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Eolo
recensioni
Puppet&Music
RESOCONTO DI QUATTRO GIORNATE DI TEATRO DI FIGURA DI MARIO BIANCHI ED EUGENIA PRALORAN

Puppet&Music
Gorizia, Lubiana, Trieste
10 - 16 novembre 2008


Con gli spettacoli, gli incontri e i seminari che si sono tenuti a Gorizia, Trieste e Lubiana dal 10 al 16 Novembre si è completato il progetto Puppet&Music, ideato dal CTA di Gorizia e avviato l’anno scorso nell’ambito dell’AlpeAdria Puppet Festival 2007.
Un progetto di ricerca con al centro un Premio che ha coinvolto anche importanti istituzioni musicali e centri teatrali di Torino e Novara,chiamando artisti e studiosi a confrontarsi sul rapporto tra musica e puppet nel teatro contemporaneo e promuovendo nuove produzioni incentrate sulla ricerca di simultaneità e consonanza tra i due linguaggi artistici come era già successo nei due anni precedenti riguardo al rapporto tra il teatro di figura e Samuel Beckett.
Nel corso della manifestazione è stato presentato in prima assoluta lo spettacolo scelto da una giuria internazionale di esperti composta da critici, studiosi ed esperti (Mario Bianchi,Antonella Caruzzi, Alfonso Cipolla, Alberto Jona,Edi Majaron, Fernando Marchiori, John McCormick,Michele Sambin, Aldo Tarabella).Il Premio ha visto la partecipazione di 26 progetti, alcuni dei quali provenienti dall’estero (Slovenia, Austria)o che ha coinvolto compagnie di altre realtà europee (Polonia, Spagna) in rapporti di collaborazione con artisti italiani. La giuria internazionale, ha dapprima individuato una rosa di cinque finalisti, decretando poi come vincitore del concorso Puppet&Music :La leggenda di Coniglio volante di Gigio Brunello, Alberto De Bastiani, Salvador Puche

Durante Puppet&Music si sono importanti workshop, tra gli altri con Nevil Trenter che in un MasterClass ha davanti ad un folto pubblico insegnato a quattro aspiranti cantanti attori l'arte del canto affidata ai pupazzi e Tam Teatromusica che ha presentato un saggio di grande risalto . I laboratori erano parte integrante del progetto e straordinaria occasione di formazione e aggiornamento professionale per quanti - attori, manipolatori, cantanti, tecnici,ombristi ecc. - sono interessati ad approfondire specifiche tecniche riconducibili al mondo del puppet o con esso in dialogo,ma sempre all’insegna dell’ascolto reciproco tra le due forme espressive della musica e delle figure. Il progetto era a cura di Antonella Caruzzi, Fernando Marchiori, Roberto Piaggio in collaborazione con Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare (Grugliasco – Torino)ISSM “Conserva torio Guido Cantelli” (Novara)Incanti Rassegna Internazionale di Teatro di Figura (Torino) Lutk ovno Gledališc?e LjubljanaBonawentura/Teatro Miela (Trieste)

All'interno della manifestazione si sono tenuti diversi convegni moderati dal critico Fernando Marchiori ,” La musica e il teatro di figura” con relazioni e comunicazioni di Gigio Brunello, Antonella Caruzzi,Claudio Cinelli, Alfonso Cipolla, Stefano Giunchi, Alessandro Libertini,John McCormick, Véronique Nah Edi Majaron, Fernando Marchiori,Stephen Mottram, Michele Sambin, Luca Scarlini “Luce Ombra Musica Figura” con Cristina Grazioli, Fernando Marchiori, John McCormick, Michele Sambin, “Per non perdere i fili, La memoria di Podrecca nel cinquantenario della morte”con interventi di Alfonso Cipolla, Alberto Jona, Edi Majaron, John McCormick, Roberto Piaggio con immagini ed un concerto. Molto interessante anche la mostra “Tam Teatromusica, 1980-2008,Un teatro da sfogliare, ascoltare, guardare da vicino, confrontare nel tempo, scoprire inedito.”Allestita negli spazi di Palazzo Attems la mostra è un percorso tra i lavori creati tra il 1980 e il 1986 e tra il 2001 e il 2007 dalla compagnia padovana,un percorso affidato ad una vera e propria partitura di suoni,disegni ed immagini che si snodava attraverso diverse stanze dando perfettamente l'idea dell'originalità del teatro del TAM. Per il rapporto con le scuole poi sono stati offerti al pubblico prima degli spettacoli i risultati performativi legati a due progetti dedicati a Cage e Ligeti Gli studenti infatti hanno partecipato a un laboratorio di musica aleatoria ispirato alle tecniche compositive di Cage e alla costruzione di scatole animate ispirate al concerto per metronomi di Ligeti

