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Eolo
recensioni
i teatri del mondo
LE RECENSIONI DI MARIO BIANCHI DEL FESTIVAL DI SANT'ELPIDIO E DEL PREMIO OTELLO SARZI

Sulle ali della notte Peau Pelle d'asino Sketch & Scotch Profumo di nonna Cubo un mondo in scatola Amico immaginario cercasi Brillastella L'anitra e la morte Folks Rhythms Pulcinella e l'organetto Non ti lustrare per un lustro Le penne dell'orco Il rapimento del principe Carlo Storia di un bambino e di un pinguino I tre porcellini Cappuccetto Rosso e il lupo solitario Per questo La bella e la bestia PP piccolo principe Un amico clown

Il Festival “ I Teatri del mondo” che quest'anno si è tenuto per la ventiquattresima volta a Porto Sant'Elpidio dal 12 al 20 luglio è una bellissima occasione per testare da vicino l'infinità di forme che possiede il teatro ragazzi italiano, 5 spettacoli al giorno,6 a volte, riempiono infatti i 9 giorni di programmazione della manifestazione. Spettacoli rappresentati in luoghi diversi sempre affollati di pubblico formato da famiglie e tanti bambini che alla mattina possono anche frequentare laboratori sempre diversi. Per cui accanto a compagnie affermate e a spettacoli storici ti può capitare di vedere creazioni di nuove compagnie,soprattutto nell'ambito del Premio Sarzi a loro dedicato, produzioni appena “sfornate” e anche spettacoli di gruppi stranieri.

Per cui nei 4 giorni di nostra permanenza al Festival abbiamo rivisto con piacere “ Il rapimento del Principe Carlo” cavallo di battaglia, con protagonista Fagiolino, del Teatro del Drago, il divertissement della Coltelleria Einstein “Cappuccetto rosso e il lupo solitario” accanto a “I tre porcellini” del Teatrino dell'Erba matta, ennesima rivisitazione di una fiaba, come al solito in solitaria, di Daniele De Bernardi che con il suo grande estro, spesso debordante, ha divertito grandi e piccoli convenuti al tramonto al Teatro del Cielo per non parlare di quell'autentico capolavoro che è”La bella e la bestia” del Baule Volante.

Per i burattini poi abbiamo anche visto “ Le penne dell'orco” del teatro delle dodici lune”e” Non ti lustrare per un lustro” storia composita con un simpaticissimo ragno che parla in marchigiano del Teatro alla Panna di Sinigallia. In questo ambito abbiamo visto anche con piacere”Profumo di nonna” della compagnia “Il giardino dei pupazzi” compagnia vincitrice del Premio Otello Sarzi 2012.


Tra gli stranieri abbiamo apprezzato “Quantum” dello spagnolo Tony Zafra che ci ha incantato con le sue marionette a filo e il tradizionale Folk Rhythms dei bulgari del Sparkle Theatre mentre la serata del Sabato ha visto il successo di pubblico della pulcinellata “Pulcinella e l'organetto” che ha riunito tre musicisti d'eccezione con Ambrogio Sparagna, Erasmo Treglia, e Valentina Ferraiuolo, accanto a Maurizio Stammati, Pulcinella in carne ed ossa e in legno di grande efficacia, diretti dal maestro Antonello Antonante.

Tre gli spettacoli nuovi di rilevanza visti nei nostri giorni di Sant'Elpidio.

Sketch & Scotch con Francesco Magliocca e Luca Di Tommaso del duo Mimatto è un lavoro senza parole ispirato al mimo classico, rivissuto in modo contemporaneo che rimanda con rispetto e poesia a Étienne Decroux ma anche a Jacques Tatì. Sketch e Scotch, il buono e il cattivo, la vittima e il carnefice, l' augusto e il bianco, sono lo specchio rovesciato uno dell’altro, attraverso un gioco surreale sempre preciso che intreccia i corpi e gli sguardi, che ogni volta però si rifà alla osservazione minuziosa della realtà che ci circonda, ridonandola in modo divertente e divertito al pubblico di ogni età. Pieno di intonazioni poetiche, anche se, non del tutto risolto, ci è sembrato Storia di un bambino e di un pinguinodel teatro del Telaio diretto da Angelo Facchetti che lo ha scritto con Silvia Mazzini.Lo spettacolo narra il tenero rapporto e l'amicizia tra un bambino ed un pinguino ma forse in definitiva dei continui tentativi che ognuno di noi attiva per non essere solo.

