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Eolo
recensioni
SEGNI D'INFANZIA 2020
FACCIAMO UN PRIMO RESOCONTO CON CRISTINA CAZZOLA

La quindicesima edizione del Festival Segni D'infanzia si è svolta dal 31 ottobre all'8 novembre 2020 a Mantova, ma come vedremo, non solo nella bellissima cittadina lombarda. Nella mente coraggiosa di Cristina Cazzola, nonostante l' aggravarsi della Pandemia in corso, avrebbe dovuto svolgersi non solo attraverso oltre 300 eventi, previsti tra palcoscenici reali, dislocati nelle più belle location di Mantova, accessibili in totale sicurezza ma anche virtuali, raggiungibili da tutti - e da tutto il mondo – accedendo alla piattaforma digitale SEGNI IN ONDA. L'edizione ha avuto il suo animale simbolo nella Balena, creata per l'occasione da Vinicio Capossela che ha voluto essere anche testimonial della manifestazione
Grazie alla nuova formula si voleva “ ripartire a piccoli passi per recuperare quel contatto che tanto ci è mancato e per costruire una nuova socialità in cui scuola, famiglie, bambini, ragazzi e "addetti ai lavori" possono riprendere un dialogo per parlare di futuro, dare spazio all'espressione artistica e condividere esperienze”.



Purtroppo il Covid 19 che sembrava, se non debellato, ma almeno assopito, ha rialzato la testa per cui il Festival, giocoforza ha dovuto emigrare interamente sul WEB.

Per cui “SEGNI IN ONDA”, è diventato lo spazio centrale di questa quindicesima edizione, uno spazio che è diventato luogo di incontro per tutto l'insieme di spettatori che dal 2006 frequenta questo meraviglioso festival che ha così anche garantito alle compagnie presenti con i loro spettacoli la dovuta visibilità, in previsione della possibilità di poter riprendere la circuitazione. Uno spazio il cui obiettivo è stato anche quello di attirare l'attenzione del pubblico non solo sugli spettacoli ma anche, attraverso dibattiti mirati su contenuti che possano aiutare il settore a comunicare in maniera adeguata la DENSITÀ' del pensiero e la qualità che esso è in grado di produrre.
SEGNI dunque è andato in onda con tutti i contenuti che erano previsti, che sono stati registrati a Mantova come un grande studio televisivo. Tutto ciò, si badi bene è avvenuto nel rispetto della professionalità dei lavoratori, con gli adeguati cachet, così da salvaguardare i parametri di qualità e professionalità della categoria per garantire a tutti - bambini e bambine, ragazzi e ragazze – un'esperienza teatrale autentica. Una scelta bella e necessaria, consapevole nel medesimo tempo che solo il rapporto reale con il Teatro sia la scelta giusta per goderlo appieno in un luogo sicuro e di stimolo della cittadinanza e della mente dell'essere umano.
Per cui la balena per questa edizione ha voluto sostituire metaforicamente il luogo teatrale per accogliere bambini, adulti, ragazzi e operatori per crescere insieme e diventare il luogo e dove ognuno ha anche potuto raccontare raccontare la sua esperienza grazie al contest "Nella pancia della Balena". Tutti i contenuti saranno visibili on line sino al 30 Novembre.

Abbiamo dunque chiesto a CRISTINA CAZZOLA, direttrice artistica del Festival di farci un primo bilancio dell'anomala edizione di quest'ann, su cui ritorneremo dopo aver attraversato anche noi per intero “Segni in onda” e che invitiamo anche voi a fare sino al 30 Novembre.

Guarda siamo molto contenti abbiamo avuto circa 10.000 connessioni, che vuol dire oltre 30.000, calcolando 1 Dispositivo a famiglia e che molte sono dovute a scuole. Credo sia un dato importante

15 anni di festival in un anno così particolare dal 2006 cosa è cambiato?

Segni nei primi anni ospitava solo compagnie internazionali poiché in Italia, erano molto poche le occasioni di vederle in scena. Poi col tempo, il festival è diventato sempre di più un luogo di scambio fra artisti internazionali e nazionali, un momento di crescita e di formazione per tutto il settore ospitando anche artisti italiani per favorire questo confronto e dialogo. Da sempre Segni vuole essere un luogo in cui si costruisce un pensiero critico e un dialogo volto a stimolare il rinnovamento dei linguaggi e della produzione artistica grazie allo scambio fra nazionale e internazionale. Lo ha fatto sin dal 2014 con progetti strutturati e continua a farlo nel 2020 usando tutti gli strumenti possibili, che in tempi di distanziamento sociale e di teatri chiusi ha significato creare la piattaforma segninonda.org. Perché da sempre Segni si è trasformato per raggiungere e ampliare il proprio pubblico e la propria comunità di spettatori artisti e operatori. Quando il festival è nato il pubblico d’elezione era formato da bambini, famiglie e scuole con un target prevalentemente riguardante la fascia 18 mesi-10 anni. Dal 2014 rispondendo ad un’esigenza di quei genitori fidelizzati che vedevano crescere i propri bambini ma volevano continuare a frequentare il festival, abbiamo provato ad elevare l’età dei nostri spettatori con progetti destinati all’adolescenza, di audience development, e da quell’anno il nostro pubblico ha iniziato a comprendere bambini e ragazzi dai 18 mesi ai 18 anni. Nel 2020 abbiamo seguito il pubblico portando la proposta nelle case e nelle scuole grazie a segninonda.org. Una piattaforma che ci ha permesso non di sostituire l’esperienza teatrale, che resta insostituibile, ma di mantenere attiva un’abitudine alla frequentazione del teatro stimolando quella che Daniele Novara in un’intervista rilasciata proprio su segninonda.org chiama l’intelligenza teatrale.

Dove ci porterà tutto questo uso del digitale? farà bene o male al teatro ?

Credo che oggi non possiamo avere ancora ben chiaro cosa e come sarà il teatro sul web nel futuro e quale sarà il suo posizionamento e la sua funzione. Quello che so è sicuramente che cambierà alcuni modi di fare teatro, ci sarà un grosso impatto sulle estetiche perché ci porterà a dare una priorità a tutto ciò che dal punto di vista dei linguaggi ha un forte impatto visivo. Dovremo forzatamente riflettere su quella che sarà la nostra proposta e su come rendere comunicabile ciò che facciamo. Se saremo capaci di usare bene lo spazio del web, selezionando in modo accurato i contenuti, curandone la proposta e il confezionamento, sicuramente potremo avere un impatto indiretto di ampliamento del pubblico che conosce e ama il teatro. Non vedo quindi rischi di sostituzione dell’esperienza dal vivo con il digitale ma una relazione di complementarità e di arricchimento reciproco con il valore aggiunto di migliorare l’accessibilità del teatro raggiungendo tuti coloro che normalmente non escono di casa per recarsi nelle sale teatrali.

Che impatto ha avuto secondo te il COVID-19 sul sistema Teatro?

In questo momento i teatri sono chiusi ma stanno producendo. Le strutture finanziate per mantenere i parametri e per dare lavoro agli artisti sono in produzione ma non ci saranno teatri e stagioni sufficienti per accogliere tutto ciò e con un’assenza strutturale di progetti a lungo termine e l’assenza totale di ricambio generazionale si prevede che il sistema sia davvero messo in crisi. Forse il digitale potrebbe essere uno spazio in cui sperimentare, ovviamente se riusciremo a gestirlo in maniera intelligente e normandolo nel rispetto dei lavoratori. Per questo Segni appena la parte dal vivo è stata cancellata ha previsto compensi per tutti gli artisti che si sono esibiti on line.









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