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Eolo
festival/vetrine
TEATRO TRA LE GENERAZIONI
DAL 19 AL 22 MARZO A CASTELFIORENTINO

GIALLO MARE MINIMAL TEATRO
CASTELFIORENTINO
TEATRO FRA LE GENERAZIONI
19-20-21-22 marzo 2019

Martedì 19 marzo

Ore 15 -19

Ex Oratorio di San Carlo, via Testaferrata
Assemblea ASSITEJ

Question Time ovvero un tempo ed uno spazio per parlare di ciò che ha dato impulso di crescita all’associazione, di ciò che non ha funzionato, di quanto è auspicabile faccia.
Assitej Italia compie 7 anni dalla rifondazione. In questi anni l’Associazione è cresciuta molto: sia per quanto riguarda il numero dei soci, sia in termini di attività ed iniziative svolte. Si pensa che a questo punto del cammino - anche nell'ottica delle prossime elezioni per il nuovo Esecutivo, che entrerà in carica nel 2020 – sia utile confrontarsi in modo aperto e proficuo sul futuro, attraverso le aspettative che i soci hanno nei confronti dell'Associazione.

Ore 21,00

Teatro del Popolo
Manifatture Teatrali Milanesi
SENZACODA - UNA STORIA SULLA DIVERSITÀ
Di Valeria Cavalli e Claudio Intropido
con Claudia Veronesi e Giacomo Vigentini
scene e luci Claudio Intropido
musiche Gipo Gurrado
regia Claudio Intropido

Lo spettacolo racconta l’incontro tra un ragazzo che ama scrivere storie, forse un giovane Andersen, e una ragazza molto misteriosa che abita in una sorta di capanno, in una spiaggia abbandonata. Il ragazzo, suggestionato dalle storie che ha sentito raccontare sulle sirene dal vecchio saggio del paese, crede che la ragazza sia proprio una di quelle creature marine: bella
e affascinante, non si mostra mai a figura intera, ma soltanto fino alla vita, parla e canta in un linguaggio a lui sconosciuto e sembra particolarmente attratta dagli oggetti che brillano.
Dopo un primo momento di diffidenza, grazie ai giochi, agli scherzi e ai racconti che si scambiano, tra i due nasce un’amicizia profonda. Il ragazzo inizia a scrivere una fiaba su una sirena (e qui si inseriscono brani tratti dalla fiaba “La sirenetta” di Andersen) che di giorno in giorno racconta alla sua nuova amica. Durante lo spettacolo, il dubbio che la fanciulla possa essere veramente una misteriosa creatura marina, cresce sempre di più, fino a quando il protagonista le chiede quale sia il suo segreto. La ragazza, allora, svela la triste verità: non è una sirena, non ha una coda variopinta, ma solo due gambe rese immobili da un incidente in mare.


Per questo si è rifugiata nel capanno e si è costruita un mondo tutto suo per paura di non essere accettata. Tutto sembra precipitare, l’amicizia sembra compromessa per sempre, la magia si è rotta e tutto sembra dissolversi. Ma il ragazzo, spinto dal profondo affetto che li lega, decide di ritornare da lei per non abbandonarla mai più.

Fine serata
Cantuccini, vin santo e chiacchiere

Mercoledì 20 marzo

Ore 9,00

Ridotto del Teatro del Popolo
Teatro del Buratto/Atir
AMICI PER LA PELLE (titolo provvisorio) - STUDIO
di E. Aldrovandi e J. Montanari
con Mila Boeri e David Remondini
regia Renata Coluccini
movimenti scenici Micaela Sapienza
disegno luci Marco Zennaro
dai 7 anni

Un racconto di amicizia e tradimento, di scoperta di se stessi e dell’altro che mette al centro il rispetto reciproco.
I protagonisti
Zeno un ragazzo che si sente solo e per esigenze di lavoro si traveste da asino; Molly un asina vera, un’asina intelligentissima. E’ fuggita da uno stretto recinto e anche lei si sente sola. Sono diversi ma uniti dal sentirsi troppo spesso emarginati rispetto al loro ambiente.
Un giorno, entrambi in fuga si incontrano. Lui se ne va da un luogo che l’ha deluso, lei scappa da una prigionia. Il loro è uno di quegli incontri che cambierà la vita ad entrambi.
Il viaggio di Molly e Zeno, li porterà, attraversando un bosco, a raggiungere il paese sognato da Molly, un luogo dove convivono felicemente molti animali e solo animali. Zeno, finto asino, un po’ spaesato, un po’ timoroso non può adattarsi né continuare a mascherare la propria identità e ancora una volta fugge.  Molte avventure e altri incontri li aspetteranno e quando Zeno tradirà l’amicizia di Molly scoprirà quanto è importante e necessario il loro legame e sarà finalmente disposto a rischiare se stesso per salvare l’amica.
Insieme affronteranno diverse situazioni in cui le loro differenze emergeranno e creeranno complicità ma anche conflitti. Ma è di tutto questo che si nutre un’amicizia vera.
Le incomprensioni e la diversità generano situazioni comiche e drammatiche e il loro incontrarsi e scegliersi porta con sé la poesia del sentimento. Sul palcoscenico la storia viene narrata con un gioco di parole e di movimento dove con la voce e con il corpo gli attori evocano e ci rendono partecipi di situazioni e paesaggi.