Molti gli spettacoli presentati durante la manifestazione sono già stati recensiti da Eolo come “ Fuori dalla Norma “di Claudio Cinelli, “Puppet Parade” di Roggero Rizzi & Scala, “Aida” di Controluce,”Cenerentola all'Opera “del CTA, “Tutto è vivo” del TAM o il meraviglioso “The Seed Carriers” di Stephen Mottram. Abbiamo però potuto vedere due nuove produzioni di spicco del teatro di figura italiano: La leggenda di ConiglioVolante di Gigio Brunello, Alberto De Bastiani, Salvador Puche[Italia / Spagna] su testo e regia di Gigio Brunello e” Obraztsov ,tema e variazioni” della Compagnia Piccoli Principi.
“La leggenda del coniglio Volante” è un nuovo splendido tassello del percorso di Gigio Brunello per un teatro di burattini slegato dagli stereotipi,un teatro quindi dove l'umanità entra prepotentemente nella materia inerte di cui sono fatti i protagonisti per creare una drammaturgia viva e palpitante. Poche parole si scambiano i burattini, è solo la voce del nipote di Coniglio volante, Ginetto che rievoca da dietro una finestra le avventure del Nonno , narra di come il nostro artista del circo nazionale d’Ungheria, campione di permanenza in volo, sia stato sparato in cielo tornando poco dopo sulla terra confuso tra fiocchi di neve.
La storia è ambientata in un circo ma non è il solito circo dei burattini Come spesso succede negli spettacoli di Brunello qui messo in scena validamente da Alberto De Bastiani, Salvador Puche, i burattini vivono e soffrono tra orsi scappati,amori impossibili e nevicate estive in un clima surreale di piacevole incanto.
Convincente anche la nuova creazione de “I Piccoli Principi” .Lo spettacolo è un dichiarato e affettuoso omaggio al grande marionettista russo Sergej Obraztzov. Vero e proprio spettacolo da camera “Obraztsov Tema e variazioni “ dove Alessandro Libertini e Veronique Nah aspettano gli spettatori all'ingresso della sala, è costituito da cinque numeri musicali: “romanze per burattini”, come amava chiamarle Obraztsov. Ogni numero è accompagnato al pianoforte da Veronique che canta e suona piacevolmente ,si va da Senza fine di Paoli a Album for the young n° 39 di Robert Schumann passando per il celebre Bésame mucho di Consuelo Velazquez ,mentre Libertini Obraztzov muove burattini a guanto, a bastone, semplici mani nude, da dietro un paravento in un susseguirsi di immagini.
Tutto è misurato e di intima e partecipata comprensione con il ritratto di Obraztov che guarda il tutto, sornione, dall'alto senz'altro contento di ciò che sta gustando. Come nei celebri spettacoli di Obraztsov, la musica dal vivo non ha funzione di accompagnamento ma di vero e proprio testo.Spesso i numeri sono accompagnati da brevi note di scena.che ne raccontano la genesi, ma anche suggerendo qualche inattesa chiave interpretativa, secondo gli insegnamenti del maestro moscovita di cui si sente la voce.
MARIO BIANCHI


DIECI MOMENTI IMPORTANTI DEL CONVEGNO 'Puppet&Music '

Fra Gorizia, Lubiana e Trieste dal 10 al 16 novembre si sono svolti molti eventi, due laboratori, una masterclass, una conferenza con ascolti musicali dal vivo, un concerto, sette spettacoli e un convegno di ricercatori e professionisti del teatro, della musica e del teatro di figura. In sette giorni fitti di appuntamenti e di spunti di riflessione per il pubblico, per gli studenti delle varie discipline reduci dai laboratori e dalle masterclass, e per gli addetti ai lavori, alcuni momenti salienti ci hanno colpito in modo particolare.