Al centro della storia vi è un bambino che si trova improvvisamente fuori dalla porta un pinguino. L'animale probabilmente si è perso, e il bambino cerca di capire da dove arriva, cosa vuole, perchè il povero animale gli pare tanto triste e così decide di trovare il modo di riportarlo a casa sua, al Polo Sud. In men che non si dica allestisce una barca ed insieme all'amico parte alla volta del Polo Sud, arrivando alla meta tra bonacce e tempeste che rinsaldano la loro amicizia, ma il pinguino vuole ritornare veramente a casa? Lo spettacolo come spesso accade nelle creazioni di Facchetti è condotto con grazia attraverso gustose trovate che rendono credibili nella parte di un bambino e di un pinguino Michele Beltrami e Paola Cannizzaro, mescolando momenti poetici con invenzioni di stampo clownesco con un uso immaginativo degli oggetti. Noi personalmente vorremmo un maggior approfondimento, soprattutto nella prima parte, del rapporto tra i due protagonisti che porta poi ad un viaggio così importante per tutti e due, ma comunque lo spettacolo si fa amare per la leggerezza e la poesia degli accenti che lo contraddistingue dove la barca su le note nostalgiche de “La mer” di Charles Trenet porta i due protagonisti verso un viaggio importante di vita.

Mettere in scena una fiaba come Pelle d'asinola famosa fiaba popolare divenuta nota per la versione in versi scritta da Charles Perrault nel 1697 e pubblicata nei Contes de ma mère l’Oye è sempre stata un 'impresa difficilissima, visto che attraverso i meccanismi tipici del plot fiabesco tratta temi scabrosi assolutamente contemporanei, considerati però ancora tabù e non possibili da narrare ai ragazzi. Vincenzo Manna di Cassepipe Compagnia/Eventeatro in Peau non si è dato per vinto e dopo aver messo in scena negli anni scorsi Hansel e Grethel in modo assolutamente originale ci ha provato con esiti positivi.

Difficile proporre come si è detto “Pelle d'asino” e ciò lo si evince subito dalla trama dove un re, perduta l’amata moglie che in punto di morte gli fa promettere di non risposarsi a meno di trovare una donna più bella e intelligente di lei, si innamora della loro figlia, l’unica donna in grado di poter competere con la madre.

Il re la chiede in sposa ma la ragazzina ovviamente non vuole cedere alle richieste del padre per cui assistita da un aiutante magico,dopo averlo messo alla prova con varie richieste, è costretta a scappare da palazzo, nascosta sotto una lurida pelle d’asino. Attraversa terre e paesi, scansata da tutti per il suo aspetto e il cattivo odore. Finché un giorno trova ospitalità presso una contadina, che la assume come porcilaia. Proprio qui un giovane principe la vede nella sua reale bellezza e se ne innamora. Dopo numerose traversie riesce a sposarla venendo a scoprire solo alla fine che la ragazzina che era coperta da una pelle d'asino è, in realtà, una principessa.

I temi proposti sono come si vede l’incesto prima di tutto ma anche la scoperta della sessualità, la precarietà delle relazioni affettive all’interno del nucleo familiare e il coraggio di tenere fede alla propria coscienza. Manna ha aggiunto nella sua messa in scena anche dei chiari riferimenti ai femminicidi che hanno riempito le pagine dei giornali in questi mesi. Per fare questo elimina ogni connotazione fiabesca( un prete è il consigliere del re, la contadina un tamarro, il principe un eroe televisivo) cercando nel contempo di creare figure universali nelle quali rispecchiarsi e riconoscersi. adoperando pochi oggetti dal forte valore simbolico, e una forte fisicità dove la protagonista viene rappresentata come una ragazza dei nostri tempi che recupera la sua libertà rifiutando alla fine anche le profferte di un principe vanesio per andare incontro ad un futuro dove finalmente sarà solo lei a decidere come vivere la sua vita.


Per quanto riguarda il Premio Otello Sarzi dedicato alle giovani compagnie vinto dal duo Mimatto con lo spettacolo di cui abbiamo già parlato, abbiamo constatato un livello non certo confortante, con la pretesa di molti attori di recitare diverse parti e personaggi purtroppo non conferendo loro la necessaria caratterizzazione. Tra le poche cose viste rimarchevoli segnaliamo il milanese Paolo Sette che ha rappresentato con i burattini in modo poetico “L' anatra e della morte” di Wolf Erlbruch e il già da noi segnalato e recensito “Per questo” dell'associazione La Buonaventura sulla figura di Giovanni Falcone.




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