Ore 10,30

Teatro del Popolo
Centro Teatrale MaMiMò/ Teatro Gioco Vita
LA MECCANICA DEL CUORE
dal romanzo omonimo di Mathias Malzieu
adattamento e regia Marco Maccieri e Angela Ruozzi
sagome, scene e ombre Nicoletta Garioni e Fabrizio Montecchi
con Fabio Banfo, Cecilia Di Donato, Paolo Grossi
luci Fabio Bozzetta
costumi Nuvia Valestri 
dagli 11 anni  

Nella notte più fredda del mondo possono verificarsi strani fenomeni. È il 1874 e in una vecchia casa in cima alla collina più alta di Edimburgo il piccolo Jack nasce con il cuore completamente ghiacciato. La bizzarra levatrice Madeleine, dai più considerata una strega, salverà il neonato applicando al suo cuore difettoso un orologio a cucù. La protesi è tanto ingegnosa quanto fragile e i sentimenti estremi potrebbero risultare fatali. L‘amore, innanzitutto. Ma non si può vivere al riparo dalle emozioni e, il giorno del decimo compleanno di Jack, la voce ammaliante di una piccola cantante andalusa fa vibrare il suo cuore come non mai. Lo spettacolo, d‘attore e ombre, narra gli eventi che seguono l‘incontro di Jack, ormai cresciuto, e Meliès, l‘inventore del cinema, che nello stesso periodo lavora nel suo laboratorio presso il circo Extraordinarium. A metà tra una fiaba teatrale e un romanzo di formazione, punteggiata di ironia, questa pièce traccia una metafora sul sentimento amoroso, ineluttabile nella sua misteriosa complessità. La parabola più grande e più complessa, infatti, riguarda il rapporto tra un essere umano e la sua identità, le aspettative ereditate dai genitori e dalla società consensuale, e la difficile strada della scoperta di ciò che di più autentico batte sotto la meccanica del nostro cuore.

Ore 14,30

Teatro del Popolo
Catalyst
VULCANIA - la Costituzione raccontata ai bambini
testo e regia di Riccardo Rombi
dal libro di Anna Sarfatti “La costituzione raccontata ai bambini”
con Alba Grigatti, Rosario Campisi, Virginia Billi, Giorgia Calandrini
movimento scenico Ulpia Popa
luci Siani Bruchi, Martino Lega
dai 7 anni

Lo spettacolo si rivolge all’immaginario dei giovanissimi a partire dalle parole e dalle filastrocche che Anna Sarfatti ha dedicato alla nostra carta fondamentale, con l’obiettivo di farla vivere sul palco e comprendere quali pensieri e quali eventi hanno dato origine a quelle frasi così solenni e misurate. Riccardo Rombi ha costruito una cornice narrativa singolare, in cui irrompono i versi della scrittrice trasformate in vere e proprie canzoni: Vulcania è una nave che attraversa la storia del 900 come transatlantico; poi come nave militare e ospedale torna a solcare l’oceano sulla rotta Genova/Napoli/New York… Ma è anche un non luogo, un punto di partenza, un mezzo per viaggiare e raggiungere nuovi orizzonti, un punto d’arrivo.
Siamo nel 1947. Bice, una astronoma fiorentina, e Fifì, un maestro siciliano, vivono clandestinamente sul Vulcania dal ‘44. Sfuggiti alle retate fasciste, non sanno che la guerra è finita, sono ignari di tutto. Ma a nascondersi non sono i soli, anche le cameriere Lia e Rosa hanno i loro motivi per non scendere dalla nave…
L’Italia è un luogo dove tutto sta per ripartire. La monarchia e il fascismo non esistono più e l’Assembla Costituente sta lavorando alla legge fondamentale del nuovo stato democratico italiano. I nostri protagonisti, come i bambini a cui si rivolge lo spettacolo, per la prima volta sentono parlare di diritti e doveri del cittadino e sentono nell’aria il vento del cambiamento, le sue promesse. E’ così cominciano a immaginare una Carta che rappresenti la loro terra, che unisca, difenda e protegga ogni cittadino, dalle vette delle Alpi alla Madunina del Duomo di Milano fino alle tonnare siciliane, e oltre ancora…
Una performance evocativa, vicina alle vicende che ogni giorno si trovano ad affrontare i più piccoli nel loro cammino di crescita.

