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recensioni
Fare Teatro a Scuola Secondo Noi
IL REPORT DELLE TRE GIORNATE DI UDINE ORGANIZZATE DALL'ENTE REGIONALE TEATRALE DEL FRIULI

E' assai raro trovare iniziative che si interroghino profondamente su cosa voglia dire fare teatro per i ragazzi, che operino sulle metodologie che lo compongono, che approfondiscano i rapporti che interagiscono tra scuola e scena anche con laboratori e giornate di studio. Ecco che così, dopo le ammirevoli e necessarie giornate passate e vissute a Castel fiorentino e a Cascina, Udine ci ha accolto dal 23al 25 ottobre al Teatro Nuovo Giovanni da Udine per la quarta edizione di 'Fare Teatro a Scuola Secondo Noi' manifestazione organizzata dall'Ente Regionale Teatrale del Friuli composta da incontri e seminari di formazione (ma non solo) indicati per gli operatori della scuola e del teatro.

Il primo impatto curioso è stata una staffetta-percorso snodatatisi per tutti gli spazi del teatro dove alcuni degli artisti autori presenti hanno introdotto la loro attività attraverso performances di diversa natura.
Tra le molte ci ha interessato parecchio, oltre la riproposizione da parte del Teatro della Sete di Antigone nell'omonimo progetto di Letizia Quintavalla visto a Castiglioncello e lì recitato da Renata Palminiello, la presenza di Luisa Fontana con il suo Brainstorming Camera di decompressione per spettatori, dove l'animatrice ha mostrato diverse tecniche, diciamo così, amorose per 'come accompagnare' i bambini a teatro riflettendo su tutto ciò che compone l'atto dell'andare a teatro: perchè il teatro (le motivazioni), prima di andare a teatro (cosa fare insieme ai bambini), dopo il teatro (l'emozione di uno spettacolo conservata e rielaborata).
Stimoli accompagnati dal vivo dalla stessa voce dei bambini che parlavano di teatro con bellissime ed inusuali considerazioni su quello che andavano a vedere e su quello che avevano visto.
Uno dei progetti in qualche modo laterale al tema proposto ma in naturale e bellissima simbiosi con esso è stato 'Era una gioia appiccare il fuoco' dove tutti gli operatori teatrali, artistici e protagonisti delle giornate, divisi in due gruppi sono stati invitati ad approfondire da una parte il binomio 'fomento-bambino', dall'altra 'parola sipario-bambino'.
E le trenta parole richieste per testimoniare questo approfondimento sono diventate cinquanta ed hanno permesso di scandagliare in modo assolutamente originale il rapporto tra teatro ed infanzia, considerando il bambino come vero e proprio sipario vivente di emozioni che solo il teatro può fornire, soglia da una parte e dall'altra tra l'infanzia e l'essere adulto.
Ma le giornate di Udine sono state soprattutto dedicate alle insegnanti del Friuli che hanno riempito tutti i numerosi laboratori che Silvia Colle e Lucia Vinzi hanno offerto loro scegliendo formatori di grande e fruttifero interesse. La poetessa narratrice Giusi Quarenghi e l'attore narratore Ferruccio Filipazzi che avevamo già molto apprezzato nello spettacolo 'E sulla case il cielo' in 'Incontrare la poesia delle parole, la parola della poesia' hanno proposto in modo concreto e altamente suggestivo come la parola poetica possa essere resa immaginifica e nello stesso tempo presente attraverso il teatro.
Guido Castiglia narratore di classe invece con 'Parole magiche' ha elaborato in un laboratorio sul corpo che parla, come si possa sviluppare e approfondire la conoscenza del corpo e delle sue possibilità espressive con l'armonia e il ritmo della gestualità per raccontare e raccontarsi.
Valeria Fabretti della 'Baracca' di Bologna in 'Parole in movimento' ha invece privilegiato lo spazio dove il corpo può parlare e raccontare attraverso sguardi, suoni e movimenti in relazione con altri corpi.
Poi infine( ma altri sono stati proposti in librerie e scuole) due laboratori dedicati al teatro di figura, quelli del maestro Claudio Cinelli sull'uso della mano nel teatro di figura e quello di Michele Eynard che in 'Parole a matita' ha destrutturato un celebre racconto di Rodari per poi farlo riraccontare attraverso la lavagna luminosa dalle insegnanti.
Un altro momento che ci ha molto coinvolto è stato quello condotto da Ilaria Tontardini e Emilio Varr dell'Associazione Hamelin (Bologna) che hanno approfondito con diversi esempi i 'libri con le figure'; gli albi illustrati che accompagnano i bambini fin da piccolissimi con il loro potenziale educativo, estetico, artistico. Abbiamo conosciuto un mondo per certi versi a noi estraneo almeno nella sua essenza più profonda.
Durante le giornate di Udine è stato anche ricordato con suggestioni e sottolineato come iniziativa fondante dell' E.R.T il progetto MAT+S realizzato a Monfalcone, ideato e curato dall'attrice Luisa Vermiglio dedicato all'esplorazione dei possibili punti di incontro e 'contaminazione' reciproca fra i linguaggi artistici e scientifici e che, nel 2012 ha concluso un percorso triennale dedicato alla 'regina delle scienze'. Avviato nel 2000, il progetto MAT+S è diventato - grazie alla collaborazione dell'amministrazione comunale e della direzione didattica - un importante valore aggiunto nell'offerta formativa delle scuole di Monfalcone.
Nel corso dell'anno scolastico le 8 classi della scuola primaria Duca D'Aosta hanno intrapreso un percorso formativo, che ha portato i bambini a lavorare sul ritmo con il percussionista Lucio Cosentino, sui numeri con i professori Luciana Zuccheri e Andrea Sgarro dell'Università di Trieste, su suono e matematica con il fisarmonicista Roberto Daris e sulla figura di Pitagora insieme a Luca Novelli, scrittore e divulgatore scientifico. Anche le insegnanti hanno partecipato a numerosi interventi tra gli altri con l'esperto di comunicazione multimediale Marco Geronimi Stoll, con la scenografa Belinda De Vito e il tecnico teatrale Stefano Chiarandini, che hanno fornito loro alcune importanti indicazioni su come aiutare e sostenere concretamente il lavoro creativo dei loro alunni.
Dopo molte settimane di lavoro, il viaggio è approdato in teatro con un allestimento in 8 quadri, che - tra Musica Arte e Teatro - ha lasciato spazio alla fantasia ed energia dei bambini. Insomma torniamo da Udine dopo tre giornate intense e piene di suggestioni che danno un senso molto profondo a chi lavora per il teatro dell'infanzia ma non solo.

MARIO BIANCHI

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