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Eolo
recensioni
SEGNALI 2005
Le recensioni a cura di Mario Bianchi e Mario Nuzzo

Si è svolta tra Pavia e Vigevano dall’undici al tredici Maggio la sedicesima edizione di “Segnali” la rassegna che ogni anno propone il meglio della produzione del teatro ragazzi lombardo.Dopo la felice edizione del 2004 che aveva proposto diverse creazioni interessanti, la manifestazione quest’anno è stata nel complesso deludente con pochi spettacoli degni di menzione.
>Al centro delle difficoltà ancora e soprattutto la drammaturgia con molti spettacoli che pur partendo da situazioni originali non riescono a dipanarsi sino in fondo in modo coerente come per esempio “Extracom” del Centro teatrale Bresciano (assai positiva invece l’idea di collaborare con una piccola compagnia come il Teatro Laboratorio di Brescia) o” Kinesis” che mantiene tutti i difetti e i pregi dei primi spettacoli dei “Grock” dove ad una raffinata iconografia che richiama Mirò e Klee fa da contraltare una drammaturgia algida e confusa che rende poco espressivo anche il movimento, per certi versi interessante e senz'altro coraggioso invece l'utilizzo drammaturgico anche se non del tutto riuscito che il Teatro del Sole fa del romanzo di Aldo Nove in 'Amoremioinfinito '
In altri casi c’è una ripetizione di schemi di spettacoli precedenti che però ci sono parsi questa volta meno stimolanti come nelle nuove creazioni di Erbamil e del Teatro all’Improvviso presentato in coproduzione con lo Smalands Musik Och Teater.
Curiosa ma assolutamente da” riregistrare”anche la performance di microteatro della Tangram che ripropone il meraviglioso piccolo racconto di Frederic Brown “Sentinella” ambientato in un pianeta ostile con le tecniche del teatro di figura. L’uso delle tecnologie è ancora imperfetto e lo spazio deve essere posto meglio in risalto ma lo spettacolo magari con un tocco di ironia in più ha in sé tutte le potenzialità per diventare un piccolo gioiello .
Interessante infine la proposta del Teatro Prova dove Silvia Barbieri e Angelo Andreoli ci offrono una,per certi versi, stimolante rilettura de “ La fattoria degli animali “ di George Orwell raccontata dalla parte dei due cavalli Gondrano e Berta, gli animali che più di ogni altri rimangono sconfitti dalla lucida barbarie dei maiali, Ben interpretato da Patrizia Geneletti e Max Brembilla con l’ausilio delle musiche dal vivo di Daniele Ghisi lo spettacolo si dipana con moduli brechtiani verso il tragico epilogo non privo di echi di speranza. Purtroppo l’assoluta mancanza di gioco teatrale dove spesso ogni cosa rimane sempre su un piano troppo didascalico rende “La folia degli animali” soprattutto un esercizio di stile che ha comunque in sé le movenze di ballata morale. Ma il vero mattatore di Segnali,oltre allo spettacolo dei Dadarò, quest'anno è stato un diavolo,quello creato da Giorgio Gabrielli per il suo spettacolo,vera meraviglia di teatro di figura dall'espressività arcigna e ironicamente sorniona

M.b.