John McCormick, docente e ricercatore irlandese di teatro di figura, e puppeteer per vocazione, parallelamente al suo intervento sulla dimensione storica del rapporto fra musica e teatro di figura ha proposto un'interessante ricostruzione di manipolazione di marionetta inglese di spettacolo di varietà del 1870 circa, 'Il Cinese con i campanelli ', restaurata in ogni dettaglio del costume originale da Mrs Clauda McCormick. Un momento di vero teatro, all'interno di un vero convegno: per ricordare che dall'anatomia della marionetta, e dalla partitura composta per lei, nasce l'universo concreto delle sue possibilità di movimento e della poetica della sua espressività, in riferimento a un contesto storico e sociale ben definito. Non a caso, ha sottolineato il Professor McCormick, nella Londra del 2008, nel contesto di un'esecuzione filologica di elementi del repertorio ottocentesco, riproporre il numero del 'Cinese con i campanelli ' e il numero dell' 'Irlandese danzante un ruolo comico ' ha paradossalmente suscitato meno problemi organizzativi rispetto al numero dell' 'Orchestra di colore '...

Steven Mottram, performer, artigiano, marionettista e puppeteer inglese, ci ha ricordato nel corso del convegno che fra la partitura musicale e l'azione scenica, non necessariamente coincidenti per tensione, ritmo ed intenzione, si crea uno spazio dinamico cui è bene prestare grande attenzione, poiché ne possono scaturire improvvisi lampi di intuizione poetica che riverberano una luce nuova su quanto a noi già noto, e talora anche fanno balenare qualche scorcio di quei mondi 'altri ', remoti, profondissimi, e misteriosi, per amore e al servizio dei quali nasce e vive il miglior teatro. Con il suo spettacolo storico, 'The Seed Carriers ', l'artista ha porto in serata un'eccellente occasione di verificare l'infinita portata dei paesaggi che si aprono quando il Teatro è presente e il pubblico non si lascia distrarre dal sacchetto di caramelle del vicino.

Edi Majaron e Claudio Cinelli, artisti di lungo corso e provata intelligenza della res teatrale, ci hanno fatto riflettere sull'immenso patrimonio di creazioni del teatro di figura, e sulla necessità di preservarne traccia fertile e concreta per nutrire la necessaria riflessione sull'evoluzione della grande avventura della creazione teatrale, poiché ogni elemento è già presente fin dai tempi più antichi, ma ritorna, riappare, e viene rielaborato, in funzione del momento individuale e storico in cui viene realizzato un nuovo lavoro.

La Compagnia Roggero Rizzi e Scala, in 'Puppet Parade ', studio dalla loro prossima creazione, ha evocato le origini del rituale del Teatro, con il miracolo della visione primordiale del fuoco che si sprigiona, violento e inatteso, come un vortice nell'oscurità, con un breve sbuffo di fumo come un drago che si divincola e si dilegua in un istante. In un secondo, uno scorcio di eternità, ricordandoci che 'ogni fuoco è il fuoco ', come scrisse Julio Cortàzar. Altro che lingue di stoffa agitate da un ventilatore!

Inattesa, agile 'Cenerentola all'Opera ' del CTA: in una sartoria teatrale, fra rocchetti matasse scampoli e manichini un'interprete dalle abili mani ci ha guidati attraverso le avventure della Cenerentola di Rossini. In pochi istanti, per la magia dell'ottimo mestiere, un tavolo spoglio diventa una sontuosa sala da ballo, e il godibilissimo intrigo si fa visibile labirinto di nastri. Il maestro di Pesaro avrebbe apprezzato.