ore 16,00

Ridotto del Teatro del Popolo
Arts&Crafts
QUAMAR E BUDUR da Le mille e una notte
Work in progress – dimostrazioni di lavoro e presentazione di progetti

ore 17,30

Minimal Teatro – Empoli
Kanterstrasse
UBU RE UBU CHI?
Work in progress – dimostrazioni di lavoro e presentazione di progetti

Ore 19,30

Minimal Teatro – EMPOLI
La biblioteca dei Lumière, il libro nel cinema
Video a cura di Mario Bianchi

Ore 21,00

Minimal Teatro – EMPOLI
Sacchi di Sabbia/Massimiliano Civica
ANDROMACA
da Euripide
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Iliano, Giulia Solano
produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi
in co-produzione con I sacchi di sabbia
e il sostegno della Regione Toscana

Dopo i Dialoghi degli Dei, Massimiliano Civica e I Sacchi di Sabbia tornano insieme su un classico dell’antichità, esplorando i confini tra comico e tragico.
La compagnia I Sacchi di Sabbia nasce a Pisa nel 1995 e nel panorama della scena teatrale italiana si distingue per la capacità di far incontrare tradizione popolare e ricerca culturale spingendosi di volta in volta nell’esplorazione creativa di terreni diversi, dalla letteratura al cinema (Sandokan o la fine dell’Avventura e Tràgos), dal fumetto all’opera (ESSEDICE e Don Giovanni di Mozart). La Compagnia ha ricevuto un Premio UBU Speciale nel 2008 e il Premio Nazionale della Critica nel 2011
Approfittando dell’assenza da casa di Neottolemo, in viaggio al tempio di Apollo, tra i membri della sua famiglia si accende una lite furibonda: la giovane moglie Ermione è gelosa della schiava Andromaca, con cui Neottolemo ha generato un figlio, e vuole ad ogni costo uccidere lei e il bambino. Il padre Menelao, giunto espressamente da Sparta, è deciso ad aiutare la figlia nel suo progetto di vendetta, così come Peleo -padre di Achille e nonno di Neottolemo – è deciso a fermarla. Andromaca trova rifugio presso l’altare di Tetide, e lì, aggrappata alla statua della Dea, prende tempo in attesa del ritorno dell’amante.
Neottolemo – il grande assente – è centro e causa dei vari scontri che animeranno la vicenda: ogni personaggio fa scelte decisive per la propria vita, convinto che al suo ritorno il signore farà giustizia. Ma, alla fine un messaggero racconta un fatto orribile: Neottolemo è morto subito dopo essere partito, prima ancora che ogni disputa e discussione avesse inizio.
Andromaca è un testo decisamente anomalo nella produzione euripidea: non vi si staglia alcun protagonista, nessun dio compare, come pure nessun “eroe tragico”; il mondo, svuotato di presenze eccezionali, sembra ospitare solo uomini incapaci di decidere del proprio destino. Le speranze si alternano alle tragiche disillusioni, in una danza meccanica, così macabra e spietata da sembrare comica.

Fine serata
Cantuccini, vin santo e chiacchiere

Giovedì 21 marzo

Ore 9,30

Teatro del Popolo
Zaches
CAPPUCCETTO ROSSO
regia, drammaturgia, coreografia Luana Gramegna
scene, luci, costumi e maschere Francesco Givone
progetto sonoro e musiche originali Stefano Ciardi
con Gianluca Gabriele, Amalia Ruocco, Daria Menichetti
voce narrante Luana Gramegna
assistente alla regia, drammaturgia, corografia Daria Menichetti
collaborazione artistica per scene, costumi, maschere  Alessia Castellano, Gisella Butera
Tecnico luci Valeria Foti
promozione e organizzazione Isabella Cordioli
Produzione Zaches Teatro in collaborazione con Giallo Mare Minimal Teatro, Fondazione Sipario Toscana Onlus- La Città del Teatro, Regione Toscana
dai 4 anni

“Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono. I bambini sanno già che i draghi esistono. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi”
Gilbert Keith Chesterton
Cappuccetto Rosso! - Una voce riecheggia nel silenzio…
Il bosco luogo di mistero e fascino, di tentazione e di trasgressione, il bosco
nasconde e rivela, ed è proprio per questo che permette la disubbidienza: lontano dagli occhi materni che sorvegliano, i bambini trasgredendo affrontano pericoli e rischi, ovvero le proprie paure.
Saranno i linguaggi della danza, del teatro di figura e della musica i delicati strumenti attraverso cui raccontare la storia.
I draghi possono essere uccisi o addomesticati, ma bisogna in ogni caso conoscerli, esattamente come ognuno di noi deve fare, bambino o adulto che sia, per superare le proprie paure.
Perché coraggioso non è chi non ha paura, ma chi decide di non sottrarre il proprio sguardo davanti ad essa.

