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PERIPICCOLI A MONSERRATO/IL REPORT E LE MOTIVAZIONI DELLA GIURIA
L'INIZIATIVA DI IS MASCAREDDAS

A Monserrato, alle porte di Cagliari, da giovedì 10 a domenica 13 novembre, al il teatro MoMoTI, organizzata dalla compagnia di teatro di figura sarda “ Is Mascareddas”, si sono tenute quattro intense giornate, molto articolate, dedicate al teatro ragazzi, denominate, significativamente “Peripiccoli”.

La manifestazione è consistita in una vetrina concorso di produzioni isolane, un convegno sulla situazione e sulle prospettive del teatro dedicato all'infanzia soprattutto riguardo alla Sardegna, e 4 workshop per insegnanti: un progetto molto articolato che nelle intenzioni degli organizzatori ha voluto proporre un primo momento di confronto e di crescita delle realtà teatrali che si occupano dell'infanzia in Sardegna, sia tra loro, sia con il mondo esterno. Un'iniziativa questa, tra l'altro, che doveva essere realizzata dalle massime istituzioni e non da una piccola compagnia.

Una ghiotta occasione di confronto, quella di“Peripiccoli”, che è stata percepita solo in parte dal mondo del teatro ragazzi sardo ma che ha raccolto lo stesso un nutrito numero di operatori e di insegnanti disposti a discutere e ad approfondire i temi proposti. Dunque innanzitutto un'occasione di crescita per le compagnie dell'isola che si sono confrontate con l'occhio esterno di alcuni esperti venuti da altre regioni italiane.Infatti i nove spettacoli che facevano parte della vetrina concorso sono stati giudicati di una giuria di 7 operatori provenienti da tutta Italia. Tutto ciò per verificare un primo stato dell'arte, seppur parziale ma significativo.

Qui abbiamo così potuto assistere per la prima volta ad un ventaglio abbastanza ampio di spettacoli provenienti da una regione come la Sardegna che ha effettive difficoltà nel proporre in “ Continente” le proprie creazioni teatrali.

Si sono dunque offerte al pubblico e agli operatori, il gruppo di Carbonia “La Cernita Teatro” nello spettacolo “La storia di Iqbal” sulla figura dell'eroe bambino tessitore di tappeti , “Il salto del delfino “ di Elmas in una rilettura del capolavoro di Collodi “Occhiopinocchio” , la formazione di Mogoro, “Teatro Tragodia “, con un altro classico” Alice” , “Il filodeldiscorso” di Sassari con lo spettacolo “Estroverdi”, composto in onore del Cigno di Busseto , il gruppo di Quartu Sant’Elena “Actores Alidos” con la riproposizione della celebre fiaba di Andersen “ Il brutto anatroccolo”, “Chapiteau Parapluie” di Loiri San Paolo era in gara invece con “Clown vola!”, "Botti du Shcoggiu" proveniente da Carloforte con la storia “Il principe vagabondo che cercava il paese dove la morte non può entrare" ed infine l'ultimo giorno si sono esibiti il "Teatro dall'Armadio" nello spettacolo “I canti di tuttestorie” e "Theandric" con “La storia di Azur e Asmar”, tratta dal celebre film di Michel Ocelot, entrambi di Cagliari.

La giuria della competizione era composta da Giampaolo Bovone, presidente dell’Associazione Peppino Sarina – amici del Burattino (Alessandria) e direttore didattico; Francesco Cabiddu del Circuito Teatrale Regionale Sardo Cedac Sardegna; Alfonso Cipolla, direttore dell’Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare di Grugliasco (Torino) e critico teatrale; Alberto Jona, condirettore della compagnia di Torino Controluce Teatro d’ombre, cantante lirico e docente di Letteratura Poetica e Drammatica e Storia del Teatro Musicale presso il Conservatorio Giorgio Ghedini di Cuneo; Roberto Piaggio, autore, regista e condirettore del Centro Teatro Animazione e Figure di Gorizia, Donatella Pau direttore artistico di Is Mascareddas .

