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Eolo
recensioni
A CASTELFIORENTINO
IL REPORT DI MARIO BIANCHI SU

Dal 27 al 31 Marzo a Castelfiorentino si è tenuta la seconda edizione della manifestazione “Teatro fra le generazioni” promosso da Comune di Castelfiorentino, Regione Toscana Fondazione e Teatro del Popolo, Banca di Credito Cooperativo di Cambiano, Comune di Empoli, Comune di Vinci, Circondario Empolese Valdelsa e organizzato da Giallo mare minimal teatro. Sono stati cinque giorni di spettacoli, incontri e un convegno dal titolo Progetto Cartoline dall'Italia.percorsi, proposte d'interazione progettuale sul teatro per le nuove generazioni fra residenze di Toscana, Puglia, Piemonte, Lombardia e Veneto.

Durante la manifestazione sono stati organizzati anche due incontri molto interessanti con il professor Alfonso Maurizio Iacono, filosofo, preside della facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Pisa e con Giorgio Testa, pedagogista che si occupa del rapporto tra opera teatrale e lo sguardo degli spettatori – ragazzi. Nel cartellone particolare attenzione è stata ovviamente dedicata alla produzione toscana, intorno alla quale è” andato in scena” un incontro di lavoro fra operatori ed artisti (Made in Toscana)al quale hanno partecipato molti operatori del settore. Altre linee di lavoro sono state quelle dedicate all'incontro fra artisti, pubblici e altri saperi (sezione Atlante), all'intreccio operativo con altre generazioni di artisti ed altri linguaggi ( percorso formativo e produttivo “Lieto è il fine”) e alla costruzione di reti di lavoro su scala nazionale. Uno dei momenti più importanti dell'iniziativa ha visto come protagonista Ascanio Celestini che in “Pro Patria senza prigioni, senza processi” ha fornito una versione del tutto particolare del Risorgimento italiano portando la sua attenzione soprattutto sulla fondamentale esperienza della Repubblica Romana e in un diretto colloquio con Mazzini ipotizzando nella sua visione anarchica del mondo l'epoca attuale come fonte di una necessità per un'ulteriore tappa del Risorgimento Italiano. Non uno dunque ma tre risorgimenti,tutti falliti, espressioni di un'idea intimamente legata alla lotta (armata) di classe: lo scontro tra repubblicani e monarchici nella seconda metà dell'800, la resistenza antifascista e il terrorismo rosso degli anni '70. Alla fine ne viene fuori dunque una visione tragica del nostro paese,una patria dove prigioni e processi ci saranno sempre ed il popolo non riuscirà mai a riscattarsi.

Molti gli spettacoli toscani visti dalla performance di danza da “Fuga” della compagnia Virgilio Sieni, protagoniste tre giovanissime interpreti, prima poetica coreografia di un progetto inedito dal titolo “Cerbiatti del nostro futuro “, nato allo scopo di creare e sviluppare un repertorio di danza contemporanea specifico per danzatori giovanissimi. , al divertente e raffinato “Abram e Isac” in cartoon della compagnia Sacchi di Sabbia già da noi recensito per i teatri del sacro a Kundur del TPO scintillante omaggio della compagnia pratese all'Islanda con i consueti metodologie interattive, con compagnie ospiti nel quadro della collaborazione con la Regione Puglia, l'ormai storico “La bella addormentata” della compagnia” La luna nel letto.

A Castelfiorentino abbiamo visto, ancora in gestazione, l'interessante spettacolo sull'identità di genere e sui suoi stereotipi presenti soprattutto nei ragazzi “ Io Femmina e tu” prodotto dalla città del teatro di Cascina di Fabrizio Cassanelli con Federico Raffaelli, Laura Rossi con la regia Letizia Pardi, Francesca Pompeo. Il tema è sviluppato nel contrasto tra i due attori che sfidandosi su un ring imbastiscono una specie di incontro di pugilato che li vede contrapposti, la coppia “allenandosi, sperimenta energia, forza, sveltezza, furbizia, gioco e scherzo e con il mettersi alla prova cerca qualche risposta: uguali? Simili? Differenti? Ma che vuol dire? Che importanza ha?” Alla fine come è giusto che sia la risposta è : l’importante è essere quello che si è. Le domande e le risposte vengono sempre messe in discussione in un gioco teatrale come si è detto ancora in formazione ma spesso coraggioso e foriero di ottimi risultati per un argomento che resta un tabù nel teatro ragazzi italiano. A Castelfiorentino abbiamo visto anche diversi studi di spettacoli da Odissea minima di Renzo Boldrini di Giallo mare , agito in una classe dove ironicamente i personaggi di una scuola si trasformano negli eroi omerici, a Non Piangere con Vania Pucci e Licio Esposito sempre di Giallo Mare , spettacolo per i piccolissimi tenero e coinvolgente sui primi contrasti con il mondo, a 'Di Terra di Semi e di altre storie ' uno spettacolo del CSS di Udine con la regia di Vania Pucci e che vede in scena la giovanissima Eleonora Ribis alle prese ancora una volta con un seme che deve crescere sino a Gogmagog giovane compagnia toscana che con Mappito si incontra per la prima volta con il teatro ragazzi con esiti che già si mostrano promettenti raccontando storie e miti provenienti da tutte le parti del mondo. Anche ne 'Il Mostro della Montagna ' di Vania Pucci aiutata da Guido Quarzo viene riproposto un mito- leggenda molto famoso, quello dell'uomo selvatico con le movenze che sono care alla regista e autrice di GialloMare che narrando gioca con le immagini regalando ai ragazzi tutte le sfumature di un personaggio presente in forme diverse in tutte le culture non solo europee.
MARIO BIANCHI