Ore 10,45

Teatro Cart
Giallo Mare Minimal Teatro/I Sacchi di Sabbia
BUONO COME IL LUPO
Testo: Renzo Boldrini
Regia: Giovanni Guerrieri/I Sacchi di Sabbia
Musiche originali eseguite dal vivo: Tommaso Novi
Con Tommaso Taddei e la partecipazione straordinaria di Simone Gasparri
Voce recitante: Giulia Gallo
Tecnica utilizzata: teatro d’attore e musiche dal vivo
dai 5 anni

Il protagonista dello spettacolo, anche se a prima vista non sembra, è un lupo.
Quando si apre il sipario, gli spettatori si trovano davanti un lupo che sottoposto ad una lunga cura sembra essere divenuto più innocuo di un agnello. Il protagonista dello spettacolo è accompagnato da un maestro particolarmente abile nell’usare le note del suo piano per guidare il lupo come una marionetta, facendolo danzare come uno strampalato ballerino e come il più comico dei clowns.
Una voce fuori campo incalza il lupo per verificare se sta solo fingendo o è davvero guarito, ormai trasformato definitivamente in una creatura assolutamente buona. Per fare questo esperimento il lupo viene quindi sottoposto a domande e prove appositamente create per risvegliare i suoi appetiti da favola e la sua feroce fame.
Per indurlo in tentazione viene usata perfino l’esca la più appetitosa: una bambina dal cappuccetto rosso! Per evitarla, per fuggire lontano da lei, il lupo diventa protagonista delle più impreviste reazioni dando vita alle più fantastiche peripezie.
Un esperimento costellato di piccoli e grandi colpi di scena che si concluderà con un inevitabile lieto fine, nel senso che ciascuno tornerà a chiusura di sipario a svolgere il proprio ruolo naturale perché al cuor non si comanda e mica tutti possono essere buoni come il pane!
Buono come il lupo è uno spettacolo teatrale arricchito da una colonna musicale e rumoristica eseguita dal vivo da Tommaso Novi, già componente dei Gatti Mezzi, polistrumentista, cantante e maestro dell’arte del fischio con il quale riproduce una gamma incredibile di sonorità. In scena Tommaso Taddei, uno dei migliori attori della nuova scena toscana, sostenuto dalla partecipazione straordinaria di Simone Gasparri. La regia è di Giovanni Guerrieri dei Sacchi di Sabbia, pluripremiato regista fra i più innovativi della nuova scena italiana.
Buono come il lupo è uno spettacolo giocoso, surreale, pensato per stimolare, grazie al suo stile evocativo, l’immaginazione dei piccoli spettatori.

Ore 12,00

Ridotto del Teatro del Popolo
Teatro del Vento (progetto Next)
LA RAGAZZA E IL BAMBINO
“Il Cerchio di Gesso del Caucaso” raccontato ai ragazzi
drammaturgia e regia di Chiara Magri
assistente alla regia Carla Kovsca
scenografia di Lando Francini
produzione video Erica Locatelli
in scena Cristina Caio e Chiara Magri
dai 12 anni

Raccontiamo ai ragazzi “Il Cerchio di Gesso del Caucaso” attraverso due personaggi, il Cantore e la Ragazza che si rivolgono al pubblico per ripercorrere la vicenda dove la protagonista, coraggiosa e testarda, dimostra la sua forza nel credere prima di tutto alla vita, mettendo in campo tutta la sua impulsività. Una rivolta sconvolge la città. Il re viene ucciso, la regina fugge e non indugia ad abbandonare suo figlio in fasce per salvare il guardaroba. Ma una giovane, umile serva del re prende il piccolo, non ha paura di quello che dirà la gente di una ragazza che si fa madre, così Il bambino tra le sue braccia é salvo. I ragazzi vedranno due brevi filmati in bianco e nero, usati come insoliti sipari tratti dal cinema d’ante guerra e da immagini di oggi per entrare ed uscire dalla storia, ripensandola come se fosse accaduta ai giorni nostri. La messa in scena prevede il gioco a vista delle attrici per creare i luoghi della storia muovendo semplici elementi: la finestra di una catapecchia diventa lo scranno del giudice dove si decreterà chi sia la vera madre del bambino. Un grande telo nero si trasforma in un’onda che spazza i prepotenti, una panca di legno diventa la camera segreta dove nascondere il piccolo. Questa storia, di forte impatto per il giovane pubblico, attualissima nei contenuti è capace d intrecciare
molteplici tematiche: l’abbandono, il coraggio e la paura, il pregiudizio e il rispetto per l’essere umano, un modo per offrire agli spettatori un esempio di generosità, una scelta di cuore capace di cambiare il destino proprio e quello di una creatura indifesa.