La quattro giorni di spettacoli, ideata dai Mascareddas con l’obiettivo di rivitalizzare il panorama regionale del teatro ragazzi e al contempo fornire un’occasione di aggiornamento per i docenti delle scuole, è stata poi aperta giovedì 10 novembre, dalle 11 alle 14, da un incontro-dibattito sul teatro per ragazzi in Sardegna “ fra utopia e sopravvivenza”.

La manifestazione infine ha poi avuto, come già dicevamo, un momento riservato agli insegnanti e agli operatori teatrali : quattro workshop molto diversificati tra loro. “Oggetti per l’immaginario”, un excursus sul teatro d’oggetti a cura di Roberto Piaggio; “Usare la voce”, un breve incontro per avvicinarsi ai fondamenti della fonazione e della respirazione e per imparare a "giocare" con la voce, a cura di Alberto Jona; “L’importanza del teatro come ricerca della bellezza”, a cura di Mario Bianchi, per approfondire le varie forme di teatro proposte ai ragazzi e i vari approcci possibili ad uno sguardo più consapevole verso le arti figurative, anche in relazione agli spettacoli proposti, “Leggere uno spettacolo teatrale”, a cura di cura di Alfonso Cipolla, per analizzare gli elementi che compongono uno spettacolo dalla drammaturgia alla scenografia, al disegno luci alle musiche e all’interpretazione.

Riguardo al concorso innanzitutto ci è d'obbligo segnalare come le 9 compagnie presenti hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco davanti ad una giuria, nel bene e nel male, anche con spettacoli ancora non ben definiti; questo è stato un loro merito indiscutibile in una regione che vede muoversi sul territorio più di una ventina di compagnie professionali, moltissime delle quali nel bene e nel male riconosciute finanziariamente dalla Regione e un Teatro stabile di innovazione per l'Infanzia “ La botte e il cilindro”. Tutto questo va dato atto a tutte le 9 formazioni, rispetto, però, dobbiamo subito dire, a una qualità delle proposte da noi viste, in generale deficitarie, sotto molto aspetti. Tuttavia da parte nostra ci sentiamo di segnalare alcuni aspetti positivi presenti in almeno 4 degli spettacoli visti.

Iniziamo con il sottolineare la professionalità dei tre interpreti di “I canti di tuttestorie” Fabio Marceddu, Tiziana Pani e Antonello Murgia del Teatro dell'Armadio, che sanno recitare, cantare e muoversi sul palcoscenico, a fronte però di una drammaturgia reinventata da Fabio Marceddu che, pur avvalendosi delle rime di Bruno Togniolini musicate da Antonello Murgia , risulta però del tutto frammentaria, con interventi che paiono essere staccati tra loro, che non consentono quindi di dare unità al progetto. In “Il principe vagabondo che cercava il paese dove la morte non può entrare" di Botti du Shcoggiu molto convincente ci è sembrato il modo con cui sono state proposte sul palcoscenico, Irene Garau e Francesca Brai, le due giovanissime interpreti che per la prima volta affrontavano il pubblico in un progetto che almeno a noi è sembrato inesplicabilmente oscuro, ci piace anche segnalare “La storia di Iqbal” de La Cernita Teatro”per il coraggio del tema scelto, per altro proposto in modo troppo ripetitivo e spesso superficiale. Infine ci è piaciuta molto la verve di Ignazio Chessa, interprete multiforme di “ Estroverdi” che celebra nello spettacolo il grande musicista Giuseppe Verdi. Peccato anche qua che il tutto fosse annacquato in soluzioni sceniche troppo animative, poco teatrali ed un uso del teatro di figura spesso inadeguato.

Per il resto abbiamo dovuto notare i vizi tipici di varia parte del teatro ragazzi : il coinvolgimento stucchevole del pubblico sul palco, senza veri motivi profondi, il testo utilizzato come mera metodologia didascalica, il teatro di figura proposto con molto pressapochismo, il cambiamento continuo di diversi abiti per creare altrettanti personaggi, non riuscendo minimamente nell'intento, la macroscopica bruttezza a volte delle immagini proposte, spesso anche dei costumi e dei pupazzi, bamboleggiamenti continui, una drammaturgia spesso carente di soluzioni adeguate e del tutto incoerente .