Neville Tranter, artista del teatro di figura artefice di splendide messe in scena di opere liriche, ha iniziato i giovani cantanti del suo corso e delle sue masterclass alla meravigliosa scoperta della libertà della voce che si produce quando il corpo perde l'eccesso di tensione investendosi fisicamente nel gioco teatrale. Nel caso specifico, il lavoro di Tranter verte sulla manipolazione dei pupazzi in sincronia con il testo e il canto (le celebri mani e teste animate dello Stuffed Puppet Theatre): teatro nel teatro, musica visiva, comicità volontaria e involontaria del gesto e liricità dell'intenzione poetica. L'interprete si affranca dalle convenzioni inutili e diventa padrone del proprio personaggio; e ancor meglio, a quattro mani con il maestro la voce si libera dalle pastoie, e si lib(e)ra molto al disopra dei limiti imposti dalla postura convenzionale e dall'ansia da palcoscenico. Al disgelo dell'intenzione, e della spontaneità, il mestiere vocale sboccia in giardini inattesi, per la gioia del pubblico e degli stessi interpreti. Bravissimi nel lanciarsi in territorio sconosciuto con grande fiducia nell'insegnante i giovani cantanti lirici del conservatorio Guido Cantelli di Novara, allievi di Alfonso Cipolla, reduci da ben due masterclass con Tranter, e i partecipanti goriziani, che hanno saputo cimentarsi brillantemente anche con proposte etniche di genere come il Canto del Pescespada di Domenico Modugno e splendidi temi brasiliani. Nessun genere è escluso da questo tipo di avventura musicale. Compiti a casa? Partito il maestro, ritrovare e coltivare quella meravigliosa sensazione di libertà e di piacere all'interno della disciplina quotidiana, ognuno a modo proprio, seguendo la propria natura e sensibilità.

Luca Scarlini, scrittore, narratore, conferenziere vulcanico, ha dimostrato che una serissima conferenza sul 'Canto del motore-le macchine sonore ', con tanto di ascolti di brani musicali scelti e commentati con arguta e minuziosa cura del dettaglio storico può essere, in condizioni di necessità, compattata in otto appassionanti minuti (cronometrati) di indimenticabile efficacia. Per finire con un'accorta e ahinoi profetica citazione di Giacinto Scelsi, che nel lontano 1930 scrisse in 'Rotative ': 'Non si tratta solo di dimenticarsi di noi stessi (...). La mistica è una via di fuga (...). Le macchine sono attorno a noi, e bisogna tenerne conto. '

Il maestro Sylvano Bussotti, compositore e uomo di teatro, (accompagnato da Luca Scarlini, narratore/evocatore d'eccezione) ci ha permesso di ripercorrere le tappe di una vita artistica (la sua) intensissima, divertente e divertita, di cui han fatto parte anche uno spettacolo di teatro di figura, L'Arlechin Batoceria, e un grazioso teatro di burattini creato ad hoc, complice una madre molto comprensiva ed eccellente sarta. Ricorderemo sempre la coppia di gatti, il piagnucoloso Tumistufi e il bugiardo Tuminganni (in realtà un unico burattino bifronte, come ogni gatto che si rispetti), e la divina Wanda Osiris con il suo fantastico guardaroba. Ringraziamo il maestro Bussotti, insuperabile in duetto con Luca Scarlini, e gli auguriamo cento e più anni da leone.

Il minuscolo Coniglio Ginetto, figlio adottivo di Arlecchino e nipotino di Coniglio Volante, principe del Grande Circo e protagonista dell'ultima surreale creazione di Gigio Brunello, Alberto De Bastiani e Salvador Puche Esteban (progetto vincitore del premio 'Puppet and Music 2008 '), ci ha ricordato alla fine delle sua ultima mirabolante avventura insieme alla carota traditrice, all'orso bianco in fuga, al domatore Tibor, al pagliaccio coraggioso e alla bella trapezista che 'La vita passa presto e la scena è breve, goditela finchè c'è la neve '... Gigio Brunello nel corso del convegno ha condiviso il suo punto di vista come attore, autore, drammaturgo e burattinaio attivo dal 1978: 'Fare teatro è più importante che non fare i burattini. (...) Mi piace partire da un forte impedimento. Mi piace porre dei limiti forti ai burattini, per vedere poi come se la cavano, loro... (...) La drammaturgia prima di tutto. (...) Ho scoperto che il lavoro crolla dove il burattino si perde; e si perde quando non è impegnato a essere sé stesso... La cosa straordinaria dei burattini è che ti consentono di mandare avanti loro. '

La Compagnia Piccoli Principi di Alessandro Libertini e Véronique Nah ci ha ricondotti al testo fondamentale del grande maestro russo Sergej Obraztsov, 'Il mestiere del burattinaio ', che tutti dovremmo rileggere e di cui tutti dobbiamo ricordare una frase fondamentale, giustamente inserita nel cuore del loro spettacolo 'Obraztsov: tema e variazioni ': 'Il lavoro d'attore (il teatro) è solido quando è valido non solo per gli accademici e per addetti ai lavori, ma anche per chiunque altro '.

EUGENIA PRALORAN

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