Ore 15,00 - 18,00

Ridotto del Teatro del Popolo
IN FIERI
Incontro coordinato da Giorgio Testa
Comunicazione di idee progettuali, frammenti, as/aggi scenici, molto o poco prima della scena
Daria Paoletta – Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata ATGTP – Compagnia Madalena Reversa

Ore 19.00

ridotto
Pilar Ternera
IL RE DEI PAVONI 
Prima tappa di "Fiabe Italiane" il progetto seriale di Teatro Ragazzi della Compagnia Pilar Ternera. 
Con Silvia Lemmi, Marco Fiorentini, Giacomo Masoni
Testo e regia di Francesco Cortoni
età: 5 - 10 anni

Con questa fiaba la compagnia Pilar Ternera inizia il percorso Fiabe italiane.  Il progetto nasce dalla volontà di indagare il ricco patrimonio fiabesco Italiano per farlo conoscere alle nuove generazioni e all’infanzia. Pensiamo che l’inventiva fantastica, il gusto e la saggezza del nostro patrimonio fiabesco possono essere fatte conoscere ai ragazzi e che sia un interessante campo di confronto sia per le scuole che per le famiglie che verranno a vedere i lavori nati da questo progetto triennale che la compagnia ha avviato. La bussola che traccia la rotta è la raccolta di Italo Calvino “Fiabe Italiane” che uscì nel 1956 per conto di Einaudi e che rimane la più ampia raccolta di antiche fiabe popolari del nostro paese. Da questa raccolta sono state scelte tre fiabe una per il centro (Il Re Pavone), una per il nord (Il Principe Canarino) e una per il sud (da scegliere) che ci invitano ad un viaggio ideale nel nostro paese alla scoperta delle nostre radici e dell’infinita possibilità di metamorfosi di ciò che esiste e che accomuna la sostanza unitaria del tutto, uomini, bestie, piante e cose.  Nel Re dei Pavoni la principessa, protagonista della fiaba, vuol sposare un principe diverso da quello proposto dalla famiglia reale. La sua determinazione la porterà fino in Perù dove alla fine regnerà sul regno dei Pavoni. La fiaba, con una grande potenza visiva, è un invito al rispetto delle diversità e all’incontro con l’altro e a mettersi in viaggio per aprirsi allo sconosciuto e allo straniero. Una fiaba che, nonostante i suoi anni, è fortemente attuale e che è importante raccontare ancora.

Ore 21,00

Teatro del Popolo
Armamaxa teatro /PagineBiancheTeatro
METAMORFOSI indistinto racconto (da Ovidio)
con Gaetano Colella, Enrico Messina, Daria Paoletta
progetto Gaetano Colella, Enrico Messina, Daria Paoletta
testi Daria Paoletta, Enrico Messina
regia Enrico Messina
luci Francesco Dignitoso scene Paolo Baroni costumi Lisa Serio musica Mauro Francioso
scultura in gommapiuma Raffaele Scarimboli sartoria Lucia Caliandro
foto di scena Marco Ghidelli assistente di produzione Maria Assunta Salvatore
METAMORFOSI è produzione Armamaxa teatro/PagineBiancheTeatro
realizzata con il sostegno di un Crowdfunding
in collaborazione con il Festival Internazionale di Narrazione di Arzo
e con Compagnia Burambò
con il sostegno produttivo di GialloMare Minimal Teatro Residenza Teatrale di Empoli
e di Catalyst Residenza Teatrale di Barberino di Mugello
un ringraziamento particolare a Roberto Anglisani
si ringrazia il Comune di Ceglie Messapica

Questo lavoro attraversa le Metamorfosi di Ovidio, indistinto racconto dei confini tra il divino e l’umano, con la libertà di “tradirle” proprio nell’intento di narrare il mito. L’amore di Aurora per il suo Titone, la corsa di Fetonte sul carro del Sole, la discesa negli inferi di Orfeo, lo strazio di Atteone… Ciascuna di queste storie è un universo colmo di spunti capaci di raccontare come gli archetipi del mito siano sempre vivi in ogni società e in ogni epoca e di come la metamorfosi sia uno degli elementi essenziali e vitali del teatro e della vita stessa. Ascoltandole, mai si smette di stupirsi: perché ogni volta si rinnova il riconoscimento di sé nel racconto del mito, tanto Ovidio ci accoglie nella trama che tesse e continuamente col racconto ci culla. Il racconto è dunque una dimora in cui il narratore e lo spettatore si ritrovano a condividere ed è il luogo in cui l’esperienza del mito si compie proprio nella relazione fra narratore e spettatore. La messa in scena si ricollega ad una visione in cui il linguaggio della narrazione e quello del teatro si confondono, si fanno strumenti l’uno dell’altra, in cui la parola si fa carico di evocare le immagini in una visione scenica geometrica e insieme surreale, in cui i piani si sovrappongono, si confondono e si dilatano per tornare a ritrovare le proprie radici nella “figura” in gommapiuma di un vecchio che, legato profondamente alla terra cui appartiene, diventa anima e motore di un racconto che non bisogna fare spegnere mai, come si fa col fuoco.

