi totalmente a servizio di questo mondo? E’ ciò che ha fatto lodevolmente La Baracca, invitando Silvia Traversi, danzatrice dal curriculum importante (viene dalla scuola di Pina Baush ed è stata collaboratrice di Carolyn Carlson) a sperimentarsi per la prima volta con il pubblico della primissima infanzia. E se “Un arcobaleno” , lo studio che ha presentato con il musicista Giambattista Giocoli ha un pregio innegabile è proprio la qualità. Le braccia della Traversi, coperte da teli colorati diventano ali di farfalla, vento, arcobaleno, le sue mani che giocano con i teli colorati ricordano i burattini di Obrazov, la leggerezza che pervade tutto il lavoro è contagiosa e anche gli interventi musicali se pur affidati ad un troppo abusato Satie sono intelligenti. A nostro avviso un disegno drammaturgico più chiaro, che assegni al musicista in scena un ruolo più preciso, può sicuramente aiutare questo lavoro ad andare lontano.
Un’altra declinazione della danza è stata quella proposta da Maria Ellero, che in PiccoliMovimentiColorati si fa accompagnare dal segno grafico pittorico di Gianni Franceschini. Se la pittura di Franceschini irrompe sul tappeto bianco come una traccia su cui la danzatrice dovrebbe lanciare la sua sfida coreografica, la danza tende invece spesso a chiudere e a sporcare il rapporto in un conflitto quasi senza respiro. L’accenno di danza irlandese, alla fine, risolve il contrasto e ci lascia immaginare una festa sul prato fiorito creato dalla pittura, ma forse potrebbe esplodere di più in tutta la sua gioiosità liberatoria, riconciliandoci con il movimento iniziale.
Dalla grafica parte anche lo spettacolo di Alice Malerba e Giulia Menegatti, “ Nel bianco” opera prima prodotta da Stilema Uno Teatro, di cui è apprezzabile la raffinatezza della scena e l’impegno delle due attrici intente a raccontare una storia di crescita. Un lavoro che forse potrebbe osare di più nell’invenzione drammaturgica un po’ sfilacciata … o ci si aspettava semplicemente un lavoro più “antonelliano”? Sicuramente è un bellissimo segno che una compagnia storica produca realtà giovani. Sul desiderio di crescere si muove “ Da grande” di Onda Teatro di cui si segnalano alcune intuizioni molto belle, come il corpo che si allunga a dismisura e che si trasforma in una creatura a due teste e quattro gambe. Dopo “Fiocco di nube” lo spettacolo continua la tradizione del gruppo torinese verso la danza che siamo sicuri potrà influenzare altre compagnie italiane a misurarsi con un linguaggio così intrigante e denso di emozioni.

CIRA SANTORO

LA CARTA DEI DIRITTI DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI ALL'ARTE E ALLA CULTURA

Il progetto

La Carta è nata da un gruppo di lavoro promosso da La Baracca - Testoni Ragazzi che ha coinvolto insegnanti, educatori, dirigenti scolastici e genitori.Diciotto principi per affermare il diritto delle bambine e dei bambini all’arte e alla cultura. E' il contenuto della Carta dei diritti dei bambini all’arte e alla cultura, un progetto che comprende:

- un libro illustrato pubblicato da Edizioni Pendragon con le immagini create appositamente da 22 disegnatori (Roberta Angeletti, Francesca Assirelli, Monica Auriemma, Fuad Aziz, Elena Baboni, Chiara Carrer, Davide Ceccon, Alessandra Cimatoribus, Luca De Luise, Mauro Evangelista, Florence Faval, Giulia Forino, Serena Intilia, Manuela Marchesan, Octavia Monaco, Enrico Montalbani, Francesca Nerattini, Paola Sapori, Lucia Sforza, Gek Tessaro, Pia Valentinis, Valeria Valenza) diciotto dei quali hanno rappresentato i 18 articoli della carta e gli altri quattro ne hanno raccontato il senso. La pubblicazione contiene anche la traduzione di tale documento dall’italiano in 26 lingue (albanese, arabo, cinese, coreano, croato, danese, finlandese, francese, giapponese, greco, indiano, inglese, israeliano, olandese, polacco, portoghese, rumeno, russo, senegalese, serbo, sloveno, spagnolo, svedese, tedesco, turco, ungherese);

- un sito web (cartadeidiritti.testoniragazzi.it) dove trovano spazio i contenuti e in cui è possibile sottoscrivere la Carta, e una pagina specifica su facebook (carta dei diritti dei bambini all’arte e alla cultura);