Made in Toscana: un tavolo di lavoro, domande ed idee per un Nuovo Sistema Regionale del Teatro per l’Infanzia e la Gioventù

Made in Toscana: un tavolo di lavoro, domande ed idee per un Nuovo Sistema Regionale del Teatro per l’Infanzia e la Gioventù

Nell’ambito della seconda edizione del cantiere Teatro fra le Generazioni ( Castelfiorentino (FI), 27-31 Marzo) diretto da Giallo Mare Minimal Teatro è stato organizzato un tavolo di confronto denominato “Made in Toscana”, fra le istituzioni regionali, operatori ed artisti che in varie forme si occupano di teatro per l’infanzia e la gioventù.
Una tappa di un più articolato percorso di riassetto regionale di questa area artistica e progettuale, iniziato nel Maggio 2011, nella prima edizione del Cantiere a Castelfiorentino, proseguito nel novembre 2011 sempre a cura di Giallo Mare Minimal Teatro, a Santa Croce S/A (PI) e che proseguirà con un convegno organizzato dalla Fondazione Sipario Toscana Onlus a Cascina dal 24 al 26 Maggio. Tema centrale di “Made in Toscana”, e dell’intero ciclo di incontri è la riprogettazione del Sistema Teatrale Toscano legato al teatro per le nuove generazioni in una regione che sta affrontando un generale riassetto del proprio panorama teatrale tramite l’applicazione della sua nuova legge sulla cultura.
Un incontro che ha visto una forte presenza sia istituzionale (Ilaria Fabbri e Geraldina Cardillo per la Regione Toscana e la Direttrice di Fondazione Toscana Spettacolo Patrizia Coletta) che di operatori ed artisti toscani e nazionali di differenti generazioni. Mio compito (Renzo Boldrini) è stato quello di inquadrare il Teatro per l’infanzia e la gioventù come elemento strategico di un sistema regionale (qualsiasi Regione) che intenda allargare e qualificare la propria domanda teatrale e dinamizzare la propria offerta anche in termine di riequilibrio di genere (vedi segni tipici del teatro per i più giovani: teatro di narrazione, sperimentazione multimediale, teatro musicale da camera, teatro di figura) e sperimentazione tematica e drammaturgica, legata ai differenti referenti a cui si rivolge (bambini, ragazzi, giovani, famiglie). Spettatori sempre più spesso accomunati in una platea trasversale e con la quale si cerca di interagire tramite una lingua di scena meticcia ed intergenerazionale (da questo orizzonte nasce il titolo del cantiere Teatro fra le Generazioni). Inoltre nell’introduzione al dibattito, ho sottolineato come oggi, ribaltando stereotipati preconcetti (vedi teatro scuola come deportazione teatrale, automatismo organizzativo) il teatro per l’infanzia e la gioventù, sia in termini artistici che d’impresa, è un’azione di rischio culturale proprio perché opera in luoghi di frontiera sociale come la scuola odierna. Ambiente segnato da politiche retrive e rigurgiti classisti, ma di fatto decisivo avamposto della trasformazione multiculturale della società e della trasformazione degli immaginari, dei loro segni etici ed estetici. Il teatro per le nuove generazioni è un’area produttiva e progettuale a evidente funzione pubblica, tautologicamente contemporanea, tendenzialmente innovativa rivolgendosi in modo privilegiato ai cittadini più giovani, ovvero a chi è in prima linea nel vorticoso mutamento dei linguaggi e della frantumazione antropologica della nozione di realtà e di mimesi. Un “settore” teatrale che sicuramente deve affrontare (non solo in Toscana) tratti perfino rifondativi, ma di fatto necessario oggi più di ieri, nonostante sia spesso oggetto di attenzioni politico-culturali e di sostegni economici residuali.