Fine serata
Cantuccini, vin santo e chiacchiere

Venerdì 22 marzo

Ore 9,30

Ridotto del Teatro del Popolo
L’asina sull’isola sull’isola/Arca Azzurra
LA GAZZA LADRA la vera storia di Pico Pico
di come Gioachino Rossini inventò il crescendo
e Lele Luzzati divenne un grande creator di immagini
dedicato a Lele Luzzati soprattutto al bambino che era in lui e che, per nostra fortuna, non è mai diventato grande
uno spettacolo di filastrocche, suoni, ombre, quadri, oggetti, magie e qualche stupidaggine
ispirato all'opera di Emanuele Luzzati e alle musiche di Gioachino Rossini
da un’idea di Katarina Janoskova e Paolo Valli
testo di Francesco Niccolini
regia Emanuele Gamba
con Katarina Janoskova e Paolo Valli
voci recitanti Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci
elaborazioni musicali Mario Autore; realizzazione scene Elio Sanzogni
luci Paolo Pollo Rodighiero
una produzione Arca Azzurra Teatro Ragazzi con la collaborazione di Lele Luzzati Foundation (Genova)| UOT Teatro alla Corte (Parma) progetto di residenza artistica nell’ambito del bando #CREA della Fondazione Sipario Toscana onlus
in occasione dei 150 anni dalla morte di Gioacchino Rossini
età: 3 - 7 anni

Le gazze rubano, si sa. Ma rubano a fin di bene. Devono costruire dei nidi forti e sicuri, per salvare i loro piccoli. Rubano oggetti luccicanti e molto altro, perché sono animali intelligenti, non hanno paura di nulla, nemmeno dell'uomo, nemmeno del diluvio universale: la gazza ladra fu l'unico animale che invece di ripararsi dentro l'Arca di Noè, volò sopra l'Arca, e le portò fortuna. Da allora tutte le case su cui si posano le gazze, si dice che sono case fortunate: lì, i bambini crescono felici.
Ma la cosa più bella della gazza ladra è il suo nome scientifico, sembra un gioco di parole: Pica Pica. A causa di questo nome, la gazza protagonista di questa storia si chiama Pico Pico, ed è una gazza buffa, allegra, un po' stortignaccola e spelacchiata, ma molto simpatica.
Se Lele Luzzati fosse stato bambino ai giorni nostri, in un mondo brutto sporco e cattivo, non abbiamo dubbi: avrebbe affidato al suo amico Pico Pico la salvezza del mondo. E non abbiamo dubbio nemmeno che Pico Pico avrebbe coinvolto un esercito di ragazzini in questa opera di salvezza, perché solo i bambini – si sa – possono salvare il mondo.
Perché salvarlo è un'impresa molto impegnativa, e tutto sulle spalle di una sola gazza non può stare.
Per questo un vecchietto misterioso, forse un nonno o forse un mago, si rivolge a un bambino, un po' triste e forse malato, che vive in una città più triste e malata di lui. Prima gli restituisce il sorriso, poi gli regala una gazza, ladra e magica. Quando arriverà il nuovo diluvio universale (perché prima o poi un altro diluvio universale ci sarà...), bisognerà mettere in salvo un sacco di cose molto importanti: gli animali, i bambini, poi la bellezza, e la musica.
Pico Pico e il piccolo Lele si butteranno nella grande impresa, fatta di colori, note, giochi di parole, rumori, e il bene prezioso che fonda la vita sul pianeta: la diversità. Perché si sa, nell'universo, non ci sono nemmeno due gocce d'acqua che sono uguali...

