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Eolo
recensioni
VISIONI DI FUTURO VISIONI DI TEATRO
Spettacoli del festival della prima infanzia a Bologna recensiti da Mario Bianchi

Una delle ragioni della grave crisi che attraversa il teatro ragazzi italiAno è quella di avere dimenticato nella quasi totalità dei casi il suo pubblico di riferimento più piccolo, è infatti raro trovare spettacoli e in generale di grande qualità per le materne e per il nido, quasi che la maggior parte delle compagnie abbia paura di affrontare un immaginario così complesso.
Il Festival “Visioni di Futuro, Visioni di Teatro” che la Baracca di Bologna organizza al Teatro Testoni è uno dei rari casi, forse l’unico, che dedica un esclusivo approccio a questo pubblico ospitando al suo interno le migliori produzioni italiane con un occhio attentissimo a quelle straniere e cosa molto importante organizzando numerosi e qualificati approfondimenti con laboratori di primissimo piano per operatori e insegnanti. Quest’anno il festival si è tenuto per 12 giorni dal 1 al 12 marzo con un programma ricco e stimolante che oltre agli spettacoli ha cercato di dare uno sguardo sul panorama di altri paesi con conferenze apposite su Norvegia Brasile Spagna Croazia e Gran Bretagna.
Nei giorni passati al Festival abbiamo potuto assistere ad alcuni spettacoli italiani che ben rappresentano le varie direzioni del teatro per gli spettatori più piccoli a cominciare dalla nuova creazione dei padroni di casa de “La Baracca” “Pietra e Piuma”, ovvero della leggerezza e della pesantezza,concetti che le due attrici Carlotta Zini e Valeria Fabretti esemplificano teatralmente con un’adesione non comune alla percezione dei loro spettatori tra sassi di ogni forma e piume multicolori che diventano le vere protagoniste dello spettacolo. Parole e gesti si bilanciano in modo poetico in uno spettacolo che i piccoli spettatori hanno seguito con attenzione non casuale.
Ben anche la versione per il nido dello spettacolo del Melarancio”Piè di Pancia” dove l’avventura dell’arrivo alla vita e dei suoi primi passi viene raccontata con riferimenti appunto ai piedi assai coinvolgenti e ben congeniati. In un luogo definito una specie di alveo prottettivo che prende forme diverse in stretto contatto con i bambini un uomo e una donna comunicano tra loro attraverso piccole domande, rimandi poetici di immediata comprensione conducendo per mano i loro spettatori dalla pancia della mamma ai primi passi. Di diverso approccio “Cecco l’0rsacchiotto”del Pandemonium Teatro dove il teatro lascia il posto ad un vero e proprio gioco scenico tra un attore e un orsacchiotto. Il rapporto condotto in modo diretto da Tiziano Manzini coinvolge i bambini che si immedesimano subito con l’animale di pelouche. Sembra di assistere non ad uno spettacolo teatrale ma al gioco di un padre che diverte il piccolo figlio prima del sonno con tutte le ricchezze e tutti i rischi che l’operazione possiede. Francamente meno interessanti per una volta gli spettacoli stranieri, l’avventura di un signore con un verme nello sloveno “Mister Pepi and Artur the Worm” ha un’idea di base divertente che però alla lunga risulta stucchevole mentre non sempre riuscito seppure con momenti godibili il croato “Gravitation,or about the art of falling” che attraverso il gesto danzato di due attori esplora tutte le possibilità della gravità.
Con la gravità ci gioca anche“Il volo” della Baracca scritto da Bruno Cappagli dove due buffi personaggi Gustavo e Gioachino aiutati dal desiderio e dall’immaginazione costruiscono con materiali di vario genere un improbabile velivolo che alla fine dello spettacolo li fa forse spiccare il volo. Divertente e in molti momenti gustoso questo omaggio ai pionieri del volo che aggiunge una dimensione diversa alla ormai abusata metafora del volo che ha inflazionato in questi anni il teatro ragazzi italiano.
MARIO BIANCHI

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