- un convegno dedicato ai diritti dell’infanzia che si è svolto il 5 marzo a Bologna.
Sabato 5 marzo, alle ore 10 al Teatro Testoni Ragazzi di Bologna: Il diritto ad avere diritti, convegno e presentazione del progetto “Carta dei diritti dei bambini all’arte e alla cultura”. Hanno partecipato: Maria Grazia Contini (presidente del corso di laurea magistrale in Pedagogia, Università di Bologna), Emy Beseghi (docente di Letteratura per l’infanzia all’Università di Bologna),Matilde Callari Galli (antropologa culturale, Bologna), Francesco Milanese (presidente dell’Istituto per i diritti e l’educazione, Udine), Jo Belloli (coordinatrice Small size UK, Londra), Roberto Frabetti (La Baracca - Testoni Ragazzi, Bologna), Romana Veronesi (insegnante di scuola primaria, Bologna) e Mauro Evangelista (illustratore, Macerata).

I princìpi ispiratori della Carta

“I bambini hanno diritto a partecipare all’arte in tutte le sue forme ed espressioni, a poterne fruire, praticare esperienze culturali e condividerle con la famiglia, le strutture educative, la comunità, al di là delle condizioni economiche e sociali di appartenenza”.
E' in sintesi, il senso profondo che ha ispirato la Carta dei diritti dei bambini all’arte e alla cultura, che discende principalmente da due fondamentali presupposti.Nella Convenzione sui Diritti dell’Infanzia approvata dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 1989 e nella Carta europea dei diritti del fanciullo varata dal Parlamento Europeo nel 1992, viene citato il diritto del Bambino a partecipare alla vita culturale e artistica. In particolare nell’articolo 31 della Convenzione Onu si afferma che “1- Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale e artistica. 2- Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l’organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali.”
Nell’articolo 8.28 della Carta europea si afferma che “ogni fanciullo (…) deve poter fruire inoltre di attività sociali, culturali e artistiche”.

Carta dei diritti dei bambini all’arte e alla cultura

I bambini hanno diritto:

1) ad avvicinarsi all’arte, in tutte le sue forme: teatro, musica, danza, letteratura, poesia, cinema, arti visuali e multimediali;

2) a sperimentare i linguaggi artistici in quanto anch’essi saperi fondamentali;

3) a essere parte di processi artistici che nutrano la loro intelligenza emotiva e li aiutino a sviluppare in modo armonico sensibilità e competenze;

4) a sviluppare, attraverso il rapporto con le arti, l’intelligenza corporea, semantica e iconica;

5) a godere di prodotti artistici di qualità, creati per loro appositamente da professionisti, nel rispetto delle diverse età;

6) ad avere un rapporto con l’arte e la cultura senza essere trattati da consumatori ma da soggetti competenti e sensibili;

7) a frequentare le istituzioni artistiche e culturali della città, sia con la famiglia che con la scuola, per scoprire e vivere ciò che il territorio offre;

8) a partecipare a eventi artistici e culturali con continuità, e non saltuariamente, durante la loro vita scolastica e prescolastica;

9) a condividere con la famiglia il piacere di un’esperienza artistica;

10) ad avere un sistema integrato tra scuola e istituzioni artistiche e culturali, perché solo un’osmosi continua può offrire una cultura viva;

11) a frequentare musei, teatri, biblioteche, cinema e altri luoghi di cultura e spettacolo, insieme ai propri compagni di scuola;

12) a vivere esperienze artistiche e culturali accompagnati dai propri insegnanti, quali mediatori necessari per sostenere e valorizzare le loro percezioni;

13) a una cultura laica, nel rispetto di ogni identità e differenza;

14) all’integrazione, se migranti, attraverso la conoscenza e la condivisione del patrimonio artistico e culturale della comunità in cui vivono;

15) a progetti artistici e culturali pensati nella considerazione delle diverse abilità;

16) a luoghi ideati e strutturati per accoglierli nelle loro diverse età;

17) a frequentare una scuola che sia reale via d’accesso a una cultura diffusa e pubblica;

18) a poter partecipare alle proposte artistiche e culturali della città indipendentemente dalle condizioni sociali ed economiche di appartenenza, perché tutti i bambini hanno diritto all’arte e alla cultura.

Stampa pagina  Link alla pagina

Segnala questo articolo ad un amico:

Tuo nome

Tua mail

Nome amico

Mail amico




Torna alla lista