Ore 10,30

Teatro del Popolo
Giallo Mare Minimal Teatro
DI SEGNO IN SEGNO (speciale vent’anni)
Drammaturgia, testo, allestimento e regia: Vania Pucci
Luci, scelte musicali e collaborazione all'allestimento: Lucio Diana
Tecnico luci ed audio: Roberto Bonfanti
Con: Vania Pucci, Adriana Zamboni
Tecnica utilizzata: Attore e disegno dal vivo
età 3-10 anni

Perché i bambini devono sempre andare a letto anche se non hanno sonno?
Perché esiste la notte e il giorno?
Perché non si può parlare sott'acqua?
Cos'è l'aria?
Cosa c'è oltre il cielo?
Tutto inizia da una finestra che si apre per la prima volta di notte.
E' il pretesto per cercare di gettare uno sguardo sul mondo, E allora si cerca di capire, di "spiegare" questo mondo fin dalla sua nascita, da quando era piccolo "tanto da stare in una mano" Si spiega il perché del giorno, della notte, delle stelle, del cielo, dell'acqua, dell'aria, della terra...., e diventa quasi raccontare una fiaba, una storia "fantastica" ma allo stesso tempo molto reale.
Una lavagna luminosa aiuta l' attrice a raccontare questi grandi "fatti", Sullo schermo/fondale si formano linee, segni, disegni, immagini, tutte realizzate in contemporanea da una disegnatrice, che sono di aiuto alla spiegazione/racconto, qualche volta la precedono, qualche volta la rendono poetica. Così l'attrice interagisce in maniera ludica con le immagini bidimensionali proiettate, manipolate a livello narrativo, in un incontro/scontro tra gesto, parola e segno.
Per tutti i bambini che una notte hanno aperto la finestra per guardare il cielo…

Ore 12,00

Ridotto del Teatro del Popolo
Il Lavoratorio
PINOCCHI
Con Giusi Merli, Mila Vanzini, Michele Demaria
Costumi Alessandro Lai
Luci Marcello d’Agostino
Regia Andrea Macaluso
Produzione Progetti Carpe Diem/La casa delle storie e Il Lavoratorio
dai 6 anni

“Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi: Pinocchio il padre, Pinocchia la madre e Pinocchi i ragazzi, e tutti se la passavano bene. Il più ricco di loro chiedeva l’elemosina.”
Come dice Geppetto, di Pinocchi ce ne sono tanti.
Senza voler rappresentare la storia di Pinocchio, qui si gioca in maniera molto libera e irriverente con i personaggi e con le situazioni che il primo Pinocchio narra. Il primo, cioè quello che il suo autore ebbe in mente come prima idea del romanzo.
Il racconto per filo e per segno non importa, importano le immagini, i frammenti, i suoni. La notte, la morte, la metamorfosi. Il mistero.
Pinocchi, nel senso che Pinocchio possa prendere di volta in volta voci e corpi diversi. Ma anche nel senso che questo romanzo possa moltiplicarsi in un gioco caleidoscopico di specchi deformanti e dare origine a tanti altri piccoli romanzi: i Pinocchi delle nostre paure, dei nostri sogni, delle nostre avventure.

Ore 15,00

Teatro del Popolo
Riserva Canini
NON HO L’ETA’
immaginato e creato da / Marco Ferro e Valeria Sacco
con / Manuela De Meo e Pietro Traldi
collaborazione scenotecnica / Matteo Lainati
regia / Marco Ferro e Valeria Sacco
una produzione / Riserva Canini, Campsirago Residenza
col sostegno di / Sementerie Artistiche di Crevalcore (Bo), Teatro Metastasio di Prato, Teatro delle Briciole di Parma, Teatro Comunale di Antella/Regione Toscana, Teatro del Lavoro di Pinerolo/ Regione Piemonte
età 6 - 10 anni

“Non ho l’età” è uno spettacolo rivolto alle famiglie e all’infanzia che ha per tema lo scorrere del tempo. “Che cos’è il tempo? Se nessuno me lo domanda, lo so. Se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so più.” Partendo da questa celebre frase di Sant'Agostino, ovvero dall’impossibilità di spiegare a parole che cosa sia il tempo, lo spettacolo vuole offrire ai giovani spettatori l’occasione di coglierne il mistero, con toni ora lievi e ora intensi, attraverso un gioco che mescola il teatro d'attore con il teatro d'animazione e di oggetti.
Due sono i protagonisti di questo viaggio, un uomo e una donna. Attraverso i loro corpi e le loro mani ci immergeremo nel mistero del Tempo e della sua natura cangiante: un tempo che può fuggire rapido, rivelarsi un tiranno, così come un buon medico o un ottimo consigliere, ma che può anche perdersi, essere lentissimo, e che a volte è persino necessario ammazzarlo. Il tempo cambia, è impossibile fermarlo e forse anche comprenderlo fino in fondo. Tuttavia, una delle poche cose cha abbiamo imparato dalla Scienza moderna, è che il Tempo non va misurato in ore e minuti, ma in trasformazioni.
Allora, ciò che faremo, sarà seguire le sue tracce attraverso le continue trasformazioni che lascia: sulla terra, dove scorre inesorabile, nella mente di due innamorati, dove sembra danzare, nell'afa di un caldo pomeriggio d'estate, dove sembra non passare mai, e nella vita di una creatura, dove forse gioca la sua parte più sorprendente.