Ilaria Fabbri, che nel suo percorso storico ieri all’E.T.I. ed oggi come responsabile del settore spettacolo della Regione Toscana ha sempre mostrato una concreta sensibilità per il teatro rivolto ai giovani pubblici, ha sottolineato come in controtendenza ad altre aree della produzione si riscontri un’offerta regionale inferiore alla domanda già in essere e potenziale proveniente da scuole, famiglie. Ha quindi indicato la necessità di ulteriore qualificazione di questa area produttiva, anche grazie al ricambio artistico generazionale, tenendo presente la necessità di costruire ancor più incisivestrategie d’incontro e dialogo conoscitivo con i differenti e particolari referenti a cui si rivolge il Teatro per l’infanzia e la Gioventù. La Fabbri ha quindi evidenziato come il nascente sistema delle residenze, grazie al suo radicamento territoriale e le sue modalità operative, tramite esperienze vocate ai giovani pubblici può in stretto dialogo con le stabilità ed il circuito, contribuire a ridefinire un efficace sistema regionale legato alla platea dei ragazzi, giovani, scuola e famiglie. Un laboratorio Toscano che sappia interagire dialetticamente anche con gli artisti (non solo teatrali) che con efficacia volgono la loro attenzione, se pur in modo più episodico, alla platea dei ragazzi aprendo così nuove suggestioni e possibilità operative. Patrizia Coletta, tra l’altro, ha ribadito come la platea dei ragazzi e delle famiglie offra una domanda significativa come dimostra l’esperienza di “Stasera Pago io!”modulo sperimentale di formazione e programmazione del pubblico e di programmazione serale per le famiglie ideato e realizzato da Fondazione Toscana Spettacolo e Giallo Mare Minimal Teatro sperimentato con significativo successo in alcuni teatri della Toscana.

Fabrizio Cassanelli di Fondazione Sipario Toscana ha evidenziato l’importante transizione in atto nella propria struttura legata alla definizione della nuova direzione artistica di Cassanelli dello stabile Toscano per le nuove Generazioni. Cassanelli ha sottolineato come il nuovo c.d.a. ha comunque deliberato una linea operativa dove trova spazio una nuova e più forte attenzione al pubblico dei ragazzi ed al rapporto fra teatro ed educazione, tema intorno al quale ha annunciato il convegno di Maggio a Cascina.

Andrea Nanni, direttore di Armunia ha sottolineato la necessità dell’intreccio costante fra artisti, operatori e spettatori di ogni età intrecciando strettamente livello artistivo e formativo. Indirizzo svolto da Armunia tramite la messa in assemblea dei vari referenti ed operatori che operano contestualmente tramite teatro, danza, musica, filosofia all’interno di un laboratorio diffuso che periodicamente trasforma il Castello Pasquini di Castiglioncello in una scena a 360°.

Davide Venturini ha evidenziato l’esperienza di TPO come di compagnia produzione “pura”, capace di una notevole presenza sul mercato internazionale. Venturini ha sottolineato l’esigenza di vedere applicato anche nella nostra regione un modello teatrale capace di rifondare e dividere nettamente ruoli e funzioni fra personale organizzativo/direttivo e livello artistico, indicando la necessità di attivazione di spazi scenici capaci di ospitare le esigenze del teatro contemporaneo legato all’infanzia.

Un dibattito partecipato e vivace dove ricordiamo gli interventi di Gianfranco Pedullà del Teatro Popolare d’Arte (necessità di un concreto rapporto artistico/organizzativo fra circuiti e residenze alla luce della scomparsa delle province e la crisi finanziaria degli enti locali), Cataldo Russo del Teatro del Giglio (rapporto fra teatro musicale e giovani pubblici), Tommaso Taddei dei Gogmagog (rottura del genere evidenziando come un buon teatro ragazzi è parte necessaria di un teatro contemporaneo che si innova), Livio Valenti – Nata (il teatro ragazzi strategico per il teatro di comunità e di residenza), Cira Santoro (temi affrontati nel dibattito rappresentano problematiche ed idee di sviluppo necessari non solo per la Toscana, ma per lo scenario nazionale), Mario Bianchi (necessità di memoria storica del settore e confronto fra generazioni di teatranti).

Un tavolo di confronto che non ha avuto conclusioni, ma ha creato domande, evidenziato obiettivi trasversali, che brevemente elenco:
1-
ipotesi di un festival regionale policentrico di valore nazionale e capacità di dialogo con l’estero centrato sui giovani pubblici. Un festival punta di emersione di un laboratorio diffuso con radici profonde, quotidiane, nel territorio regionale.

2-
attenzione e riqualificazione della produzione e progettualità di teatro e darti per l’infanzia e l’adolescenza.

3-
ricostruzione di un rapporto con mondo universitario, critico come necessario elemento di confronto e uscita dall’autoreferenzialità.

4-
costruzione di una forte azione di rete come laboratorio regionale di formazione dello spettatore di ogni età, a partire dai più piccoli

5-
rilancio del rapporto (promozione, formazione, produzione) con la scuola a partire dal rilancio istituzionale, nei limiti degli indirizzi che la Regione Toscana può sviluppare in materia di programmazione ed organizzazione scolastica, dei temi centrali dal protocollo d’intesa Eti e ministero della Pubblica Istruzione.

6-
maggiore sostegno alla produzione teatro ragazzi ed articolazione del suo sistema distributivo cercando nuove formule di programmazione (serale, monografie, residenze temporanee).

7-
Favorire progettualità di rete Nazionale (vedi progetto Cartoline dall’Italia) fra Residenze della Toscana, Puglia e Piemonte) sul Teatro per le Nuove Generazioni.

Renzo Boldrini

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