GLI ECCENTRICI DADARO’
PER LA STRADA
Dopo il successo riscontrato a “Segnali”due anni fa’con una personalissima versione di “Peter Pan”, il giovane gruppo lombardo, esce ,anche se non del tutto , dalla propria vocazione circense per parlare del contemporaneo, facendo ancora centro. Investendo nella loro maturazione in un autore come Bruno Stori che con Fabrizio Viasconti ha dato spessore evocativo alla piece e in un attore sensibilissimo come Salvo Arena ,“I Dadarò” mettono in scena la fuga da casa di tre adolescenti, scontenti della loro quotidianetà.
Bianca,Carlo e Marzio in una notte piena di stelle corrono verso una nave che nelle loro intenzioni dovrebbe portarli a far maturare i loro sogni. Amici per la pelle, nell’attesa dell’agognata partenza, si raccontano le paure, i desideri,le le speranze che la foga emotiva della loro adolescenza ha sempre nascosto. I tre ragazzi, uniti nella voglia di cambiare il mondo ma diversi per sensibilità, “per la strada” si confrontano, si scontrano anche, scambiandosii le motivazioni assolutamente ineguali del loro disagio in un continuo gioco di sensazioni e di sentimenti.
Utilizzando una scenografia molto semplice, ma altamente evocativa, con continui riferimenti non solo musicali al mondo felliniano( ma c’è anche “Alba chiara” di Vasco Rossi) “Per la strada” si fa amare per l’assoluta complicià degli interpreti( con Arena, Rossella Rapisarda e Davide Visconti) e per la poetica descrizione dei palpiti dell’adolescenza in cui ogni spettatore si ritrova.
Lo spettacolo è per certi versi fin troppo accattivante, ci vorrebbe forse un po più di cattiveria e di adesione alle brucianti contraddizioni del vivere contemporaneo ma la metafora dell’iniziazione all’età più adulta è resa con grande freschezza di mezzi e con felice invenzione.
E non disturba nemmeno il doppio finale in cui i tre protagonisti raccontano ognuno a modo loro il difficile ritorno a casa metafora esplicita di come sia certe volte più difficile ritornare che andarsene.
MARIO BIANCHI

ERBAMIL
DEZ INCREDIBOL
Due buffi scienziati accompagnati da un’improbabile traduttrice portano gli spettatori alla scoperta del mondo scientifico. Tra canzoni e buffe parodie gli attori raccontano la biologia utilizzando una lingua inventata, uno slang che cerca il tono del documentario scientifico, ma che non esita a proporre invenzioni sonore e ridicole onomatopee. Lo spettacolo è un susseguirsi di teorie proposte col tono della conferenza scientifica ma giocate in maniera ironica e briosa. Qualche spunto ecologista, forse un po’ troppo demagogico, fa da contrappunto ad un racconto che nell’ambiente e nella sua importanza trova il suo centro: la consapevolezza delle responsabilità nei confronti dell’ambiente in cui viviamo è l’unica strada da percorrere per conviverci pienamente. Molto bravi gli attori Fabio Comana,Michele Eynard Federica Molteni, un po’ mimi, un po’ cantanti, un po’ giocolieri, in uno spettacolo semplice e molto divertente.
MARIO NUZZO

TEATRO DEL SOLE
AMORE MIO INFINITO
La storia di un incontro, del primo bacio, delle emozioni che ti urgono dentro quando l’amore “si scatena”. La storia di Matteo, ma soprattutto del suo “amoreinfinito” per Silvia, vissuta con gli occhi del bambino, dell’adolescente, del ragazzo e dell’adulto. Tratto dall’omonimo romanzo di Aldo Nove, la storia si dipana fra gli anni ’70, ’80 e ’90, scandita dalle canzoni dell’epoca e da una scelta di simboli fortemente evocativi di quel periodo. Uno spettacolo in cui la generazione degli attuali trentenni può ritrovarsi completamente, ma che dipinge un ritratto senza età e senza tempo dell’amore, come risoluzione inevitabile ed anzi necessaria di ogni storia. La scelta di un linguaggio volutamente semplice, quasi infantile, rende ancora più esplicita l’identificazione in personaggi ed in una situazione immediatamente riconoscibile, ma rischia alla lunga di risultare monotono, per quanto gli attori Sara Ghioldi e Antonio Rota , riescano con la loro interpretazione a rendere molto dinamico lo spettacolo.
MARIO NUZZO

TRA FOSSI E BOSCHI
Giorgio Gabrielli,attore e animatore per anni collaboratore di Dario Moretti, incanta i bambini raccontando piccole storie raccolte “tra fossi e boschi”, guidato da una piccola lucciola rossa. Attraverso le più diverse tecniche di teatro di figura, Gabrielli introduce i diversi personaggi e li fa vivere sul palco, protagonisti di fantastiche storie. Uno spettacolo semplice, molto misurato, in cui il gioco per i bambini e con i bambini non ha mai un attimo d’interruzione. Qualche passaggio forse risulta meno efficace ma la sensazione è di trovarsi di fronte ad un vero e proprio incantatore di bambini.
MARIO NUZZO

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