Ore 16,00

Sale Espositive Teatro del Popolo
CAFFE’ DEI FESTIVAL
Incontro tra direttori dei Festival di Teatro Ragazzi

Ore 17,00 -18,30

Ex Oratorio San Carlo
Incontro/riflessione sul teatro fra le generazioni
Rivolto ad insegnanti ed operatori teatrali
a cura di casa dello Spettatore di Roma

ore 19,00

Ridotto del Teatro del Popolo
Gogmagog
LE NOVELLE DELLA NONNA
da Le novelle della nonna di Emma Perodi
Produzione: GOGMAGOG con il sostegno di Regione Toscana-Sistema Regionale dello spettacolo, del Comune di San Casciano in val di Pesa e di Fondazione Toscana Spettacolo onlus Rete Teatrale Regionale.
Realizzato nell'ambito de IL FANTASTICO MONDO DI EMMA PERODI, a cento anni dalla sua morte (Palermo 1918), progetto a cura di Stefano De Martin, Federica Depaolis e Walter Scancarello
con Cristina Abati, Rossana Gay, Tommaso Taddei
disegno luci Antonella Colella
regia di Tommaso Taddei
dai 6 anni

Le Novelle della Nonna di Emma Perodi, pubblicate per la prima volta nel 1893, hanno ottenuto subito un grande successo consolidatosi in innumerevoli ristampe, sino ai giorni nostri. In occasione del centenario della morte dell’autrice toscana (1918), la compagnia Gogmagog ha inteso restituire l’atmosfera fantastica dell’opera con uno spettacolo rivolto all'infanzia.
Il lavoro ha avuto origine da un laboratorio rivolto a ragazzi dai 6 ai 12 anni, realizzato a San Casciano in Val di Pesa, dal titolo In viaggio tra le fiabe. Proponendo diverse storie, e lavorando con loro attraverso il linguaggio del teatro, abbiamo scelto due tra le 45 novelle della raccolta: l’Incantatrice e Il diavolo che si fece frate sono diventate il corpo drammatico del nostro spettacolo. L'invenzione letteraria di nonna Regina di Farneta in Casentino, che da impareggiabile affabulatrice fa sognare a bocca aperta grandi e piccini riuniti davanti al focolare, ci è sembrata da subito molto importante. Questa invenzione della Perodi si ispira alle ricerche antropologiche condotte sul campo alla fine dell'ottocento, soprattutto in Toscana. Le donne, principali depositarie della cultura orale di un territorio, trasmettevano un sapere antico -fantastico e insieme concreto- che fondeva con sapienza popolare, precetti morali, religione, superstizione, rapporto tra bene e male, tra maschile e femminile. 
Nonna Regina racconta, all'interno di un cornice eticamente presidiata, storie incredibili di diavoli, fate, cavalieri, santi ed eroi. Avventure straordinarie per svelare la trama della nostra vita quotidiana alimentata dal desiderio di bellezza, pace, benessere, amore, giustizia, dal “sogno di una vita migliore” come ci diranno i protagonisti delle due novelle. “Il diavolo che si fece frate” in cui Gesù incontra il Diavolo e fa un patto con lui pur di avere in cambio le anime che ha catturato: per un giorno lo libererà dalla maledizione purché non porti danno agli uomini contro la loro volontà. Il diavolo vestirà gli abiti di frate Leonardo e andrà in tre case per offrire ai suoi abitanti ciò che più desiderano, desideri che esauditi li condurranno alla perdizione. Il diavolo dirà alla fine a Gesù: “tu saprai che per perdere gli uomini vi è un mezzo ben sicuro; quello di beneficiarli”. E Gesù dovrà ammettere che “il diavolo è più potente di me!”
“L’incantatrice” è la storia di Gosto e Santina alla ricerca di fortuna. Sul loro cammino incontrano una fata malvagia e bellissima che trasforma in pesci coloro che vogliono sposarla per diventare ricchi. Un coltello, un campanellino, un bastone e il coraggio di Santina saranno decisivi per uscirne sani e salvi e costruire una buona vita. E’ la parabola dell’andare in cerca di fortuna. “Gli uccelli volano sempre finché non trovano un campo di grano e le api girano in cerca di fiore per fare il miele” dice Gosto a Santina, “ti pare che un uomo debba aver meno criterio di questi animali? Anch’io voglio cercare, finché non trovo ciò che mi manca, cioè di comprare un paio di manzi e un maiale..”

Ore 21,00

Teatro del Popolo
STASERA PAGO IO! Progetto in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo
Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse e Teatro del Piccione 
POLLICINO
con Simona Gambaro e Paolo Piano
testo e regia Manuela Capece e Davide Doro
dai 6 anni

Fine serata
Cantuccini, vin santo e chiacchiere












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