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Eolo
recensioni
A BOLOGNA
LE RECENSIONI DI MARIO BIANCHI DEL FESTIVAL"VISIONI DI TEATRO VISIONI DI FUTURO....

Dal 23 febbraio al 3 marzo al Teatro Testoni Ragazzi di Bologna si è svolto “Visioni di futuro, visioni di teatro… “, il festival internazionale di teatro e cultura dedicato alla prima infanzia, organizzato da La Baracca - Testoni Ragazzi, Teatro Stabile d’Innovazione per l’Infanzia e la Gioventù che tradizionalmente apre la stagione delle rassegne dedicate all'infanzia. Per una settimana al Testoni artisti, insegnanti, operatori teatrali e docenti provenienti da diversi Paesi del mondo hanno condiviso i propri pensieri, le proprie conoscenze e competenze sul rapporto tra arte e prima infanzia.
Tante le conferenze e gli incontri che hanno intrecciato la realtà di Bologna con il resto del mondo: dall’Africa alla Corea, dalla Polonia a Israele, e poi Svezia, Germania, Spagna, Francia… E proprio su queste relazioni si sono concentrate le conferenze del 23 febbraio e del 2 marzo dal titolo “Dalla città al mondo”. A queste si sono affiancate le “Esperienze internazionali”, in cui Polonia, Corea e Sudafrica hanno presentato la loro realtà artistico-culturale. Oltre agli spettacoli si sono svolti laboratori rivolti a educatori e insegnanti: quest’anno 17, di cui 3 intensivi. A tutto ciò ovviamente si sommano gli spettacoli dedicati esclusivamente ai bambini dai 0 ai 6 anni. 24 titoli in totale: 9 rivolti ai bambini da 0 a 3 anni e 15 a quelli da 3 a 6, per un totale di 19 repliche per le scuole e 19 per le famiglie.

Nelle due giornate in cui siamo stati a Bologna abbiamo potuto notare una delle costanti degli spettacoli : sono state offerte soprattutto ai piccoli spettatori e ai molti operatori giunti non solo dall'Italia spettacoli appena terminati o ancora in fieri, studi, suggestioni per testarne un primo approccio con il pubblico. E le cose migliori viste le abbiamo proprio notate qui.
Manuela Capece e Davide Doro della compagnia Rodisio per esempio in “Ode alla vita” occhieggiando anche ad uno dei pezzi di Emma Dante de “La trilogia degli occhiali” mette in scena uno studio di venti minuti dedicato alla vecchiaia per parlare della vita. Ma lo stile della compagnia è ancora riconoscibilissimo nel lasciare l'emozione dei bimbi alla ripetitività delle immagini, ai gesti poetici significanti :La vita deve essere goduta in ogni momento anche quando sembra abbandonarci.
Bellissimi gli ultimi venti minuti di “Un anatroccolo in cucina” spirato a: “Il brutto anatroccolo” di Hans Christian Andersen degli Eccentrici Dadarò con in scena Simone Lombardelli . Anche qui gli echi di un altro spettacolo “Ristorante immortale” della famiglia Floz, anche qui però uno stile preciso che rimanda al cinema muto, alla pantomima poetica. La scena rappresenta la cucina di un grande ristorante con un buffo lavapiatti collegato con il mondo esterno da una porta . Gli ultimi venti minuti portando all'eccesso gli stanchi giochi della prima parte, mescolati alla poeticità delle bolle di sapone giganti e dei bicchieri che suonano, rendono magica e surreale l'atmosfera . Ancora da registrare invece i collegamenti con la favola anderseniana de “ Il brutto anatroccolo”. Ancora da “registrare” anche “Pop – up . Un fossile di cartone animato” progetto affidato a I Sacchi di Sabbia di Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, nato nell'ambito del cantiere del Teatro delle Briciole “Nuovi sguardi per un pubblico giovane”, dove compagnie di ricerca italiana creano spettacoli per bambini. Dopo Babilonia Teatri con “Baby don't cry” e Teatro Sotterraneo con “La repubblica dei bambini”, nel 2013 ecco la nuova tappa del progetto con la partecipazione dei Sacchi di Sabbia che già avevano utilizzato la stessa tecnica per il loro pregevolissimo “Abram e Isac, sacra rappresentazione in cartoon”. Quest'ultimo lavoro per l'infanzia vede Beatrice Baruffini e Serena Guardone utilizzare una serie di libri animati, diversamente colorati, dove particolari tecniche di piegatura della carta creano l'illusione del movimento e della tridimensionalità. In questo modo la semplice storia di un bambino e della sua palla si riverbera in decine di micro situazioni supportate da musiche e suoni che creano atmosfere diversissime tra loro. Ancora lo spettacolo non ha trovato un filo comune e uno sguardo definitivo ma gli spunti sono interessanti e forieri per un ottimo spettacolo dedicato ai piccolissimi. A Bologna abbiamo rivisto artisti e compagnie di rilievo alle prese con spettacoli interessanti anche se ancora meritevoli di cambiamenti.

Gianni Franceschini in “Ciripiripì” reinventa la vita di un uccellino da quando nasce a quando diventa, a sua volta, padre, parafrasandola con le feste che corrispondono alle stagioni dell'anno, metafore della vita. Il rapporto tra parola ed immagini dipinte dal vivo, caratteristica scenica dell'artista veneto, non ha ancora trovato il suo giusto equilibrio ma ci sono già momenti di grande poesia come il bellissimo inizio veramente evocativo. In “LulùUna storia di luce ed ombra (con un mostro nascosto) Claudio Milani di Latoparlato
narra nel suo caratteristico modo accattivante , come spesso gli capita, tre piccole storie che confluiscono tra loro con al centro le lucciole ed un mostro buono che addirittura alla fine, con un colpo di scena azzeccato, appare davanti agli occhi incantati dei bambini. Si vede che lo spettacolo è al debutto, manca ancora nella narrazione la profondità teatrale e le belle musiche di Debora Chiantella e Emanuele Lo Porto ancora incompiute serviranno senz'altro a questo scopo. “Perchè piangi” di Giallo Minimal Teatro con Vania Pucci è uno spettacolo dedicato ai grandi e ai piccoli per confrontarsi sul tema del dolore. Protagoniste infatti sono le lacrime che copiose inondano lo schermo bianco, lacrime leggere per ferite sul corpo quando si è piccoli ma che pian piano diventano tagli profondi per ferite dentro l’animo, lacrime per la zuppa di cipolle e lacrime di gioia, un vero e proprio mare di lacrime dove insieme grandi e piccoli potranno nuotare dandosi la mano. Insieme, perchè solo così si può affrontare il dolore. Spettacolo per certi versi intrigante dalle immagini suggestive dovute a Lucio Diana, a nostro avviso ancora da registrare (ma anche qui siamo all'inizio del percorso) il rapporto tra l'attrice e la bambola protagonista non sempre in sintonia e che in certi momenti manca della necessaria tenerezza.
Infine in “Primo” Alfredo Zinola & Felipe González hanno realizzato un' insolita performance teatrale in cui i piccoli spettatori osservano da oblo posti intorno ad una piscina ciò che vi accade dentro, una grande piscina in PVC trasparente che intende riprodurre nelle intenzioni dei due autori: l’utero. In quell’ambiente, attraversato dalla luce che arriva dall’alto e dalla musica che proviene da dietro, si muovono sospesi i performers e alcuni giocattoli di plastica per ricreare un ambiente totale. Ci sembra un operazione interessante ma che manca di coraggio non bastano solo i movimenti ora leggeri ora pesanti degli autori ed interpreti per dare spessore allo spettacolo.

MARIO BIANCHI


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