Dunque lodevolissima la manifestazione di Is Mascareddas realizzata per cercare di scuotere un mondo teatrale che spesso non ha modo di confrontarsi con altri mondi se non con se stessi, certo per colpa di motivi oggettivi, ma non solo. Ed è per questo che la giuria, di cui anche noi facevamo parte, come suo diritto e, in questo caso, dovere, ha deciso di non consacrare nessun vincitore. Soluzione adottata per cercare di dare un segnale ad un mondo teatrale che deve e ha bisogno di confrontarsi di più. Se poi ci fosse l'intenzione di ripetere l'iniziativa, perchè tutto possa essere più proficuo, ci vorrebbe un maggior scambio di impressioni e relazioni tra giuria e compagnie, e compagnie tra loro, la possibilità di avere più bambini a teatro, spingendo anche altre compagnie ad uscire dal proprio guscio che forse pensano di essere migliori e di non aver bisogno di niente, perchè solo sforzandosi di collaborare si può migliorare il mondo che ci circonda, proprio perchè anche noi da Cagliari siamo partiti arricchiti di nuove esperienze ed emozioni.

MARIO BIANCHI

LE MOTIVAZIONI DELLA GIURIA

La giuria riunitasi per l’assegnazione del premio “Peripiccoli” - nell’ambito dell’omonima vetrina delle compagnie di Sardegna di Teatro per Ragazzi - ribadisce all’unanimità l’importanza della manifestazione nelle sue diverse articolazioni, concepita non tanto per premiare una produzione di teatro per ragazzi, quanto per sollecitare un percorso di crescita e confronto tra compagnie, operatori, insegnanti e famiglie.

Non tutte le compagnie di teatro ragazzi presenti in Sardegna hanno colto tale spirito costruttivo e tale opportunità, per cui la giuria auspica che la prossima edizione della vetrina possa riscuotere una maggiore partecipazione, e suggerisce di riservare alle compagnie momenti dialettici privilegiati con operatori e osservatori.

La giuria segnala come la “novità” della manifestazione abbia comunque spinto alcune delle nove compagnie partecipanti a presentare spettacoli ancora in corso d’opera e non ben definiti. All’interno di questi si sono riscontrati gli esiti più interessanti.

In particolare la giuria ha apprezzato:

- l’alta professionalità di Fabio Marceddu, Tiziana Pani e Antonello Murgia, interpreti de I canti di tuttestorie del Teatro dell’Armadio (Cagliari), a fronte però di una drammaturgia che, pur avvalendosi delle canzoni di Bruno Tognolini, cerca ancora una sua unità drammaturgica e un suo sviluppo scenico;

- la verve scanzonata di Ignazio Chessa, multiforme interprete di Estroverdi della compagnia Ilfilodeldiscorso (Sassari), uno spettacolo che si basa eccessivamente sull’improvvisazione legata all’animazione con il pubblico e ancora ricerca una sua essenzialità e un suo sviluppo teatrale;

- la concentrazione di Irene Garau e Francesca Brai, giovanissime interpreti di Il principe vagabondo che cercava il paese dove la morte non può entrare della compagnia Botti du Shcoggiu (Carloforte), non propriamente uno spettacolo, quanto piuttosto un intervento di narrazione scenica volto alla formazione dell’attore.

La giuria pertanto, sempre all’unanimità, dovendo considerare gli spettacoli proposti e non il lavoro e la storia delle singole compagnie, decide di non assegnare il premio, auspicando che tale scelta non vada letta con connotazione negativa, ma come segnale propulsivo a un mondo teatrale, certamente variegato e ricco di potenzialità.


La giuria:

- Mario Bianchi, drammaturgo, regista, direttore della rivista Eolo Ragazzi

- Giampaolo Bovone, presidente dellAssociazione Peppino Sarina e direttore didattico

- Francesco Cabiddu, Circuito Teatrale Regionale Sardo Cedac Sardegna

- Alfonso Cipolla, direttore dellIstituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare e critico teatrale

- Alberto Jona, condirettore della compagnia Controluce e del Festival Internazionale Incanti

- Roberto Piaggio, autore, regista e condirettore del Centro Teatro Animazione e Figure di Gorizia

- Donatella Pau direttore artistico della compagnia Is Mascareddas




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